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N. 8 - Agosto 2008 |
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Piante officinali dell'Appennino gualdese
Rubrica a cura di Berardino Dino Pezzopane
La presente rubrica, non ha la pretesa di essere unopera scientifica, né ha lo scopo di sostituire i testi di farmacologia, ma vuole, molto più modestamente, tentare di introdurre i profani nel mera-viglioso mondo delle piante medicinali ed aromatiche. La posologia è e rimane di competenza medica.
Angelica-arcangelica officinalis Portamento : È una pianta vivace con una robusta radice carnosa da cui a primavera sorge un robusto scapo talvolta può superare 1 2 metri, di altezza.
Foglie: Le foglie basali, molto grandi, sono bi o tri-pennatosette e possono arrivare, con il relativo picciolo, ad una lunghezza di 60 cm; le foglioline sono ovali acuminate, con il margine dentato, la fogliolina terminale è più grande delle altre.
Le foglie del fusto sono più piccole e senza picciolo.
Fiori: Linfiorescenza è formata da numerose ombrelle divise a loro volta in ombrellette che portano parecchi piccoli fiori di colore verdognolo.
Frutti: Il frutto è formato da due achenii addossati uno allaltro e percorsi, nella faccia esterna, da tre creste non molto pronunciate; al margine hanno unala corta, di consistenza tuberosa.
Dove si trova: La pianta è originaria dellEuropa settentrionale ed è spesso coltivata per i suoi gambi aromatici usati in pasticceria e in liquoristica.
Quando si raccoglie: La radice si raccoglie in settembre-ottobre, al termine del primo anno di vegetazione, si lava e si eliminano le radichette; i frutti si raccolgono in agosto-settembre recidendo le ombrelle a mano a mano che raggiungono, la maturazione.
Come si conserva: Le radici si assidano al sole o in stufa a temperatura moderata (fare, attenzione ai vapori che si sprigionano poiché sono leggermente irritanti). I frutti si essiccano al sole, si battono per separarli dalle ombrelle e si setacciano per eliminare le parti estranee. Le radici si conservano in sacchi di carta o tela; i frutti in barattoli di vetro.
Proprietà: aperitive, antispasmodiche, antisettiche, digestive, stimolanti.
Principi attivi: resine, tannini e soprattutto olio essenziale.
Una delle prerogative principali dellAngelica è laroma, che ne fa una delle piante di maggiore uso nella liquoristica tradizionale; in effetti, lAngelica è un esempio di felice connubio fra le caratteristiche aromatiche e digestive.
LAngelica deve essere impiegata sempre a dosi basse: infatti, a piccole dosi la droga agisce come stimolante, a dosi alte lazione si inverte e si ha un effetto fortemente depressivo.
Questo comportamento può essere citato ad esempio di come dalle piante si possono ottenere effetti benefici rispettando il criterio di cominciare sempre con dosi molto basse, di non superare mai quelle indicate, e di sospendere lutilizzazione al primo accenno di inconvenienti.
LAngelica stimola il senso dellappetito, facilita la digestione, attenua i dolori di stomaco, favorisce, leliminazione dei gas intestinali.
Come aperitivo e digestivo.
Infuso, 2 g. in 100 ml di acqua, da assumere a bicchierini.
Tintura vinosa, 2 g. in 100 ml di vino bianco (a macero per 10 giorni), a bicchierini.
Elisir, 8 g. di radici di Angelica, 40 g. di zucchero, 100 g. di alcool, acqua quanto basta a raggiungere un litro (unire eventualmente una o due scorze di limone).Far macerare la droga nellalcool per 10 giorni, filtrare e aggiungere zucchero e acqua.
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Ambiente
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