logoserrasanta.jpg (9762 byte)

N. 2 - Febbraio 2009

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario


I SINDACI DI GUALDO TADINO

Angelo Scassellati

(dal 27 giugno 2004 ad oggi)


12ascassellati0902.jpg (11384 byte)La tornata elettorale del 12-13 maggio 2004 si preannunciava rovente con quattro candidati a sindaco: Costantino Matarazzi (Margherita, Verdi, IDV), Walter Biagiotti (lista civica), Roberto Morroni (Forza Italia, Alleanza nazionale) e Angelo Scassellati (DS, Socialisti, Rifondazione Comunista, Partito Popolare per Gualdo). I risultati portavano al ballottaggio due esponenti: Angelo Scassellati che aveva riportato il 48,1% e Roberto Morroni con il 24,6%. Il divario era già un segnale, anche se qualche "tiro mancino" poteva sempre verificarsi. Il 27 giugno 2004, invece, con il 55,8% dei voti Angelo Scassellati diventava il 25° sindaco di Gualdo Tadino.

 

Nato a Gualdo Tadino il 16 giugno 1945 da Vincenzo e Angela Pasquarelli, discendente da Francesco e Felice Stella, sposatisi nella prima metà del ‘600, si laurea in lettere con una tesi di storia sugli Statuti gualdesi del XV secolo. Insegnante per diciotto anni nella scuola media, è passato poi agli istituti superiori fino alla pensione. Ha iniziato in età giovanile il suo impegno politico nelle Acli ricoprendo il ruolo di consigliere provinciale dell’associazione. Nei primi anni ’70 è stato attivista della Cisl come responsabile di zona per il SISM (Sindacato italiano scuola media). Approdato al Psi, dal 1980 al 1988, in qualità di assessore ai Lavori pubblici, è stato tra i protagonisti della ricostruzione dopo il terremoto che colpì l’Umbria il 29 aprile 1984. Durante il suo mandato si è anche prodigato per il miglioramento dell’impiantistica sportiva, soprattutto nelle frazioni, e per il superamento delle barriere architettoniche. Dopo la caduta della giunta Bedini, è stato consigliere di opposizione (1988-95). Dal 1999 al 2004 ha ricoperto la carica di assessore alla Ricostruzione e allo Sviluppo economico, prodigandosi, insieme al sindaco Rolando Pinacoli, a favore dalla popolazione colpita dal sisma del 1997. Responsabile dell’approvazione del primo Piano regolatore generale, convinto dell’importanza socio-culturale del centro storico, ha favorito l’acquisizione al patrimonio comunale di alcuni contenitori (cinema-teatro Talia, taverne di San Martino e San Donato, casa seicentesca Cajani, palazzetto medievale Cinti).

 

Nel giorno della sua elezione, Riccardo Serroni lo definiva "amministratore serio, competente, per vocazione molto presente in Comune, sui problemi e nei rapporti con la gente". A distanza di quasi cinque anni, con l’avvicinarsi della nuova campagna elettorale che ha già visto uscire allo scoperto liste civiche alternative, tracciare un bilancio del suo operato non risulta di facile interpretazione. Come abbiamo fatto raccontando le vicende storico-politiche di tutti gli altri sindaci, ci asteniamo dal giudizio sulla persona e sul ruolo politico ricoperto. Basandoci sulla relazione di fine anno 2008 rileviamo che sotto il suo mandato si è inaugurato il nuovo ospedale di Branca, il parcheggio di piazza Mazzini, il nuovo edificio che ospita la farmacia comunale, le poste e gli ambulatori medici. Ha avviato la raccolta differenziata dei rifiuti, ha costruito nuove rotatorie, marciapiedi, ha ripavimentato diversi vicoli del centro storico.

 

D’altro canto, però, con l’esaurirsi del lavori del terremoto che ha visto passare di mano tanti soldi dalle tasche delle famiglie gualdesi verso imprenditori edili, falegnami, elettricisti, pittori, idraulici, fabbri, geometri, geologi, ingegneri, architetti, che hanno visto rimpinguarsi i propri conti correnti, oggi avvertiamo i primi segnali di crisi economica per i quali ci domandiamo: e se non ci fosse stato il terremoto? Il sindaco Scassellati si è attivato convocando un tavolo regionale per discutere seriamente sul futuro della città che, a breve, potrebbe avere scenari drammatici.

 

In vista delle nuove elezioni, chiudendo la storia di tutti "i primi cittadini" di Gualdo, ci sentiamo il dovere di consigliare ai nuovi aspiranti "alla poltrona" un attimo di riflessione: fare il sindaco oggi è un compito ingrato, pieno di insidie e povero di soddisfazioni. Necessita di impegno costante, preparazione, onestà intellettuale, solide basi culturali, largo consenso della popolazione, appoggio dei mezzi di informazione.

 

Sono cambiati i tempi, sono cambiati gli orizzonti, sono cambiati (in peggio) i rapporti interpersonali, è cambiata profondamente la gioventù e l’etica politica. Un orizzonte tutt’altro che roseo.

 

Daniele Amoni

Storia

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

sullastrada.jpg (3333 byte)

allegracombriccola_logo.gif (4713 byte)

ning.jpg (16944 byte)

miladyhouselogo.jpg (7255 byte)

montecamera5.jpg (12241 byte)

rocchetta.jpg (13667 byte)

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione