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N. 9 - Settembre 2008 |
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IL FESTIVAL DEMOCRATICO Intervista esclusiva al senatore Achille Serra
a cura di Alessandro Artedia e Pierluigi Gioia
D. Gualdo Tadino è un paese con una percentuale del 10% di residenti extracomunitari, non sempre integrati, che ha conosciuto negli ultimi anni omicidi, regolamenti di conti e vari fatti di cronaca nera. Ultimamente, il centro storico specie di notte, è divenuto teatro di episodi di violenza che vedono molto spesso protagonisti cittadini stranieri e questo ha alimentato un grande malcontento. Basti pensare allaffermazione elettorale della Lega Nord in città. Che ricetta proporrebbe Lei, da ex prefetto, per la sicurezza di questa città, da un lato, e per lintegrazione degli stranieri dallaltro?
D. Ha mai pensato a progetti di mediazione culturale e al riconoscimento ufficiale della figura professionale del mediatore culturale - visto che non esiste nemmeno una lista di idonei - come ricetta per favorire lintegrazione e quindi prevenire i fenomeni di devianza?
R. Fino ad oggi francamente non ho mai pensato alla mediazione culturale, ma credo che la mediazione culturale sia fondamentale, sottolineo: fondamentale.
D. A livello nazionale, secondo la sua particolare visione politica, comè possibile far sì che emigrazione faccia rima con sicurezza?
R. Io non faccio mai questo tipo di equazioni. Assolutamente no, emigrazione non fa rima con sicurezza. I reati anche da parte degli stranieri aumentano perché aumenta in chi delinque il senso di impunità e nei cittadini di conseguenza cresce la sfiducia nella giustizia, che si rivela attraverso omissioni di denuncia. Senza sanzioni né certezza e immediatezza della pena il problema della sicurezza non si potrà mai risolvere.
D. Le pare possibile che una città di 15.900 abitanti non abbia, di notte, un presidio fisso delle forze dellordine e ununica pattuglia "vagante" deve assicurare lordine pubblico in una mezza dozzina di comuni?
R. Come già spiegato nel dibattito, cè bisogno urgente di una ridistribuzione delle forze sul territorio, togliere uomini dagli uffici e mandarli in strada. La distribuzione attuale risale a 40 anni fa e io richiedo se possibile una centrale operativa unica, un coordinamento istituzionalizzato, una sola pattuglia che si rechi sul posto di uno specifico reato, non due pattuglie sullo stesso luogo, una della polizia e laltra dei carabinieri.
D. Attualmente, un residente delle frazioni montane del comune di Gualdo Tadino, deve attendere (condizioni meteorologiche permettendo) fino a 20-30 minuti larrivo di unambulanza (da Branca o da Gubbio), 25 minuti unautopompa dei vigili del fuoco (da Gaifana) e minimo 20 minuti le forze dellordine (da Gubbio o in pattuglia fra Scheggia e Nocera Umbra). Sono tempi ragionevoli per chi, come chi vive in città più grandi, paga le stesse tasse per avere servizi molto migliori?
R. No, non sono tempi ragionevoli, ma in città per unambulanza, per unautopompa e per una pattuglia si aspettano gli stessi tempi. È linsofferenza della gente che cresce, e si vorrebbe che dopo un minuto tutto fosse a portata di mano.
D. Lei sosterrebbe un disegno di legge che diminuisse tangibilmente il carico fiscale a quelle zone più marginali e meno dotate di servizi?
R. Sì, sosterrei un disegno di sgravi fiscali. So che qualcosa già cè a livello regionale ...
D. Cosa ne pensa del cosiddetto "federalismo fiscale"? È una manifestazione di egoismo o di giustizia?
R. Il federalismo fiscale io credo si possa e si debba realizzare, purché non diventi una esasperazione deviante al punto che, se alle olimpiadi lItalia conquista loro e viene eseguito linno di Mameli certi politici hanno dichiarato di tapparsi le orecchie.
D. Al di là delle ovvie contrapposizioni politiche, che cosa ne pensa dellutilizzo dellesercito per funzioni di ordine pubblico?
R. Lesercito e i numeri di uomini promessi da inviare sono propaganda. Ciò che si deve fare è ridistribuire le forze dellordine sul territorio.
D. Si metta un attimo dalla parte dei cittadini. Gli ultimi governi, che si sono alternati, o non hanno fatto quasi nulla, bloccati da contrapposizioni ideologiche interne, regalandoci poche leggi contraddittorie, che non hanno fatto che aumentare la confusione e il malcontento, o hanno fatto condoni, "leggi sartoriali" e tagli. Che cosa bisognerebbe fare per ridare slancio a questo Paese sempre più malconcio?
R. Bisognerebbe poter dialogare. In parlamento invece si obbedisce e basta, perché è un parlamento commissariato e la mancanza di dialogo non giova al Paese.
D. Gli ultimi due governi, di destra e sinistra, hanno posto come priorità politiche rispettivamente limmunità per le alte cariche dello stato e la parificazione delle unioni di fatto al matrimonio. Non crede che esistano priorità più urgenti? Quali punti metterebbe allordine del giorno del consiglio dei ministri, se Lei ne fosse il presidente?
R. Al primo posto metterei il lavoro soprattutto nel meridione, contrastando fortemente le organizzazioni criminali; poi sicuramente la scuola e la sicurezza.
D. In che cosa pecca, ancora, la democrazia italiana?
R. Nella mancanza di dialogo!
D. E linformazione, in Italia: è veramente libera?
R. Ma non scherziamo!
D. Una domanda personale: perché ha scelto di "scendere in campo" e aderire al partito democratico?
R. In passato sono stato "dallaltra parte" e sono entrato a far parte del Partito Democratico perché ho lavorato quattro anni a fianco di un grande leader professionista come Veltroni del quale ho profonda stima. e con il quale condivido molte idee come quella di eliminare gli estremi e di creare un partito svincolato da condizionamenti. |
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