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N. 11 - Novembre 2008

Accademia dei Romiti

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Elezioni:

continuità o discontinuità?


Dopo l’uscita a sorpresa di una prima candidatura in settembre, presentata da un gruppo autodefinitosi di "Nuovi"e fortemente critico verso l’amministrazione uscente, quindi all’insegna del rinnovamento, il segretario del Partito Socialista, Gabriele Astolfi, all’insegna della continuità, ha riproposto quella del sindaco uscente Angelo Scassellati; ha risposto il Partito Democratico il quale, dopo essersi visto bruciare dall’appaltopoli provinciale due possibili candidati, come maggior azionista della coalizione di sinistra non intende rinunziare ad una sua leadership, da individuare magari attraverso "le primarie" o con qualche promozione; cose chiaramente non gradite alle varie "sinistre" (dai socialisti all’estrema) già emarginate dalla politica di Veltroni; ha fatto seguito, in aperto dissenso con la direzione del PD un documento della delegazione in giunta dello stesso partito. Così a sinistra, dove la ricandidatura del sindaco uscente avrebbe potuto sembrare automatica, si registra una forte dialettica del resto già emersa in più occasioni fra amministratori e dirigenza del partito.

 

Ovviamente per la discontinuità sono i vari "comitati" venuti allo scoperto negli ultimi mesi, in posizione critica verso l’amministrazione comunale, le forze politiche di opposizione che in gennaio confluiranno nel PdL mentre nello stesso schieramento irrompe la Lega Nord con una candidatura al vaglio della coalizione, e il consigliere della UDC Biagiotti propone la candidatura della senatrice Monacelli.

 

Insomma, se c’è discordia a sinistra, in attesa di chiarimenti che prima o poi ci saranno, aria più tranquilla non si respira nel campo di Agramante, dove la dialettica è tradizionalmente più caratterizzata che a manca, e quantunque, alla luce del recente risultato nelle elezioni politiche si sogni di aver già la vittoria in tasca, personalismi che dovessero acuirsi nella scelta di un candidato che vada bene per tutti non contribuiscono al raggiungimento del risultato; senza tener conto dei circa 500 voti UDC che potrebbe essere imprudente lasciare come una "mina vagante".

 

Intenso è il lavoro sotterraneo che si registra in entrambi i campi e, alla fine potrebbero risultare determinanti direttive che vengono dall’alto.

 

Si preannunzia quindi affollamento ai nastri di partenza e, alla fine, potremmo ritrovarci con non meno di quattro candidati a sindaco come nelle precedenti elezioni. E, poiché il prossimo quinquennio non può essere sciupato, con scelte che non tengano conto delle emergenze che la città sta attraversando, lanciamo l’appello "sindaco disperatamente cercasi".

 

v.a.

 

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