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L'olio
e il frantoio di Annetta e Sesto
Annetta ... una donna stupenda piena di volontà e damore per tutti,
artigiana, moglie, madre, nonna, nuora, adorata ed instancabile! Che rimarrà nel ricordo
di tutti quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla! La mamma, adorata dai tre figli,
Liana, Mara e Ulderico, avuti dal matrimonio con papà Sestilio, una coppia unita in tutto
dal gennaio del 1947: nel lavoro, nellamore verso i figli, nelle difficoltà della
vita.
I coniugi Loreti
Annetta,
figlia di nonno Riccardo e di nonna Maria, per eredità ottiene un antico mulino per
macinare le olive, a Ponte Cartiere, Siamo prima dellinizio del 900 quando le
dure ruote di pietra sono fatte girare da un tosto e instancabile mulo, sostituito poi
dalla forza dellacqua del fiume Rumore raccolta nel "bottaccio". Ricordi
di bambina, ma ricordi nitidi e chiari rimasti nella mia mente, mamma giovanissima che,
sempre attenta e presente, seguiva la lavorazione. La molitura delle olive era un
appuntamento annuo che sapeva di festa solenne. Per il contadino lultima fatica
prima della pausa invernale e chiudeva in ricchezza lanno agricolo. Chi aveva tanta
"oliva", chi ne aveva poca ... Annetta non negava a nessuno la gioia di vedere
trasformate le proprie fatiche nel prezioso liquido da riporsi con cautela in dispensa. La
molitura era momento di incontro, a volte solo una volta lanno, e di racconti - chi
si è sposato, chi è nato e chi è morto ... Tuttintorno nel casolare, nel piccolo
borgo di Cartiere cera profumo di olio. A volte le attese erano lunghe e
loccasione diventava convivio. Mentre il pane si bruscava alla brace del caminetto
sempre acceso - Annetta accoglieva tutti nella stagione che volge al freddo in un ambiente
rustico ma caldo - pronto per essere inzuppato di olio, i contadini in attesa del frutto
delle olive, si scambiavano i ricordi di guerra ancora vivi e nel frantoio si incrociavano
tragiche ritirate di Russia con affondamenti di navi e marce nel deserto dAfrica.
Immancabilmente papà Sesto raccontava la sua partenza ancora ragazzo, insieme al fratello
maggiore Ulderigo, da Boschetto nel cuore della collinosa Umbria, verso la scintillante
Venezia e qui prepararsi ad entrare nella gloriosa marina militare.
Ma tra tutti questi racconti, su tutti questi mulinari con i loro grandi
grembiuli unti di pasta di olive, tra questo lavoro intenso e serrato, su tutto
primeggiava la figura di Annetta, unica donna sotto il controllo della quale, e nessun
mulinaio lo può negare, il lavoro procedeva nella più assoluta pulizia perché
lolio è cosa preziosa e per essere di altissima qualità deve essere lavorato con
tutte le attenzioni ed amore in ogni fase della sua produzione.
Lavorazione dell'olio
Mamma era
davvero tosta ed infaticabile e tutti, anche se con qualche brontolio, sopportavano i suoi
comandi, non era facile starle dietro, nulla della lavorazione sfuggiva al suo sguardo,
conosceva bene il suo lavoro, era speciale! Chi ha conosciuto mamma Annetta sicuramente la
ricorderà per sempre.
Quando
eravamo in pochi ad abitare a Cartiere, mamma giovanissima era amata da tutti perché
pronta sempre a prestarsi ad ogni lavoro. Vicino a noi cera nonno Codignoni, con
tutta la sua grande famiglia, che lha sempre accolta amorevolmente fin da
giovanissima; lamicizia tra le famiglie si tramanda ancora oggi da generazioni.
Ma il papà e
la mamma avevano anche un molino di pietra, il famoso bianco meudon. Ricordo ancora il
frastuono delle macine, un tempo fatte girare ad acqua dalla grande ruota a pale. La
polvere era ovunque, il via vai di camion che portavano pietra dalla montagna e di quelli
che portavano lontano i sacchi pieni di polvere bianca preziosa per tempere e stoffe e
altro. Lavoro duro con un frantoio che macinava la pietra, e le macine che rendevano la
graniglia in polvere bianca. Verso noi bambini cera tanta preoccupazione, i nostri
amati genitori sempre in ansia perché il pericolo era ovunque; dai camion che arrivavano,
alle macine, alla ruota esterna, al frantoio, ai bottacci pieni dacqua
la
curiosità di andare sotto le macine vicine allacqua, di avvicinarsi ai macchinari
era non frenabile.
Il papà
Sestilio talvolta andava via con il camion carico del prodotto nei sacchi, a Napoli,
Ancona, e altre località che non ben ricordo, ma ricordo che era un momento triste e
andavamo a salutarlo "dalla strada", la Flaminia e per alcuni giorni rimaneva
fuori ed era grande festa al suo ritorno! Cera sempre un regalo per noi ragazzi e
per la mamma che da sola risolveva tutti i problemi in sua assenza, dai conti in banca, ai
lavori meccanici con lofficina di "Zio Dundo" di Vaccara che riparava le
macchine! La cosa bella che ricordo sono il loro mai andare in sconforto e la forza della
mamma sia morale che fisica: anche nei momenti difficili non li ho visti mai perdere la
fiducia di crescere bene lamata famiglia.
