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N. 1 - Gennaio 2009

Accademia dei Romiti

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Ospedale Calai

Presentata la sua "Storia"

opera di Daniele Amoni


01libramonipic0901.jpg (8001 byte)Nell’ambito di una serata organizzata dal Rotary Club di Gubbio e dai Lions Club di Gubbio e di Gualdo Tadino-Nocera Umbra, presso l'Hotel Cappuccini di Gubbio, che ha visto la presenza di tanti illustri ospiti, venerdì 5 dicembre è stato presentato il volume del nostro accademico dott. Daniele Amoni "L'assistenza sanitaria a Gualdo Tadino dal XIII al XXI secolo" inserito in un cofanetto contenente altri due volumi relativi alla storia dell'ospedale di Gubbio del prof. Giuseppe Maria Nardelli, e sul nuovo ospedale di Branca, quest'ultimo contenente solo un ricco servizio iconografico; la serata ha visto la partecipazione dei presidenti dei sodalizi comm. Rodolfo Mencarelli, prof. Nello Bocci, mentre il dott. Massimiliano Rondelli era sostituito dal sig. Gianni Tega. Il convegno si è aperto con le relazioni dal sindaco di Gubbio Goracci e del direttore della ASL 01 dott. Vincenzo Panella, committente dell'impegnativo lavoro.

 

In particolare, nella sua ricerca, il Dr Amoni ha spaziato dal 3 febbraio 1260, data della prima notizia storica dell’ospedale Diotisalvi, fino alla data della chiusura dell’ospedale Calai avvenuta nel 2008, attraverso un excursus ricco di avvenimenti, personaggi, attività collegate agli aspetti socio-economici, evoluzione e miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, analizzando la storia dei primi ospedali gualdesi a partire dal XIII secolo fino all'antico ospedale di San Lazzaro, chiuso nei primi anni del novecento in seguito all’apertura del più moderno ospedale Calai.

 

Ricca è stata anche la documentazione prodotta sulla storia del "Calai" con le date precise degli interventi: l’inizio dei lavori di sterro (21 agosto 1899) che asportarono dal fianco della collina circa quindicimila metri cubi di terreno per far posto al nuovo fabbricato, posa della prima pietra (22 luglio 1900), fine dei lavori della parte strutturale (1 settembre 1906) che occupava una superficie di 10 mila metri quadri, inaugurazione ufficiale (7 agosto 1909) alla presenza di tutte le autorità politiche, religiose, militari e imprenditoriali, il passaggio a titolo definitivo dell’ospedale da mons. Roberto Calai alla Congregazione di Carità (1 dicembre 1919) di tutto il complesso (ospedale più farmacia) valutato all’epoca £. 425.000 (oggi quasi 1 milione di euro); il tutto per volontà ed a spese di mons. Roberto Calai. L’ospedale gualdese, gestito dalla Congregazione di Carità, fu considerato per molti anni il più moderno ospedale umbro, in quanto costruito ex-novo secondo i criteri sanitari dell'epoca, mentre le strutture ospedaliere delle altre città umbre erano ospitate in genere in fatiscenti strutture conventuali demaniate alla fine dell’Ottocento, e secondo testimonianze di gerarchi fascisti perugini, alla metà anni '20, era ammirato come uno dei più funzionali d'Italia.

 

Nel suo lavoro il dott. Amoni, dopo aver citato tutti gli operatori sanitari attivi nella struttura gualdese dal 1300 alla fine dell'ottocento, ha analizzato le vicende storico-sanitarie che hanno portato il Calai a diventare un punto di riferimento della sanità umbra, fino ai giorni d'oggi quando è confluito nell'ospedale di Branca. Egli ha concluso il suo intervento, applaudito dalla folta platea di eugubini (pochi i gualdesi), ricordando con un pizzico di amarezza che, grazie soprattutto alle donazioni di mons. Roberto Calai, Gualdo Tadino vantava un importante Istituto Salesiano (chiuso come polo didattico dopo quasi 80 anni), un importante ospedale (chiuso dopo un secolo) e una banca egregiamente amministrata (chiusa dopo un secolo 1885-1985) ma, soprattutto, confidando che almeno il nuovo ospedale di Branca possa affrontare le sfide che le necessità socio-assistenziali future richiederanno.

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