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La celebrazione del 25 aprile
Intitolata
una piazza alla memoria di Don Davide Berrettini
E' stata una festa della liberazione insolita, piena di
significati e di valori pur nella sobrietà della impostazione, quella che si è svolta il
25 aprile nel cortile delle scuole elementari del capoluogo, ora chiamato piazza Don David
Berrettini, leroico sacerdote gualdese che il 19 giugno 1944 sacrificò la vita a
soli 36 anni, per salvare 23 ostaggi suoi parrocchiani ed il loro paese dalla minaccia di
distruzione. Dopo che il sindaco aveva scoperto la lapide sul muro delledificio con
la scritta
"IN MEMORIA DI DON DAVID BERRETTINI SACERDOTE
GUALDESE VITTIMA INNOCENTE DELLA BARBARIE NAZISTA A SAN DONATO MARCHE DOVE IL 19 GIUGNO 1944 SIMMOLAVA VOLONTARIAMENTE PER LA
SALVEZZA DI 23 OSTAGGI E DEL PAESE DI
MARISCHIO
FULGIDO ESEMPIO DI ALTRUISMO PER LE GIOVANI
GENERAZIONI"
è stata rievocata la vicenda svoltasi a Marischio e a San Donato, in comune di
Fabriano, allora territorio della diocesi di Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Sassoferrato.
Gualdo Tadino: dedicato ufficialmente a don Berrettini il cortile della
"Tittarelli"
Un doveroso riconoscimento della città
Cerano decenni di ritardo ma, come si dice, "meglio tardi che
mai". Questo è stato il pensiero di molti dei partecipanti, sabato 25 aprile scorso,
alla cerimonia di dedica del piazzale delle scuole elementari "Tittarelli" a don
David Berrettini, il coraggioso sacerdote gualdese che nel 1944 offrì la vita per salvare
23 suoi parrocchiani e il loro paese, minacciato da una rappresaglia tedesca. Un onore
sicuramente tardivo, ma non per questo meno doveroso a questo nostro illustre
concittadino, che - come recita la targa apposta sotto linsegna in ceramica - ebbe
il coraggio di "immolarsi volontariamente" per il bene dei suoi fedeli.
A rendere omaggio a don Berrettini, oltre al
sindaco Scassellati, il vescovo diocesano, mons. Domenico Sorrentino, che era rimasto
molto colpito della figura di don David, don Gianni Brunetti, la banda musicale diretta
dal maestro Temperelli e un gruppo di parenti del sacerdote, alcuni dei quali ancora
residenti a Gualdo Tadino, altri venuti appositamente dalle Marche, anche in
rappresentanza degli altri - che oggi vivono a Gubbio e a Roma - che non sono potuti
essere presenti.
La benedizione del vescovo
A nome loro, Orfeo Berrettini, ha rivolto, commosso, un sentito ringraziamento a
quanti hanno reso possibile questa giornata. Oltre ai parenti, anche molti membri
dellAzione Cattolica e dellAccademia dei Romiti, per i quali questa cerimonia
rappresenta una piccola vittoria. Si ricorderà, infatti, la presentazione del breve
saggio del nostro direttore, Valerio Anderlini, Un eroe da conoscere,
lo scorso 8 dicembre, durante la quale fu riportata alla memoria dei gualdesi questa
eroica figura, dimenticata dalla città ed onorata solamente fuori regione e, durante la
quale, per la prima volta dopo sessantanni, un sindaco di Gualdo Tadino ammise
pubblicamente tale inadempienza della città e simpegnò a colmarla. Anche se, prima
delle elezioni è sempre più facile ottenere dagli enti pubblici ciò che si chiede - è
una legge della democrazia - va riconosciuto che la promessa dell8 dicembre è stata
mantenuta.
E stata una cerimonia sobria, a tratti toccante,
specialmente quando si è ripercorsa brevemente la storia di don David, che fece a piedi,
consapevole della fine che si appressava, ben 30 km, prima di consegnarsi ai tedeschi che
poi lo uccisero barbaramente la notte stessa, sotto un forte temporale.
Foto di gruppo al termine della
manifestazione con i familiari e le autorità
"Vado al Calvario" disse ad un suo parrocchiano - lultimo
testimone ancora vivente - che lo interpellò vedendolo procedere spedito verso San Donato
Marche. E a svelare le lapidi che gli intitolano ufficialmente la piazza è stata la più
piccola dei suoi parenti, Veronica, di appena 4 anni, sorretta dal sindaco, sotto lo
sguardo commosso della madre e dei nonni.
Non cera, a dire il vero, il pienone durante la cerimonia, ma anche questo
si può spiegare, oltre che con la naturale pigrizia in occasione di festività come il 25
aprile ("aprile, dolce dormire!"), anche con lo scarso preavviso con cui
lopinione pubblica è stata portata a conoscenza dellevento, organizzato
rapidamente solo una settimana prima. Peccato. Ci consola il fatto che, affissa proprio
nel cortile di una scuola elementare - che smetterà presto, si spera, di essere uno
squallido parcheggio - la targa si rivolgerà proprio a coloro che più di tutti
dovrebbero avere lopportunità di conoscere il gesto di don David. Anche e
soprattutto per loro, egli simmolò quel lontano 19 giugno 1944.
Pierluigi Gioia
La celebrazione del 25 aprile
La fuga del sacerdote,
umanamente comprensibilissima, verso i monti della sua Gualdo, seguita dalla informazione
delle tragiche conseguenze minacciate dai Tedeschi (distruzione del paese e fucilazione
degli ostaggi), lacquisizione della consapevolezza e la scelta di tornare per
immolarsi a favore del suo popolo, compiendo a piedi "30.000 passi drammatici" -
come ha ricordato Valerio Anderlini - verso quello che
lo stesso don Davide chiamò "il mio Calvario", salutando lultimo dei
testimoni viventi della vicenda. Una figura - ha detto
- paragonabile a quelle di Fulvio Sbarretti, di Salvo dAcquisto, di padre San Massimiliano
Kolbe.
Ha partecipato alla
manifestazione anche larcivescovo mons. Domenico Sorrentino, che ha paragonato la
figura di don Davide a quella del "buon pastore che dà la vita per il
suo gregge" . Ed il vescovo ha sottolineato anche il contesto difficile, con
lincomprensione da parte della gente nei confronti "della verità
della sua umanità, della responsabilità del pastore".
Il sindaco Angelo
Scassellati ha evidenziato di aver conosciuto compiutamente la figura di don Davide grazie
ad una recente pubblicazione dellAccademia dei Romiti e di aver scelto questa
intitolazione per ricordarne, in particolare ai più giovani, leroismo ed i valori
della libertà e della democrazia, per i quali tanti italiani si immolarono come don
Davide, per il suo sacrificio assurto a motivo di vanto per la sua città.
Alberto
Cecconi |
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