Ancora
ricordi e immagini affiorano la mente: mi mancano quelle lunghe tavole di noi tutti a cena
con papà a capotavola sulla sua sedia speciale; mi manca larrivo di mia sorella a
fare torte al testo, con le salsicce mitiche di mio fratello e Pasqualina, che discuteva
sul modo di cucinare con la mamma; per me era festa grande, la casa si riempiva e la
serenità di mio cognato riusciva a darmi fiducia e tranquillità. Mentre in cucina si
lavorava, mio cognato assisteva con occhio al televisore la replica della partita di
Basket, mentre io al solito trafficavo sommersa tra libri e progetti e ossa raccolte dalle
grotte, sgridata perché impedivo di allestire la tavola fino allultimo. Arrivavano
poi, attirati dai profumi gli amati nipoti, sempre tanto presenti a portare allegria ai
nonni. Insomma una grande famiglia tutta unita sempre, intorno a quel piccolo camino che
tanta legna ha fatto ardere ... come mi manca quella bistecca delle 13,40 cotta sulla
brace che non volevo mai finire, come mi mancano, ci mancano a noi tutti i baci, le
carezze le attenzioni di mamma Anna.
Ora la mamma
non cè più, allimprovviso se ne è andata senza disturbare come nel suo
stile, un soffio di vita non lha salvata da un brutale infarto, il papà è malato
da tempo, dopo la mancanza della sua Annetta, non si alza più dal letto, ma, per la gioia
dei miei cari genitori, di quanti hanno lavorato in questo mulino, di quanti in questi
cento anni hanno portato con fedeltà, di generazione in generazione, la loro oliva a
macinare, il mulino continua la sua attività grazie a Ulderico e Rodolfo, penultima e
ultima generazione, che vedranno arrivare i figli dei figli di quei nonni di cui vi ho
parlato. Ancora sentiremo il profumo dellolio estratto a freddo con le macine di
pietra. Ancora per il mese che precede il Natale, è tornata la festa della molitura, in
quella casa sopra il frantoio e papà ha sentito dal suo letto il rumore della macina
ricevendo la visita di tanti cari amici dei tempi migliori. Questo perché ancora nella
nostra verde Umbria la passione per la terra e i suoi frutti non sembra essere stata del
tutto soppiantata dal progresso tecnologico e dalle sue devianze. Tanti in questi anni
hanno messo a dimora piante di olivo nelle colline dellUmbria, questo è segno
dellamore del popolo umbro per la sua terra ed i suoi prodotti.
La mamma era
rinomata per la pulizia in casa, costruita con il papà con immensi sacrifici" dal
nulla", come amavano sempre ricordarci, per lattaccamento e il lavoro nei
molini come un "uomo". Ricordo la sera intenta, instancabile a cucire i nostri
vestitini e la domenica nellandare a messa eravamo eleganti e ben sistemati, con le
scarpette bianche della festa! Presi da tanto lavoro però Annetta e Sesto di sabato si
trasformavano diventavano ancora più belli e via a ballare e al cinema. Come mi piaceva
quella loro dinamicità quella voglia di fare, anche di divertirsi.
Un ictus
improvviso è in agguato, ed ora che potevano vivere una vecchiaia rilassata, circondati
dallamore dei figli e dei tre nipoti stupendi, che con mille attenzioni hanno avuto
intorno, per la loro gioia, Moira, Rodolfo e Melania, ha segnato in negativo la loro vita.
Pur nella malattia tutti noi figli, nipoti, amici, abbiamo fatto di tutto per rendere i
loro giorni meno tristi e vincere la solitudine. Li abbiamo portarti in montagna a vedere
animali e fiori o a trovare i clienti del molino che facevano festa al nostro arrivo o al
negozio di Gaifana da mio fratello Ulderico e mia cognata Pasqualina. Mia sorella Liana,
anche se malata e suo marito Luciano tanto attaccato ai miei genitori, hanno passato tanto
tempo a giocare a carte con loro e a raccogliere" lerba campagnola" nei
campi che solo loro conoscono. Ci hanno trasmesso tanto e speriamo che si siano sentiti
amati e accuditi anche nella malattia ...
Mamma Annetta
non è sostituibile e papà innamorato sempre, dopo la sua morte, si sta lasciando andare,
ha ormai smesso di dire "Falla tornare" ha capito che non cè più, la
cerca nei sogni e nei nostri occhi e racconti e penso che spera trovarla in cielo. Ora dal
letto, grazie a mio fratello e mio nipote sente girare il molino e spero che gli prenda la
voglia di lasciare il letto ... anche se per poco, stimolato anche dalla infermiera
Melania e dalle tante visite dei cari nipoti che gli fanno accendere il viso di serenità.
Davvero una bella famiglia hanno saputo costruire ... Sestilio e Annetta! Grazie di cuore!
In questo
periodo di molitura delle olive non lo troverete nel molino come non troverete la mamma
che ci ha lasciato in dote lonestà, il rispetto, la carità, lamore per il
prossimo. Chiunque venendo al molino sentirà la loro mancanza; ma sempre una donna ci
sarà a seguire il lavoro di tanti uomini ... mia cognata Pasqualina, e la storia di donne
emergenti, tenaci, forti che non si arrendono nelle difficoltà, nella nostra casa-molino
continua ...
Ai miei cari
genitori, perché rimangano per sempre, nei pensieri di chi li ha conosciuti. Ciao, esile
mamma dal cuore grande con le mani contorte dai duri lavori anche da artigiana.
Semplicemente
Mara |
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