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N. 8 - Agosto 2008

Accademia dei Romiti

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Carlo Gubbini e il nuovo corso socialista

Sindaco dal 27 dicembre 1971 al 21 aprile 1980


10cgubbinipic0808.jpg (3897 byte)Il giorno "dei lunghi coltelli" ebbe il suo epilogo lunedì 27 dicembre 1971 quando, durante un affollato Consiglio comunale, il testimone della poltrona di primo cittadino gualdese passò da Armando Baldassini a Carlo Gubbini, giovane "rampante" del locale Partito Socialista Italiano. In un lungo ed esaustivo articolo del 9 gennaio 1972 così Riccardo Serroni raccontò la vicenda: "Il nuovo sindaco è Carlo Gubbini, 23 anni, studente universitario in filosofia, uno dei due giovani leoni (l’altro era Mario Staffaroni - ndr) protagonisti di una lunga ed a volte aspra battaglia all’interno del PSI, conclusasi lunedì 27 nell’aula consiliare: 17 voti a favore, 7 schede bianche, 1 contrario. Due settimane prima, il direttivo del Partito aveva votato una «lista giovane» a larga maggioranza e l’anziano leader che per 23 anni ha rivestito la carica di primo cittadino ha dovuto arrendersi. E' finita un’epoca. Con Baldassini se ne vanno 20 anni di storia, gli anni della ricostruzione dopo lo sfacelo, gli anni più difficili forse dell’ancor giovane nazione, gli anni della miseria, della fame e della sofferenza ... In tali condizioni fare il sindaco ha voluto dire qualcosa in senso romantico e patriarcale, come un padre sempre pronto ad ascoltare le esigenze dei suoi figli per l’acqua, la strada, la breccia e quanto di più urgente può esserci in una famiglia ... Molti credono che Gubbini si brucerà essendo troppo giovane e per di più accecato dall’entusiasmo. In parte potremmo anche condividere. Siamo convinti cioè che Gubbini «potrebbe bruciarsi» ma soltanto a due condizioni: che gli facciano le scarpe i comunisti (ipotesi poco probabile ma priva, al momento, di una sua giustificazione valida) oppure che non si sia reso conto della particolare difficoltà del momento e di ciò che la cittadinanza si attende da lui per poter giustificare a posteriori l’operazione anti-Baldassini che lo ha visto protagonista ...". Armando Baldassini, per amore del PSI, si ritirò in disparte (oggi, con la scomparsa dell’etica e la perdita degli ideali, ci sarebbe stata una lacerante scissione) lasciando il campo libero alle idee e al nuovo corso amministrativo.

 

Com’era composto quel Consiglio comunale che permise, tramite accordi "segreti" ma non troppo, di deporre il vecchio leader? Per il PCI erano stati eletti: Mario Lispi (poi diventato suocero di Carlo Staffaroni), Raffaele Biscontini, Antonio Campioni, Luigi Vinciotti, Augusto Pinacoli, Guerrino Castellani (padre di Virgilio, poi esponente del PSI), Giuseppe Barberini, Giancarlo Zeni, Paolo Ballacci, Luigi Garofoli e Franco Zeni. Per il PSIUP, Alberto Rosi. Per il MSI, Lanfranco Montesi. Per la DC, Gianfranco Materazzi, Valerio Anderlini, Livio Bassetti, Franco Moriconi, Antonio Frillici, Alfredo Matteucci, Nerio Cioli, Augusto Matteucci e Mario Fernando Rosi. Per il PSU, Corrado Gentilucci. Per il PSI, Armando Baldassini, Carlo Gubbini, Mario Staffaroni, Ermenegildo Mariani,.Gastone Sabbatini, Armando Carpinelli, Ritorniamo ora alla figura del sindaco in oggetto.

 

Carlo Gubbini nasce a Gualdo Tadino il 28 maggio 1948 da Nello (1908-1986), sarto, e Ester Angeli. I Gubbini, agricoltori di mestiere, erano originari di Fossato di Vico e si erano stabiliti a Gualdo nella seconda metà del ‘700 con Liberato Gubbini (Fossato di Vico 1736 - Corcia 1816) che aveva sposato Caterina Porchetti, anche lei fossatana.

