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ANNO III

N.07

Luglio 2009

Mensile edito a cura dell'Accademia dei Romiti - Direttore responsabile Valerio Anderlini
Redazione: Gualdo Tadino, Viale Don Bosco 68 - Tel / Fax 075 91 67 42

Accademia dei Romiti
       
       
 

Kara-kiri a sinistra; vince l'accoppiata Morroni-Monacelli

Al ballottaggio vanno dal 65,2-34% al 65,84-34% ed ora buon lavoro; resa dei conti a sinistra.

 

È difficile riordinare le idee e mettere a fuoco i concetti fondamentali che dovrebbero sintetizzarsi in un articolo di apertura del giornale dopo uno tsunami come quello che ha stravolto gli scenari politici gualdesi: vittoria o sconfitta? maturazione politica o contestazione? Partecipazione o disaffezione? Entusiasmo, impegno politico o perdita di identità? Desiderio di buon governo o condanna di metodi abusati?
Certo, nel risultato c'è tutto questo: è un autentico cocktail nel quale si sono accumulati negli anni, motivi di condanna e di rivalsa contrapposti ad un monolitismo in dissoluzione che ha pervaso la comunità gualdese ed hanno trovato il momento di sintesi nella festa di popolo che si è stretta attorno a Roberto Morroni e Sandra Monacelli, in piazza Martiri della libertà, dopo che si era ormai consolidato nel conteggio dei voti l'esito dello scontro, anche se non c'era stata souspence con un trand costante, man mano che arrivavano i risultati delle singole sezioni.
Ma per i nuovi eletti non c'è tempo per festeggiare: si volta pagina ed i problemi da affrontare appaiono immensi per cui, più che guardare indietro, c'è solo da rimboccarsi le maniche per fronteggiare le tante emergenze e le attese del paese. Buon lavoro

 

La nuova Giunta Comunale

Morroni Roberto - Sind.
Monacelli Sandra - Vice
Minelli Silvia - Ass.
Viventi Fabio - Ass.
Moscatelli Alessio - Ass.
Pompei Giuseppe - Ass.
Fofi Erminio - Ass.
Gramaccia M.Paola - Ass.

Roberto Morroni nuovo sindaco di Gualdo

Il valore dell'alternanza e le ragioni dello tsunami

Riccardo Serroni

Ha vinto Morroni o ha perso Scassellati? Mutuando una tematica tipicamente calcistica è la domanda che ci si pone all'indomani delle elezioni che hanno portato alla guida del comune di Gualdo Tadino una nuova maggioranza. La risposta è, a mio avviso, quanto mai cerchiobottista: Scassellati (e la sinistra) hanno offerto la vittoria su un piatto d'argento e Morroni ha giocato bene le sue carte ed ha saputo approfittarne con l'aiuto determinante di Sandra Monacelli. Mi spiego.

L'opposizione, in questi cinque anni di amministrazione Scassellati, non è che abbia brillato per intraprendenza. Ha fatto opposizione, come suo dovere, in consiglio comunale picchiando il giusto quando c'era da picchiare ed è finita lì. L'unica iniziativa a livello pubblico che ha portato avanti è stata quella della proposta di legge popolare avanzata da Morroni sulla gestione delle sorgenti di acqua minerale da restituire ai comuni. Proposta, tra l'altro, osteggiata in primis proprio da alcuni suoi potenziali alleati come Rogo, Fofi e Biagiotti. L'opposizione ha iniziato a muoversi a sei o sette mesi dall'elezione quando la lista civica Tutti Uniti per Gualdo ha lanciato la candidatura a sindaco di Fausto Paciotti, tra l'altro sostenuta anche da qualche esponente di FI. Poi c'è stata la discesa in campo di Sandra Monacelli che, per un po', è stata anche la candidata di una parte del PD. Quindi il centro destra ha lanciato le primarie Morroni-Paciotti ma l'esponente di FI, preso atto degli attacchi alla sua persona nelle assemblee pre-primarie (e del mancato appoggio in consiglio comunale della opposizione alla sua proposta di legge sull'acqua), le ha fatte saltare decidendo di andare da solo. Non la faccio lunga, tutti sappiamo com'è andata. Paciotti con la Monacelli e, poi, l'apparentamento al ballottaggio. Ed è stata questa la scelta strategica vincente. Interpretando la volontà di cambiare emersa dal corpo elettorale, Morroni e Monacelli hanno saputo mettere da parte le divisioni anche aspre (non loro personali ma di alcuni rappresentanti delle loro liste) dei mesi e delle settimane precedenti per condividere il progetto comune di ribaltare la maggioranza alla guida della città. Una vittoria, se vogliamo, annunciata. Con tutto il caos emerso nel centro sinistra, è da mesi che a livello di commentatori si diceva che se il centro destra non avesse vinto queste elezioni non le avrebbe vinte mai più.

A sinistra comincia, ora, naturalmente, la ricerca delle cause di questa débacle. Una sconfitta di tali proporzioni non è liquidabile con una sola giustificazione. Evidentemente si sono concentrate una serie di concause che cercherò di mettere a fuoco.

Anzitutto il vento di destra che spira e spinge anche in Umbria e nella nostra città. Un vento alimentato anche dal desiderio di vedere qualcosa di nuovo dopo circa 20 anni in cui Gualdo è stata governata da quella maggioranza emersa nell'ormai famoso 28 agosto 1988 (nel frattempo c'è stato qualche spostamento ma il blocco base era quello).

Poi lo scemare dell'effetto terremoto. Dopo due votazioni (quella del 1999 con una maggioranza del 75% di Pinacoli su Monacelli e quella del 2004) in cui parte dell'elettorato ha sentito un debito di riconoscenza verso l'amministrazione che gli ha rifatto la casa o ha trovato il posto per un figlio, molte famiglie si sono, per così dire, sdoganate ed hanno riacquistato la propria autonomia di giudizio indipendentemente da.

C'è stata poi la stretta finanziaria. La minore capacità di spesa del comune ha costretto Scassellati a concentrare la sua azione amministrativa su alcune scelte strategiche (concentrate sul filone turismo-ambiente-cultura) ed a dire molti no. Ha pagato in termini di voti soprattutto in periferia, con qualche buca di troppo e qualche punto luce di meno. Si sono aperti, poi, alcuni conflitti con una parte della città sulle problematiche dell'acqua (Rocchetta sì, Rocchetta no), sull'apertura del nuovo centro commerciale presso la stazione ferroviaria (i commercianti hanno vinto il ricorso) e sulle cave.

Si è accentuata la crisi economica, con la Merloni agli sgoccioli ed una riduzione drastica dei posti di lavoro in ceramica. Un comune non ha molti strumenti per intervenire ma un'amministrazione comunale è sempre al fronte e paga sempre per prima.

Aggiungasi che, nel frattempo, sono cominciate ad arrivare le cartelle esattoriali dal 2003 per la Tosap (passi carrabili) e l'ICI sulle aree fabbricabili (anche con more e sanzioni retroattive per terreni resi edificabili dal Piano regolatore). Uno tsunami che ha mandato in bestia centinaia di famiglie costrette a destreggiarsi tra ricorsi e pagamenti.

Infine l'apertura del nuovo ospedale. Il trasferimento a Branca ha desertificato, in parte, l'area dei Giardini Pubblici e la rioccupazione del Calai, con nuovi servizi per l'assistenza e la prevenzione, così come previsto nel protocollo d'intesa siglato prima del trasferimento, ha segnato il passo. Su molte delle questioni ricordate l'ex sindaco si è trovato, per così dire, con il cerino in mano ma, essendosi identificato come il continuatore dell'amministrazione precedente non poteva che essere così.

Naturalmente non c'è solo il piatto della bilancia negativa a pesare. Scassellati, come amministratore ha lavorato con molto impegno e può mettere a suo favore una intensa attività amministrativa sul piano delle realizzazioni che servivano per il futuro di Gualdo come la ristrutturazione e ripavimentazione di tutto il centro storico, la costruzione del parcheggio di p.zza Mazzini con l'annessa farmacia, la ristrutturazione delle taverne e di altri edifici pubblici (come il palazzo Cajani), gli scavi per la riscoperta della Tadinum romana, la ristrutturazione dei rifugi montani e del tiro a volo di San Guido, l'avvio del museo Rubboli con l'acquisto dell'immobile, l'avvio dell'info-point, la partecipazione al rilancio della Mostra della ceramica, la messa in sicurezza degli edifici pubblici, il salvataggio dell'ESA e dell'EASP con i nuovi consigli di amministrazione. Una serie di realizzazioni importanti di cui va legittimamente orgoglioso e che pensava avessero potuto bilanciare i motivi di dissenso. Così, però, non è stato perché da più di due anni è andato in frantumi il quadro politico su cui si reggeva la sua maggioranza, soprattutto per le diatribe interne al PD. Una conflittualità che ha assunto dimensioni anche grottesche, poi, in prossimità delle elezioni, con la doppia lista (una PD ed un'altra degli assessori uscenti del PD). Scassellati pensava di avere risolto la questione a suo favore con altri 20 candidati che gli avrebbero portato voti. In realtà si è trattato di un boomerang perché ha aumentato nell'elettorato la percezione di una maggioranza ormai sfaldata e della necessità di sperimentare qualcosa di nuovo.

