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N. 12 - Dicembre 2008

Accademia dei Romiti

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Il presepe vivente di Roveto


01presepepic0812.jpg (6864 byte)Ci stanno lavorando da mesi i generosi abitanti di Roveto: preparano il presepio vivente, impostosi all'attenzione di tante persone come una delle tradizioni più belle dell'Umbria, per la sua genuina schiettezza che evoca il mistero dell'incarnazione proposto con semplicità francescana, ma anche la cultura popolare contadina del secolo scorso. I vari elementi si coniugano in modo felice nella manifestazione che nelle precedenti edizioni ha riscosso un successo quanto mai ampio, richiamando tanta gente, con le suggestioni che caratterizzano la rappresentazione sacra, della quale i protagonisti primi sono pressoché tutti gli abitanti del piccolo paese pedemontano, poco meno di un centinaio.

 

Roveto è diventato il sinonimo del Presepio, perché la rievocazione si concretizza su un palcoscenico grande quanto l'intero abitato, con le case, le strade, i locali al piano terra che subiscono una metamorfosi, diventano altrettanti quadri di un Presepio, con la scuola, la falegnameria, il mulino dell'olio, del grano, del granoturco, la fucina del fabbro, la bottega del calzolaio, le stalle, con la riproposizione di "mestieri" come la lavorazione del latte, della lana, del legno, l'osteria e tanto altro: richiamano con efficacia la vita e la cultura contadina del secolo scorso, in un contesto natalizio quanto mai suggestivo per tutti, in particolare per i cristiani.

 

I visitatori che passeggiano ammirati lungo le erte viuzze del paesino, senza luci artificiali, per vedere e vivere le varie finestre di un mondo che sembra scomparso, ma che ripropone le comuni radici, concludono il loro itinerario nella capanna, dove ci sono Maria e Giuseppe insieme al Bambino, tra un bue ed un asinello vivi, che riscaldano il Natale di tutti.

 

E' una tradizione bella, coinvolgente, suggestiva, che non ha nulla in comune con le sagre paesane e col consumismo: anche a Roveto ci sono assaggi di vino, di maiale, di bruschetta, di pizza, di olive e sardine salate, di ottimo vino brulè scaldato alla fiamma del fuoco che arde all'aperto, tutto viene offerto in dono, con spirito di accoglienza e fratellanza. Dietro la semplicità di facciata, c'è stato un grande, lungo lavoro dei generosi abitanti di Roveto, accompagnato da ricerca documentaria, da interessi culturali e per l'antiquariato; ma c'è, leggibile, soprattutto la volontà di manifestare anche esternamente il proprio coinvolgimento con il fatto fondamentale per i cristiani, la nascita di Gesù.

 

E' un clima d'altri tempi e d'altri uomini, di pace e fraternità, che coinvolge tutti in maniera epidermica, quasi palpabile, suggestivo nella sua semplicità. Vale davvero starci dentro per qualche ora.

 

Il presepio vivente a Roveto c'è soltanto nella notte santa (si inizia alle 21 con la messa nella chiesa parrocchiale di San Carlo con l'arrivo di Maria e Giuseppe dalla montagna), e nei giorni di Natale e di Santo Stefano (inizio alle 17). La replica ci sarà nel Natale del 2009.

 

Alberto Cecconi

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