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N. 1 - Gennaio 2009

Accademia dei Romiti

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L'olio e il frantoio di Annetta e Sesto


12loretipic0901.jpg (4253 byte)Annetta ... una donna stupenda piena di volontà e d’amore per tutti, artigiana, moglie, madre, nonna, nuora, adorata ed instancabile! Che rimarrà nel ricordo di tutti quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla! La mamma, adorata dai tre figli, Liana, Mara e Ulderico, avuti dal matrimonio con papà Sestilio, una coppia unita in tutto dal gennaio del 1947: nel lavoro, nell’amore verso i figli, nelle difficoltà della vita.

 

I coniugi Loreti

 

Annetta, figlia di nonno Riccardo e di nonna Maria, per eredità ottiene un antico mulino per macinare le olive, a Ponte Cartiere, Siamo prima dell’inizio del ‘900 quando le dure ruote di pietra sono fatte girare da un tosto e instancabile mulo, sostituito poi dalla forza dell’acqua del fiume Rumore raccolta nel "bottaccio". Ricordi di bambina, ma ricordi nitidi e chiari rimasti nella mia mente, mamma giovanissima che, sempre attenta e presente, seguiva la lavorazione. La molitura delle olive era un appuntamento annuo che sapeva di festa solenne. Per il contadino l’ultima fatica prima della pausa invernale e chiudeva in ricchezza l’anno agricolo. Chi aveva tanta "oliva", chi ne aveva poca ... Annetta non negava a nessuno la gioia di vedere trasformate le proprie fatiche nel prezioso liquido da riporsi con cautela in dispensa. La molitura era momento di incontro, a volte solo una volta l’anno, e di racconti - chi si è sposato, chi è nato e chi è morto ... Tutt’intorno nel casolare, nel piccolo borgo di Cartiere c’era profumo di olio. A volte le attese erano lunghe e l’occasione diventava convivio. Mentre il pane si bruscava alla brace del caminetto sempre acceso - Annetta accoglieva tutti nella stagione che volge al freddo in un ambiente rustico ma caldo - pronto per essere inzuppato di olio, i contadini in attesa del frutto delle olive, si scambiavano i ricordi di guerra ancora vivi e nel frantoio si incrociavano tragiche ritirate di Russia con affondamenti di navi e marce nel deserto d’Africa. Immancabilmente papà Sesto raccontava la sua partenza ancora ragazzo, insieme al fratello maggiore Ulderigo, da Boschetto nel cuore della collinosa Umbria, verso la scintillante Venezia e qui prepararsi ad entrare nella gloriosa marina militare.

 

12oliopic0901.jpg (4433 byte)Ma tra tutti questi racconti, su tutti questi mulinari con i loro grandi grembiuli unti di pasta di olive, tra questo lavoro intenso e serrato, su tutto primeggiava la figura di Annetta, unica donna sotto il controllo della quale, e nessun mulinaio lo può negare, il lavoro procedeva nella più assoluta pulizia perché l’olio è cosa preziosa e per essere di altissima qualità deve essere lavorato con tutte le attenzioni ed amore in ogni fase della sua produzione.

 

Lavorazione dell'olio

 

Mamma era davvero tosta ed infaticabile e tutti, anche se con qualche brontolio, sopportavano i suoi comandi, non era facile starle dietro, nulla della lavorazione sfuggiva al suo sguardo, conosceva bene il suo lavoro, era speciale! Chi ha conosciuto mamma Annetta sicuramente la ricorderà per sempre.

 

Quando eravamo in pochi ad abitare a Cartiere, mamma giovanissima era amata da tutti perché pronta sempre a prestarsi ad ogni lavoro. Vicino a noi c’era nonno Codignoni, con tutta la sua grande famiglia, che l’ha sempre accolta amorevolmente fin da giovanissima; l’amicizia tra le famiglie si tramanda ancora oggi da generazioni.

 

Ma il papà e la mamma avevano anche un molino di pietra, il famoso bianco meudon. Ricordo ancora il frastuono delle macine, un tempo fatte girare ad acqua dalla grande ruota a pale. La polvere era ovunque, il via vai di camion che portavano pietra dalla montagna e di quelli che portavano lontano i sacchi pieni di polvere bianca preziosa per tempere e stoffe e altro. Lavoro duro con un frantoio che macinava la pietra, e le macine che rendevano la graniglia in polvere bianca. Verso noi bambini c’era tanta preoccupazione, i nostri amati genitori sempre in ansia perché il pericolo era ovunque; dai camion che arrivavano, alle macine, alla ruota esterna, al frantoio, ai bottacci pieni d’acqua…la curiosità di andare sotto le macine vicine all’acqua, di avvicinarsi ai macchinari era non frenabile.

 

Il papà Sestilio talvolta andava via con il camion carico del prodotto nei sacchi, a Napoli, Ancona, e altre località che non ben ricordo, ma ricordo che era un momento triste e andavamo a salutarlo "dalla strada", la Flaminia e per alcuni giorni rimaneva fuori ed era grande festa al suo ritorno! C’era sempre un regalo per noi ragazzi e per la mamma che da sola risolveva tutti i problemi in sua assenza, dai conti in banca, ai lavori meccanici con l’officina di "Zio Dundo" di Vaccara che riparava le macchine! La cosa bella che ricordo sono il loro mai andare in sconforto e la forza della mamma sia morale che fisica: anche nei momenti difficili non li ho visti mai perdere la fiducia di crescere bene l’amata famiglia.

