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N. 4 - Aprile 2009

Accademia dei Romiti

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Cinque discariche abusive

Impossibile bonificarle perché sotto sequestro


14abusivapic0904.jpg (5206 byte)Storia di ordinaria maleducazione e inciviltà ma anche di lenta burocrazia. Sono state censite ben cinque discariche abusive: una addossata alla recinzione della pista ciclabile, lungo la strada che costeggia la pista, le altre lungo la strada che conduce alla Matalotta, a Collepezze e Guinardo. Quella su cui si appuntano maggiormente le proteste dei cittadini, essendo una zona molto frequentata, è la discarica presso la pista ciclabile: "Come mai l’Esa non provvede a ripulire questo schifo?" si domanda la gente. La domanda l’abbiamo girata al presidente dell’Esa, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, e la risposta è stata sorprendente: "Vorremmo farlo - spiega Guidubaldi.- Abbiamo anche inviato un preventivo al comune perché è un servizio fuori dal contratto di concessione. Ma non possiamo intervenire perché la discarica è sotto sequestro e nessuno può portare via niente". La notizia è confermata dal Dr Marco Tini, funzionario dell’ufficio ambiente del Comune: "Le cinque discariche abusive sono state segnalate alla Procura della Repubblica dall’Arpa e dal Corpo Forestale e la Procura ne ha disposto il sequestro. Il sindaco il 27 maggio ha chiesto che vengano dissequestrate per effettuare la bonifica, dalla Procura sono arrivate assicurazioni che il provvedimento sarebbe stato preso entro poco tempo, ma fino ad oggi il decreto non c’è stato. Per cui - conclude il Dr Tini - anche se come comune siamo pronti ad intervenire avendo acquisito i preventivi dalle ditte consultate, non possiamo agire fin quando le discariche non saranno dissequestrate". Intanto la bruttura peggiora perché qualcuno, dove vede lo schifo, non trova di meglio che aggiungerne altro. E qui tocchiamo un nervo scoperto. Esiste un’isola ecologica aperta tutte le mattine e chiunque può portarvi gratuitamente materiale inerte ingombrante. Non si capisce, quindi, per quale motivo c’è ancora chi infesta il territorio abbandonando gomme, frigoriferi, materassi e quant’altro lungo le strade. La fatica per caricare l’oggetto su un mezzo di trasporto è sempre la stessa e la strada fino all’isola ecologica (nella zona industriale nord) è più agevole di quelle dove sono stati abbandonati abusivamente i rifiuti. E' incomprensibile, quindi, il comportamento di chi utilizza ancora il territorio come una pattumiera.

 

Riccardo Serroni

 

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