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N. 3 - Marzo 2009

Accademia dei Romiti

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Dalla parte del contribuente

La Corte Costituzionale sui depuratori e l'interpellanza di Biagiotti sulle sanzioni per l'ICI


Depurazione acque:

 

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335 del 10 ottobre, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune norme in materia di tariffe per la depurazione dell’acqua di scarico: se non c'è il depuratore, la tariffa, inclusa nella bolletta dell'acqua, non si deve pagare. La sentenza ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale" delle norme che dispongono il pagamento del servizio depurazione e fognatura anche ai consumatori che, non essendo allacciati alla rete fognaria, non usufruiscono del pubblico servizio e quindi della depurazione dei reflui. E' stata dichiarata, infatti, l'illegittimità costituzionale della norma per cui la tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti "anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi". Sempre la stessa sentenza ha dichiarato l'illegittimità che il pagamento del servizio di depurazione è dovuto dagli utenti "anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi".

 

C’è possibilità di chiedere i rimborsi per gli ultimi cinque anni; la Lega Consumatori si è già attivata: punto di riferimento ACLI Fossato di Vico, Tel. 075919121.

 

I.C.I.:

 

Il Piano Regolatore è stato adottato con delibera del 2.8.2001, ma con adozione definitiva solo nel 2007: la Corte di Cassazione, con sentenza del 30.11.2006 ha stabilito l’obbligo dell’imposta anche per il periodo intermedio fra le due date (2001-2007) e sono piovute nelle scorse settimane, notifiche di accertamento, gravate da penalità, sanzioni, interessi ecc.

 

Impregiudicati restando gli altri aspetti del problema (valori delle aree ecc.), è una procedura che non sembra conforme alla legge; infatti l’articolo 10 della legge n. 212 del 2000 stabilisce, al comma 2° che "Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dalla amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa" ed al Comma 3 "Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria".

 

Il fatto stesso che a dirimere la questione sia intervenuta la Corte di Cassazione conferma autorevolmente che la materia (fino alla sua sentenza) era oggetto di "obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria" e quindi la illegittimità delle sanzioni.

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