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N. 3 - Marzo 2009

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Meteo & Co. Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia

Freddo, come previsto.

Ma non eccezionale

L'incredibile stratwarming di metà gennaio ha prodotto i suoi risultati anche in Italia, ma il freddo non ha raggiunto livelli eccezionali. Anche marzi si preannuncia fresco. E il sole? Dorme profondamente ...


Come già ci si attendeva da metà gennaio, da quando cioè si è manifestato il più grande stratwarming polare degli ultimi decenni, il freddo è arrivato. Non possiamo parlare di ondate di gelo eccezionali, come sarebbe comunque potuto succedere, poiché queste si sono accanite sopratutto sopra il continente americano e quello asiatico – com’è più facile che capiti – ma, se non altro, l’inverno non ha chiuso i battenti con notevole anticipo o, peggio ancora, non è finito senza mai aprirli, come accaduto negli ultimi due anni.

 

Un mese a due facce

 

Il mese di febbraio, a dire il vero, era cominciato con temperature ben al di sopra delle medie, tipiche più della fine di marzo che dell’inverno, tanto che c’era effettivamente il rischio che il caldo anticipato desse inizio alla fioritura anticipata delle varietà arboree, come spesso si vede nei periodi caldo-umidi di febbraio. Tuttavia, già dall’11 febbraio, la circolazione atmosferica si è orientata decisamente verso il freddo. Il motivo, come già ricordato, sta nel fatto che già all’inizio di febbraio il vortice polare è stato sostituito, a causa del riscaldamento stratosferico, da un’alta pressione polare, ben strutturata a tutte le quote, con conseguente cambio di direzione dei venti alle latitudini medio-alte: non più venti occidentali, oceanici, freschi e umidi, ma orientali, freddi e secchi. In realtà, la situazione si è poi evoluta verso una struttura ancora diversa, con un vortice polare praticamente frammentato in tre nuclei principali (uno sul Canada, uno sulla Siberia, un altro sulla Scandinavia), con continue irruzioni di aria fredda nel senso dei meridiani (nord-sud). Questo, solitamente, produce freddo intenso ma, per il nostro Paese, scarse precipitazioni nevose, in quanto l’arco alpino offre una buona protezione. Nel corso dei successivi 15 giorni, poi, la direttrice del freddo si è orientata da NE – condizione più favorevole ad intense nevicate, come quella del 2005 – ma ormai il bersaglio più diretto delle irruzioni fredde erano i Balcani e l’Italia ha risentito solo marginalmente o, comunque, per brevi periodi dell’influenza diretta dei nuclei di aria gelida polare.

 

Questo non ha comunque impedito almeno un paio di nevicate da rilevare: quella della notte fra il 12 e 13 febbraio, con un accumulo di pochi cm, di molto superiore già a Fossato di Vico e nella fascia a nord della regione; e quella delle prime ore del 18 febbraio, con una vera e propria tormenta, con tanto di tuoni, abbattutasi con temperature attorno ai -3°C/-4°C (non raggiunte nemmeno nel 2005) ed accumulo finale di circa 15 cm a fondovalle e 20/30 cm in quota. In tutto 8 giorni di nevicate, in gran parte deboli ed intermittenti, dovute all’effetto stau (ammassamento di nubi sul versante adriatico in conseguenza dei venti nordorientali), con temperatura minima mensile di -7,9°C. Niente di che, tutto sommato, ma il mese di febbraio ne ha risentito nel complesso.

 

Medie piuttosto eloquenti

 

Osservando, in effetti, la tabella, notiamo che la temperatura media è stata quasi 2°C al di sotto della norma, che le massime sono risultate mezzo grado e le minime due gradi e mezzo inferiori alle medie. Si è trattato, in definitiva, di un mese abbastanza freddo, come del resto è capitato in gran parte dell’emisfero settentrionale. Le precipitazioni, in parte sotto forma di neve, sono risultate di circa il 15% inferiori a quanto ci si dovrebbe attendere per questo periodo. Lievemente più bassa anche la pressione media (1011,7 hPa) e l’umidità (77,5%).

 

Scenari futuri

 

Ed ora? Che dovremo attenderci? Probabilmente gli effetti dello stratwarming si protrarranno ancora per due-tre settimane, con possibilità di incursioni fredde per tutto il mese di marzo e medie sicuramente più fresche. Quello che, poi, preoccupa è ancora la scarsissima vitalità del sole, che ancora non ha manifestato segni di ripresa: la sua attività, segnalata dalla quasi totale assenza di macchie anche in questi primi mesi del 2009, è ai minimi degli ultimi secoli e non accenna a riprendere, anzi... a parere di alcuni studiosi, stiamo probabilmente entrando in una fase ciclica che porterà, entro pochi anni, ad un periodo di circa 20-30 anni di freddo intenso: una piccola Era glaciale. La NASA, dal canto suo, ha confermato il trend negativo in base a precise osservazioni e questo potrebbe veramente significare che non siamo di fronte alle solite sparate, in un senso o nell’altro, sul clima della terra. C’è forse qualcosa di vero. Ma di questo, ovviamente, riparleremo.

 

Pierluigi Gioia

 


 

Rilevamenti febbraio 2009

Staz. Palazzo

Mancinelli

Media

UCEA

temp. max (°C)

14.9

---

temp. min. (°C)

-7.9

---

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

8.6

(-0.6)

9.2

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

-0.6

(-2.6)

2.0

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

3.8

(-1.8)

5.6

giorni di gelo (media <0°C)

5

nd

giorni di pioggia

11

10

giorni di neve

8

nd

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

86.4

(-14.9)

101,3

max pioggia /24h

9.4 (7/02)

nd

temporali

2

nd

pressione atm. media (hPa)

1011.7

nd

grandinate

1

nd

giorni con nebbia

1

nd

umidità relativa media

77.5

nd

velocità max. vento (km/h)

69.2

nd

velocità media vento (km/h)

7.0

nd

direzione prevalente

NNE

nd

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