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N. 8 - Agosto 2008 |
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L'analisi congiunturale di settore
di Claudio Carini *) La Festa del Ceramista è un appuntamento per esaminare landamento congiunturale del distretto produttivo. Ogni giorno apprendiamo dai mezzi di comunicazione, numerosi elementi di incertezza che, alimentando il senso di preoccupazione di imprese e famiglie, frenano ogni progetto di investimento e di prospettiva. Fra i fattori di maggiore apprensione ricordo la crisi statunitense, la stagnazione delleconomia europea, le previsioni di crescita zero per leconomia italiana, nel 2008, con laumento del debito pubblico. Inoltre la corsa ingiustificata dei costi petroliferi alimenta laumento dei prezzi delle materie prime e delle tariffe.
Leuro forte sul dollaro non aiuta di certo le nostre esportazioni, le imprese italiane avevano difficoltà quando il cambio era a Euro 1,20, figuriamoci oggi che è arrivato a quota 1,60. E ancora, il rialzo del tasso dinteresse da parte della B.C.E., si aggiunge alla forte preoccupazione per laumento continuo dei costi energetici: imprese e famiglie italiane pagano lenergia elettrica il 38% in più rispetto alla media europea, mentre i costi del metano, da gennaio 2008 ad oggi, sono saliti del 20 percento. Infine la spinta inflazionistica interna ed internazionale che frena ulteriormente i consumi, non lascia intravedere una facile ripresa, specialmente per quei settori, come la ceramica, non considerati certamente beni di prima necessità. Inevitabilmente, lo stato di difficoltà generale, si riflette sullandamento congiunturale del nostro territorio, soprattutto per i comparti manifatturieri tradizionali, più sensibili alla contrazione della domanda nei principali mercati mondiali. Così la ceramica anche a Gualdo, da alcuni anni, sta vivendo un trend negativo, magari meno pesante, per la tenuta imprenditoriale, che in altri territori, ma con una perdita costante di occupati, sia diretti che dell'indotto. Per tracciare con maggiore esattezza il quadro della situazione del comparto, il Centro Ceramica ha realizzato una recente indagine sulla nati-mortalità delle imprese rispetto al 2007 e sul relativo andamento occupazionale. In questo senso ci è sembrato utile riportare una sintesi del lavoro di analisi, sul contesto imprenditoriale locale, presentato lo scorso anno, con il tentativo di identificare le specificità produttive, correlate alle diverse dinamiche occupazionali.
Intanto evidenziamo una caratteristica tipica del nostro distretto, la diversificazione delle produzioni in almeno quattro macro settori. Una considerazione a parte va fatta per lunica importante industria di piastrelle (ca 300 addetti) che, per caratteristiche dimensionali e particolare tipologia di prodotto di alta qualità, si colloca su una fascia di mercato completamente diversa dalle altre imprese.
Di seguito si evidenziano gli altri accorpamenti di imprese aventi caratteristiche similari.
* Il gruppo di aziende "Artistico/Commerciali" comprende le attività più strutturate, in grado di acquisire partite di lavoro significative. Queste sono caratterizzate da momenti di forte stasi dei mercati, alternati a picchi di domanda molto elevati. Nelle fasi positive le imprese hanno consolidato una capacità di risposta sinergica con lattivazione del sistema di "filiera". Tale sistema di collaborazione a rete, se pur non supportato da alcuna regolamentazione, funziona e permette di acquisire lotti di lavoro consistenti. Va sottolineato come proprio la capacità di risposta immediata alle richieste di mercato sia uno dei pochi elementi di competitività del tessuto produttivo locale, unitamente alla qualità dei prodotti.
* Per quanto riguarda il secondo raggruppamento si tratta di imprese che occupano fino a 15 addetti e che realizzano produzioni "Artigianali/Artistiche" di qualità. Queste sono orientate a soddisfare una rete distributiva più diffusa attraverso lacquisizione di partite di lavoro anche piccole. Sono strutture più flessibili delle prime che offrono un prodotto di alta gamma ed un servizio estremamente efficiente. Anche in questo caso è 1'elevata qualità delle produzioni ad essere vincente, garantita da una ricerca artistica continua nel design unita, in alcuni casi, ad una puntuale innovazione dei materiali.
