|
Il presepe vivente di Roveto
Ci stanno lavorando da mesi i generosi abitanti di Roveto: preparano il
presepio vivente, impostosi all'attenzione di tante persone come una delle tradizioni più
belle dell'Umbria, per la sua genuina schiettezza che evoca il mistero dell'incarnazione
proposto con semplicità francescana, ma anche la cultura popolare contadina del secolo
scorso. I vari elementi si coniugano in modo felice nella manifestazione che nelle
precedenti edizioni ha riscosso un successo quanto mai ampio, richiamando tanta gente, con
le suggestioni che caratterizzano la rappresentazione sacra, della quale i protagonisti
primi sono pressoché tutti gli abitanti del piccolo paese pedemontano, poco meno di un
centinaio.
Roveto è
diventato il sinonimo del Presepio, perché la rievocazione si concretizza su un
palcoscenico grande quanto l'intero abitato, con le case, le strade, i locali al piano
terra che subiscono una metamorfosi, diventano altrettanti quadri di un Presepio, con la
scuola, la falegnameria, il mulino dell'olio, del grano, del granoturco, la fucina del
fabbro, la bottega del calzolaio, le stalle, con la riproposizione di "mestieri"
come la lavorazione del latte, della lana, del legno, l'osteria e tanto altro: richiamano
con efficacia la vita e la cultura contadina del secolo scorso, in un contesto natalizio
quanto mai suggestivo per tutti, in particolare per i cristiani.
I visitatori
che passeggiano ammirati lungo le erte viuzze del paesino, senza luci artificiali, per
vedere e vivere le varie finestre di un mondo che sembra scomparso, ma che ripropone le
comuni radici, concludono il loro itinerario nella capanna, dove ci sono Maria e Giuseppe
insieme al Bambino, tra un bue ed un asinello vivi, che riscaldano il Natale di tutti.
E' una
tradizione bella, coinvolgente, suggestiva, che non ha nulla in comune con le sagre
paesane e col consumismo: anche a Roveto ci sono assaggi di vino, di maiale, di
bruschetta, di pizza, di olive e sardine salate, di ottimo vino brulè scaldato alla
fiamma del fuoco che arde all'aperto, tutto viene offerto in dono, con spirito di
accoglienza e fratellanza. Dietro la semplicità di facciata, c'è stato un grande, lungo
lavoro dei generosi abitanti di Roveto, accompagnato da ricerca documentaria, da interessi
culturali e per l'antiquariato; ma c'è, leggibile, soprattutto la volontà di manifestare
anche esternamente il proprio coinvolgimento con il fatto fondamentale per i cristiani, la
nascita di Gesù.
E' un clima
d'altri tempi e d'altri uomini, di pace e fraternità, che coinvolge tutti in maniera
epidermica, quasi palpabile, suggestivo nella sua semplicità. Vale davvero starci dentro
per qualche ora.
Il presepio
vivente a Roveto c'è soltanto nella notte santa (si inizia alle 21 con la messa nella
chiesa parrocchiale di San Carlo con l'arrivo di Maria e Giuseppe dalla montagna), e nei
giorni di Natale e di Santo Stefano (inizio alle 17). La replica ci sarà nel Natale del
2009.
Alberto Cecconi |
|
Prima pagina |