E' stato questo, a mio avviso, l'elemento decisivo per la clamorosa (nei numeri ) vittoria di Morroni al ballottaggio. Da una parte un gruppo entusiasta ed unito, dall'altra un manipolo di gruppi, alcuni dei quali in aperta guerra tra di loro.

La città cambia, quindi, guida politica. Il popolo della sinistra se ne dispiacerà, ma nemmeno poi tanto, consapevole che la conflittualità aveva ormai raggiunto un livello tale da non essere più sopportabile (ci si chiedeva come avrebbe fatto eventualmente a governare Scassellati con un PD letteralmente spaccato in due). Il popolo del centro destra giustamente esulta perché, dopo "aver mangiato la polvere" in tanti anni di opposizione, vede finalmente premiati i propri sforzi. Il popolo gualdese in genere attende con fiducia questo prossimo quinquennio di amministrazione Morroni con la consapevolezza che l'alternanza è un valore democratico e con la speranza che possa portare qualche cosa di nuovo e di utile per la città.

 

Il nuovo Consiglio Comunale

Maggioranza

P.D.L-
Minelli Silvia
Viventi Fabio
Fioriti Olga
Moscatelli Alessio
Vagnarelli Patrizia
Sellani Ilaria
Angeli Gabriele
Lista Monacelli
Monacelli Sandra
Fofi Erminio
Fiore Paolo Saverio
Gramaccia Paola
Lista Uniti per Gualdo
Vitali Simona 

Minoranza

Scassellati Angelo
P.D.
Presciutti Massimiliano
Morroni Roberto
Anderlini Gaetanella
Progressisti
Garofoli Gilberto
Pascolini Diego
Socialisti
Pasquarelli Fabio
Rifondazione C.
Graciolini G.Luca

Questi sono i consiglieri eletti; per l'incompatibilità fra carica di assessore e Consigliere; nel PDL al posto di Minelli, Viventi e Moscatelli subentrano Maria Rita Dionisi, Gianni Frillici, Eduardo Vecchiarelli e, nella lista Monacelli, subentrano Fausto Cambiotti, Umberto Balloni e Paolo Massaro.

Ed ora avanti, con giudizio!

Non sembri voler fare le Cassandre, ma nel momento di euforia per la vittoria, non ci appare fuori luogo una raccomandazione ai nuovi "signori del palazzo", a dimostrazione per chi lo ha lasciato che non facciamo sconti a nessuno: ed ora avanti con giudizio, per il bene di questa città!

Non sembri fuori luogo, ma lo raccomandiamo forti dell'esperienza già maturata nelle città contermini, negli anni recenti, dove le ansie represse per anni hanno spesso fatto da detonatore dopo aver strappato il potere alle amministrazioni di sinistra: accadde a Fossato di Vico con l'amministrazione guidata da Francesco Monacelli, è accaduto a Nocera Umbra con le difficoltà create al Sindaco Petruzzi, è accaduto a Valfabbrica e ad Assisi, dove si dové tornare alle urne anzitempo perché non si guardava agli interessi della collettività, ma ai piccoli interessi di bottega.

Che siano di monito questi precedenti; l'entusiasmo, la voglia di cambiamento che ha pervaso così tanta parte dell'elettorato gualdese non siano un fuoco di paglia, ma la dimostrazione perenne che un paese si è rimesso in piedi per guardare avanti e non per attardarsi in cose "meccaniche e di piccolo affare"

 

Controcanto

Moriremo socialisti?

di Carlo Catanossi

Appena passate le elezioni europee sono qui a riflettere sulla scelta fatta dal Partito Democratico di "associarsi" con i socialisti del continente e costituire un gruppo unico nel Parlamento di Bruxelles. Legittima aspirazione delle sinistre italiane, i tempi della decisione ci riportano alle abitudini italiane: prima di fare le scelte importanti bisogna far passare le elezioni e quindi gabbare gli elettori. Non è un caso infatti che tale collocazione abbia suscitato forti malumori in quelle componenti del PD che non hanno niente da spartire con la storia dei socialisti italiani ed europei. Ma tant'è! Chi il problema se l'è creato se lo risolverà!

La questione si complica quando guardo ben più vicino a noi: le elezioni amministrative di Gualdo hanno visto schierarsi al ballottaggio due socialisti che non mi pare abbiano minimamente intenzione di rinnegare la loro appartenenza a quella idea, a quella storia, a quella prassi.

Schierati su fronti opposti (per certi aspetti con toni sopra le righe) si sono affrontati due amici (tra loro e miei) che ricordo candidati insieme nel 1985 su una stessa lista, che non era quella in cui io ero candidato, e che li vide uno eletto ed uno no ma entrambi a sostenere le maggioranze che si susseguivano in quegli anni nella nostra città.

Erano gli anni in cui si faceva ironia sul fatto che in questo Paese saremmo "morti democristiani" intendendo con questo la difficoltà di cambiamento ed il radicamento di un certo tipo di potere.

Oggi sono io a farmi la domanda: moriremo socialisti?

La risposta non è semplice e sarà la cronaca se non la storia a darci qualche indicazione. Intanto prendiamo atto che nella nostra città una certa tradizione politica persiste e si rafforza. Sarebbe meglio dire due tradizioni politiche si consolidano.

La prima riguarda sicuramente la caratteristica del nostro territorio di essere un'isola politica rispetto al resto dell'Umbria: nonostante le vittorie della sinistra le maggioranze per questo schieramento non sono state mai a livello di quelle che si verificavano nei centri vicini paragonabili (Gubbio, Perugia, Sigillo, Castello, Umberide, Marsciano,ecc.) e seguivano piuttosto un trend appenninico che da Spoleto e la Valnerina passando per Foligno e Nocera arrivava fino a Fossato e Scheggia. Questo fenomeno si rinnova appena si verificano certe condizioni (discutibile gestione amministrativa, errori politici, individuazione di valide alternative).

La seconda tradizione che si consolida è che la classe politica proveniente dal vecchio partito socialista riesce ancora ad essere significativa e vincente. Naturalmente le capacità ed i risultati sono tutti da testare e verificare ma le mosse che hanno portato alla vittoria dello schieramento di centrodestra (quasi tutte da me criticate apertamente e pubblicamente) sono state, alla luce dei fatti, azzeccate e vincenti.

Tutte queste tappe, mi risulta, sono state impostate e gestite direttamente dal leader della colazione e attuale sindaco e questo denota sicuramente capacità di governo e forza di trascinamento. In due parole: capacità politica.

Sarà il tempo a chiarire; intanto, anche se non potremo affermare di essere dentro una svolta epocale, Gualdo volta pagina anzi, si apre un libro nuovo che sarà interessante leggere e, almeno per certe parti, scrivere.

 

"Lectio magistralis" da Gualdo Tadino

Nell'apprendere dai mezzi di informazione dello "storico" risultato di Gualdo Tadino il mio primo pensiero è andato al "Nuovo Serrasanta" dalle cui colonne, per me che vivo le vicende gualdesi da Perugia, ho seguito le sofferenze di una città per un regime oppressivo la cui vera faccia si era dimostrata con l'assalto al vecchio "Eco del Serrasanta".
Per anni le colonne di queste due testate hanno rappresentato ai miei occhi l'anelito e la speranza, nutriti nel silenzio, di un riscatto per la città, umiliata ed offesa, rifuggendo con coerenza e sacrificio dagli inciuci e dai ricatti eugubini, tenendo alti i valori di una "gualdesità" che io, non gualdese, ho imparato ad apprezzare.
Con l'auspicio che sia foriero di più eclatanti successi a livello regionale, grazie e complimenti per questo risultato al quale avete contribuito.

G.M.G.

Risposta :

Grazie, ma non è così; diamo a Cesare quel che è di Cesare e non confondiamo la luna con il dito di chi la indica; il giornale, ha visto, ascoltato, registrato, criticato, suggerito con il risultato di prendersi sberleffi o apprezzamenti, ma gli artefici reali di quanto è accaduto sono stati i protagonisti delle vicende che abbiamo visto, ascoltato, registrato e criticato senza essere ascoltati. Solo se, invece di cestinarci o metterci all'indice, ci avessero ascoltato....probabilmente questa pagina di storia cittadina non sarebbe stata scritta.

