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N. 10 - Ottobre 2008

Accademia dei Romiti

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Il Dr Piero Donati e la Resistenza

Dal Messico, dalla signora Paola Pace Donati riceviamo queste ultime note del Dr Piero Donati


"Caro Direttore Anderlini,

 

mi ero impegnato inviarLe notizie, ricordi di un periodo nefasto per l’umanità, su quanto avvenne nel 1944. In quella tragica epoca, l’Italia occupata quasi totalmente dalle truppe tedesche, era divisa in due campi di battaglia, l’uno contro l’altro. Anche Gualdo Tadino, coinvolta come quasi tutte le nostre città, fu travolta dai due eserciti nella lotta.

 

Avevo già preparato una specie di resoconto su ciò che si svolse nella vostra cittadina. Rileggendolo però, il tutto mi riappare come un triste sogno, all’epoca reso realtà, ma talmente inumano e crudele che tranne alcuni episodi (il più crudele la fucilazione di quattro eroi sacrificati dai tedeschi sulla piazza di Gualdo, al quale non ero presente), il resto segna il dramma che ogni angolo della nostra Patria dovette sopportare attraverso una orrenda lotta. Ci vide tutti compresi dall’ideale di ridare all’Italia la sua libertà e indipendenza, difesa da noi tutti giorno per giorno sino alla totale liberazione. Credo di lasciare alla storia di tutti quanto ognuno di noi sentì, sopportò, sacrificò per il bene del nostro paese.

 

Chi scrive compiva il suo dovere, combattendo con la Brigata Garibaldi prima, e con gli alleati dopo nella Divisione Cremona, contro i tedeschi, il cui ricordo fu che erano posseduti dal più avverso sentimento contro il nostro popolo.

 

Oggi, passate due generazioni, il solito "vogliamoci bene" ha il sopravvento. Non dimentichiamo l’orrore della guerra civile, dopo il 25 aprile, e il pericolo che abbiamo corso di passare da una dittatura a un’altra senz’altro peggiore. Un ricordo ai miei amici di allora, tenente comandante guarnigione Alessandro Busetto, Carlo Luzzi, Livio Frillici, Rosi, Gaudenzi e altri di cui non ricordo i nomi.

 

Negli anni successivi al 45, ancora credevo ai miei ideali, ma vidi che la tanto cercata Democrazia non si faceva viva e, per motivi vari, decisi di varcare l’oceano e cercare di dimenticare quel periodo che cosi negativamente ha segnato la mia vita. Potrei scrivere tante altre mie impressioni sul dopo guerra, essendo stato presidente del CLN, ma a cosa servirebbe?"

 

"Caro Direttore,

 

per caso aprendo i famosi diari di Piero ho trovato quanto segue:

 

Il 1 luglio 1994, dopo aver riportato integra una poesia di Angelo Tittarelli, scriveva "Quella piazza è a Gualdo Tadino. La poesia riporta la fucilazione di quattro martiri esattamente cinquanta anni or sono. Fucilati da chi? Dagli invasori tedeschi. Chi era Alessandro Busetto? Un giovane tenente, che tre mesi prima io stesso avevo sollecitato ad unirsi al nostro movimento partigiano. Egli, con gli altri tre, furono presi prigionieri sulle montagne di Gualdo lo stesso giorno, mentre erano in perlustrazione. Cinque mesi prima, in mezzo a quattro soldati tedeschi, io stesso (erano le 9 di sera) passai per quella stessa piazza, ma invece di fucilarmi, fui considerato ostaggio affinché si autodenunciassero le persone che potevano avvicinarmi. Fuggii tre giorni dopo dal campo di concentramento di Trevi (podere Boccolini) per riunirci con i miei amici partigiani a Villa Santa Lucia.

 

Tanto ho trascritto "In Memoriam" degli uomini che si sono sacrificati in nome di un ideale e per la libertà dei loro simili. In ciò credevano. Onore agli eroi, disprezzo per coloro che non vollero comprendere il "senso". Purtroppo tanti."

 

Grazie signora Paola per questo saluto alla città di Gualdo Tadino dal figlio di adozione Piero Donati.

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