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N. 9 - Settembre 2008

Accademia dei Romiti

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La maledizione della Bastula


E’ tutto pronto per l’Autodafé.

 

Suono assordante di campane, di urla, di rumore di carri.

 

Il palco è un enorme braciere con un palo di legno al centro.

 

La strega si divincola, impreca, maledice, tenta di fuggire, graffia, morde: la legano al palo. Il volto coperto da capelli biondi, appiccicosi. I movimenti violenti della testa a tratti evidenziano lo sguardo diabolico.

 

Un brivido di terrore scuote il pubblico venuto ad assistere alla cerimonia dell’atto di fede. Enormi forbici spargono ciocche di capelli nell’aria, spinte dal vento di tramontana.

 

La testa rasata ed il volto pallido evidenziano occhi di un blu intenso, labbra rosse, carnose. La strega ora è calma, la voce calda, profonda. Il pubblico è in silenzio, rapito dalla sensualità avvolgente del momento.

 

Il diavolo ha assunto sembianze ammaliatrici ipnotizzando tutti i presenti.

 

Le parole escono dalla sua bocca come fili di un gomitolo di seta mutando in un suono dolce di flauto.

 

"Gente, venuta ad assistere al rogo dell’ingiustizia, avete dinanzi a voi una innocente; per questo io riverserò su di voi e su tutte le generazioni che vi succederanno la mia maledizione. I danni arrecati dal fuoco non sono nulla rispetto a ciò che subirete nel corso dei secoli. Vedo notabili, amministratori dei beni comuni che faranno scempio dei vostri monumenti più belli, delle vostre montagne, delle vallate, dei fiumi. Non esisterà inquisizione per loro perché loro saranno il potere, perché loro potranno fare e disfare nell’ignoranza generale. Demoliranno chiese senza essere processati per eresia; abbatteranno torri; permetteranno l’arrivo di barbari che distruggeranno la vostra storia; prosciugheranno le vostre sorgenti; vi costringeranno a fuggire. Gente di Gualdo, Io, la Bastula, signora della montagna, vi maledico per l'eternità".

 

Una risata terrificante scuote il popolo venuto ad assistere all’esecuzione che per la magia del momento non ricorda le parole dette come riprendendosi da un sonno.

 

Il rumore del fuoco si confonde con le ultime grida della strega: "Maledizione ... maledizione ... maledizione".

 

Ruggero Luzi

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