 

 

Chi è Roberto Morroni

Roberto Morroni è nato a Gualdo Tadino il 27 Ottobre 1962. Diiplomato presso l'Istituto Tecnico per Geometri di Gualdo Tadino, nel 1987 ha conseguito a pieni voti e con lode la laurea in Scienze Politiche presso l'Università di Perugia.
L'inizio del suo impegno politico risale ai primi anni '80 quando si iscrive al P.S.I. Diventa segretario della sezione nel 1985 e nel 1988 fa il suo ingresso nel consiglio comunale. La sua presenza nel gruppo consiliare del PSI si è protratta fino al 1995; una esperienza intensa, ricoprendo, anche il ruolo di capogruppo. E' stato assistente personale dell'On. Giuliano Cellini dal 1987 al 1994, svolgendo le funzioni di coordinatore della segreteria politica ed organizzativa del parlamentare e l'attività di "speech writer". Sette anni importanti, vissuti nell'ambiente della politica regionale e nazionale e nell'ambito dell'attività parlamentare, che hanno rappresentato una palestra formativa e un percorso di esperienza di significativo rilievo. Nel 1995, al termine del mandato da consigliere comunale e di fronte alla dissoluzione del PSI, decide di abbandonare l'impegno politico e di dedicarsi pienamente all'attività professionale.
Diviene promotore finanziario entrando a far parte di una delle aziende leader nel settore. L'attività professionale sviluppata in questi anni lo ha portato a ricoprire incarichi di crescente responsabilità. Nel gruppo bancario per cui lavora, ha coordinato gli uffici di Foligno e di Città di Castello e dal primo febbraio 2008 ha assunto l'incarico di Responsabile per la Formazione nella divisione Toscana e Umbria che ricopre tuttora; inoltre, sempre nel corso del 2008, ha superato le selezioni entrando a far parte del corpo docente della MCU (Mediolamun Corporate University).
Nel 2004 è ritornato alla politica come candidato sindaco per la Casa delle Libertà, con un ampio consenso che gli ha permesso di conquistare il turno di ballottaggio, unico candidato, in Umbria ad aver raggiunto tale traguardo. In questi anni di opposizione nel consiglio comunale ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Forza Italia, oggi Pdl, dando vita ad una opposizione lontana da atteggiamenti demagogici e rissosi coerente con la candidatura successiva al governo della città.
Roberto Morroni vive da sempre a Gualdo Tadino, e dal 1991 abita nel quartiere di S. Rocco, insieme alla moglie Stefania Garofoli, sposata nel 1989, ai due figli Sara e Gabriele e all'anziana madre Idea (Dina) Moriconi. Il padre, Ivaldo, artigiano ceramista e nel corso degli anni '50 amministratore pubblico con l'incarico di Vice Sindaco e assessore accanto al sindaco A. Baldassini, è deceduto nel 1986. Ama la lettura, è appassionato di storia e appena può si dedica a lunghe passeggiate sulle nostre montagne in compagnia del suo cane.

 

Analisi del voto

Era un risultato scritto cinque anni fa, quello uscito dalle urne il 22 giugno, se non nella consistenza quanto meno nella sostanza; senza attingere dal senno di poi, più volte su queste colonne avevamo fatto richiamo ad una attenta lettura di quel risultato, frettolosamente archiviato nell'euforia dell'obbiettivo raggiunto e che al primo turno evidenziava un'usura evidente, meritandoci anche gli sberleffi di chi non gradiva, ma la realtà non vista era ed è stata questa.

L'accettazione "a scatola chiusa" da parte del Sindaco dell'eredità onerosa del predecessore, per continuare alle condizioni impostegli un programma già vecchio e superato, ne hanno fatto un prigioniero politico del ricatto ricorrente di Rifondazione Comunista e le sue "ispirazioni" eugubine, e di un Partito Democratico alle prese con le sue contraddizioni, tanto che egli stesso dichiara di "essere stato tentato di porre fine" anzitempo alla sua avventura, senza avere avuto però il coraggio di una decisione coerente per motivi che solo lui conosce.

E di contraddizioni se ne sono aggiunte fino all'ultimo:dopo il confronto fra innovatori e conservatori che ha lacerato il P. D. si è arrivati alla campagna elettorale impostata sullo slogan "il futuro è già cominciato" (quindi all'insegna di una ulteriore continuità) per chiuderla con volantini alla vigilia del ballottaggio in cui si garantiva all'elettorato " rinnovamento totale".

Ma le contraddizioni sono state una costante dell'ultimo ventennio amministrativo: si è creata una "fondazione in difesa dell'ospedale Calai" mentre nell'ombra se ne decideva la chiusura, si scopriva tardivamente l'ambiente forza motrice del turismo cullando la politica delle cave; si sono programmati ampliamenti delle zone industriali, con decine di capannoni chiusi per cessazione di attività produttive; si parla di rilancio del Centro della ceramica e lo si è lasciato chiuso e abbandonato al vandalismo per anni.

L'Amministrazione che si chiude con Angelo Scassellati lascia un pesante fardello: da un lato gli scempi urbanistici di Santa Margherita, della salita dei fiammiferi, della Monina, delle urbanizzazioni a metà; dall'altro l'esigenza di chiudere la vicenda delle cave e della Rocchetta, di rivitalizzare la struttura ospedaliera, di una nuova gestione del patrimonio comunale, di riorganizzare la macchina amministrativa, di un nuovo piano regolatore consone alla realtà gualdese, e in primo piano un rilancio dell'economia in una città che non è più ricca, come si ostentava appena qualche anno fa.

Questi sono i motivi per cui la gente in massa si è rifugiata nella odiata destra; pochi ne sono restati fuori, i troppi beneficiari delle clientele e gli ultimi quattro gatti di Rifondazione: è stata una lotta e una vittoria di popolo, di destra e di sinistra, di ogni colore politico, organizzati in Comitati e Liste civiche in cui tanta gente ha riassaporato il piacere di contare, che ha partecipato a questa lotta di liberazione, accomunata nel canto finale dell'Inno di Mameli, orgogliosa di vivere la giornata del 22 giugno, festeggiata come una "liberazione", e c'è stato anche chi ha pianto di gioia. Altro che "salviamo la città dalla destra!"

Per l'intero pomeriggio del 22 lo scrutinio è stato uno stillicidio impietoso, uno dopo l'altro, i venti seggi elettorali, con "monotono languore", hanno ripetuto per venti volte 34-35% da un lato 65-66% dall'altro, a dimostrazione di una sconfitta totale su tutto il territorio, fino all'esplosione dell'applauso al momento in cui il nuovo sindaco ha superato la soglia dei 4700 voti, lasciando il vecchio insieme agli ultimi scudieri, con il cerino acceso in mano, increduli che la battaglia fosse così terminata.

 

 

Cattivi Maestri

Rluggero Luzi

La genetica è la scienza che studia l' ereditarietà ed insegna che per vivere a lungo bisognerebbe scegliersi i genitori, anche se può non bastare.

Mio padre non mi ha lasciato la longevità, ma questo non mi interessa perché, anche se non avrò vita lunga, da lui ho ricevuto molto di più.

Un uomo onesto, era mio padre, servitore dello stato nell'esercitare la sua professione di Maestro alle Elementari, un uomo che usava la parola come garanzia contrattuale, un uomo che semplicemente faceva il suo dovere.

Scrivo di mio padre perché in questi giorni l'ho molto pensato e mi è mancato ancora di più in quel senso di solitudine intellettuale che oramai pochi interlocutori possono colmare.

Farinata chiede a Dante: ., Chi furon/ i maggior tui? ". ovvero" Di chi fosti figlio?" Ritengo di dover chiedere a molti candidati, per le elezioni amministrative della nostra città, di chi sono figli.

Abbiamo ascoltato di tutto. Ho sentito alcuni insultare altri ed altri, altri ancora, e poi allearsi per insultare altri.

Parole, sempre le stesse, nella limitazione del vocabolario politico, parole che hanno come denominatore comune l'incoerenza, di ciò che è vero oggi e non lo è più domani, nel fine che giustifica il mezzo.

Quali gli studi, le letture, il lavoro, quale il senso etico di chi è così interessato ad amministrare il denaro di tutti?

" Non ragioniam di lor,. ma guarda e passa"

Politici, cattivi maestri, dei quali è meglio non ragionare e continuare a fare il proprio dovere nell'educazione dei nostri figli.

 

Il neo sindaco Roberto Morroni

"A Gualdo è successa una rivoluzione"

"A Gualdo è successa una rivoluzione. Quelli che erano i segnali che avevamo captato al primo turno si sono confermati al ballottaggio anche al di là delle nostre più rosee aspettative. Credo che la città abbia dato un segnale molto netto e molto chiaro in favore di una stagione di rinnovamento e questo sarà il mio impegno perentorio. Questa città ha bisogno di recuperare spazi e tempi perduti. Un grazie, quindi, a tutta Gualdo perché non ha vinto una forza politica ma ha vinto una città intera, una città che ha bisogno di grande unità, di ritrovare le ragioni di un'identità forte, di sentirsi parte di un tutt'uno perché dobbiamo affrontare sfide impegnative ed abbiamo bisogno di tutte le nostre migliori energie. Questo sarà il mio impegno ed il mio proposito".

Roberto Morroni era stato vicinissimo ad un incarico amministrativo nel 1988; governava un'amministrazione di centro sinistra (Gino Bedini sindaco, Goffredo Codignoni vice sindaco, Angelo Scassellati assessore ai lavori pubblici, Roberto Morroni e Sandra Monacelli consiglieri). Il 29 agosto il consiglio comunale doveva eleggere Roberto Morroni come assessore. Nel segreto dell'urna cinque franchi tiratori della DC (tra i quali non c'era sicuramente la Monacelli) votarono per Marcello Guidubaldi (PCI), un consigliere dell'opposizione. Crisi immediata e nascita di una nuova maggioranza da compromesso storico con il PCI e cinque democristiani (Di Benedetto, Bazzucchi, Frillici, Cossa e Dionisi), il dr Di Benedetto sindaco e Pinacoli vice sindaco. Viene spontaneo chiedere a Morroni se questa vittoria non la consideri come una rivincita su quella dolorosa pagina (per il modo in cui avvenne):

"Guardiamo avanti- dice- Torno a dire che Gualdo vive un momento delicato e decisivo. Voglio vivere questo momento contestualizzandolo nella fase in cui viviamo, indipendentemente da questi aspetti storici. Abbiamo lanciato un messaggio molto chiaro all'elettorato gualdese: era ora di cambiare; un messaggio che non è uno slogan ma il frutto di un'analisi di quella che è la situazione della città. Occorreva il colpo di reni che doveva essere sottolineato da una svolta politica netta e chiara e la comunità gualdese ha dato una grande prova di maturità democratica ed ha risposto sì a questo invito ed a questo appello".

