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N. 1 - Gennaio 2009

Accademia dei Romiti

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Altrimondi rubrica di Alessandra Artedia

Quando l'immigrazione si chiama integrazione

Marja, collaboratrice domestica a ore, assistente di anziani proveniente dall'Albania


Il mio incontro con Marja è stato quasi del tutto casuale. Grazie a miei studi ho avuto modo di vederla spesso e di farmi rilasciare questa testimonianza. Marja è una signora di mezza età, molto dolce e sorridente. Sempre ben disposta ad aiutare tutti. Ci incontriamo e la trovo indaffarata ad aiutare altri immigrati in un’associazione di volontariato di Gualdo Tadino. Quello che ti colpisce della sua persona è sicuramente il suo sorriso, la sua espressione che trasmette serenità e disponibilità. "Sono in Italia da otto anni e sono arrivata qui con il ricongiungimento familiare nel 2000. Mio marito era già qui, lavorava già da qualche anno come muratore qui in Umbria e quando ha raggiunto la stabilità nel lavoro abbiamo fatto i documenti e sono arrivata qui coi miei due figli. Mia figlia frequentava la prima media e ora invece è all’Università. Certo, all’inizio a me non piaceva per niente di stare qui e ho anche molto sofferto, perché io in Albania avevo il lavoro, ho sempre lavorato in fabbrica o fatto qualche altro lavoretto, ma poi come famiglia abbiamo voluto riunirci, soprattutto per il bene dei figli e io non potevo restare al mio Paese di origine se i miei figli erano qua. "Dove vanno i figli devo andare anche io, non posso abbandonarli", mi sono detta e così, dopo un lungo viaggio che è pure abbastanza costoso, siamo giunti regolarmente in Italia, per ricongiungerci a mio marito. Qui a Gualdo Tadino non ho alcun parente da parte mia, ci sono solo alcuni congiunti dalla parte di mio marito e perciò, soprattutto all’inizio, ho avuto un impatto molto duro, perché, oltretutto, non conoscevo molto bene la lingua, solo qualche parola appresa in Albania. Ho fatto qui il corso di italiano e ho imparato subito la lingua, sommando quelle poche conoscenze che avevo al mio paese di origine con quello che mi veniva insegnato al corso e sono stata avvantaggiata anche dalla presenza sul territorio. Sono stata fortunata, le persone mi hanno accolto molto bene. Da diversi anni lavoro come collaboratrice domestica a ore e assisto alcuni anziani, preparo loro da mangiare e riassetto la casa. All’inizio anche cucinare all’italiana è stato un po’ difficoltoso e infatti in principio non mi lasciavano cucinare. Poi invece ho imparato e ora cucino all’italiana senza difficoltà. Preparo il sugo, cuocio la carne e tante altre pietanze ... Superate le difficoltà iniziali mi sono ambientata molto bene qui e lo stesso i miei figli, spero di poter rimanere in Umbria e di prendere presto la cittadinanza italiana. Mi piace fare volontariato e, non appena ho un po’ di tempo, vengo qui ad aiutare altri come me ... Bèh, del resto, quando avevo bisogno io mi hanno sempre aiutata volentieri ... e quindi ora perché non ricambiare il favore dando un po’ del mio tempo? Non desidero ritornare in Albania, anche se lì ho tutti i miei parenti e un fratello che lavora con una ditta italiana (l’Italia è una delle nazioni più presenti dal punto vista commerciale in Albania, credo che probabilmente sia la prima) perché oramai la mia vita e soprattutto quella dei miei figli è qui e non potrei andarmene sapendo che loro sono qua, perché, come già detto, dove sono i miei figli voglio essere anche io".

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