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N. 1 - Gennaio 2009

Accademia dei Romiti

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Una luce all'orizzonte anzi ... nebbia fittissima

 

di Carlo Catanossi


Mancano cinque mesi alle elezioni amministrative nella nostra città e qualcosa si è cominciato a muovere. Non mi sembra chiara tuttavia la direzione verso cui si sta andando. Proverò a riassumerla per me stesso e per i miei venticinque lettori, sulla base di quanto sentito (da radio serva) e letto sulla stampa e sui comunicati vari emessi in proposito cominciando dall’opposizione per finire con chi amministra.

Il primo ad uscire allo scoperto è stato un giovane che ha annunciato la sua candidatura fin dall’estate scorsa: i tempi denotano la sua generosità che è pari almeno alla sua sprovvedutezza politica. Mai uscire troppo presto allo scoperto!

Si è mosso poi il centrodestra che ha tirato fuori dal cilindro un nome "nuovo" lanciandolo nell’agone delle speranze (e delle smanie) che avvolge i leader locali di questo schieramento dopo i risultati politici del 2008 e la presa del potere nazionale. Non è chiaro se la candidatura esiste ancora, se è stata affossata o se (udite,udite!) verrà fatta correre ad eventuali primarie insieme a consumati politici locali. Sta di fatto che di Paciotti (imprenditore ed impegnato in diverse attività sociali in città) sembra che in molti vogliano fare a meno. Risalgono pertanto le quotazioni degli attuali esponenti dell’opposizione in consiglio comunale: Morroni non è contento di ciò che ha avuto nel passato, una signora Fioriti vorrebbe essere la prima donna sindaco, l’avvocato Cappelletti vorrebbe tentare ciò che non gli è riuscito a Nocera in passato.

Intanto sorge una nuova stella: un comitato ad hoc spinge il senatore Monacelli a scendere in campo. Qui la faccenda si complica un po’. Subito dopo le elezioni che hanno visto i centristi correre da soli, come previsto il senatore lasciato appeso il laticlavio e libero lo scranno, si è impegnata nella segreteria del presidente della Provincia Cozzari che guida una giunta di sinistra, ma ha già fatto una scelta di appartenenza all’UDC ed ha tentato una modifica del quadro politico in quell’Ente che vedesse dentro la giunta stessa i centristi (tentativo appoggiato dal PD ma stoppato da Rifondazione). La senatrice Monacelli, subissata dalle critiche, ha resistito pochi mesi nell’incarico (per la verità poco dignitoso e svolto in tempi impropri) e si è ripresa ben presto la sua libertà. Libertà che l’avrebbe condotta (qui il condizionale è d’obbligo) a rifiutare offerte di candidatura a sindaco provenienti sia dal centro destra che dal centrosinistra (strano mondo il nostro!). Non ha rifiutato però l’offerta del detto comitato che vede in lei l’unica sponda di salvezza per la città.

A sinistra c’è tutto un fiorire di ipotesi. Intanto sorgono nuovi soggetti. Il candidato nei DS Cambiotti (tra i primi eletti alle ultime elezioni) dopo aver fatto l’amministratore in Comune ed in altri enti (dove è stato trombato, per la verità!), passato alle formazioni della sinistra fuori dai DS così "sfortunate" alle ultime elezioni, ha scoperto il vero faro politico in Di Pietro (che solo a scriverlo inorridisco).

Il PD sembra ormai aver scelto di esprimere un proprio candidato senza curarsi degli alleati riottosi e punta su una figura di sicuro successo e consenso: un certo Presciutti che di mestiere fa il sindacalista della CGIL. Parrebbe (loro) la candidatura adatta per una città in queste condizioni sociali ed economiche unendo ciò che è diviso, mettendo finalmente in riga gli imprenditori del luogo e parlando a quelle fasce moderate di elettori che hanno voltato le spalle al centrosinistra e che aspettano solo un candidato di questo genere per tornare a votare PD.

Rifondazione comunista, che pure aveva un largo seguito e che era protagonista nell’attuale amministrazione, sembra ancora sotto il colpo dei risultati elettorali. Così prima pare sostenere gli uni poi si schiera con gli altri: ha scelto di essere ormai marginale e non da segni di protagonismo.

Intanto Scassellati prosegue nel suo complesso di insostituibilità (e la situazione generale non sembrerebbe dargli torto) e va avanti per la sua strada come un treno. Annuncia la ricandidatura con chi ci sta e sfida i cittadini con azioni temerarie (vedi ICI del 2003) che si sommano alle cave, all’acqua, alle assunzioni dell’ultima ora e chi più ne ha più ne metta ...

Dunque è tutto chiaro: il futuro della città è in buone mani e tutti voi lettori potete stare tranquilli. Fortunatamente, mi sono informato, non è obbligatorio andare a votare.

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