I risultati dimostrano che con l'apparentamento con Sandra Monacelli avete colpito nel segno:

"Questa alleanza politica è stata apprezzata dagli elettori. L'apparentamento significava dare una risposta politica al segnale che l'elettorato aveva dato in favore del cambiamento. Era un segnale che si era articolato in tre direzioni diverse. Bisognava trovare una sintesi politica ed una risposta unitaria per dare maggiore certezza e maggiore credibilità al progetto che volevamo portare avanti. Credo che la risposta dell'elettorato sia sta in linea".

Un risultato peraltro uniforme perché i dati dimostrano che ti sei affermato in tutti i seggi:

"C'era un vento che si era alzato dopo il primo turno, un vento forte ed uniforme. Credo che questo dato confermi la bontà di questa valutazione. La città nella sua interezza, dalle frazioni al centro, ha dato una risposta univoca e forte. Per noi rappresenta un carico di responsabilità importante che cercherò di affrontare dando il meglio di me".

Come concilierai il tuo lavoro con la carica di sindaco?

"Con un grande impegno. L'attività professionale continua anche perché il sindaco non è un mestiere. Quindi concilierò le due cose mettendo in piedi l'impegno, la passione ed anche delle soluzioni organizzative che mi permetteranno di poter affrontare al meglio entrambi i fronti".

 

 

Sandra Monacelli

"Due ore di lacrime per un risultato storico"

"Due ore di lacrime per un risultato storico"
Quindi avevi capito sin dalle prime schede scrutinate che sarebbe arrivata la vittoria:
"Sì, sin dai primi risultati avevo capito la tendenza. Nelle ultime ore della campagna elettorale era partita una campagna micidiale, soprattutto nei nostri confronti e nei confronti dei candidati nelle mie liste. La sinistra considerava un errore quei voti di sinistra che avevamo avuto al primo turno e li invocava a tornare a casa. Sono stata felicissima perché quegli elettori hanno dimostrato di aver espresso un voto in cui hanno creduto. La nostra intenzione è di non deluderli. Speriamo di dare anima e corpo a questo cambiamento che Gualdo vuole. E' stata una rivoluzione pacifica, una rivoluzione culturale prima che politica".
Sandra Monacelli, una vita da oppositrice prima con la Dc e poi con l'Udc, corona il sogno ed entra nella sala di comando della città grazie ad una strategia politica condotta con abilità e sapienza, prima conquistando uno straordinario 28% al primo turno e poi contribuendo in modo determinante alla vittoria di Morroni con l'apparentamento. Le ragioni di questo successo?
"Credo che negli ultimi giorni sia scattata una sindrome della vittoria e conseguentemente una sindrome della sconfitta. Molte persone che incontravo mi dicevano che sostenevano la nostra azione, il nostro progetto politico. Vedevo che verso la proposta Scassellati non c'era più feeling, anche se qualche timore permaneva".
Uno dei primi sostenitori di Sandra Monacelli è stato Umberto Balloni. La vittoria lo esalta:
"Devo dire che a Gualdo c'era questo vento nuovo di cambiamento. La gente ha capito che c'era qualcosa di nuovo. Abbiamo parlato di programmi, abbiamo parlato di cose concrete e poi l'unione di Sandra con Roberto ha premiato questa proposta. Da domani si comincia a lavorare e personalmente ho già detto ad alcuni dei nostri avversari che da domani dovremo lavorare insieme per questa città che oggi ha veramente bisogno della massima unione".
Fausto Cambiotti, ex assessore della giunta Scassellati nella passata legislatura, approdato all'Italia dei Valori di Di Pietro dopo il fallimento della Sinistra Arcobaleno, si era candidato nella lista di Sandra Monacelli e si prende una rivincita personale. Era stato messo fuori gioco dalle beghe interne ai Ds (dirottato alla presidenza dell'EASP e rimosso dopo tre mesi dal sindaco Scassellati su richiesta della segretaria DS perché non aveva aderito al PD) ed ora è ritornato in sella condividendo il progetto della Monacelli:
"Ci tengo a ribadire che si è lavorato per Gualdo e per i Gualdesi mettendo da parte le questioni ideologiche. Abbiamo creato una forte trasversalità. In questo risultato c'è un forte contributo della sinistra e ne sono fiero. Contesto l'affermazione che la città di Gualdo Tadino sia stata consegnata alla destra. La città spero che sia stata consegnata a dei buoni amministratori perché di questo Gualdo ed i Gualdesi hanno bisogno".
Infine Roberto Cambiotti, primo fondatore della lista civica Tutti Uniti per Gualdo:
"Il dato che emerge dimostra che la cittadinanza ha voluto cambiare che si presenta con grandi numeri. Una coalizione con un programma chiaro, ambizioso, concreto e realizzabile. Il dato che emerge è questo. E' stato un risultato che va al di là delle nostre aspettative e ne prendiamo atto felicemente"

 

Angelo Scassellati

"Gualdo vittima di una guerra tra bande"

"I risultati parlano da soli e prendo atto di quello che hanno voluto i Gualdesi. Sono soddisfatto per aver fatto il sindaco di Gualdo in questi cinque anni. Sono stati cinque anni difficili, con le forze politiche che mi hanno sostenuto con grandissime contraddizioni. In più di un'occasione sono stato sul punto di alzare le stanghe e tirarmi indietro. Queste difficoltà la città le ha percepite in maniera diretta e la mancanza di serenità sul piano politico credo che abbia determinato questa svolta. Senza sottacere, naturalmente, eventuali mie responsabilità e quelle della mia giunta. In futuro sono convinto che non verranno meno i principi basilari della democrazia e credo che maggioranza ed opposizione dovranno lavorare uniti in questo momento in cui la città sta vivendo una situazione molto difficile sul piano economico. Io porterò sicuramente al mulino la mia parte per far funzionare al meglio la macchina sin dal primo giorno. L'ho già detto telefonicamente a Roberto Morroni complimentandomi con lui. Da parte mia non c'è nessuna reazione sdegnosa o irata, ma sono assolutamente sereno.
Dopo 30 anni di vita politica intensa avrò più tempo da dedicare alla famiglia e questo credo che sia il giusto premio. Certo, ciò non vuol dire che in me non ci sia amarezza, ma la serenità mi deriva dalla constatazione che questo risultato è il frutto di un confronto civile e democratico. Qualche volta forse siamo andati anche sopra le righe ma di questo me ne dispiaccio".
Quali le ragioni di questa sconfitta così forte?
"Un appello lo devo fare a quelli che in questi cinque anni hanno continuato a parlar male di Gualdo. Cominciamo a parlar bene della nostra città, a cominciare da chi sta all'opposizione. Smettiamocela di fare la guerra tra le bande. In questi anni Gualdo è stato vittima di una guerra tra bande ed il risultato non poteva che essere questo. Da sempre il clima è stato questo ed a forza di farsi del male risultati diversi non possono esserci".
Forse sono stati sottovalutati alcuni segnali che indicavano un certo scontento:
"Credo di essere stato il sindaco che ha realizzato la città più diversa possibile rispetto ad un passato fatto di poca attenzione al modo di costruire e di interpretare i bisogni della città stessa. Da questo punto di vista mi sento con la coscienza a posto. La politica non è mai stata una mia professione, l'ho fatta solo ed eslucivamente per passione. Quindi non ho rimpianti, anzi auguro al mio successore di fare altrettanto".
Alla luce di ciò che è accaduto che cosa non rifaresti?
"Se non avessi sposato per convinzione il problema della Rocchetta o il problema delle cave penso che il risultato elettorale sarebbe stato migliore. Sulle cave ad esempio, ci sono stati ripensamenti dopo una prima votazione in consiglio comunale e questo ha determinato anche un rallentamento nelle realizzazioni delle opere che avevamo in mente perché sono venute a mancare risorse finanziarie e non siamo riusciti a soddisfare alcune esigenze basilari dei cittadini"..

 

I tormenti del PD

La resa dei conti con gli ex assessori

Botta e risposta al vetriolo in casa PD all'indomani del voto che ha sancito la sconfitta della sinistra guidata da Scassellati. Una serie di comunicati stampa ha delineato un percorso tortuoso e un clima tutt'altro che raffreddato dall'esito elettorale. Anzi, sembra si sia entrati ormai definitivamente nel contesto di una resa dei conti che farà morti e feriti.

