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Da
Casale a Santiago sulle orme del Beato Angelo (2)
La
"cara" Francia
Dove ci eravamo lasciati? Nella prima puntata ho descritto il
percorso della via Francigena, fino a Ventimiglia. La seconda parte del mio viaggio è
caratterizzata dalla traversata da Ventimiglia a Nizza. Raggiunta Livorno a piedi, sono
salito in treno ed ho raggiunto Ventimiglia. Da qui, a piedi, con il mio zainetto con il
minimo indispensabile (ogni sera, oltre alla doccia, ho provveduto a lavare calzini,
maglietta e quantaltro per averli asciutti la mattina dopo e reindossarli) ho
costeggiato la Costa Azzurra ripercorrendo lantica strada romana Julia Augusta ed ho
attraversato il confine arrivando a Nizza. Chiaramente il percorso non è più quello di
2000 anni fa, per cui in qualche modo ho dovuto reinventarmelo, seguendo le tracce fin
dove era possibile, poi la costa ed ho percorso anche lunghi tratti su strada asfaltata.
Pellegrino
chi?
La
difficoltà maggiore in questo secondo percorso è stata la logistica. Non ho avuto il
supporto di centri di accoglienza come monasteri, ostelli o quantaltro.
Assolutamente nulla. Ho bussato ad una infinità di chiese o di qualche convento dove
pensavo che qualche religioso potesse ospitarmi. Ma ho avuto come carta sempre il due di
picche perché loro non hanno questo tipo di cultura. Sono zone frequentate da gente
benestante ed un po snob. A Montecarlo mi hanno anche preso in giro perché
arrivando con i miei scarponi da montagna, il mio zaino, i miei bastoncini sembravo un
extraterreste. Un tizio allingresso di un albergo con la sua divisa verde mi ha
chiesto con ironia: "Monte Bianco? Monte Cervino?" Evidentemente, a luglio,
sotto il solleone, tra macchinoni di grossa cilindrata ed imbarcazioni costosissimi, ero
un pesce fuor dacqua. Quindi questo tratto è stato il più brutto del percorso, sia
per lelevato numero di km di asfalto massacrante per i piedi, e per la difficoltà
di trovare alloggio dove pernottare. Ho dovuto, infatti ricorrere agli alberghi ma, anche
accontentandomi delle situazioni più modeste in hotel a tre stelle, la camera più
economica in un sottoscala, costava 92 euro. Ed anche per mangiare bisognava svenarsi. Per
quattro prugnette in un negozio lungo la strada ho speso 4 euro e 50. Una esagerazione.
Nei quattro giorni impiegati da Ventimiglia a Nizza (anche qui pernottando in albergo) ho
speso 450 euro, una cifra folle rispetto a quanto speso in Italia nei tratti precedenti,
compresi gli spostamenti in treno.
Paesaggi
stupendi
Laspetto
positivo è stata la possibilità di godere la vista di un paesaggio stupendo con un sole
meraviglioso, un mare dai colori cangianti, un caldo sopportabile grazie alla brezza
marina. Nelle mie intenzioni, una volta arrivato a Nizza, cera il desiderio di
percorrere a piedi un altro tratto francese per arrivare alla via Tolosana. Ma le
difficoltà di cui ho parlato mi hanno indotto a salire su un treno per raggiungere il
più in fretta possibile Irune che è già Spagna. E ad Irune ho trovato finalmente
lambiente adatto ad un pellegrino come me. In Spagna, infatti, cè una lunga
tradizione di accoglienza. Da Irune parte il cosiddetto cammino del Nord, uno dei sette
cammini spagnoli che convergono a Santiago di Compostela e non mancano ostelli a costi
irrisori.
I
1000 km a piedi
Nel 2005, in
bicicletta, feci il cammino francese, questanno ho fatto quello del Nord. Quello
francese è più spostato nellentroterra spagnolo ed attraversa Roncisvalle,
Pamplona ed altre località. Quindi è sotto le montagne asturiane. Il cammino del Nord
segue la costa ed attraversa diverse cittadine come Santander, ... Ripadeo da dove si
abbandona la costa e si scende ad Arzua per arrivare a Santiago. Dal km 0, ad Irune, circa
950 km per arrivare a Santiago. Io ho fatto delle digressioni rispetto al cammino
originale ed ho allungato il percorso totale fino a circa 1100 km. Sono salito, infatti,
in montagna ed ho seguito percorsi alternativi per visitare qualche chiesetta o luoghi
particolarmente originali ed interessanti dal punto di vista storico. Non entro, però,
nei particolari, perché questultimo tratto sarà il tema centrale dellultimo
articolo.
Al momento mi
preme soltanto ricordare chi mi ha sostenuto materialmente in questo viaggio con il
proprio contributo: Eurgamma, Centro Tim, Big Wall di Fossato, Elin, Il Fotogramma, Ireneo
Scatena. Un grazie infinito per la loro generosità ed per la fiducia che mi hanno
accordato.
Mauro Giubilei |
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Costume e società |