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N. 4 - Aprile 2009

Accademia dei Romiti

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Come rilanciare la nostra economia?

Tanti obiettivi cui puntare


05capannonepic0904.jpg (4577 byte)Diversificare, diversificare, diversificare.

 

E' un leit motiv petulante che si sente in giro soprattutto in questo avvio di campagna elettorale. Un ritornello, per la verità, che sentivamo ripetere anche negli anni ’70, quando molti nostri concittadini dovevano ancora prendere la valigia in mano e partire.

 

Anche allora c’era il sogno mitico dell’arrivo della grande industria perché, si diceva, la ceramica è finita e non ha più prospettive. Poi è accaduto quello che è accaduto. Alcuni imprenditori della ceramica sono usciti dagli spazi angusti delle fabbrichette ubicate nel centro storico e si sono allargati moltiplicando la manodopera; alcuni imprenditori della ceramica toscani ed emiliani sono venuti a Gualdo Tadino a costruire nuove fabbriche perché qui trovavano condizioni favorevoli (soprattutto maestranze qualificate ed un livello salariale inferiore a quello di altre realtà); alcuni giovani che avevano imparato il mestiere di ceramisti alla scuola di imprenditori locali (come Luzi), hanno preso il coraggio a due mani e sfruttando le proprie competenze e la propria capacità hanno creato ex novo aziende ancora fiorenti (una per tutte la Tagina). Insomma, la ceramica, data per morta, ci ha sfamati ed è stata alla base della ricchezza di Gualdo per oltre 30 anni.

 

Quindi bisogna andarci piano con il dire che la ceramica è finita e non ha futuro. Ancora oggi vanno attivate tutte le strategie possibili ed immaginabili per supportare questo settore. Anche se le condizioni sono di molto cambiate rispetto agli anni ’70 e creare anche qualche cosa di diverso può essere basilare.

 

Ma torniamo alla parola d’ordine iniziale: diversificare.

 

Diversificare significa creare attività produttive diverse da quelle esistenti, quindi diverse dalla ceramica.

 

Per creare nuove attività produttive ci sono due strade.

 

La prima è quella più semplice: far venire a Gualdo Tadino imprenditori provenienti da fuori creando loro le condizioni più favorevoli in termini economici (capannoni o aree industriali a basso costo, credito facilitato). Un terreno di non facile esplorazione perché di questi tempi chi vuole creare nuove aziende al di fuori del proprio territorio d’origine va nei paesi in via di sviluppo, soprattutto nell’Est Europeo. Ma qualcuno ci potrebbe essere e gli andrebbero fatti ponti d’oro, regalando (o quasi) i capannoni esistenti o agevolandolo in altri modi. Un esempio? L’Elettrolux di Scandicci (a Firenze). Lo stabilimento che produceva frigoriferi ha chiuso e l’azienda ha regalato il capannone ad una nuova società che produrrà pannelli fotovoltaici reimpiegando tutti i circa 350 dipendenti (per la cui riqualificazione daranno una mano sostanziale Regione e Provincia che, tra l’altro, si sono anche impegnate ad acquistare i pannelli prodotti per utilizzarli in impianti fotovoltaici pubblici).

 

La seconda è quella di incoraggiare imprenditori locali ad estendere la propria attività o potenziali imprenditori ad intraprendere un’attività in proprio. Anche questo un terreno di non facile esplorazione perché un imprenditore non si inventa dalla mattina alla sera e chi ha lavorato fino a ieri in ceramica non si può reinventare seduta stante un nuovo ciclo produttivo in un settore completamente diverso. Mentre chi ha lavorato a catena nella grande industria non ha una competenza specifica da utilizzare in altri contesti.

 

E' anche questo, comunque, un terreno da esplorare creando agevolazioni e condizioni favorevoli sia in termini di formazione che di investimenti.

 

Quali le condizioni indispensabili? Gli interlocutori cui ci siamo rivolti (consulenti del lavoro) ce ne hanno indicate alcune: il credito agevolato da parte delle Banche, il completamento delle grandi infrastrutture di comunicazione (nuova Flaminia, Perugia-Ancona) per superare il nostro isolamento, studi di fattibilità, formazione professionale. Tra gli obiettivi possibili anche il rilancio del centro storico, la riapertura immediata del Calai con nuovi servizi, il potenziamento a livello promozionale e di offerta del turismo che può costituire una importante economia di supporto. Mentre le nuovi disposizioni in materia edilizia possono far risalire verso l’alto la curva discendente post ricostruzione.

 

(Ric. Ser.)

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