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N. 10 - Ottobre 2008

Accademia dei Romiti

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Giochi de le Porte

Il palio 2008 fra polemiche

assegnato a San Donato

Porta San Facondino premiato per il  miglior corteo storico

Le dimissioni del gonfaloniere Petrini


01giochisdonatopic0810.jpg (5981 byte)Si è chiuso nel peggiore dei modi il Palio del trentennale, una ferita che mette in forse il futuro stesso della manifestazione:

 

Nella foto di Daniele Amoni il priore di S. Facondino ritira il premio per la migliore sfilata.

 

se da un lato, infatti, risalta la signorilità della sua parte storico-culturale, culminata nel ricevimento in Comune nel corso del quale, una commissione che si è quasi scusata di dover scegliere un vincitore fra quattro, ha premiato Porta San Facondino per la migliore sfilata, nella parte ludica si è espresso l’aspetto deteriore di una parte della città, con immagini irradiate dalla TV, di comportamenti non giustificabili con le carenze di un regolamento privo di norme sanzionatorie, che puntualizza i millimetri, ma sancisce un vincitore, indipendentemente dai comportamenti, pur deprecati anche dal presidente dell’Ente.

 

Con un regolamento che ammette come mezzo per una possibile vittoria anche i colpi di frusta fra contendenti quali altre intemperanze c’è da attendersi per il futuro, se non viene cambiato?

 

Ma a prescindere dal regolamento esistono norme comportamentali, fondamento della convivenza civile, così elementari che non è necessaria una codificazione ulteriore, dopo quanto già prevede il codice penale, e non è comunque positivo che una manifestazione come i Giochi si concluda con strascichi all’ospedale, o in qualche aula giudiziaria.

 

Dove sono finiti i tanti bei proclami all’insegna dell’immagine della città e della crescita dei Giochi? Dove è finita l’armoniosa concordia con cui appena due giorni prima tutti i rappresentanti delle quattro porte hanno partecipato all’inaugurazione della taverna di San Donato? Tutta ipocrisia.

 

Se i Giochi vogliono sopravvivere è necessario che taverne e centri di aggregazione, di cui il Comune ha dotato le quattro porte, siano centri di educazione alla civile convivenza e non centri di diseducazione, come purtroppo fa temere il ripetersi di certe intemperanze ad ogni edizione.

 

Detto questo che S. Donato sia stato classificato primo, davanti a S. Facondino, S. Martino e S. Benedetto in virtù delle esibizioni dei somari Pirandello, Gibilisco, Zeus e Apollo e dei giocolieri più o meno abili, corretti o sfortunati nelle rispettive esibizioni, è una realtà destinata a passare in secondo piano: i Giochi sono nati e cresciuti come un bene collettivo e nessuno ha diritto di sciuparne l’essenza.

 

Valerio Anderlini

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