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N. 2 - Febbraio 2009

Accademia dei Romiti

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Da Casale a Santiago sulle orme del Beato Angelo (2)

La "cara" Francia


11mgiubileipic0902.jpg (8403 byte)Dove ci eravamo lasciati? Nella prima puntata ho descritto il percorso della via Francigena, fino a Ventimiglia. La seconda parte del mio viaggio è caratterizzata dalla traversata da Ventimiglia a Nizza. Raggiunta Livorno a piedi, sono salito in treno ed ho raggiunto Ventimiglia. Da qui, a piedi, con il mio zainetto con il minimo indispensabile (ogni sera, oltre alla doccia, ho provveduto a lavare calzini, maglietta e quant’altro per averli asciutti la mattina dopo e reindossarli) ho costeggiato la Costa Azzurra ripercorrendo l’antica strada romana Julia Augusta ed ho attraversato il confine arrivando a Nizza. Chiaramente il percorso non è più quello di 2000 anni fa, per cui in qualche modo ho dovuto reinventarmelo, seguendo le tracce fin dove era possibile, poi la costa ed ho percorso anche lunghi tratti su strada asfaltata.

 

Pellegrino chi?

 

La difficoltà maggiore in questo secondo percorso è stata la logistica. Non ho avuto il supporto di centri di accoglienza come monasteri, ostelli o quant’altro. Assolutamente nulla. Ho bussato ad una infinità di chiese o di qualche convento dove pensavo che qualche religioso potesse ospitarmi. Ma ho avuto come carta sempre il due di picche perché loro non hanno questo tipo di cultura. Sono zone frequentate da gente benestante ed un po’ snob. A Montecarlo mi hanno anche preso in giro perché arrivando con i miei scarponi da montagna, il mio zaino, i miei bastoncini sembravo un extraterreste. Un tizio all’ingresso di un albergo con la sua divisa verde mi ha chiesto con ironia: "Monte Bianco? Monte Cervino?" Evidentemente, a luglio, sotto il solleone, tra macchinoni di grossa cilindrata ed imbarcazioni costosissimi, ero un pesce fuor d’acqua. Quindi questo tratto è stato il più brutto del percorso, sia per l’elevato numero di km di asfalto massacrante per i piedi, e per la difficoltà di trovare alloggio dove pernottare. Ho dovuto, infatti ricorrere agli alberghi ma, anche accontentandomi delle situazioni più modeste in hotel a tre stelle, la camera più economica in un sottoscala, costava 92 euro. Ed anche per mangiare bisognava svenarsi. Per quattro prugnette in un negozio lungo la strada ho speso 4 euro e 50. Una esagerazione. Nei quattro giorni impiegati da Ventimiglia a Nizza (anche qui pernottando in albergo) ho speso 450 euro, una cifra folle rispetto a quanto speso in Italia nei tratti precedenti, compresi gli spostamenti in treno.

 

Paesaggi stupendi

 

L’aspetto positivo è stata la possibilità di godere la vista di un paesaggio stupendo con un sole meraviglioso, un mare dai colori cangianti, un caldo sopportabile grazie alla brezza marina. Nelle mie intenzioni, una volta arrivato a Nizza, c’era il desiderio di percorrere a piedi un altro tratto francese per arrivare alla via Tolosana. Ma le difficoltà di cui ho parlato mi hanno indotto a salire su un treno per raggiungere il più in fretta possibile Irune che è già Spagna. E ad Irune ho trovato finalmente l’ambiente adatto ad un pellegrino come me. In Spagna, infatti, c’è una lunga tradizione di accoglienza. Da Irune parte il cosiddetto cammino del Nord, uno dei sette cammini spagnoli che convergono a Santiago di Compostela e non mancano ostelli a costi irrisori.

 

I 1000 km a piedi

 

Nel 2005, in bicicletta, feci il cammino francese, quest’anno ho fatto quello del Nord. Quello francese è più spostato nell’entroterra spagnolo ed attraversa Roncisvalle, Pamplona ed altre località. Quindi è sotto le montagne asturiane. Il cammino del Nord segue la costa ed attraversa diverse cittadine come Santander, ... Ripadeo da dove si abbandona la costa e si scende ad Arzua per arrivare a Santiago. Dal km 0, ad Irune, circa 950 km per arrivare a Santiago. Io ho fatto delle digressioni rispetto al cammino originale ed ho allungato il percorso totale fino a circa 1100 km. Sono salito, infatti, in montagna ed ho seguito percorsi alternativi per visitare qualche chiesetta o luoghi particolarmente originali ed interessanti dal punto di vista storico. Non entro, però, nei particolari, perché quest’ultimo tratto sarà il tema centrale dell’ultimo articolo.

 

Al momento mi preme soltanto ricordare chi mi ha sostenuto materialmente in questo viaggio con il proprio contributo: Eurgamma, Centro Tim, Big Wall di Fossato, Elin, Il Fotogramma, Ireneo Scatena. Un grazie infinito per la loro generosità ed per la fiducia che mi hanno accordato.

 

Mauro Giubilei

Costume e società

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