Questi due cluster d'impresa sono sicuramente quelli che sviluppano i maggiori volumi di lavoro e quindi sono quelli più sensibili alla congiuntura e a maggiore impatto occupazionale. Tale considerazione si evince anche per il collegamento diretto con altre imprese di sub-furnitura. Infatti, l'indagine ha evidenziato che, mentre il numero delle 16 imprese è rimasto invariato, si registra un calo di 21 addetti diretti, più quelli dellindotto.
* In merito al settore artistico tradizionale, si registra una sostanziale tenuta numerica, sia per quanto riguarda le 19 imprese, si per i complessivi 33 addetti del settore. Il mercato di riferimento continua ad essere quasi esclusivamente locale, mentre è più difficile fare apprezzare il valore delle pregiate maioliche artistiche in altri mercati. In ogni caso tendono a consolidarsi i laboratori con produzioni di altissima qualità e quelli che fanno innovazione di prodotto.
* Questo raggruppamento di imprese riguarda i "produttori di semilavorati" ceramici. Innanzi tutto, come già rilevato, si nota come la flessione delle 24 unità lavorative della sub-fornitura, sia collegata, con i due gruppi definiti "artistico/commerciali ed artistico/tradizionali". Infatti landamento occupazionale nella sub-fornitura, è direttamente proporzionale al calo di domanda dei primi due settori. Rimane inalterato, onvece il numero delle 22 imprese, anche grazie allimpegno notevole compiuto da questi imprenditori, nella diversificazione delle produzioni verso due nuovi segmenti di mercato: uno è quello delle terrecotte da giardino e laltro è quello dei semilavorati di qualità per il mercato degli hobbysti (aree principali Italia , USA e UE).
In particolare la lavorazione delle terrecotte è il settore che permette di mantenere e di rivalutare la figura del torniante.
Il contesto di precarietà generale sopra descritto, impone unattenzione straordinaria, ad ogni livello istituzionale, per contrastare lo stato di crisi e per rilanciare la competitività del nostro sistema imprenditoriale in generale e della ceramica in particolare.
Intanto partiamo dall'assunto che in Italia, nella nostra regione e nel nostro territorio, le micro e piccole imprese rappresentano il 98 percento del sistema imprenditoriale. Pertanto occorre avere un approccio alle problematiche che consideri "sempre" queste specifiche realtà. Per esempio a livello nazionale le associazioni dell'artigianato e della piccola impresa, hanno avanzato numerose richieste di intervento in questo senso, di cui voglio ricordarne due: allentare la pressione fiscale che oggi è al 43,3% del Pil ed è divenuta insostenibile; eliminare la bufocrazia superflua, che pesa per ben 11,4 miliardi di euro lanno sulle imprese. Un intervento concreto presentato dalle associazioni al governo, per aiutare le tante imprese che fanno ricorso al credito per il pagamento delle tasse, è lintroduzione della tassazione per cassa, al posto della tassazione per competenza.
Un altro provvedimento importante riguarda la "rivisitazione" degli studi di settore perché vi sono troppe imprese al di fuori dei parametri di congruità e non solo per la ceramica. Da qui la richiesta di agganciare i valori di riferimento degli studi non solo allandamento congiunturale dei settori in crisi, ma anche alle situazioni di difficoltà economica territoriale. Altri temi sui quali le imprese sono chiamate ad un adeguamento sempre più complesso ed oneroso riguardano la sicurezza e lambiente. In questo caso, sono il peso ed il costo della burocrazia a dover essere riequilibrati, a favore delle realtà produttive di piccola dimensione, che non possono essere messe sullo stesso piano delle grandi industrie. Inoltre le imprese attendono, anche altre risposte concrete dal livello istituzionale, a partire da una maggiore tutela internazionale sulla contraffazione dei prodotti e sulla concorrenza sleale, ad una più incisiva valorizzazione delle produzioni made in Italy.
Comunque è stato ribadito da più parti che, per consolidare gli spazi acquisiti e ricercare nuove nicchie di mercato, dove la qualità delle produzioni gualdesi e umbre può essere apprezzata, occorrono strumenti adeguati di internazionalizzazione: attività promozionali, reti di distribuzione ed interventi strutturali nei mercati esteri. In particolare, oltre agli USA, si potrebbe puntare su quei mercati come Russia e Medio Oriente avvantaggiati, fortemente, dal rincaro dei prodotti energetici di gas e petrolio. Ma non si può andare da soli in certi sistemi economici complessi, è quindi necessario ricercare le possibili sinergie fra pubblico e privato per ottimizzare la nostra capacità di penetrazione in quei mercati difficili.
