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I SINDACI DI GUALDO TADINO
Mario Staffaroni
11 agosto 1980-14 dicembre 1982
Le elezioni amministrative dell8 giugno 1980 videro sostanzialmente
prevalere i tre partiti che dal dopoguerra governavano la città.
Il ricevimento ufficiale in Comune del nuovo vescovo diocesano mons. Sergio
Goretti nel 1981 da parte del sindaco Mario Staffaroni
Il PCI con
capolista Giuseppe Barberini (4.031), la DC con Antonio Frillici (3.018) e il PSI con
Mario Staffaroni (2.483) fecero "incetta" di voti distaccando il PSDI con
Corrado Gentilucci (405) e il MSI con Fernando Cargiani) (191); sugli scranni del
Consiglio comunale siederanno i "soliti" noti ma anche qualche volto nuovo. Per
il PCI furono eletti Giuseppe Barberini, Alba Scaramucci, Raffaele Biscontini, Serafino
Ficarelli, Dante Anastasi, Giuseppe Castellani, Guerrino Castellani, Marcello Guidubaldi,
Giambattista Megni, Rolando Pinacoli, Onello Rondelli e Nello Teodori (12).
Per la DC,
Antonio Frillici, Pellegrino Baldelli, Felide Berrettini, Francesco Calai, Lanfranco
Capoccia, Claudio Cattuto, Augusto Matteucci, Nello Pascucci e Marco Rosi (9).
Anche il PSI
presentò unequipe ben assortita con Mario Staffaroni, Giuseppe Baldinucci, Gino
Bedini, Gastone Sabbatini, Armando Baldassini, Gianfranco Bazzucchi, Ido Campanella e
Angelo Scassellati (8). Unico eletto per il PSDI il dottor Corrado Gentilucci. Con questi
numeri era facile capire che lago della bilancia pendeva tutto dalla parte del PSI
che, alleandosi con il PCI, ebbe il sindaco nella persona di Mario Staffaroni.
Mario
Staffaroni, figlio di Antonio (Fossato di Vico 1900-Gualdo Tadino 1984
e Angela Galassi (Costacciaro 1907-Gualdo Tadino 2001) nasce a Gubbio il 21 ottobre 1947.
Il padre era stato sindaco di Fossato di Vico dal 1924 al 1926 e durante il suo mandato si
era fatto promotore per lerezione del monumento ai caduti in località Porta Nuova,
opera dello scultore gualdese Siro Storelli, inaugurato il 29 giugno 1926. Corrispondente
ordinario del "Popolo di Roma", assunto dalla Cassa di Risparmio di Perugia, fu
capoufficio a Gubbio dal 1947, direttore della filiale di Amelia e dal 1956 fino alla
pensione, direttore della sede di Gualdo Tadino, dove trasferì tutta la famiglia.
Iscritto nella lista socialcomunista nelle elezioni comunali del 31 marzo 1946, fu eletto
alla carica di consigliere comunale a Gualdo Tadino e sedette nei banchi consiliari fino
al 23 marzo 1952.
Mario Staffaroni, consigliere comunale dal 1970, era stato uno degli autori
del nuovo corso del partito socialista gualdese che "aveva portato sotto i
riflettori" una nuova classe dirigente, fatta di giovani dialetticamente e
culturalmente preparati. Diventò ufficialmente sindaco l11 agosto 1980 e capeggiò
una Giunta PSI-PCI. Appena insediato, cercò di portare a termine le opere già deliberate
dalla Giunta Gubbini e nel 1981 organizzò i ricevimenti in Comune per linsediamento
del nuovo vescovo mons. Sergio Goretti.
Il 16 marzo 1982 moriva Armando Baldassini, il vecchi leader socialista, e
Mario Staffaroni volle onorare la sua memoria e il suo disinteressato operato
amministrativo con i solenni funerali a spese del Comune. Un atto di grande generosità e
riconoscenza.
Intanto in Giunta cominciavano i primi screzi con il PCI che rivendicava
lassunzione di maggiori responsabilità ed un ruolo meno subalterno rispetto al PSI.
Quando, allimprovviso, scoppiava nel 1981 la vicenda dellANIPE (Agenzia
Nazionale di Informazione Politica ed Economica) che cominciava ad interessarsi delle
vicende gualdesi seminando veleni, sospetti e insinuazioni sulloperato
dellamministrazione comunale accusata di nascondere interessi privati dietro alcuni
lavori avviati. Per un anno a Gualdo non si parlò altro che della "gola
profonda" che stava rivelando circostanze, uomini e date che, alla fine, non avranno
niente di concreto. Questi avvenimenti, però, lasciarono sul campo anche qualche vittima
e una tra queste fu il sindaco Staffaroni. Così, infatti, descrive la vicenda Gianni
Paoletti: "Il clamore e il trambusto di questa campagna finiscono per creare
scompiglio nei due partiti di maggioranza. Il PSI, dopo una drammatica assemblea, decide
di sfiduciare il sindaco in carica Staffaroni, che, con 53 voti su 47, espressi contro la
sua conduzione della crisi generata dallAnipe, non può fare altro che dimettersi
nel consiglio comunale il 14 dicembre 1982, aprendo la sua lunga relazione con
losservazione che le dimissioni sono leffetto di una «mancanza di sintesi
unitaria» in giunta".
Abbandonata
la vita politica, Mario Staffaroni intraprende alcune iniziative imprenditoriali e
manageriali e attualmente dirige la "Casa Cantico Delle
Creature" a Gualdo Tadino. Ha sposato Cristina Lispi (Praga 1953), nipote
dellesponente comunista Mauro Scoccimarro (Udine 1895 - Roma 1972), uno dei padri
fondatori del Pci.
Daniele Amoni |
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La Storia |