Massimiliano Presciutti: "Caste all'interno del PD"

Ad aprire il fuoco il capolista del PD Massimiliano Presciutti sabato 27 giugno. Questi i punti essenziali:
"All'indomani del risultato del ballottaggio credo che sia giusto riconoscere la schiacciante vittoria di Roberto Morroni, a lui ed alla sua squadra vanno i miei auguri di buon lavoro, ma allo stesso tempo credo sia nettessima e sonora, al di là dei tentativi di lavarsi la coscienza e di dimostrare il contrario, la totale bocciatura da parte degli elettori dell'amministrazione Scassellati e della sua giunta.
Queste le ragioni:

  • Che la città chiedesse a gran voce al centro- sinistra di cambiare risulta ormai evidente, se ciò non è accaduto il tutto va ricondotto a due fattori fondamentali, l'atteggiamento in stile da "puparo sicilano" di alcune "famiglie" o "caste" , all'interno del centro-sinistra e del PD in particolare, l'ostinata pretesa a dispetto dell'evidenza dei fatti di mantenere poltrone e incarichi e magari di spartirsene altre per il futuro da parte dei signori del clientelismo spinto
  • Tutto ciò invece di essere combattutto e stigmatizzato è stato agevolato e colpevolmente incentivato dai dirigenti del partito democratico ai vari livelli, ricordo ancora le minacce in sezione dell' On. Verini la sera che ci impose le primarie come metodo salvifico per la riconquista del comune dopo che il PD aveva scelto di competere con un proprio candidato, come quelle del Segretario Provinciale Stamaccioni di non assegnare il simbolo in caso di corsa con un proprio candidato, come ricordo benissimo i grandi sponsor istituzionali e non della continuità sia a livello provinciale che regionale, che hanno consentito e forse ideato la formazione di una lista civica (Progressisti per Gualdo) che aveva come unico scopo quello di tutelare il futuro politico di due assessori , per non parlare poi della corsa alla ricerca di cosiddette "garanzie" da parte di chi prima aveva sposato la causa Sandra Monacelli sindaco, per poi convertirsi repentinamente in maniera questa sì trasformista e perdente su quella Scassellati per motivi che nulla hanno a che vedere con la politica
    In conclusione quindi credo di poter dire senza essere smentito che i brindisi del 19 aprile notte hanno rappresentato la tomba del centro-sinistra".

Enrico Pedana: "Colpa soprattutto del fuoco amico"

Non si è fatta attendere la risposta di Enrico Pedana, capolista dei Progressisti per Gualdo.
"Le ragioni della sconfitta, come sempre accade, sono molteplici: il vento di destra che spira in tutta Europa, una certa stanchezza nell'offerta politico-amministrativa, alcuni errori di comunicazione, una qualche incapacità nell'interpretare pienamente i nuovi bisogni della comunità, la crisi economica ed il desiderio di cambiare; determinante, a nostro avviso è stato però quello che in guerra viene definito il " fuoco amico ".
Tutto è iniziato con la nascita del PD e l'ingresso degli uomini della Margherita nella maggioranza di governo. Da quel momento la vita amministrativa è stata caratterizzata da agguati e tranelli in Consiglio Comunale, da estenuanti e capziose mediazioni, da polemiche inutili e strumentali, dalla continua denigrazione del Sindaco e della sua Giunta. Intendevano utilizzare il dissenso, che ad arte alimentavano, per appagare smodate ambizioni personali.
Massimiliano Presciutti è prototipo e caricatura di questo disegno. Ha imposto la sua candidatura a Sindaco nel partito, senza tenere conto che almeno la metà del gruppo dirigente lo riteneva assolutamente incapace di assolvere quel compito. Ha partecipato alle primarie di coalizione sputando veleno sul suo avversario e su quanti lo sostenevano. Dopo averle perse in modo netto ed inequivocabile, anziché farsi da parte per favorire soluzioni alternative, ha preteso di guidare la lista e di escludere quanti alle primarie non lo avevano appoggiato . Dimostrando in tal modo che i maggiorenti del PD intendevano isolare politicamente Scassellati e si preparavano in caso di vittoria a cinque anni di risse, di veti e contrasti nella maggioranza. La campagna elettorale ha visto molti candidati e dirigenti del PD teorizzare e richiedere sistematicamente il voto disgiunto. L'intento era chiaro, favorire il ballottaggio tra Roberto Morroni e Sandra Monacelli per lucrare posizione di potere. L'esito è il peggior risultato dell'Umbria e forse d'Italia a dimostrazione di quanto gli elettori gualdesi gradissero Massimiliano Presciutti e l'attuale gruppo dirigente del PD".

Presciutti: "Lavorare per cambiare rotta"

Finisce qui? No che non finisce. Arriva la replica di Presciutti che, dopo aver ribadito i concetti del primo documento, conclude:
"Non si cerchino quindi colpevoli che non ci sono ma si accetti il giudizio degli elettori che hanno bocciato su tutta la linea Scassellati e la sua giunta, ora il compito che aspetta il sottoscritto e il PD con i suoi tanti volti nuovi, è quello di lavorare per cambiare rotta in mezzo ai cittadini, con umiltà, senza incarichi ma con tanta passione, tutto il resto non conta, si prenda atto che le furbizie non pagano mai e la verità poi fa male, ma chi è causa del suo male pianga se stesso e magari stia lontano da chi vuole lavorare per non riconsegnare, come ha detto Franceschini, il partito a chi c'era prima, bensì per aprirlo a nuove energie, radicarlo e rafforzarlo, facendo a meno dei pupari o presunti tali e bande organizzate, facendo tesoro della lezione che i gualdesi ci hanno dato".
Il fuoco incrociato viene momentaneamente interrotto a livello provinciale con una presa di posizione di Maurizio Manini Responsabile Organizzazione PD Provinciale Perugia (che ha seguito la fase pre-elettorale a Gualdo Tadino):
"La pesante sconfitta subita dal centrosinistra e dal Pd di Gualdo Tadino, che ha portato alla perdita del Comune, ha molte cause, che richiedono una riflessione non improvvisata, ma seria ed approfondita. Una riflessione, soprattutto, che lasci da parte i rancori e gli scontri personali, ma che - senza ipocrisia - aiuti a capire come mai gran parte dei cittadini gualdesi abbiano ritenuto di voltare le spalle al candidato sindaco e alle forze di centrosinistra che lo sostenevano,  a partire dal Partito Democratico. 
La pesante crisi economica e sociale della zona, l'allentamento dei rapporti tra la politica e i cittadini, l'insoddisfazione per l'azione di governo dell'Amministrazione sono state certamente tra le cause fondamentali della sconfitta.
 Un ruolo determinante l'ha avuto anche l'intollerabile livello di scontro interno al centrosinistra e, in particolare, al PD, di lacerazione tra gruppi e persone, di divisione i cui caratteri politici erano poco leggibili. Si tratta di scontri e lacerazioni che il PD si porta dietro da anni, dalle vecchie storie dei partiti preesistenti alla sua nascita. 
In questo contesto, attribuire semplicisticamente - come qualche commento a caldo ha cercato di fare - la responsabilità alle primarie di coalizione appare una scorciatoia davvero di cortissimo respiro. Andare al voto del primo turno con due candidati di centrosinistra (quello del PD contro il Sindaco uscente) avrebbe certamente significato rinunciare a competere. Avrebbe certamente escluso entrambi dal ballottaggio che avrebbe prevedibilmente visto in competizione i due candidati della destra e dell'UDC. Per questo, responsabilmente, la Federazione Provinciale del PD e i dirigenti che per conto del partito hanno pazientemente seguito la difficile situazione, hanno lavorato per evitare una sconfitta anticipata e per ricucire un minimo denominatore comune - politico e programmatico - nel centrosinistra.
La decisione di tenere le primarie, alle quali partecipò un numero importante di cittadini, fu presa all'unanimità dal PD di Gualdo Tadino. Appare francamente ridicolo e infantile, quindi, parlare di "imposizioni". I livelli provinciali del PD ha sempre lavorato perché prevalesse la serietà del confronto e il senso di responsabilità. Quella stessa serietà e quello stesso senso di responsabilità che dovranno caratterizzare l'apertura di questa nuova, difficile fase, nella quale il PD dovrà aprire un grande dibattito - non chiuso in se stesso - per comprendere le reali ragioni della sconfitta e ridefinire un profilo di radicamento e innovazione che lo faccia considerare un interlocutore credibile per la comunità gualdese".     

Il coordinamento PD: "Garofoli, Pascolini e Filippetti fuori"

Chiude questo aspro confronto una riunione presso il Circolo del Partito Democratico di una cinquantina di iscritti avvenuta lunedì 29 giugno. Il segretario Felice Berrettini, dopo aver esaminato le cause della sconfitta, ha rassegnato le dimissioni ma l'assemblea le ha respinte.
"A votazione unanime, si è poi proceduto alla nomina del comitato per il tesseramento, che avrà il compito di favorire nuove adesioni al partito e al tempo stesso, di vigilare affinché sia rispettato lo statuto e le regole in esso indicate, anche in vista del prossimo congresso. Tutto questo, anche in considerazione del comportamento tenuto dai tre assessori (Garofoli, Pascolini, Filippetti) e da altri esponenti (Pedana, ecc.), i quali nel dare vita ad un'altra lista elettorale si sono automaticamente collocati fuori del partito. Fermo restando, in ogni modo, la necessità di allargare l'adesione e l'iscrizione al partito a quanti lo chiederanno, anche a chi ha aderito alla lista dei "progressisti per gualdo", nei confronti dei tre ex assessori e del capolista Pedana, nonché di chi ha fatto il rappresentante di lista per altri partiti, gli intervenuti al dibattito hanno giudicato a tal punto severamente tale comportamento, che ogni loro eventuale partecipazione e/o iscrizione al partito democratico gualdese, dovrà essere sottoposta a valutazione da parte del coordinamento ".
Vengono invece ringraziati per il loro comportamento l'ex assessore Luciano Recchioni ed il capolista Massimiliano Presciutti "il quale in questi giorni è stato oggetto di attacchi personali ingiusti ed ingiustificati, dettati unicamente dall'incapacità, voluta, di leggere il risultato elettorale solo attraverso un'analisi superficiale, mossa non già dalla ragione, dall'intelligenza, dall'imparzialità e dalla neutralità, bensì solo da livore e risentimento personale".

