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N. 10 - Ottobre 2008

Accademia dei Romiti

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Una mostra antologica di

Alfredo Santarelli


01asantarellipic0810.jpg (5696 byte)L'eminente personalità del maestro gualdese dell' arte ceramica e della sua fabbrica viene offerta all'osservazione del pubblico nazionale e internazionale. A cinquant'anni dalla morte una vasta e suggestiva retrospettiva introduce compiutamente per la prima volta all’attività del Santarelli, la rivisita.

 

I curatori si sono mossi su un piano il più possibile scientifico, cercando di guidare correttamente l'osservatore nel mondo del maestro, disegnando a grandi linee e nel particolare quello che fu il suo percorso culturale.

 

La mostra è ordinata, presentata nel monumentale interno della Chiesa di San Francesco, a diretto contatto con il cuore del centro storico. Ciò aggiunge suggestione all'evento.

 

Santarelli viene rivisto nella sua realtà, nella città che ha amato e in cui si è espresso. La sua "vicenda" le travalica come avviene per i fatti artistici autentici. Una mostra attraente anche nella sua architettura espositiva.

 

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Alfredo Santarelli: valore di una retrospettiva

(Apertura il 25 ottobre 2008)

 

di Enzo Storelli


02santarelli_01_pic0810.jpg (5856 byte)Come spesso accade per ragioni inerenti alla mole organizzativa di simili manifestazioni, è slittata di un anno la celebrazione del cinquantenario della morte di Alfredo Santarelli (1874 1957), ma siamo ormai vicini all'apertura della retrospettiva che all'insigne maestro gualdese dell’arte della ceramica viene dedicata, con sede nella monunentale chiesa di San Francesco.

 

Operazione culturale autentica, calata come è nella più bella tradizione del lavoro di Gualdo Tadino, la mostra ha anche un notevole valore sociale. Consapevoli che l'arte e la cultura nobilitano l'azione amministrativa, il sindaco Angelo Scassellati e l'assessore allo Sviluppo Economico Gilberto Garofoli si sono opportunamente attivati per quanto di loro competenza, essendo il Comune promotore dello storico evento.

 

Occorreva questa antologica, la disponibilità dei tanti prestatori delle opere per venire a contatto, per vedere per la prima volta pezzi di straordinario livello qualitativo nel contesto del percorso del Santarelli, maioliche che assurgono spesso al ruolo di opera d'arte. Al di là del cinquantenario, una "vicenda" la sua e della fabbrica che andava rivisitata, divulgata.

 

02santarelli_02_pic0810.jpg (3108 byte)Indispensabile, a tale fine, il supporto scientifico del catalogo. Di questo sono stati curatori lo scrivente e Mario Becchetti, insostituibile presenza in ognuna delle fasi operative dell'organizzazione; Giancarlo Franchi, che si è interessato della pubblicazione dei listini della fabbrica; Franco Chiucchi, cui si deve l'eccezionale documentazione fotografica. Tutti fermamente convinti che si era a fronte di un particolare impegno.

 

Qualche riflessione sul lavoro di Alfredo Santarelli. I suoi inizi sono nutriti di cultura figurativa umbra, tanto che a rappresentarli è stata dedicata proprio l'immagine di copertina del catalogo, con una serena derivazione dal Perugino, della quale si può dire che la freschezza espressiva della traduzione nasconde già una grande profondità interpretativa. Innumerevoli i testi d'autore che d'ora in poi egli ama rivivere.

 

In un ambiente dove si assiste ad un'autentica esaltazione dell'opera di Bartolomeo Pinelli attraverso la ceramica, delle rievocazioni storiche del celebre illustratore neoclassico romano, come altri pittori ceramisti gualdesi non manca Santarelli di produrre un'ampia serie di istoriati pinelliani, in cui magnifici lustri oro-rubino giocano spesso uno splendido ruolo. Ma già in manufatti datati 1900-1901 notiamo sue aperture verso il liberty in bellissime tese di piatti con ritratti di tipo fotografico, commemorativo e onorario. Ed anche questo distacco dallo storicismo eclettico appare svolgersi all'insegna di una seria informazione, d'una squisita sensibilità.

 

02santarelli_03_pic0810.jpg (7855 byte)Parallelamente, sotto la guida del maestro, le brave maestranze della fabbrica di via Monina erano impegnate a superare la separazione tra artigianato e arte.

 

Nel proprio intimo SantareIli maturò un sogno di bellezza artistica attraverso la ceramica. Credo che la vasta campionatura del suo lavoro da esporre in San Francesco esprima bene questa aspirazione dell' indimenticabile maestro.

 

Nelle diverse fasi culturali del suo percorso, la ricerca filologica, l'alfabeto dei caratteri, le derivazioni o filiazioni artistiche presentano sempre una notevole cura di traduzione man mano che egli opera nel quadro dell' imitazione, dello storicismo,della tradizione storicistica dell'accademia, poi del suo superamento attraverso un distacco che si configura come un ponte tra modernità e tradizione, tanto che per certe sue cose possiamo parlare di "modernità antiche". Alfredo Santarelli era perfettamente consapevole che ogni epoca ha diritto alla propria cultura.

 

Da qui la sua meditata interpretazione de1l'evolversi di mode e stili nelle varie civiltà, sino al moderno.

 

E' questa la ragione per cui i curatori della retrospettiva hanno voluto offrire uno spaccato per quanto possibile completo della sua attività, convinti che nella valorizzazione di tutto ciò che va tramandato l'uomo ritrova molto della propria autenticità. La ceramica è, a questo fine, un veicolo privilegiato, se si considerano i collegamenti culturali che in essa è possibile cogliere, dall'Europa ai paesi islamici, a quelli orientali. Aggiungerei che in un paese come l'Italia, depositaria di un patrimonio storico-artistico unico al mondo, la cultura deve essere vista non come spesa, ma come investimento per lo sviluppo.

 

Della fatica che la mostra ha richiesto va doverosamente dato atto al sindaco Scassellati, all'assessore Garofoli ed a coloro che tanto amorevolmente l'hanno costruita (Becchetti, Storelli, Franchi, Chiucchi), sviluppandola lungo un appassionante itinerario.

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