 

Ancora ricordi e immagini affiorano la mente: mi mancano quelle lunghe tavole di noi tutti a cena con papà a capotavola sulla sua sedia speciale; mi manca l’arrivo di mia sorella a fare torte al testo, con le salsicce mitiche di mio fratello e Pasqualina, che discuteva sul modo di cucinare con la mamma; per me era festa grande, la casa si riempiva e la serenità di mio cognato riusciva a darmi fiducia e tranquillità. Mentre in cucina si lavorava, mio cognato assisteva con occhio al televisore la replica della partita di Basket, mentre io al solito trafficavo sommersa tra libri e progetti e ossa raccolte dalle grotte, sgridata perché impedivo di allestire la tavola fino all’ultimo. Arrivavano poi, attirati dai profumi gli amati nipoti, sempre tanto presenti a portare allegria ai nonni. Insomma una grande famiglia tutta unita sempre, intorno a quel piccolo camino che tanta legna ha fatto ardere ... come mi manca quella bistecca delle 13,40 cotta sulla brace che non volevo mai finire, come mi mancano, ci mancano a noi tutti i baci, le carezze le attenzioni di mamma Anna.

 

Ora la mamma non c’è più, all’improvviso se ne è andata senza disturbare come nel suo stile, un soffio di vita non l’ha salvata da un brutale infarto, il papà è malato da tempo, dopo la mancanza della sua Annetta, non si alza più dal letto, ma, per la gioia dei miei cari genitori, di quanti hanno lavorato in questo mulino, di quanti in questi cento anni hanno portato con fedeltà, di generazione in generazione, la loro oliva a macinare, il mulino continua la sua attività grazie a Ulderico e Rodolfo, penultima e ultima generazione, che vedranno arrivare i figli dei figli di quei nonni di cui vi ho parlato. Ancora sentiremo il profumo dell’olio estratto a freddo con le macine di pietra. Ancora per il mese che precede il Natale, è tornata la festa della molitura, in quella casa sopra il frantoio e papà ha sentito dal suo letto il rumore della macina ricevendo la visita di tanti cari amici dei tempi migliori. Questo perché ancora nella nostra verde Umbria la passione per la terra e i suoi frutti non sembra essere stata del tutto soppiantata dal progresso tecnologico e dalle sue devianze. Tanti in questi anni hanno messo a dimora piante di olivo nelle colline dell’Umbria, questo è segno dell’amore del popolo umbro per la sua terra ed i suoi prodotti.

 

La mamma era rinomata per la pulizia in casa, costruita con il papà con immensi sacrifici" dal nulla", come amavano sempre ricordarci, per l’attaccamento e il lavoro nei molini come un "uomo". Ricordo la sera intenta, instancabile a cucire i nostri vestitini e la domenica nell’andare a messa eravamo eleganti e ben sistemati, con le scarpette bianche della festa! Presi da tanto lavoro però Annetta e Sesto di sabato si trasformavano diventavano ancora più belli e via a ballare e al cinema. Come mi piaceva quella loro dinamicità quella voglia di fare, anche di divertirsi.

 

Un ictus improvviso è in agguato, ed ora che potevano vivere una vecchiaia rilassata, circondati dall’amore dei figli e dei tre nipoti stupendi, che con mille attenzioni hanno avuto intorno, per la loro gioia, Moira, Rodolfo e Melania, ha segnato in negativo la loro vita. Pur nella malattia tutti noi figli, nipoti, amici, abbiamo fatto di tutto per rendere i loro giorni meno tristi e vincere la solitudine. Li abbiamo portarti in montagna a vedere animali e fiori o a trovare i clienti del molino che facevano festa al nostro arrivo o al negozio di Gaifana da mio fratello Ulderico e mia cognata Pasqualina. Mia sorella Liana, anche se malata e suo marito Luciano tanto attaccato ai miei genitori, hanno passato tanto tempo a giocare a carte con loro e a raccogliere" l’erba campagnola" nei campi che solo loro conoscono. Ci hanno trasmesso tanto e speriamo che si siano sentiti amati e accuditi anche nella malattia ...

 

Mamma Annetta non è sostituibile e papà innamorato sempre, dopo la sua morte, si sta lasciando andare, ha ormai smesso di dire "Falla tornare" ha capito che non c’è più, la cerca nei sogni e nei nostri occhi e racconti e penso che spera trovarla in cielo. Ora dal letto, grazie a mio fratello e mio nipote sente girare il molino e spero che gli prenda la voglia di lasciare il letto ... anche se per poco, stimolato anche dalla infermiera Melania e dalle tante visite dei cari nipoti che gli fanno accendere il viso di serenità. Davvero una bella famiglia hanno saputo costruire ... Sestilio e Annetta! Grazie di cuore!

 

In questo periodo di molitura delle olive non lo troverete nel molino come non troverete la mamma che ci ha lasciato in dote l’onestà, il rispetto, la carità, l’amore per il prossimo. Chiunque venendo al molino sentirà la loro mancanza; ma sempre una donna ci sarà a seguire il lavoro di tanti uomini ... mia cognata Pasqualina, e la storia di donne emergenti, tenaci, forti che non si arrendono nelle difficoltà, nella nostra casa-molino continua ...

 

Ai miei cari genitori, perché rimangano per sempre, nei pensieri di chi li ha conosciuti. Ciao, esile mamma dal cuore grande con le mani contorte dai duri lavori anche da artigiana.

 

Semplicemente

 

Mara

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