 

I Cosacchi e la Carnia

 

Dopo oltre mezzo secolo, durante il quale gli ultimi anni della guerra in Italia sono stati interpretati e raccontati alla luce della lotta partigiana e della liberazione del paese da parte degli alleati anglo-americani, oggi si va facendo strada la voglia e la necessità di raccontare fatti mai svelati, che rendono più complessa quella stagione.

La vulgata della lotta di liberazione del popolo italiano contro la dittatura fascista, e della crociata anglo-russo-americana contro la barbarie nazi-fascista che dominava l'Europa, si arricchisce di nuovi particolari che rendono più variegata e non immune da ombre quella stagione. In questa situazione il dramma delle regioni orientali d'Italia celebrato con il giorno della memoria, racconta fatti tenuti nell'ombra o addirittura negati per tanti anni.

L'esercito repubblicano italiano combattè una dura lotta contro le truppe partigiane di Tito, il quale non nascondeva la sua intenzione di annettere alla Juguslavia l'Istria, la costa dalmata, Trieste e il Friuli. In questa lotta, i partigiani italiani non comunisti si trovarono, in molte occasioni, a fianco dell'esercito repubblicano fascista.La strage della brigata Osoppo, a Porzus, perpretata dei comunisti italiani e sloveni della brigata Garibaldi, ne fu drammatica testimonianza.

Alla fine della guerra gli alleati concessero a Tito gran parte delle rivendicazioni territoriali. Un premio per il suo progressivo distacco dalla Russia di Stalin? Agli iugoslavi non fu concesso di mantenere Trieste, che rimase sotto amministrazione controllata anglo-americana, prima di tornare italiana.Gli si lasciò mano libera in Istria, e in tutte le zone da secoli abitate da italiani. La pulizia etnica che ne seguì, portò alle foibe e all'esodo di centinaia di migliaia di connazionali, che s'imbarcarono a Pola per l'Italia. Li attendevano gli insulti, la violenza, o il disinteresse dei compatrioti convertiti frettolosamente alle ragioni dei vincitori. Molti se n'andarono emigranti in Australia e in altre parti del mondo, senz'altra patria e nazionalità alle spalle.

Tutti questi fatti sono ormai noti. Negli ultimi mesi della guerra accadde un altro avvenimento che aggiunse nuove sofferenze e lutti: l'occupazione cosacca della Carnia. Successe che contrariamente alla vulgata della resistenza di tutto il popolo russo contro l'invasione tedesca, questa risvegliò sentimenti d'opposizione al regime comunista. Intere comunità come quelle delle repubbliche baltiche, dell'Ucraina, ed altre, si schierarono a fianco dei tedeschi, costituendo divisioni militari che combatterono con le truppe tedesche.Tra queste popolazioni ci fu quella cosacca, che, più delle altre, accolse con favore l'arrivo degli invasori teutonici. Alla base di quella scelta c'era una carattere fiero che mai si era sottomesso al dominio russo: prima degli zar e poi dei bolscevichi. Per questo furono più volte sradicati dalle loro terre e mandati ai confini dell'impero, per utilizzare la loro vocazione guerriera contro mongoli e turchi che assediavano l'impero. I tedeschi promisero, a guerra finita, di restituire al popolo cosacco le terre d'origine. Se per le sorti della stessa, non fosse stato possibile, avrebbero loro assegnato una nuova terra dove insediarsi. Sarebbe stato il riconoscimento alla lotta secolare contro la prepotenza russa, ed il premio per i sacrifici sopportati nel comune, attuale conflitto. Si calcolò, in difetto, che circa un milione di uomini di varia estrazione si schierassero in Russia a fianco dei tedeschi, tra questi i cosacchi furono i più fedeli e determinati. Quando la guerra volse al peggio per l'esercito tedesco, naufragò la promessa di un ritorno dei cosacchi nelle terre dei loro padri. Dunque seguirono i tedeschi in ritirata. Un intero popolo di combattenti, con le donne, i bambini e i vecchi, con carriaggi ed animali. Cavalli, pecore, mucche, addirittura cammelli e dromedari.

I tedeschi individuarono nella Carnia la loro nuova terra e qui i cosacchi cominciarono ad arrivare, a partire dal Luglio del 1944. Per mesi, ciò che rimaneva di un antico popolo, raggiunse la Carnia: chi a piedi, chi a dorso degli animali, chi su treni improvvisati. Gli italiani di là dovettero sopportare quell'invasione, all'inizio non facile, ma con il passare del tempo, tollerabile. Si trovò una convivenza che permise di sopportare la nuova calamità. I cosacchi furono impiegati nella lotta contro gli iugoslavi di Tito e i partigiani della Garibaldi. Avevano portato con loro i vescovi e gli oggetti del culto cristiano ortodosso, e la domenica celebravano la messa nella piazza dei paesi del nuovo insediamento. Le feste divennero occasione di fraternizzazione con le comunità locali, dopo alcuni episodi di violenza all'inizio dell'insediamento. Li comandava il generale Damanov cosacco, il generale Piotr Nikolajevic Krasnoff russo, il generale dell'armata rossa Andrei Andreivic Wasslow. Il fiume nel quale si abbeveravano i cavalli non era più il Don ma la Drava, che scorre meno imponente nelle valli della Carnia. Tra una battaglia e l'altra coltivavano la terra accanto alla gente del luogo. Quando i tedeschi dovettero riparare in Austria, li seguirono. Non ne arrivarono molti, i più, falcidiati dalle imboscate dei partigiani lungo i tornanti del passo di Monte Croce. I sopravvissuti, raggiunta la Carinzia, sperarono ancora una nuova patria, ma Churchill si accordò con Stalin per il loro ritorno in Russia. Molte donne con i bambini si uccisero piuttosto che rientrare. Quelli che rientrarono in Unione Sovietica in parte, furono giustiziati, in parte deportati in Siberia. Nessuno poté vedere una nuova patria o l'antica terra.

Marcello Paci

 

 

Ente Giochi

Regolamentato il corteo storico

Da alcuni anni l'Ente Giochi de le Porte premia il miglior corteo storico all'interno della manifestazione, dal 2003 per la precisione, con un premio messo a disposizione ogni anno dal notaio Antonio Fabi. Un premio cresciuto di importanza di anno in anno, tant'è che la domenica mattina dei Giochi - momento della proclamazione del vincitore da parte della Giuria - la sala consiliare si riempie di portaioli in attesa del verdetto.

Ecco quindi la necessità di anno in anno crescente, di un regolamento che disciplini anche il corteo storico dei Giochi de le Porte.

In una delle sue recenti sedute l'Ente Giochi ha approvato in maniera definitiva il regolamento ufficiale del corteo storico del Palio di San Michele arcangelo, sul quale ha lavorato oltre un anno la commissione artistica presieduta dal priore Carlo Petrozzi, con la collaborazione di Antonio Pieretti, docente dell'Università di Perugia e riferimento per l'Ente Giochi in diverse iniziative. Il documento detta regole precise in termini di comportamento dei portaioli durante le sfilate, fissa il numero massimo dei portaioli che possono partecipare al Corteo, definisce alcuni aspetti come il numero dei carri e degli animali "di grossa taglia".

"Un ringraziamento particolare a quanti hanno lavorato al nuovo regolamento con tanto impegno - ha commentato Paolo Campioni a nome dell'Ente Giochi e degli altri priori - un lavoro intenso che ha visto definire numerosi aspetti del nostro corteo storico, in uno spirito che vuole la nostra sfilata crescere di importanza anche all'interno dell'intera manifestazione, come momento trainante, insieme al Palio e alle taverne, dei Giochi de le Porte".

Tra gli aspetti normati la presentazione entro il 30 maggio da parte delle Porte dei temi del proprio corteo storico che devono far riferimento al XV secolo e sono legati esclusivamente alla realtà nazionale. La commissione giudicatrice è composta di tre membri, uno storico, un costumista e uno scenografo e dovrà essere individuata entro il 31 luglio di ogni anno. Ciascun membro della giuria avrà a disposizione un punteggio che va da 1 a 5 punti.

Regolamentata anche la lettura dei bandi, per i quali ogni priore avrà a disposizione dieci minuti per la lettura e rientrerà nel giudizio della commissione giudicatrice.

Insomma uno sforzo richiesto a tutte le Porte per compiere un ulteriore salto di qualità all'intera manifestazione attraverso uno dei suoi momenti culminanti, che già richiamano in città tanti visitatori, come è il corteo storico.

 

 

A colloquio con i protagonisti del Chiara di Dio messo in scena dal "Bambin Gesù"

Non chiamatela "recita scolastica", per favore!

