La riscoperta della Tadinum romana
Riemersi colonne in pietra e reperti bronzei
Il 30 agosto si è chiusa la quinta campagna di scavi alla
riscoperta della Tadinum romana. Questanno il cantiere è
stato aperto soltanto per due mesi. E proprio negli ultimi giorni sono arrivate le
sorprese più belle. Ce le racconta, come di consueto, il prof. Simone Sisani, direttore
degli scavi:
"Abbiamo
allargato lo scavo a sud. Abbiamo trovato i limiti di questa grande area pubblica che
avevamo indagato lo scorso anno ed abbiamo trovato una situazione inattesa e molto
interessante. Stiamo scavando dei livelli di interro dellinizio del IV sec. d.C. che
vanno a coprire una situazione più antica costituita apparentemente da un portico con
colonne in pietra dotate in origine di un alzato in mattoni. È un portico monumentale,
quindi siamo ancora in unarea interessata da edifici pubblici a cavallo tra la
supposta area del foro e le terme pubbliche. Questa zona è probabilmente in connessione
con un santuario perché stiamo trovando nei livelli di interro materiali in bronzo a
carattere votivo.".
Inoltre sono
stati ritrovati importanti reperti in bronzo: "Sì, abbiamo trovato un
bronzetto votivo, quindi una statuetta in bronzo di epoca romana raffigurante
probabilmente un sacerdote. Saremo più precisi dopo lintervento di restauro presso
la Soprintendenza archeologica di Perugia, dove sono stati recapitati momentaneamente
questi reperti. Era quanto speravamo di trovare in questa zona visto che già negli anni
passati avevamo ritrovato materiale relativo ad un tempio. Le strutture del tempio non
sono ancora state identificate ma il materiale sta ad indicare che non siamo molto lontani
dallobiettivo. Inoltre, oltre alla statuetta, abbiamo anche trovato la decorazione
in bronzo di un cofanetto".
Chiusa la campagna il sito è stato messo, come al solito, in
sicurezza con i teli e la ricopertura in terra "per proteggere le
strutture che sono venute alla luce. Strutture che almeno nella fase più antica hanno
unalzata di circa 1m e 20 cm, quindi sono strutture potenzialmente fruibili per una
eventuale area archeologica e che necessitano di una protezione particolare".
Non cè
ancora una data precisa per la musealizzazione della zona. Però i reperti ritrovati
possono già essere esposti: "Sì, abbiamo trovato tanto di quel materiale
sufficiente per riempire un museo. Per il momento è in fase di studio. Noi riusciamo a
studiare il materiale contestualmente allo scavo appoggiandoci alle strutture della
Soprintendenza dove al momento sono raccolti. I materiali che necessitano di restauro
vanno, naturalmente, restaurati. In attesa di un contenitore adeguato che speriamo possa
essere individuato, o riorganizzando gli spazi della Rocca Flea o creando un nuovo museo".
I reperti
ritrovati quale importanza hanno dal punto di vista storico?
"Sono
reperti che hanno un valore assoluto. La grande importanza è laver ritrovato questi
oggetti in un contesto storico certo ed attraverso uno scavo scientifico. In tal modo
anche una singola moneta può dare informazioni importanti in chiave storica. La fortuna
di questo sito è quella di essere sostanzialmente integro e la scientificità dello scavo
consente di andare ad arricchire il patrimonio di archeologico che abbiamo". |