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N. 11 - Novembre 2008

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Ferdinando Di Benedetto

(15 ottobre 1988-6 maggio 1990)


08fdibenedetto0811.jpg (25529 byte)Nato a Pietralunga il 14 maggio 1923, laureato in medicina e chirurgia a Perugia nel 1950, si stabilì a Gualdo nei primi anni ‘60 come medico condotto e ufficiale sanitario, esercitandovi la professione per oltre trentacinque anni. Medico della locale squadra di calcio tra gli anni ‘60 e ‘70, entra in politica nel 1985 presentandosi alle elezioni del 12 maggio nella lista della DC come indipendente, che ottenne 3.352 voti, risultando il più votato.

 

Tra l’agosto e l’ottobre 1988, guidando gran parte della delegazione della Democrazia Cristiana, si rese protagonista del "ribaltone", traghettando il partito verso l’alleanza con i comunisti e dando vita al movimento dei Cristiano Democratici. La crisi tra socialisti e comunisti aveva avuto le prime avvisaglie quando tra 1’84 e 1’85 il sindaco Bedini era stato denunciato per l’inquinamento del fiume Sciola dovuto ai residui di lavorazione del mattatoio comunale nonostante fossero stati assessori comunisti i delegati per la gestione de mattatoio.

 

Il 15 ottobre 1988 fu eletto sindaco di Gualdo Tadino, dopo più di quarant’anni di indiscusso monopolio socialista, nominando Rolando Pinacoli vice sindaco. Tra i primi provvedimenti che la nuova giunta intraprende figurano due obiettivi: un centro sociale per anziani a Villa Luzi e un parcheggio coperto a Santa Margherita, la costruzione di una nuova scuola media e l’organizzazione di una cooperativa di giovani per gestire alcuni servizi comunali e gli impianti sportivi.

 

Dalla pagine de L'Eco del Serrasanta, però, il socialista Roberto Morroni, segretario del locale PSI così definiva l’operazione politica: "La nuova maggioranza espressione dell’accordo intercorso tra cinque dissidenti del Gruppo consiliare della DCe il PCI è il prodotto di logiche comportamentali che mortificano le regole e i principi fondamentali del confronto democratico e dell’etica politica e di un'esaltazione del più bieco e irrazionale antisocialismo, arricchito da una spasmodica aspirazione del potere". Il Morroni non immaginava affatto che, in Italia, da lì a poco, in tema di alleanze e di nuovi partiti, se ne sarebbero vedute proprio delle belle. Alle parole di Morroni rispondeva Ugo Pavoni, segretario del PCI e amico fraterno di Di Benedetto: "... finalmente a Gualdo si respira aria nuova, che si è arrestato un degrado economico, sociale, culturale che aveva fatto precipitare la nostra città a bassi livelli e, che, pur nel breve periodo in cui ha operato la nuova amministrazione, sono stati raggiunti importanti risultati che hanno suscitato consensi da parte della popolazione; c’è inoltre un diverso modo d’intendere il Comune, non più il Palazzo ma Ente al servizio di tutti i cittadini".

 

Il dibattito in Consiglio comunale si farà sempre più acceso soprattutto quando la coalizione decide l’acquisto di Villa Luzi e dell’area dell’ex Matteo da Gualdo, mentre il vice sindaco Pinacoli individua nella pavimentazione di Piazza Martiri con il porfido, uno dei mezzi per la riqualificazione del centro storico.

 

Il 24 febbraio 1990, il sindaco Di Benedetto rendeva omaggio a Gianni Pasquarelli per la nomina a direttore generale della Rai mentre già si avvelenava il clima per la tornata elettorale del 6 maggio smorzato in parte dalla carica di presidente della SS. Gualdo che il sindaco ricopriva. L’ultima riunione del Consiglio comunale si ebbe nei giorni dal 19 al 22 marzo 1990 durante la quale vennero assunti impegni di spesa per una lunga serie di mutui, l’istituzione di 13 posti di operaio specializzato. Il 13 maggio la città festeggiò, con un’imponente manifestazione, il VI raduno regionale dei carabinieri in congedo.

 

La presentazione delle liste suscitò largo interesse soprattutto per vedere chi figurava nella lista dei Cristiano Democratici dove Antonio Frillici fungeva da capolista, accanto a Gino Bedini del PSI, Antonio Pieretti della DC e Rolando Pinacoli del PCI.

 

L’esito delle urne assegnò alla DC 2.566 voti eleggendo Antonio Pieretti, Augusto Matteucci, Sandra Monacelli, Mario Becchetti, Francesco Calai, Vincenzo Casanova Stua e Giannantonio Gammaitoni; ai Cristiano Democratici 1.504 eleggendo Ferdinando Di Benedetto, Antonio Frillici, Paolo Bazzucchi e Maria Rita Dionisi; al PCI 3.934 con Rolando Pinacoli, Giambattista Megni, Marcello Guidubaldi, Francesco Commodi, Gianfranco Pascolini, Giuseppe Sabbatini, Arnaldo Coletti, Enzo Calzuola, Rosario Lombardi e Franco Cotulelli; al PSI 2.413 con Gino Bedini, Angelo Scassellati, Roberto Morroni, Enrico Pedana, Giuseppe Pompei, Domenico Dell’Unto e Virgilio Castellani; al MSI 268 voti e nessun consigliere.

 

Dopo alcuni giorni di incontri, vide finalmente la luce la nuova Giunta guidata da Rolando Pinacoli mentre dai banchi dell'opposizione il prof. Antonio Pieretti ribadiva che "Ora si tratta di vedere se l’attuale coalizione di governo è in grado di mantenere le promesse che ha fatto alla cittadinanza. Da parte mia e del gruppo che rappresento ribadisco che non intendiamo fare sconti, perché è in gioco il futuro di Gualdo Tadino".

 

Daniele Amoni

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