Protagonisti i giovanissimi attori-cantanti-ballerini delle classi IV e V, ma tutto lo spettacolo è stato un lavoro corale di tutta la scuola. Persino dei bimbi della materna...

Non è la prima volta che bambini e ragazzi dell'istituto "Bambin Gesù" presentano al spettacoli di una certa difficoltà: l'anno scorso una versione riveduta e corretta del musical Notre Dame de Paris, quest'anno L'Arlecchino servitore di due padroni in lingua originale, nel lontano 1989 un Forza venite gente replicato ben sette volte. Ma quest'anno, i bambini della scuola dell'infanzia e primaria sono riusciti a mettere in scena, con pochissimi adattamenti, uno dei musical più di successo degli ultimi anni: Chiara di Dio. Sotto la direzione artistica e tecnica dei coniugi Andrea e Valentina Fiorentini, che hanno curato la messa in scena e l'uso di sofisticati di amplificazione, il bellissimo musical di Carlo Tedeschi è andato in scena il 6 e 7 giugno al Teatro "Don Bosco", di fronte non solo ai genitori dei ragazzi ma anche a molti gualdesi, e sono state necessarie due repliche oltre alla prima. Grande successo, tanti applausi e persino un po' di commozione, aiutata anche dall'esibizione dei piccoli fraticelli e monachine della materna, che hanno cantato all'inizio e alla fine dello spettacolo, e dai bellissimi brani musicali di cui è intessuta l'opera. Protagonisti i ragazzi (nessuno li chiama più "bambini" dopo una tale performance) delle classi IV e V. Ne abbiamo incontrati alcuni per sentire dalle loro voci com'è stato fare questo spettacolo e, soprattutto, per carpire qualche "retroscena". Con loro anche la giovane suor Pamela e suor Maria Assunta, uno dei "pilastri" dell'istituto.

È stato più faticoso o divertente?

"Tutt'e due le cose insieme" esordisce Filippo Pasquarelli, san Francesco "perché non è stato facile e ci sono voluti molti sacrifici, però ci siamo divertiti un sacco"

Un personaggio impegnativo come Francesco cosa ha lasciato in te?

"Difficile dirlo. Però mi ha molto colpito il momento della morte; sembra che la storia finisca lì e invece è solo l'inizio."

Quanto tempo ci avete messo?

"Quasi due mesi di prove, ma la decisione di fare lo spettacolo è partita prima"

A giudicare da come sono lunghi questi capelli, Valeriano, direi molto prima...

"Me li sono fatti crescere apposta per lo spettacolo:due anni che non li taglio" risponde Valeriano Passeri Graziosi.

Come ti sei trovato nella parte del capo dei saraceni, che è più piaciuta a tutti i bimbi che hanno visto lo spettacolo?

"... del vecchio e di Gesù" mi corregge "Bene, in tutt'e tre mi sono trovato a mio agio"

Com'è stato il rapporto dei ragazzi con il canto?

"Per me eccezionale" osserva Filippo Biagiotti, fra Ginepro "mi è piaciuto da morire cantare"

"Abbiamo registrato le basi in una sala di registrazione del maestro Fiorentini: che forza!" ci spiega ancora "Ma prima abbiamo ascoltato e riascoltato per tante volte tutti i brani dello spettacolo"

Agnese, sei quella che ha cantato di meno: come ti sei trovata nella parte di Chiara morente?

"È stato abbastanza faticoso perché interpretare la parte di uno che sta morendo non è facile, però tutti ci siamo impegnati al massimo e, alla fine, la scena è venuta bene"

E tu, Alessandra, nella parte più impegnativa, almeno una decina di brani cantati, il balletto finale e tante scene recitate come santa Chiara adulta come ti sei trovata, invece?

"Bene, bene, perché a me ballare e cantare piace tantissimo: non ho sentito la fatica"

Dove hai imparato a danzare e cantare così bene?

"Danza, a scuola di danza; canto, qui a scuola: l'anno scorso abbiamo fatto un altro musical e mi hanno fatto cantare anche in quell'occasione."

"È entrata bene nel ruolo di Chiara" aggiunge suor Maria Assunta "anche perché ha conosciuto bene il personaggio che doveva interpretare, leggendo un libro sulla vita della santa"

Com'è stato, Sofia, recitare nel ruolo di una delle suore, alcune delle quali erano un po' ciarlone e pettegole?

"Impegnativo all'inizio, ma poi è filato tutto liscio e mi ci sono trovata bene." "Un musical è impegnativo per tutti, con le canzoni da imparare, i balletti, le parti da studiare..." conclude Sofia. "È stato impegnativo, ma anche bello" aggiunge Agnese", ci siamo divertiti ma abbiamo anche imparato la vita di una santa, come Chiara tanto importante nella storia" "Fare un musical non è una cosa di tutti i giorni: ci vogliono impegno e tanti sacrifici" puntualizza Filippo P.

In cosa ti ha cambiato questo musical? Pensa a come eri prima e a come sei adesso...

"Secondo me" risponde Giulia Parlanti, la madre di Chiara, "nel rapporto con il pubblico: prima mi vergognavo, stavolta non più. Forse mi hanno aiutato anche i saggi di danza fatti insieme ad Alessandra in passato..."

Alzi la mano chi ha avuto timore o vergogna di esibirsi...

Nessuna mano si alza. "Non senti niente" osserva Alessandra "ti senti coinvolta dallo spettacolo e basta. Non ci pensi" Agnese conferma: "Non hai modo di pensare che rischi di sbagliare"

Ma qualche errore c'è stato, no?

"Nell'ultima scena, in cui facevo l'anima", sorride Alessandra, "dovevo farmi trovare sotto il banchetto di Chiara morta e, invece, non ho fatto in tempo a vestirmi e mi ci sono messa a sipario aperto!"

"Quando dovevo dire 'tutta la celebrazione' ho detto 'tutta la trasmissione " ride Agnese

"e domenica, alla terza replica, è saltata tutta la parte di un dialogo"

Ci sono state, però, difficoltà con nodi e lacci...

"Già" sorride Giulia.

"Sì, quando dovevamo vestire Giulia e non riuscivamo a metterle il vestito, con tutti quei lacci, siamo stati costretti a ripetere la canzone per andare in scena..."

Quindi non solo è stato un tormento toglierti i lacci ma anche metterli...

"Oppure un inconveniente tecnico" dice Filippo P. "quando eravamo in scena e dovevamo fare una canzone con Alessandra, i microfoni non hanno funzionato, per cui il maestro ci ha fatto chiudere il sipario anziché fare il dialogo"

Ma tu, Veronica, che sei la più piccola, fra i protagonisti?

"Io ho fatto Chiara bambina e mi sono divertita tantissimo" "Ci siamo un po' commosse" aggiunge suor Pamela "quando l'abbiamo sentita cantare e abbiamo sentito la sua voce, così bene impostata, ma uguale al suo tono di voce, uscire dagli altoparlanti"

In effetti qualcuno dubitava che le voci fossero le loro tanto erano intonate ed espressive...

"Il fatto è che il musical è stato preparato bene e non solo tecnicamente" ci racconta suor Assunta "I ragazzi sono stati ad Assisi, hanno visitato Santa Chiara, hanno assistito al musical al teatro Metastasio (tutte le classi, dalla prima alla quinta). E gli attori del musical sono anche venuti a trovarci. E quello che più mi ha colpito, quel giorno, è il fatto che nonostante fossero 106 bambini, non si sentiva volare una mosca: erano attentissimi."

"Quando abbiamo invitato gli attori del cast, Giacomo, Maia, la prima ballerina, e Michela, che interpreta santa Chiara hanno detto che per loro il musical è una forma di evangelizzazione." Precisa suor Pamela.

Ma è stato anche un capolavoro di collaborazione...

"È stato bello perché i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, hanno lavorato e recitato tutti insieme, collaborando e divertendosi" continua suor Pamela.

"Il musical non ha coinvolto solo i ragazzi della quarta e quinta, nelle parti più difficili, ma tutti i bambini della scuola ed insieme siamo stati coinvolti e ci siamo divertiti tantissimo" rivela Agnese "Se è venuto bene, il merito è di tutti".

Il gruppo si separa per il momento, ma rimarrete artisticamente uniti, oltre che con la vostra amicizia?

"Il maestro Fiorentini" ci rivela Filippo "ha organizzato per il prossimo anno un laboratorio musicale cui possono partecipare quelli che vogliono, anche al di fuori della scuola. Così potremo rivederci e fare altre cose insieme" "É un'iniziativa cui stiamo ancora lavorando" precisa suor Pamela "ma che servirà a dare di continuità al gran lavoro svolto in questi mesi con il musical. Il maestro Fiorentini attualmente gestisce anche una scuola di musica interna all'istituto con strumenti a fiato e, grazie a dei collaboratori, anche pianoforte e batteria "Ma noi abbiamo un sogno: fare un liceo musicale..." conclude suor Maria Assunta.

Quali altre interpretazioni vi piacerebbero per il futuro, ragazzi?

"La parte del protagonista, non importa quale, almeno si hanno più parti da fare e a me piace molto recitare" osserva Valeriano.

