Stefano
Ruiz de Ballesteros: la
leggenda
del pianista gualdese
"Devo
moltissimo a mio nonno, Alessandro Sinibaldi, pianista anch'egli, ma di jazz"
Intervista di Alessandra Artedia
Se è vero che, come recita un detto popolare, buon
sangue non mente, di sicuro non ha mentito per il giovane maestro gualdese Stefano Ruiz de
Ballesteros, che si è esibito con musiche di Beethoven e Chopin il 12 dicembre in un
appassionante concerto per pianoforte solo presso la mediateca del Museo
dellEmigrazione in una serata musicale organizzata dallAssociazione Arte &
Dintorni.
D. Un
pianista si racconta ... parlaci di te, chi è Stefano Ruiz de Ballesteros ...
R.
Ho iniziato quasi per gioco ... da bambino giocavo con la tastiera del pianoforte ... a
casa mia cerano diversi strumenti musicali ... Poi, quando avevo dodici anni, il
maestro Claudio Felice Pericoli mi ha proposto di provare a prendere da lui qualche
lezione di piano ... e così ho iniziato ad appassionarmi allo strumento, insomma, è nato
il "grande amore" e a 14 anni mi sono iscritto al Conservatorio di Perugia, ho
iniziato lo studio "serio" con i maestri Maria Paola Balzano e Luigi Tanganelli.
Ho frequentato corsi sia di musica classica, che leggera, in particolare i corsi di Sergio
Perticaroli, docente allAccademia"S. Cecilia" di Roma. Ora frequento sia
il corso di laurea specialistica, sia il corso di composizione al conservatorio
"Bruno Maderna" di Cesena.
D. La musica
come, dove, quando ... gli input ricevuti ...
R.
Gli stimoli maggiori li ho ricevuti in famiglia. Mio nonno, Alessandro Sinibaldi, era
jazzista e anche se non viveva con me, a casa suonavano i miei fratelli. A Gualdo ho
ricevuto sproni dal laboratorio musicale del Liceo Linguistico "Raffaele
Casimiri", ove mi sono diplomato. Il Laboratorio è tuttora attivo ... mi ricordo che
giravamo un po per tutta lUmbria facendo concerti nelle scuole, coinvolgendo
sia gli alunni, sia le bande musicali.
D. Hai
desiderato da sempre diventare un pianista o comunque, te lo saresti mai immaginato? Ci
sono dei brani che esegui più volentieri di altri?
R.
Sì, ho desiderato molto diventare un pianista, ma, come già detto, ho ricevuto anche
molti stimoli. Sicuramente ci sono stati momenti difficili, ma non ho mai perso di vista
il mio obiettivo ... il conservatorio a 14 anni è una scuola impegnativa e poi, anche la
distanza, il fatto di dovermi spostare e dover conciliare tutto pure con gli impegni
scolastici non è stato semplice. Per quanto riguarda lesecuzione dei pezzi, in
passato, tra gli autori, preferivo di sicuro Bach, anello di congiunzione tra linguaggio
polifonico contrappuntistico e armonico, e tra le due concezioni, in Bach vi è un
perfetto equilibrio mai più raggiunto. Questo di sicuro è quello che mi ha sempre
colpito, musica mai per così dire "cervellotica", ma sempre ben costruita. Al
momento eseguo Chopin e Beethoven. Chopin è il più importante compositore di musica
romantica per pianoforte. Nella sua musica si rintraccia una "tempesta" di
sentimenti, è infatti un autore romantico in senso pieno.
D.
Attualmente sei accompagnatore delle corale di Fossato di Vico ... parlaci delle tue
esperienze in questo campo ...
R.
Ho avuto diverse esperienze come accompagnatore, anche al conservatorio, ho suonato anche
insieme a flauto e voce al conservatorio. Ho accompagnato qualche volta la corale
Cai-Casimiri e con la corale di Fossato di Vico mi trovo molto bene e mi piace molto,
perché ho la possibilità di seguire tutta la preparazione e la cura dal punto di vista
vocale ed è sicuramente unesperienza interessante, poiché non ho fatto studi di
canto. Una grande fatica, ma anche un ricordo molto emozionante è stata la preparazione
del Requiem con la Corale di Gubbio e lorchestra diretta dal M° Carlo Segoloni (non
suonavo, però ho seguito tutta la preparazione dei brani). In settembre ho avuto anche la
possibilità di recarmi a Budapest, per il festival internazionale di Musica Sacra.
D. Una
domanda che faccio a tutti i musicisti: Preferisci unesecuzione tecnicamente
perfetta e che magari può risultare un po fredda o una tecnicamente un po
imperfetta, ma coinvolgente?
R.
di solito preferisco unesecuzione coinvolgente e se gli errori non sono gravi, non
si notano. Il difficile è trovare il compromesso ...
D. Pensi che
si possa cambiare il mondo iniziando ad educare di più allascolto e alla musica?
R.
Il mondo si può cambiare con tante cose, tra cui anche la musica ... Cè un
direttore e pianista famoso, Daniel Barenboim, riuscito a fondare unorchestra
giovanile ove suonano giovani mediorientali provenienti dalle zone che sono in conflitto
(Palestina, Israele ...). Con questa sua idea ha sicuramente voluto dare un esempio della
musica come linguaggio universale e come esempio di pace. |