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N. 12 - Dicembre 2008 |
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Una nuova legge per le acque minerali Illustrata da Roberto Morroni la proposta di legge regionale per attribuire ai comuni le competenze nella gestione delle sorgenti di acque minerali. "I soldi vadano ai comuni".
di Riccardo Serroni La proposta di legge regionale che Roberto Morroni, leader di FI e Pdl, aveva annunciato due anni fa, Morroni lha presentata in una conferenza stampa sabato 8 novembre. Successivamente si è incontrato con i gruppi politici in consiglio comunale (un partito per volta) perché il suo obiettivo è di far convergere sulla proposta tutto il consiglio e presentarla come disegno di legge regionale del consiglio comunale di Gualdo Tadino. Socialisti, Rifondazione e PD hanno accolto linvito di Morroni, si sono incontrati ed hanno sottoscritto la richiesta di inserimento del punto nellO.d.G. di uno dei prossimi consigli comunali. Ciò indipendentemente dalla posizione che assumeranno in consiglio al momento di discutere e votare la proposta di legge. Walter Biagiotti (UDC) ed Erminio Fofi (Il Rosone) al contrario hanno rifiutato linvito. Se non riuscisse a raggiungere questa convergenza, la strada sarebbe il ricorso alla raccolta di almeno tremila firme (non limitata a Gualdo ma estesa a tutti i comuni in cui insistono le sorgenti minerali dellUmbria) per presentarla come proposta popolare.
Il primo percorso sarebbe più breve e più semplice, il secondo più lungo.Vediamo in sintesi in che cosa consiste questa proposta disegnata sulla falsariga di quella già approvata in Toscana:
"Oggi, in base alla legge 187 modificata nel 2001 tutti i poteri sono della Regione ed i comuni hanno un ruolo marginale nella gestione delle acque minerali. Noi vogliamo che le funzioni siano attribuite ai comuni ed il ricavo dai canoni per lo sfruttamento delle acque minerali vadano nelle casse dei comuni in cui insistono le sorgenti, non in quelle della Regione - spiega Roberto Morroni - La stessa ha capito che la normativa va modificata. Infatti cè una proposta di legge per elevare il canone da 0,5 ad 1 euro al mc e listituzione di un fondo regionale con il 20% destinato alla tutela delle risorse idriche dei territori interessati. Ma non ci piace. La nostra proposta prevede di delegare il rilascio delle concessioni ai comuni ove insistono le sorgenti. Essi, in tal modo, incasseranno 1 euro al mc che potranno utilizzare in conto capitale e nel bilancio corrente ed il 30% di quella cifra andrà in un fondo regionale per la tutela dellambiente".
Morroni, poi, aggiunge che lindicazione di 1 euro al mc è in linea con la proposta di legge vagliata dalla conferenza dei sindaci (in cui il sindaco di Gualdo propose di elevare il canone da 0,5 euro ad 1,5 euro al mc., destinando 0,5 euro al mc ai comuni in cui insistono le sorgenti; proposta non accolta anche da alcuni dei comuni interessati temendo che un aumento del canone metta in difficoltà le loro aziende di imbottigliamento). La proposta di Morroni, però, pur se in linea con la richiesta di aumento del canone, è diversa perché tende a dare ai comuni una capacità contrattuale nei confronti delle aziende che oggi non hanno.
Alla conferenza stampa era presente anche Marco Rogo (Destra) favorevole alla proposta che ridistribuisce la ricchezza, ma specificando che leventuale approvazione della legge non cambierà il suo parere su eventuali nuovi prelievi, per i quali è contrario. E su questo fronte è contrario anche Morroni "perché gli studi effettuati hanno dimostrato che non esistono le condizioni ambientali". |
Attualità |
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