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La manifestazione
"per impedire il secondo terremoto"
Attesi
5.000, presenti 500
Con la globalizzazione si chiude l'era della "componente
indipendente dell'economia"; dal vescovo Domenico Sorrentino la prima concreta
proposta di solidarietà. |
Due
vescovi, molti sindaci, politici di vario livello, associazioni e sindacalisti: il palco;
assente la platea. |
Cerano
attesa ed interesse per una manifestazione per la quale i mezzi di informazione
preannunciavano non meno di 5.000 partecipanti; non è andata proprio così, e non saremo
certo noi ad abbozzare una diagnosi del perché, limitandoci al minimo di cronaca di una
giornata che avrebbe potuto e voluto essere speciale. Anni luce di distanza dalla celebre
frase di un sindacalista sul costo del lavoro "componente indipendente ...".
Fra gli assenti soprattutto molti di quelli
in favore dei quali la manifestazione era stata organizzata: fare lelenco dei
sindaci e dei politici presenti, in periodo di campagna elettorale significherebbe
scendere nellagone del tirar lacqua a questo o a quel mulino; si è
differenziata fra tutti la partecipazione dei due vescovi di Assisi e di Gubbio, mons.
Sorrentino e mons. Ceccobelli i quali hanno partecipato al corteo, quasi idealizzandolo
come una "processione", e con lunica proposta concreta con la quale mons.
Sorrentino ha concluso la sua omelia in piazza: "Noi vescovi umbri
abbiamo messo le mani in tasca, rinunciando al nostro mensile per istituire un fondo in
favore delle famiglie in difficoltà nel segno della solidarietà ..."
e invitando indirettamente i politici a fare altrettanto. Di rimando la governatrice
Lorenzetti: "la crisi cè, e ognuno faccia la sua parte! Non
vogliamo assistenzialismo, né elemosine, vogliamo investimenti ..." |
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