 

Il nostro Carlo ("Carlisio"), probabilmente uno dei politici più preparati che ha espresso Gualdo, si appassiona fin da ragazzo alla politica, vivendo in una famiglia di grande fede socialista. Arguto, dotato di notevole padronanza dialettica, riesce ad amalgamare intorno a sé un gruppo di giovani ideologicamente portati verso posizioni di sinistra. Infatti, molti di questi (quasi tutti) hanno cambiato nel tempo "casacca" per entrare nelle file del PCI, DS o PD. Il 27 dicembre 1971, Carlo Gubbini veniva proclamato nuovo sindaco di Gualdo, forse uno dei più giovani d’Italia. Da quel momento in poi sarà tutto un susseguirsi di successi in campo politico. Membro della direzione nazionale del Psi, consigliere regionale dal 1980, vicepresidente della giunta regionale ininterrottamente fino al 1994, con deleghe specifiche nei settori dell’agricoltura e dell’artigianato; nel 1992 ha rappresentato l’Umbria all’elezione del nuovo presidente della Repubblica su nomina dal consiglio regionale. Fautore dell’unità delle sinistre, segretario regionale dell’Unione socialisti umbri, è stato eletto nel 1994 alla carica di senatore della Repubblica Italiana (il primo di Gualdo Tadino) con il 53,8 % dei suffragi nel collegio elettorale. La sua permanenza a Palazzo Madama sarà di breve durata in quanto l’anno dopo, caduto il governo, furono indette nuove elezioni. Dirigente regionale dei Laburisti, nel 2004 è stato nominato segretario dell’Unione comunale dei Ds e poi capogruppo in Consiglio Comunale.

 

Nelle elezioni comunali del 15 giugno 1975 il PSI raggiunse uno dei suoi migliori risultati con 2.350 voti (PCI, 3761; PRI, 60; MSI, 330; DC, 2728; PSDI, 207) eleggendo Carlo Gubbini, Mario Staffaroni, Gastone Sabbatini, Armando Baldassini, Gino Bedini, Gigi Paciotti, Mario Stella e Gino Vantaggi.

 

Sotto il suo operato in ambito locale e regionale si sono realizzati il carcere mandamentale, mai entrato in funzione, e il centro promozionale della ceramica, oggi in parte abbandonato.

 

Nel 1997 ha ricevuto il Premio Beato Angelo, creato nel 1992 per onorare i gualdesi che hanno portato in alto il nome della città. A lui, infatti, oltre ai meriti politici, si debbono anche diversi interessamenti per ottenere alla locale squadra di basket le sponsorizzazioni necessarie per disputare da protagonista alcuni campionati di serie B.

 

Daniele Amoni

 

 

Alcune doverose precisazioni


In merito all’articolo su Armando Baldassini, per il quale ho ricevuto varie testimonianze di suoi estimatori fra cui quella gradita del sig. Celestino Farneti che ne elogiava la gestione attenta e disinteressata dei fondi pubblici, mi corre l’obbligo di correggere un refuso, dovuto alla fretta con la quale talvolta si stendono gli articoli. Il sindaco che volle le onoranze pubbliche per Armando Baldassini, deceduto il 16 marzo 1982, fu l’amico Mario Staffaroni in carica dall’11 agosto 1980 al 14 dicembre 1982. Me ne scuso vivamente con l’interessato.

 

In merito all’articolo sul sindaco Fiorello Sergiacomi, ho ricevuto dalla figlia, signora Sandra Sergiacomi, consorte del generale d’aviazione Libero Garofoli, la lettera seguente: "Roma 5 luglio 2008. Caro dott. Amoni, desidero congratularmi con lei per l’accurato e prestigioso lavoro di ricostruzione storica delle vicende salienti che hanno contrassegnato la vita della nostra Gualdo; ricostruzione che offre riferimenti indispensabili per consolidare le «memorie» alla Comunità locale relative ai rapporti futuri generazionali. Vorrei aggiungere un ringraziamento commosso per l’analisi fatta della figura politica di mio padre che ha fornito informazioni che non conoscevo e che sarà mia cura trasmettere a mio figlio affinché abbia maggiore conoscenza delle sue origini. Grazie ancora di cuore sperando di poter venire a Gualdo la prossima estate e poterla conoscere di persona.

 

Con stima e simpatia le auguro un buon proseguimento del suo prezioso lavoro".

 

Daniele Amoni

 

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