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N. 2 - Febbraio 2009

Accademia dei Romiti

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Vent'anni dopo il muro di Berlino


Il 6-7 giugno si vota per il rinnovo degli amministratori comunali: mentre gli uscenti, secondo un costume d’altri tempi, distribuiscono gli ultimi carichi di "breccia elettorale" (di cui riferiamo in dettaglio all’interno del giornale), scampoli di programmi e sistemi di governo dei tempi del "muro di Berlino", sia a destra che a sinistra una contestazione trasversale maturata negli anni (acqua, vari comitati, migliaia di contenziosi per ICI e balzelli vari), invoca cambiamenti di metodi impopolari, che hanno usurato "il palazzo" tanto che i "Democratici", suoi maggiori azionisti, ne hanno preso pių volte le distanze e lo stesso Sindaco dichiara "qualche volta mi sono chiesto se era giusto andare avanti o interrompere"*).

 

Al momento di andare in stampa dalle acque ribollenti delle paludi antagoniste fioriscono candidature a sindaco di aspiranti alla successione (5-6, ma il numero potrebbe crescere ancora); sia a destra che a sinistra si parla di "primarie" per scegliere ma, mentre da un lato ci si spenna come i "galli" di manzoniana memoria, i soliti "bene informati" dānno giā per scontato che alla fine tutte le "anime" della sinistra, per il "bene supremo di salvare le poltrone", faranno fronte comune, perdonandosi a vicenda reciproche offese e rinviando le "compensazioni" a tempi migliori, contro una contestazione aspirante a programmare il futuro della cittā e la soluzione dei suoi problemi, ricca di un potenziale patrimonio di voti ma forse anche di "protagonismo".

 

Cadrā il nostro muro di Berlino nel 2009?

 

Per certo la cittā č stanca di metodi propri di tempi e paesi del "socialismo reale"e, al venir meno della mai sufficientemente riconosciuta "fabrianodipendenza" della nostra economia, non sembra possano supplire frutti di "amori obbligati" nei feudi dell’Alta Umbria; a chiusura di una stagione non certo esaltante non basta aver chiesto "lo stato di calamitā" o la presunzione "conosco i problemi di questa cittā e so come risolverli".

 

L’opinione pubblica reclama la ricostruzione di rapporti fra amministrati ed amministratori, che non possono essere "dati in appalto" a provvigione: la "mina sull’ICI scoppiata in questi giorni č l’ultima dimostrazione di una presupponenza che non si addice alla conduzione di una cittā.

 

Valerio Anderlini

 

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