Importante è anche supportare le imprese nei progetti di ricerca, innovazione e qualità, calibrati per le piccole e micro imprese, magari agganciati con le università ed i centri di ricerca. Ritengo però che tutti questi percorsi di riposizionamento debbano passare attraverso la capacità di creare reti dimpresa e di fare aggregazione. Non a caso, le politiche comunitarie, cosi come gli interventi nazionali e regionali stanno puntando sempre di più sui progetti a rete e di filiera. Le recenti indagini condotte dallUnioncamere sul sistema imprenditoriale umbro, evidenziano un andamento migliore ed una vitalità superiore soprattutto da parte delle imprese di medie dimensioni e, comunque, maggiormente strutturate. Questo non significa che tutti devono diventare grandi ma che la strategia vincente è quella di fare sistema fra imprese, razionalizzare ed ottimizzare mezzi tecnologici e risorse umane qualificate, cioè di lavorare sulle economie di scala attraverso i processi di aggregazione.
Per quanto riguarda le produzioni artistiche/tradizionali ritengo sia necessario rafforzare il percorso della filiera Turismo Ambiente Cultura. Su questo il Centro Ceramica e lAmministrazione Comunale stanno lavorando per la realizzazione di progetti dedicati: corsi di ceramica collegati a campi scuola e per turisti; mostra permanente delle opere dArte Contemporanea; percorso museale cittadino; apertura dellInfo Point per il collegamento di queste attività e per offrire un pacchetto turistico completo. Fra gli interventi utili a migliorare i livelli di competitività del nostro sistema imprenditoriale non va dimenticato inoltre il completamento dei due assi viari principali: la Perugia-Ancona e la "nuova" Flaminia. Per quanto riguarda la rete ferroviaria è auspicabile un intervento di potenziamento con il raddoppio della Orte-Falconara, anche in prospettiva di ripristinare lo scalo merci a Gualdo Tadino.
Sul fronte degli ammortizzatori sociali, mirati alla tenuta occupazionale ed alla salvaguardia delle professionalità, si può contare ancora sul rinnovo dell'accordo per il trattamento straordinario di Cassa Integrazione Guadagni per l'Umbria, per le imprese della ceramica con meno di 15 dipendenti. Un provvedimento reiterato anche per questo anno grazie all'accordo tra Ministero del Lavoro, Assessorato della Regione Umbria, sindacati ed associazioni imprenditoriali che permetterà alle piccole aziende di poter attivare fino a nove mesi di Cassa Integrazione Straordinaria. Ma, indubbiamente, si tratta di interventi tampone, ai quali occorre affiancare altri provvedimenti istituzionali a sostegno del settore: di livello regionale, nazionale e comunitario. Per esempio, in considerazione della forte crisi del settore e dei pesanti rincari del metano, sarebbe auspicabile un intervento riduttivo sulladdizionale regionale, pagata dalle imprese, sui consumi di gas metano.
Un altro tema di particolare interesse per la nostra area è la restituzione della "busta pesante". Il tutto è stato definito con il decreto che ha sancito il rimborso del 40%, degli importi sospesi in occasione del sisma, da restituire in dieci anni. Il parere unanime, su questa vicenda, è che siano mancate le necessarie misure di accompagnamento e tempi adeguati per consentire, ad imprese e cittadini, di poter formalizzare le richieste di rateizzazione ed iniziare il rimborso di quanto dovuto: contributi assistenziali, previdenziali, assicurativi, tributi vari, Irpef, ecc. A questo punto diviene fondamentale un provvedimento legislativo di rinvio al 31/12/2008. A livello locale, infine, ritengo sia opportuno rilanciare la Consulta Economica Comunale, allo scopo di individuare idee e progetti per il consolidamento del settore e che siano in grado di attrarre nuovi investimenti imprenditoriali nel territorio.
Credo che il comparto ceramico territoriale ha dimostrato di avere una forte dinamicità ed una certa capacità di tenuta rispetto alla situazione di pesante avversità del contesto economico generale. La storia gloriosa della ceramica di Gualdo Tadino, la cultura delle sue produzioni artistiche e le potenzialità dei nostri imprenditori non possono essere spazzate via in nome della globalizzazione. Allontanare lo spettro del declino e affrontare la sfida della competitività economica è ancora possibile se imprese, finanza, forze sociali ed istituzionali saranno capaci di creare quell'ambiente legislativo, economico, infrastrutturale e culturale favorevole al consolidamento del nostro sistema imprenditoriale diffuso.
*) Presidente Centro Ceramica Umbra |
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