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Ospedale
Calai
Presentata
la sua "Storia"
opera
di Daniele Amoni
Nellambito di una serata organizzata dal Rotary Club di
Gubbio e dai Lions Club di Gubbio e di Gualdo Tadino-Nocera Umbra, presso l'Hotel
Cappuccini di Gubbio, che ha visto la presenza di tanti illustri ospiti, venerdì 5
dicembre è stato presentato il volume del nostro accademico dott. Daniele Amoni "L'assistenza
sanitaria a Gualdo Tadino dal XIII al XXI secolo" inserito in un
cofanetto contenente altri due volumi relativi alla storia dell'ospedale di Gubbio del
prof. Giuseppe Maria Nardelli, e sul nuovo ospedale di Branca, quest'ultimo contenente
solo un ricco servizio iconografico; la serata ha visto la partecipazione dei presidenti
dei sodalizi comm. Rodolfo Mencarelli, prof. Nello Bocci, mentre il dott. Massimiliano
Rondelli era sostituito dal sig. Gianni Tega. Il convegno si è aperto con le relazioni
dal sindaco di Gubbio Goracci e del direttore della ASL 01 dott. Vincenzo Panella,
committente dell'impegnativo lavoro.
In
particolare, nella sua ricerca, il Dr Amoni ha spaziato dal 3 febbraio 1260, data della
prima notizia storica dellospedale Diotisalvi, fino alla data della chiusura
dellospedale Calai avvenuta nel 2008, attraverso un excursus ricco di avvenimenti,
personaggi, attività collegate agli aspetti socio-economici, evoluzione e miglioramento
delle condizioni igienico-sanitarie, analizzando la storia dei primi ospedali gualdesi a
partire dal XIII secolo fino all'antico ospedale di San Lazzaro, chiuso nei primi anni del
novecento in seguito allapertura del più moderno ospedale Calai.
Ricca è
stata anche la documentazione prodotta sulla storia del "Calai" con le date
precise degli interventi: linizio dei lavori di sterro (21 agosto 1899) che
asportarono dal fianco della collina circa quindicimila metri cubi di terreno per far
posto al nuovo fabbricato, posa della prima pietra (22 luglio 1900), fine dei lavori della
parte strutturale (1 settembre 1906) che occupava una superficie di 10 mila metri quadri,
inaugurazione ufficiale (7 agosto 1909) alla presenza di tutte le autorità politiche,
religiose, militari e imprenditoriali, il passaggio a titolo definitivo dellospedale
da mons. Roberto Calai alla Congregazione di Carità (1 dicembre 1919) di tutto il
complesso (ospedale più farmacia) valutato allepoca £. 425.000 (oggi quasi 1
milione di euro); il tutto per volontà ed a spese di mons. Roberto Calai. Lospedale
gualdese, gestito dalla Congregazione di Carità, fu considerato per molti anni il più
moderno ospedale umbro, in quanto costruito ex-novo secondo i criteri sanitari dell'epoca,
mentre le strutture ospedaliere delle altre città umbre erano ospitate in genere in
fatiscenti strutture conventuali demaniate alla fine dellOttocento, e secondo
testimonianze di gerarchi fascisti perugini, alla metà anni '20, era ammirato come uno
dei più funzionali d'Italia.
Nel suo
lavoro il dott. Amoni, dopo aver citato tutti gli operatori sanitari attivi nella
struttura gualdese dal 1300 alla fine dell'ottocento, ha analizzato le vicende
storico-sanitarie che hanno portato il Calai a diventare un punto di riferimento della
sanità umbra, fino ai giorni d'oggi quando è confluito nell'ospedale di Branca. Egli ha
concluso il suo intervento, applaudito dalla folta platea di eugubini (pochi i gualdesi),
ricordando con un pizzico di amarezza che, grazie soprattutto alle donazioni di mons.
Roberto Calai, Gualdo Tadino vantava un importante Istituto Salesiano (chiuso come polo
didattico dopo quasi 80 anni), un importante ospedale (chiuso dopo un secolo) e una banca
egregiamente amministrata (chiusa dopo un secolo 1885-1985) ma, soprattutto, confidando
che almeno il nuovo ospedale di Branca possa affrontare le sfide che le necessità
socio-assistenziali future richiederanno. |
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