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N. 10 - Ottobre 2008

Accademia dei Romiti

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Giustizia, legalità, uguaglianza, politica

L'ex procuratore Miriano a Fossato di Vico

 

di Alessandra Artedia


Giovedì 4 settembre il teatro di Fossato di Vico ha ospitato un personaggio che, nella vita reale, ha calcato il palcoscenico della vita di tutti i giorni, e spesso si è visto costretto come magistrato ad affrontare le parti peggiori della collettività. L’incontro, organizzato da Giovanni Pascucci del circolo ACLI Ora et Labora, ha affrontato tematiche di grande attualità, quali il rapporto tra politica e giustizia, l’eutanasia e il tema della sicurezza.

 

All’incontro, oltre alle autorità locali (il sindaco Monacelli, gli assessori Pompei e Nuti, il presidente del Circolo Orietta Galli e il presidente provinciale ACLI Leonello Tosi, che si è dichiarato molto soddisfatto per l’interesse di un grande magistrato come Miriano, per un territorio "marginale" quale Fossato di Vico, sono intervenuti numerosi cittadini, non solo da Fossato di Vico, ma anche dai comuni circostanti e, nel finale, anche il senatore del Pdl Domenico Benedetti Valentini, il quale ha ribadito l’importanza di prendere parte a questi incontri, poiché sicuramente di aiuto per capire la complessità dei problemi della nostra società più veloci della politica. L’incontro è stato denso di tematiche ricche di significato e senza dubbio un grande momento di riflessione per tutti. Un altro obiettivo centrato per il circolo Ora et Labora.

 

Il Dr Miriano ha dato incipit al suo discorso con precisazioni terminologiche concettuali, spiegando cosa si intende per diritto, giustizia, legalità, uguaglianza e politica: il diritto, ha affermato Miriano, prodotto della classe politica e del gruppo dominante, è l’insieme delle regole che nella collettività disciplinano, con vincolo di obbligatorietà, i rapporti fra i relativi membri e fra questi e gli organismi sovraordinati (Enti pubblici); la giustizia, è il "valore-etico-sociale per cui si riconoscono e si rispettano i diritti altrui e sono riconosciuti e rispettati i propri"; la legalità "la condizione di ciò che è conforme alle leggi"; l’uguaglianza, come "principio etico-politico secondo il quale tutti gli uomini hanno pari dignità umana e sociale e gli stessi diritti"; e infine la politica, "teoria e pratica avente per oggetto l’organizzazione ed il governo della polis cioè, letteralmente della città e, per estensione, dello Stato e si estrinseca nei fini cui tende uno Stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli".

 

La politica, secondo Miriano dovrebbe essere in grado di soddisfare gli interessi dei cittadini e il rapporto tra politica e diritto normalmente rispecchia le direttive di chi governa e, per quanto riguarda il soddisfacimento dei diritti, si va incontro ad un inquinamento di tale rapporto quando vengono realizzati solo gli interessi di alcuni. Miriano ha affermato inoltre che le regole del diritto coincidono spesso con le norme etico-religiose. Se prevalgono non le regole basilari, quali il senso del pudore, il rispetto per i propri ed altrui doveri, ma l’abilità per nascondere il loro mancato rispetto, la furbizia negli affari, il rispetto delle norme è a livelli, purtroppo, molto bassi e si rispecchia nell’ambito della sicurezza. In Italia si verificano eventi di criminalità anche da parte degli stranieri perchè non ci sono norme severe e rigorose o a volte difficilmente applicabili. Inoltre, ha affermato l’ex procuratore, con il proliferare di norme repressive non si risolve il problema della sicurezza, mentre si dovrebbe agire sulle cause, per prevenire il disagio sociale che porta alla delinquenza, facendo leva sull’educazione, la cultura, l’informazione, e con una riforma della giustizia che ponga fine alle lungaggini dei processi con pene certe e rapide.

 

La politica italiana, presa dall’approvare norme sull’immunità parlamentare e sul tema della sicurezza accusando gli immigrati di essere la causa di tutti i mali, trascura tematiche ben più importanti, come la circolazione stradale (le morti per incidenti sono la più alta percentuale), le morti sul posto di lavoro, l’alcolismo diffuso tra i giovani (fa più vittime della droga e sarebbe inutile la repressione, mentre non si tenta di arginare le cause del fenomeno, quali mancanza di lavoro e disgregazione delle famiglie), né si interviene in concreto con politiche sociali, mentre ogni anno sempre più persone si trovano in difficoltà. Per quanto riguarda il tema dell’immunità e del rapporto tra politica e giustizia, l’ex procuratore ha auspicato che "per il futuro l’auspicio è, da una parte che i soggetti che le vogliono non ne abbiano poi bisogno in virtù di una condotta irreprensibile; dall’altra che coloro che dovessero accertare eventuali censure nei confronti di coloro che non godono di immunità agiscano con velocità, trasparenza, onestà, oggettività, professionalità. Ed inoltre che le eventuali immunità riguardino solo condotte tenute dagli immuni nell’esercizio di pubbliche funzioni." Miriano ha continuato che spesso i politici richiedono ai magistrati le qualità di trasparenza, onestà, terzietà e simili, qualità che loro stessi spesso non hanno e ha più volte ribadito che compito del giudice è di applicare la legge, non di crearla, perchè a ciò è preposto il parlamento. Sul tema dell’immigrazione, infine, così come su quello dell’eutanasia si è pronunciato molto brevemente, limitandosi a dire che l’immigrazione è una risorsa, una fonte di arricchimento e un modo per tenere alto il tasso di natalità; tuttavia è necessaria una pianificazione seria, perché altrimenti si apre un problema sociale. Per l’eutanasia, Miriano si è pronunciato in favore del testamento biologico. Sul tema delle intercettazioni l’ex procuratore ha proposto pene severe per chi ne pubblica i contenuti prima dei processi.

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