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N. 8 - Agosto 2008

Accademia dei Romiti

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Ma è civiltà questa?


Son tornato a casa dopo anni, ed ho preteso di accompagnare i miei nipoti a conoscere i luoghi cari della mia infanzia, come li ho vissuti e come avevo cercato di farli piacere a loro nei miei racconti, purtroppo, che delusione!

 

C’era la Rocchetta, il regno dell’acqua, luogo che in passato, d’estate brulicava di visitatori e di turisti che vi trovavano ristoro ... c’era. Quanto ho trovato è una indecenza.

 

C’era un fiume impetuoso, il Rio Vaccara, che d’estate, con i suoi gorghi della "paratella", costituiva la nostra spiaggia dei poveri in cui nelle ore pomeridiane ci tuffavamo per fare il bagno nell’acqua gelida: è scomparso; risalirne il corso fino alle sorgenti è deprimente e vedere il letto che nei miei ricordi brulicava di trote, prosciugato perché l’acqua ... mi dicono che è prelevata tutta e va perfino a Perugia.

 

C’era un’altra sorgente ricca, presso Palazzo Mancinelli, per raggiungerla abbiamo camminato per due chilometri sulla sponda del letto prosciugato del fiume che alimentava e, quando siamo arrivati alla "sorgente" non c’è stata nemmeno possibilità di bere un sorso per dissetarsi, perché i nuovi padroni dell’acqua l’hanno imprigionata tutta in un grande serbatoio, da cui partono cinque acquedotti, senza avere avuto il buon senso di lasciare almeno una cannellina (magari a pulsante) con un filo d’acqua, per soddisfare l’esigenza primaria di far dissetare chi ne ha esigenza.

 

C’era una sorgente, negli anni della mia infanzia, presso l’abitato di Categge sotto il ponte della ferrovia, che defluiva verso la Sciola attraverso il "Rigatello", un piccolo corso d’acqua sulle cui sponde si affacciavano orti e "canepine"; tutto letteralmente sparito, ingoiato da una propaggine di zona industriale con le acque stagnanti in superficie, un autentico schifo.

 

C’era un fondo valle che, prima dell’arrivo della zona industriale, era ricco di tante piccole sorgenti "le fonticole", che formavano un piccolo corso d’acqua ai miei tempi brulicante di gamberi, e che poi defluiva nella Sciola; tutto scomparso, ingoiato da una foresta di erbacce infestanti che segnano a valle la zona industriale, presso l’incompiuta della nuova Flaminia.

 

Ma è civiltà questa di distruggere l’ambiente e saccheggiarne le risorse primarie, senza alcuna avvedutezza?

 

Eppure non siamo nel terzo mondo, è solo una questione di manico; basta saltare il confine con il vicino comune di Fossato di Vico e sembra di trovare un altro mondo, segno evidente che c’è una diversa sensibilità in coloro che comandano: cento metri oltre il confine la sorgente del Saletto, presso Palazzolo, opportunamente salvata, attrezzata e valorizzata, è diventata un punto di attrazione che fa impallidire la nostra "Rocchetta"; nelle vicinanze s’è creato addirittura un laghetto, "gamberopoli", diventato un altro punto di attrazione.

 

11eolico0808.jpg (3603 byte)Gualdo Tadino sta forse sotto un altro cielo, rispetto a Fossato? Sembra di sì, infatti mentre a Fossato hanno creato una piccola stazione"eolica", che contribuisce ad alimentare l’erario comunale sfruttando la forza del vento, gli amministratori di Gualdo Tadino, preoccupati che il proprietario di qualche prato ne ricavasse giovamento e si arricchisse, si sono premurati di evitare che sul versante gualdese del contiguo monte Maggio se ne creasse una analoga, ignorando che lo stesso monte Maggio è in gran parte di proprietà pubblica, ed hanno scelto di aumentare le entrate con la leva fiscale crescendo le tasse ai cittadini.

 

La centrale eolica

 

Eppure, a chi darebbe fastidio se, oltre ai tralicci dell’alta tensione che attraversano il monte, vi trovassero posto alcuni generatori di elettricità? O ci si vuole ancora far prendere in giro da certo ambientalismo che ha partorito in passato le scritte "territorio denuclearizzato" che si leggono ancora lungo la Flaminia, dalle parti di Sigillo!

 

Mi fermo qui, anche se mi rendo conto che si potrebbe continuare a recriminare su una conduzione della cosa pubblica in questa città, che "fa acqua" da tutte le parti.

 

(lettera firmata)

La posta

 

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