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N. 10 - Ottobre 2008

Accademia dei Romiti

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Ricordo di mamma


Questa lettera è stata scritta da mia sorella il 30 agosto, quando abbiamo perso nostra madre dopo anni di sofferenze per una lunga malattia che l’aveva resa immobile ed incapace di parlare.

 

Lei avrebbe voluto leggerla il giorno del funerale, ma non c’è riuscita e così me l’ha consegnata qualche giorno dopo.

 

Mio fratello ed io pensiamo che meriti comunque di essere letta, perché anche nella malattia si può continuare a comunicare e a dare affetto ed amore ai propri cari, così come mamma è stata per noi, come mia sorella è stata capace di descrivere in questa lettera. Vorremmo poi ringraziare in modo particolare l’EASP (casa di riposo di Gualdo Tadino) che, nonostante tutti i problemi che ha, continua a lavorare nel pieno rispetto della dignità umana per alleviare le sofferenze dei malati.

 

Monica Baldelli

 

"A mamma.

 

E' difficile accettare la "demolizione" fisica quando colpisce qualcuno che ami tanto; un dolore indelebile si insinua dentro di te; a volte si affievolisce, ma poi riemerge con tutta la sua forza lacerandoti a poco a poco. In questi ultimi anni ho sentito sorgere in me sentimenti diversi, contrastanti ed affini nello stesso tempo: dolore, rabbia, rancore, amore, malinconia, rassegnazione ... Ho assistito inerte al corso della malattia che ha preso possesso del corpo di mia madre ed ho cercato attraverso i mutamenti del fisico di ritrovare mamma. Scrutavo quel viso apparentemente indifferente, quel fisico sciupato, quasi prosciugato dalla sofferenza, la voce che si affievoliva fino a scomparire ... E con la mente tornavo agli anni passati, ricordavo la mia infanzia e vedevo una mamma forte, energica, bellissima, con i capelli neri o appena ingrigiti, ma soprattutto, buona e sempre presente.

 

Eppure, un giorno, mentre ero presa, come sempre, dal chiedermi per quale umana e comprensibile ragione la vita può rivelarsi così dura e la sofferenza altrettanto accanita, mia madre mi stringe forte la mano e la bacia. Eccola! All’improvviso mamma è qui vicino a me, si preoccupa di farmi capire che oltre quello sguardo lei c’è, e riesce anche in un momento simile a darmi un momento di conforto! E' così che abbiamo comunicato nei periodi migliori, stringendoci le mani, o lasciando che gli occhi si riempissero di lacrime. Ora mamma è libera e vola felice sulle nostre esistenze, ha bevuto il suo amarissimo calice per godere di una grazia divina, ha vissuto solo per testimoniare la sua fede e lasciare un segno infinito di amore.

 

Mi rimangono un fratello ed una sorella e siamo uniti in maniera indiscutibile al di sopra di ogni controversia o incomprensione. Siamo una famiglia e ci vogliamo bene. Questo è ciò che i nostri genitori ci hanno trasmesso: l’unione che solo l’amore può sostenere.

 

Alla mia lunga ricerca di motivazioni plausibili, capaci di sostenere un’apparente spiegazione alla sofferenza umana, non credo di essere riuscita a dare risposte, però sono giunta alla conclusione vera che ciò che sei nella vita sarai dopo morto. Sentirò per sempre la mancanza di mamma, perché nella vita è stata una grande persona, la migliore che io abbia conosciuto.

 

Chiedo al Signore di illuminare il mio cammino, vorrei essere per le mie figlie quello che mamma è stata per me, per mio fratello e per mia sorella.

 

Grazie per averci insegnato a volerci bene, grazie mamma, grazie babbo ... ovunque voi siate. Vegliate su di noi.

 

Roberta".

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