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N. 11- Novembre 2008

Accademia dei Romiti

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La parola alle scuole e al territorio


Gentile Direttore,

originaria del Gualdese e residente a Perugia, insegno nella scuola secondaria di I grado Scienze e Matematica e copro anche incarichi di sostegno. Per far capire meglio, ho frequentato altri tre anni di Università dopo la laurea in Matematica. Circa gli interventi decretati dal duo Gelmini-Tremonti è mio parere che nei media non venga data adeguatamente la parola alle scuole. Qualche rivista di settore si sta muovendo e propone le opinioni dei veri padroni di casa: alunni, famiglie, personale docente e non docente, interrogando cioè le persone e non solo i numeri. Interroga non i soliti - politici, illustri professori e giornalisti che talvolta, a sentirli, non sanno di quel che parlano ed, ancor più grave, non sanno di non sapere - ma chi la scuola la vive sulla propria pelle. Proporrei al vostro giornale di fare altrettanto e di ascoltare le scuole del territorio sui temi critici dell’intervento governativo. E' mia opinione che, grazie a questo processo innescato dall’attuale governo verso una scuola che assicura un servizio di minimo, che spinge verso la creazione di una massiccia offerta di alternative private che porterebbe alla privatizzazione del personale e all’intervento di partner esterni per l’autofinanziamento, tutti si interroghino se è ciò che desiderano per il Paese. Tutti, inoltre, possono partecipare alla discussione sugli argomenti caldi del momento.

Eccone alcuni: introduzione della meritocrazia nella valutazione degli alunni (bocciatura con un solo 5) e nella retribuzione del personale scolastico; rapporto alunni/docente; ritorno al maestro unico; esclusione delle contemporaneità di insegnamento e riduzione del tempo pieno e prolungato; riduzione oraria negli istituti tecnici e professionali; ipotesi di diploma liceale a 18 anni; riduzione delle classi di concorso dei professori; riduzione degli indirizzi scolastici; accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni; chiusura delle Ssis; esistenza di sprechi nella scuola.

Il dibattito non sarà che salutare per riportare l’attenzione della collettività sopra un bene prezioso, dato per scontato, che però scontato non è affatto.

Altrettanta rilevanza assume in materia il ruolo degli enti locali, con le deroghe del Ministero dell’Istruzione e con il rafforzamento del federalismo fiscale. Come cambierà l’intervento delle nostre amministrazioni locali – comuni, Provincia di Perugia e Regione Umbra?

Con i miei più cordiali saluti alla redazione e ai lettori del Nuovo Serrasanta.

Nicoletta Angeli

 

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