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N. 9 - Settembre 2008

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Mario Staffaroni

11 agosto 1980-14 dicembre 1982


12sindacipic0809.jpg (4786 byte)Le elezioni amministrative dell’8 giugno 1980 videro sostanzialmente prevalere i tre partiti che dal dopoguerra governavano la città.

 

Il ricevimento ufficiale in Comune del nuovo vescovo diocesano mons. Sergio Goretti nel 1981 da parte del sindaco Mario Staffaroni

 

Il PCI con capolista Giuseppe Barberini (4.031), la DC con Antonio Frillici (3.018) e il PSI con Mario Staffaroni (2.483) fecero "incetta" di voti distaccando il PSDI con Corrado Gentilucci (405) e il MSI con Fernando Cargiani) (191); sugli scranni del Consiglio comunale siederanno i "soliti" noti ma anche qualche volto nuovo. Per il PCI furono eletti Giuseppe Barberini, Alba Scaramucci, Raffaele Biscontini, Serafino Ficarelli, Dante Anastasi, Giuseppe Castellani, Guerrino Castellani, Marcello Guidubaldi, Giambattista Megni, Rolando Pinacoli, Onello Rondelli e Nello Teodori (12).

 

Per la DC, Antonio Frillici, Pellegrino Baldelli, Felide Berrettini, Francesco Calai, Lanfranco Capoccia, Claudio Cattuto, Augusto Matteucci, Nello Pascucci e Marco Rosi (9).

 

Anche il PSI presentò un’equipe ben assortita con Mario Staffaroni, Giuseppe Baldinucci, Gino Bedini, Gastone Sabbatini, Armando Baldassini, Gianfranco Bazzucchi, Ido Campanella e Angelo Scassellati (8). Unico eletto per il PSDI il dottor Corrado Gentilucci. Con questi numeri era facile capire che l’ago della bilancia pendeva tutto dalla parte del PSI che, alleandosi con il PCI, ebbe il sindaco nella persona di Mario Staffaroni.

 

Mario Staffaroni, figlio di Antonio (Fossato di Vico 1900-Gualdo Tadino 1984 e Angela Galassi (Costacciaro 1907-Gualdo Tadino 2001) nasce a Gubbio il 21 ottobre 1947. Il padre era stato sindaco di Fossato di Vico dal 1924 al 1926 e durante il suo mandato si era fatto promotore per l’erezione del monumento ai caduti in località Porta Nuova, opera dello scultore gualdese Siro Storelli, inaugurato il 29 giugno 1926. Corrispondente ordinario del "Popolo di Roma", assunto dalla Cassa di Risparmio di Perugia, fu capoufficio a Gubbio dal 1947, direttore della filiale di Amelia e dal 1956 fino alla pensione, direttore della sede di Gualdo Tadino, dove trasferì tutta la famiglia. Iscritto nella lista socialcomunista nelle elezioni comunali del 31 marzo 1946, fu eletto alla carica di consigliere comunale a Gualdo Tadino e sedette nei banchi consiliari fino al 23 marzo 1952.

 

Mario Staffaroni, consigliere comunale dal 1970, era stato uno degli autori del nuovo corso del partito socialista gualdese che "aveva portato sotto i riflettori" una nuova classe dirigente, fatta di giovani dialetticamente e culturalmente preparati. Diventò ufficialmente sindaco l’11 agosto 1980 e capeggiò una Giunta PSI-PCI. Appena insediato, cercò di portare a termine le opere già deliberate dalla Giunta Gubbini e nel 1981 organizzò i ricevimenti in Comune per l’insediamento del nuovo vescovo mons. Sergio Goretti.

 

Il 16 marzo 1982 moriva Armando Baldassini, il vecchi leader socialista, e Mario Staffaroni volle onorare la sua memoria e il suo disinteressato operato amministrativo con i solenni funerali a spese del Comune. Un atto di grande generosità e riconoscenza.

 

Intanto in Giunta cominciavano i primi screzi con il PCI che rivendicava l’assunzione di maggiori responsabilità ed un ruolo meno subalterno rispetto al PSI. Quando, all’improvviso, scoppiava nel 1981 la vicenda dell’ANIPE (Agenzia Nazionale di Informazione Politica ed Economica) che cominciava ad interessarsi delle vicende gualdesi seminando veleni, sospetti e insinuazioni sull’operato dell’amministrazione comunale accusata di nascondere interessi privati dietro alcuni lavori avviati. Per un anno a Gualdo non si parlò altro che della "gola profonda" che stava rivelando circostanze, uomini e date che, alla fine, non avranno niente di concreto. Questi avvenimenti, però, lasciarono sul campo anche qualche vittima e una tra queste fu il sindaco Staffaroni. Così, infatti, descrive la vicenda Gianni Paoletti: "Il clamore e il trambusto di questa campagna finiscono per creare scompiglio nei due partiti di maggioranza. Il PSI, dopo una drammatica assemblea, decide di sfiduciare il sindaco in carica Staffaroni, che, con 53 voti su 47, espressi contro la sua conduzione della crisi generata dall’Anipe, non può fare altro che dimettersi nel consiglio comunale il 14 dicembre 1982, aprendo la sua lunga relazione con l’osservazione che le dimissioni sono l’effetto di una «mancanza di sintesi unitaria» in giunta".

 

Abbandonata la vita politica, Mario Staffaroni intraprende alcune iniziative imprenditoriali e manageriali e attualmente dirige la "Casa Cantico Delle Creature" a Gualdo Tadino. Ha sposato Cristina Lispi (Praga 1953), nipote dell’esponente comunista Mauro Scoccimarro (Udine 1895 - Roma 1972), uno dei padri fondatori del Pci.

 

Daniele Amoni

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