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N. 3 - Marzo 2009

Accademia dei Romiti

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Crisi economica: c'è e si sente


06crisi0903.jpg (11605 byte)Merloni, ma non solo: ce lo confermano i consulenti del lavoro. Sono in crisi le aziende commerciali, in particolare quelle del centro storico, e sono in crisi le aziende artigianali. Prima di tutto perché gli effetti della ricostruzione post terremoto si stanno esaurendo, poi perché hanno grossi problemi finanziari dovuti ai mancati o ritardati incassi. Un bubbone cui devono far fronte soprattutto le imprese edili che non riescono a riscuotere e trascinano a catena l’indotto nelle loro problematiche perché pagano in ritardo fornitori, operai e artigiani.

 

Problemi che incontrano anche alcune aziende che lavoravano per la Merloni: devono ancora essere liquidate per le commissioni svolte e, contestualmente, hanno perso commissioni importanti perché la Merloni è ferma.

 

A ciò si aggiunge anche un ruolo negativo che stanno assumendo le banche che, invece di facilitare le aziende venendo loro incontro, hanno ristretto i cordoni della borsa e chiamano continuamente gli imprenditori chiedendo loro di rientrare o non concedono più prestiti o aumentano i tassi di interesse. Insomma, temevamo Basilea 2 (dei parametri europei ai quali le banche avrebbero fatto riferimento per valutare il grado di affidabilità nella concessione dei finanziamenti) ed invece ci si accorge che gli istituti di credito vanno anche oltre, con condizioni ancora più restrittive. C’è, poi, un altro aspetto non secondario che ci viene sottolineato dal rag. Giuseppe Matarazzi: gli istituti bancari che operano nel nostro territorio hanno i centri decisionali nelle sedi centrali, non c’è il rapporto diretto con l’imprenditore. Si fa la domanda di finanziamento alla succursale gualdese, la domanda viene inviata alla sede centrale (qualche banca ha una autonomia nella direzione locale ma per piccoli prestiti) e si deve aspettare un sì o un no. Quando, invece, era il dirigente locale che aveva questa autonomia, per l’imprenditore poteva risultare più facile l’accesso al credito perché entravano in gioco la conoscenza personale, la credibilità e l’affidabilità testimoniata di persona.

 

In una situazione di incertezza così grave, le aziende intervengono laddove è più facile operare: riducono il personale e giorno dopo giorno si registrano licenziamenti, soprattutto della manovalanza meno specializzata e, quindi, in prevalenza di lavoratori stranieri. Si riducono anche quelle che vengono considerate spese non fondamentali, incidendo su una rete di servizi che è prosperata notevolmente in questi ultimi anni. Se devo rinnovare il software o la rete dei computers, ad esempio, aspetto tempi migliori. Stessa cosa dicasi per le consulenze esterne o altri servizi accessori.

 

Il trend negativo è sottolineato anche dai direttivi comunali della Confartigianto di Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Fossato di Vico, Sigillo e Valfabbrica. Nel 1997, subito dopo il terremoto, non si trovavano capannoni liberi per trasferirvi le aziende danneggiate. Oggi soltanto a Gualdo Tadino ci sono ben 24 capannoni artigianali o industriali liberi per complessivi 30 mila mq di superficie coperta: "Non è più soltanto il settore manufatturiero locale, come la ceramica, il tessile abbigliamento, calzature e la meccanica, ad essere in difficoltà, ma anche comparti come quello edile, dei trasporti e dei servizi".

 

Peccato che non ci siano imprenditori disposti ad investire e riaprire le saracinesche. Ed anche attirare investitori da fuori è difficile: "Negli anni ‘70-’80 imprenditori della Toscana e dell’Emilia hanno investito in fabbriche di ceramica a Gualdo - ci spiega il rag. Catanossi - Ma erano altri tempi. Venivano perché qui da noi c’era una manodopera specializzata su cui potevano contare. Oggi purtroppo l’avvento della Merloni, se da una parte ha dato lavoro a tanta gente, dall’altra ha creato un problema ulteriore perché chi esce da quella fabbrica non ha una qualifica da spendere e non è facilmente ricollocabile sul mercato. Quindi se da una parte c’è un clima di sfiducia generale che non facilita certo nuovi investimenti, dall’altra è venuta meno una condizione fondamentale come quella della disponibilità di maestranze qualificate".

 

Anche se per il rag. Vinicio Pierelli, da questo punto, noi a Gualdo siamo messi un pò meglio che altre realtà come Fabriano, dove da molti più anni ci si è adagiati sulla sicurezza Merloni.

Economia

Servizio di Riccardo Serroni

 

L'indagine del Rotary

 

Crisi economica: c'è e si sente

 

Un pò di dati - Nel 2008 più mortalità delle aziende

 

Sostegno dalla Regione e dell'Ambito Territoriale 7

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