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N. 9 - Settembre 2008

Accademia dei Romiti

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Acqua

Gianni Pasquarelli al sindaco


Caro Sindaco,

 

non è mio costume scrivere di problemi che non conosco. E quelli di cui mi accingo a parlarTi non li conosco davvero. Ti chiederai allora perché questa mia lettera aperta. Perché leggendo l’ultimo numero del "Nuovo Serrasanta" sono stato colpito dal riquadro di prima pagina: "Ridateci la Rocchetta", "Ridateci San Guido", "Ridateci le nostre sorgenti", e, infine, "Salvate il nostro ambiente". Segue l’invito a leggere pag. 11. Cosa che diligentemente ho fatto.

 

Ti dirò che l’appello di Alessandro Brunetti ("Ridateci la nostra Rocchetta") mi ha non solo colpito ma anche amareggiato. Sulle prime ho quasi sperato che si trattasse di una denuncia emotiva, di un grido di allarme eccessivo del Presidente del Comitato pro-acqua. Non è andata così. Alla fine della lettura, invece, si son fatti avanti sconcerto, smarrimento, e delusione. Provo a scremarne le affermazioni più eloquenti e significative. "A gennaio di quest’anno erano apparse già le foto della Rocchetta completamente svuotata!"; "A luglio, con l’arrivo dell’onda turistica, la situazione è ancora più grave: la fonte è a secco, con frotte di pesci rossi morenti in un dito d’acqua". Poi le richieste: "Vogliamo a gran voce la rivalorizzazione della Rocchetta anche per il turista che volesse visitare la Sorgente, ... la quale oggi si ritrova in un’area semiabbandonata con una fonte addirittura vuota" ... "e con servizi igienici di cui non si può usufruire perché si dice che non c’è acqua nei bagni della Rocchetta"; "Vogliamo che l’Amministrazione comunale s’impegni concretamente a restituire ai cittadini il fiore all’occhiello dei nostri luoghi-simbolo, come vogliamo che il nome Rocchetta sia e rimanga per sempre il nome della nostra sorgente da cui seguitare ad attingere acqua da parte di coloro che vi si recano" ... "Gualdo Tadino non appartiene alla Rocchetta s.p.a.!"; infine: "No alla prepotenza che comincia dalla svendita di acqua, passa per la questione della zona della sorgente, e di sicuro non finisce purtroppo con il triste connubio dei nostri amati "Giochi delle Porte".

 

Dalla lettura di "Ridateci la nostra Rocchetta" sono passato a quella dal titolo: "Ma è civiltà questa?" "C’era la Rocchetta, il regno dell’acqua, luogo che in passato, d’estate, brulicava di visitatori e di turisti che vi trovavano ristoro" ... "Quanto ho trovato oggi è un’indecenza"; "C’era un fiume impetuoso, il Rio Vaccara che d’estate, coi suoi gorghi della Paratella costituiva la spiaggia dei poveri, dove, nelle ore pomeridiane, ci tuffavamo per fare il bagno nell’acqua gelida: oggi è scomparso quel fiume, e a risalirne il corso fino alle sorgenti è deprimente, il letto che un tempo brulicava di trote si è prosciugato, mi dicono che l’acqua è stata prelevata tutta, e va perfino a Perugia"; "C’era un’altra sorgente ricca d’acqua presso Palazzo Mancinelli, per raggiungerla abbiamo camminato per due chilometri sulla sponda del fiume ormai prosciugato, e quando siamo giunti alla sorgente non c’è stata nemmeno la possibilità di bere un sorso d’acqua con cui dissetarsi perché i nuovi padroni dell’acqua l’hanno imprigionata tutta in un grande serbatoio, da cui si dipartono ben 5 acquedotti, senza che si sia avuto il buon senso di lasciare almeno una cannellina a pulsante con cui dissetarsi".

 

E ancora."C’era una sorgente, negli anni della mia infanzia, presso l’abitato di Categge sotto il ponte della ferrovia che defluiva verso la Sciola attraverso il Rigatello, un piccolo corso d’acqua sulle cui sponde si affacciavano orti e canepine: tutto letteralmente sparito, ingogliato da una propaggine di zona industriale con acque stagnanti in superficie, che è un autentico schifo"; "C’era un fondo valle che, prima dell’arrivo della zona industriale, era ricco di tante piccole sorgenti dette ‘le fonticole’ che formavano un piccolo corso d’acqua ai miei tempi brulicanti di gamberi, che poi defluiva nella Sciola. Tutto scomparso, ingoiato da una foresta di erbacce infestanti che segnano a valle la zona industriale, presso l’incompiuta nuova Flaminia". "Ma è civiltà questa distruggere l’ambiente e saccheggiarne le risorse primarie, senza alcuna avvedutezza? Eppure non siamo nel terzo mondo, è solo questione di manico. Basta saltare il confine con il vicino Fossato di Vico, e ci si trova in un altro ambiente, segno evidente che c’è una diversa sensibilità in coloro che comandano: cento metri oltre il confine ci si imbatte nella sorgente del Saletto, presso Palazzolo, opportunamente salvata, attrezzata e valorizzata, è diventata un punto di attrazione anche turistica che fa impallidire la nostra Rocchetta: nelle vicinanze si è creato addirittura un laghetto, detto ‘gamberopoli’ , altro punto di richiamo turistico".

 

Questo è il quadro sconsolante che emerge dalla testimonianza della realtà raccontata. Credo, caro Sindaco, che tocchi a Te rispondere sul perché o i perché di tanto infausta e avvilente diagnosi. Non buttarla, però, in politica o in polemica politica. Io non ne ho mai fatta sull’operato della Municipalità gualdese perché ritengo - lo ripeto - che non si debba parlare dei problemi se essi non si conoscono a fondo. Qui però il caso è qualitativamente diverso. Non c’è un problema su cui discutere. C’è una fallimentare politica quanto a difesa della ricchezza idrica di cui la nostra città è andata fiera nei decenni passati. A conferma, mi verrebbe da scrivere, di una mia profonda convinzione: e cioè che raramente il progresso che uccida la tradizione, sia davvero un progresso.

 

Ti saluto con schietta amicizia.

 

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