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N. 11- Novembre 2008

Accademia dei Romiti

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C'era una volta Valsorda


Sì, c’era una volta e solo il nome, per i gualdesi, serviva ad evocare emozioni, con i suoi prati sempreverdi, con le sue fioriture dai crochi bucaneve, alle primule primaverili ai narcisi che ne costituivano l’ornamento più bello. Oggi Valsorda è al degrado pressoché irreparabile.

A furor di popolo sono state cacciate le pecore perché con i loro escrementi davano fastididio, ma la vallata si è riempita con mandrie di bovini che, con i loro escrementi tappezzano non solo i prati, ma anche le strade. I cinghiali poi hanno pressoché distrutto gran parte del manto erboso dei prati: se ci fossero rimaste le pecore, forse non sarebbe accaduto perché con le pecore ci sarebbero stati i cani.

Inoltre il venir meno della falciatura dei prati ha fatto sì che vegetassero ovunque i sambuchi ed i rovi così che presto oltre al manto erboso scompariranno totalmente anche i narcisi e gli altri fiori.

Ma c’è di più: da due anni sono stati ristrutturati i rifugi, ma sono rimasti chiusi, come pure i servizi igienici, la pineta adiacente è piena di sporcizia ed il laghetto adiacente al ristorante, attualmente in secco, si presenta pieno di cardi ed altre erbacce.

Per chi ha frequentato la nostra montagna, negli ultimi cinquant’anni, dal confine con Fossato di Vico a quello di Nocera Umbra, una Valsorda ridotta in questo stato non era mai capitato di vederla; chi dovrebbe provvedere, la Comunità Montana, il Comune? Eppure ci sono assessori all’ambiente e al turismo ... di cosa si interessano?

(E.D.)

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