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N. 3 - Marzo 2009 |
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Sanità All'assessore alla Sanità della Regione dell'Umbria, Maurizio Rosi al direttore generale Asl n.1, Vincenzo Panella Con la presente i sottoscritti Retini Rosanna e Ciaberna Cristian, rispettivamente moglie e figlio del defunto Ciaberna Ubaldo, ritengono doveroso riferire alla S.V. quanto accaduto al loro congiunto, affinché, possiate adoperarVi perché episodi analoghi non possano ripetersi. "La sera del 26 novembre 2008, alle ore 21 circa il sig. Ciaberna Ubaldo, affetto da Fibrosi Idiopatica in attesa di trapianto, veniva colto da malore. A seguito di ciò io sottoscritta Retini Rosanna contattavo la Guardia medica di turno che, mi comunicava di essere in visita, e, pertanto, mi invitava a contattare il 118. Come consigliatomi, contattavo immediate il 118 ed informavo loperatore sia della patologia della quale era affetto mio marito, sia dei sintomi che in quel momento lo stesso presentava. Dopo circa 10 minuti dalla citata telefonata, stante il peggiorare delle condizioni fisiche di mio marito, non vedendo arrivare i sanitari, contattavo per la seconda volta il 118, chiedendo limmediato intervento dellambulanza.
Trascorreva intanto altro tempo senza che i soccorsi richiesti arrivassero presso la mia abitazione, tanto che io e i miei famigliari ci vedevamo costretti ad effettuare una terza telefonata al 118 per sollecitare ancora lintervento dei sanitari.
Dopo circa 25 minuti dalla prima richiesta di intervento e dopo ben tre telefonate al 118, giungeva dallospedale Comprensoriale di Branca presso la mia abitazione in Gualdo Tadino lambulanza richiesta, a bordo della quale, nonostante la patologia del mio congiunto e la gravità dei sintomi evidenziati al momento della richiesta di intervento, non era presente nemmeno un medico".
Teniamo a precisare che la distanza tra lOspedale Comprensoriale di Branca e labitazione in Gualdo Tadino, dove si trovava il nostro congiunto, è di circa 12 km., e, ad evidenziare che i 25 minuti impiegati dallambulanza per percorrerli sono oggettivamente troppi.
Nessuno potrà mai dirci se un intervento più tempestivo e la presenza di un medico tra lequipe dei soccorritori avrebbe salvato il nostro congiunto ma, sicuramente, episodi di questo tipo non possono verificarsi in un paese che si ritiene civile.
Questa lettera, come già detto, ha lo scopo di portare alla Vostra attenzione un episodio di "malasanità", purtroppo, analogo a tanti altri che riempiono le pagine dei giornali e telegiornali, ma con la speranza di evitare che si possa verificare nuovamente una situazione simile.
Ci riserviamo, in ogni caso, di riferire laccaduto allAutorità Giudiziaria competente.
Rosanna Retini |
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