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N. 10 - Ottobre 2008

Accademia dei Romiti

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Tiratemi giù!

 

di Carlo Catanossi


Nel cortile della sacrestia di San Benedetto c’è una pesante e strana macchina di ferro.

Da ragazzo, ‘Ntogno il sacrestano (qualcuno lo ricorda ancora? Proprio in questi giorni sono trent’anni dalla morte) mi raccontava che questo arnese era l’argano con cui erano state issate le campane ai primi del novecento quando fu completata la torre campanaria della cattedrale.

Mio nonno, che era del 1909 come il sacrestano, ovviamente non si ricordava di questo evento mentre mi diceva di aver partecipato al ricollocamento del campanone sulla Torre Civica dopo gli eventi della seconda guerra mondiale.

Tutto questo mi viene in mente in questi giorni in cui abbiamo visto la gloriosa Torre occupata da antenne e dischi al servizio della telefonia mobile.

Premesso che tutti usiamo il cellulare e pretendiamo che funzioni bene, la domanda è d’obbligo: ma era proprio necessario mettere le antenne in bella vista su uno dei simboli della città? E' bello guardare in alto mentre si passeggia lungo il corso o si sorseggia un caffè in un tavolo della piazza e vedere questi arnesi tecnologici che deturpano le poche cose belle che ci restano? Lo so, ho fatto una domanda retorica e non devo attendermi una risposta. Eppure meraviglia non poco che qualcuno abbia deciso questo tipo di interventi, che se ne prevedano altri, che si pensi di utilizzare le risorse che ne derivano al sostegno di spese correnti di amministrazione e gestione.

E' strano che le autorità competenti alla tutela dei monumenti non abbiano trovato nulla da eccepire. Quella stessa Sovrintendenza che viene a questionare se sposti una finestra, se abbatti una parete divisoria o se ricopri un pezzo di muro non ha avuto nulla da dire su antenne e padelle che occuperanno la Torre insieme al campanone.

Sarà ... mi pare proprio uno strano punto di vista!

L’ultimo assalto che si ricordi alla Torre fu la famosa mostra degli anni ’70 ma prima ancora ci fu Garibaldi. L’eroe dei due mondi era il simbolo social-comunista che fu issato sulla lanterna in occasione delle cruciali elezioni del 1948. Dopo la sconfitta, mi diceva mia nonna (che era di parte perché aveva vinto!), comparve la scritta accompagnata da un disco che ripeteva: "tiratemi giù"!

Erano i vincitori che dileggiavano gli sconfitti (non a livello locale) che avevano perso lo smalto e tardavano a ripiegare le truppe.

"Tiratemi giù" sembra essere anche oggi il messaggio che lancia a tutti i gualdesi quella strana antenna. Troverà qualcuno disposto ad ascoltare?

Epilogo

Una sera di queste, vicino alla Fontana Maggiore di Perugia incontro, per caso, il sindaco di Gualdo. Dopo qualche saluto e qualche battuta (ci vediamo raramente) comincio a sbeffeggiarlo sulla questione delle antenne affermando che stiamo ormai raschiando il fondo nella nostra città.

Il nostro sindaco non è un buon incassatore ma questa volta, con serenità, mi invita ad alzare gli occhi ed io rimango costernato.

Sul campanile del duomo di San Lorenzo, di rimpetto al Palazzo dei Priori verso la Sala dei Notari campeggiano delle antenne telefoniche.

Angiolino batte Resto del Mondo (me compreso) uno a zero.

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