"Non so" riflette Filippo B. "qualcosa in cui mi posso rispecchiare"

"A me, invece" aggiunge Filippo P. "piacerebbe fare Romeo in Giulietta e Romeo "

"Anche a me, ma non la parte di Giulietta" aggiunge sorridendo Agnese "oppure qualcos'altro in cui posso cantare e recitare"

Tutti gli altri non hanno preferenze e sono d'accordo con Giulia e Veronica: "Basta che si reciti, si canti, si balli e che il pubblico si diverta."

Pensate che il pubblico si sia divertito?

Tutti annuiscono, tranne Filippo B. che, prudentemente, butta là un "lo spero" "Del resto" aggiunge "mica tutti si devono divertire per forza!"

Oltre i musical, che cosa volete fare da grandi?

"La maestra" ammette Veronica. "L'attrice" dice sicura Giulia "o forse l'ostetrica" "La parrucchiera" afferma Sofia - è il caso di dirlo - già fornita di un bella chioma di per sé. "Da grande vorrei aprire un'accademia sportiva, in cui si facciano tutti gli sport" dice Alessandra. "Io vorrei fare l'insegnante" aggiunge Agnese ", ma ho anche passione per il disegno e mi piacerebbe recitare o organizzare musical a tempo perso" "Allevatore di cavalli" è la risposta di Filippo P., animalista come san Francesco. "Io, invece, non punto tanto in alto" aggiunge seriamente Filippo B. "o il DJ o il venditore di articoli sportivi, perché il calcio è nel mio cuore". "Il parrucchiere" dice Valeriano, dall'alto dei suoi lunghi capelli. Ci avrei giurato..

Nelle foto : da sinistra, Giulia Parlanti, Sofia Miti, Alessandra Catasti, Agnese Carlotti, Valeria Moscoloni; Filippo Biagiotti, Filippo Pasquarelli, Valeriano Passeri Graziosi

Pierluigi Gioia

 

 

Novità nella Chiesa diocesana

Unita' pastorali e parroci a tempo determinato

Ci sono state e ci saranno novità nella organizzazione della Chiesa diocesana, attuate dall'arcivescovo mons. Domenico Sorrentino, titolare della Diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Nostra intervista al Vescovo a cura di Alberto Cecconi

A Gualdo si è iniziato con le "unità pastorali" delle Parrocchie del centro. Cosa sono?
Sono parrocchie che operano "in rete", con una sintonia e una sinergia che comporta la condivisione dei principali impegni pastorali e una collaborazione abbastanza stretta, favorita, se possibile, dalla vita comune del clero. A garanzia dell'unità, c'è per ogni Unità Pastorale un parroco "moderatore", che si preoccupa di coordinare e assicurare la convergenza operativa. A Gualdo è moderatore don Gianni Brunetti. Oltre all'unità delle parrocchie del Centro, ci sono anche delle "sotto-unità" che comprendono le parrocchie più dislocate.
E' una formula operativa che mira a rendere la pastorale più capace di dare risposte significative alle necessità dell'evangelizzazione in una società a forte mobilità e con esigenze culturali sempre maggiori.
. Stanno funzionando?
Siamo in "rodaggio", e dunque alcuni passi avanti si sono fatti, altri si faranno. Qualche resistenza non manca. Più che a cattiva volontà, è da addebitare alla difficoltà di creare una nuova mentalità. L'Unità Pastorale implica  non solo una maggiore capacità di collaborazione tra sacerdoti - ed è già tanto! - ma anche un modo di concepire la vita ecclesiale e parrocchiale che assicuri  maggiore spazio alla partecipazione laicale (Consiglio Pastorale, Consiglio economico) e ai ministeri che animano la vita della comunità (diaconi, lettori, accoliti, ministri straordinari della comunione, catechisti, animatori caritas, ecc.). Dopo l'avvio, mi aspetto a Gualdo - centro e periferia - un maggiore slancio.
Verranno estese ulteriormente?
 C'è un progetto per tutta la diocesi. Ho proceduto per gradi nelle varie zone. Quest'anno il progetto sarà completato.
C'è una maggiore utilizzazione dei religiosi regolari nella pastorale. Come mai tale scelta?
E' una scelta naturale, direi obbligata. I religiosi non sono un mondo a sé. Hanno ovviamente il loro carisma e la loro vita interna di comunità. Ma dal punto di vista pastorale sono pienamente all'interno del ritmo e delle regole comunitarie. Essi apportano il loro specifico servizio, ma d'intesa con gli altri sacerdoti. A Gualdo sono presenti diverse comunità religiose, e sono una ricchezza. Occorre procedere in modo sempre più collaborativo.
Si è rivelata felice?
Direi indispensabile. Per ora si cominciano a vedere i primi frutti. Ma credo che, se si persevera e si migliora, si avranno risultati molto incoraggianti.
  In passato il Parroco era "di ruolo", titolare a tempo indeterminato. Ora è stato introdotto il "tempo determinato" (per un massimo di 9 anni). Perché?
Perché abbiamo bisogno di una pastorale più "missionaria", che sappia guardare alle situazioni più difficili e complesse. In una società che cambia vertiginosamente, è importante che le disponibilità dei sacerdoti siano adattate alle diverse situazioni. A causa poi della mancanza di vocazioni, occorre periodicamente redistribuire le forze. Tutto questo sarebbe molto difficile, se continuasse la tradizione delle nomine a vita, o per periodi molto lunghi.
Sarà possibile la conferma della loro titolarità?
Ovviamente. Dopo nove anni si "scade", ma il Vescovo può riconfermare. La valutazione si fa sempre in base alle circostanze e alle esigenze.
Mons. Sorrentino ha risolto anche diversi contenziosi "storici" nella Diocesi. A Gualdo Tadino di rilievo quelli con la Confraternita e sull'uso della Chiesa di S. Francesco. Come sta andando?
Sono abbastanza contento. Naturalmente si può fare di più, e lo penso soprattutto sul versante della formazione. Ma il clima è buono, e mi auguro di ottenere un impegno più vivo.

Quale appello ai Cristiani della Vicaria gualdese?
I cristiani di Gualdo hanno alle spalle una grande storia pastorale. Ora si trovano anch'essi provati dalle difficoltà del momento, anche sotto il profilo economico. Occorre ritrovare nel vangelo le proprie radici, e rimboccarsi le maniche. Se non ci si dà da fare, specialmente nell'impegno del biennio della missione,  le nuove generazioni cresceranno lontano dalla fede. 

 

Dal Rotary

Conferenza del Dirigente di Banca Intesa Dr Giovanni Boccolini

Un interessante e stimolante convegno organizzato dal Rotary Club di Gualdo Tadino su "L'impatto della crisi attuale sulle piccole e medie imprese italiane" ha visto la partecipazione dell'Ing. Giovanni Boccolini, gualdese doc, da anni nel campo dell'economia e della finanza internazionali, per l'occasione nominato socio onorario del Club, "riconoscimento che mi fa doppiamente piacere perché arriva dalla mia città di origine". Boccolini era già stato insignito del Premio Beato Angelo 2008 per i suoi tanti successi in campo lavorativo e per le meritevoli iniziative in favore della città di Gualdo a cominciare dal ruolo primario nell'ambito del progetto di raddoppio della Flaminia. Laureatosi in ingegneria nucleare presso l'Università di Roma nel 1979, Boccolini ha conseguito nel 1982 la specializzazione in discipline economico-manageriali presso la Scuola Superiore Enrico Mattei di Milano (ENI) e da lì ha cominciato la sua carriera nel mondo delle banche e dell'alta finanza. Dopo vari incarichi amministrativi e dirigenziali nel 2002 viene nominato Responsabile della Divisione Banche Italia e della Divisione Banche Estero di Banca Intesa, continuando a ricoprire le cariche di Presidente, Vicepresidente, Amministratore Delegato in diverse banche nazionali ed internazionali.
Presenti anche diversi commercianti gualdesi, al convegno hanno partecipato anche il Dr Denio D'Ignecco, Presidente delle Casse del Centro della Cassa di Risparmio di Foligno, ed il Prof. Antonio Pieretti dell'Università di Perugia, ed è stato occasione di dialogo e confronto tra il mondo imprenditoriale e quello delle banche,. Boccolini ha esordito parlando della crisi mondiale dell'ottobre 2008 risalendo alla causa principale, ossia: "l'atteggiamento troppo ottimistico delle banche statunitensi, spinte dal governo centrale Usa, che hanno cominciato a dare soldi a tutti, con prestiti di 400.000 dollari a chi arrivava a malapena a guadagnarne 40.000 all'anno". Conseguenza una situazione di grave indebitamento da parte dei cittadini che non riuscivano a restituire i prestiti con perdita del potere di acquisto ed un crollo vertiginoso dei prezzi sia dei beni di consumo che degli immobili ("addirittura le banche sono arrivate a svendere case per 5-6.000 dollari, pur di liberarle dalle ipoteche"). "L'economia globale ha fatto poi il resto, facendo circolare quei titoli cui non corrispondeva un reale valore economico, e ciò ha portato alla crisi mondiale ed al fallimento di colossi quali la Lehman Brothers (con attivi di triliardi di dollari e fatturati pari al Pil di Stati nazionali) ingenerando il panico nella popolazione". Secondo il Dirigente di Intesa non siamo ancora completamente usciti da questa crisi, ma non è nemmeno il caso di eccedere nel pessimismo: "molti Stati europei hanno immesso nel mercato ingenti somme di denaro per l'acquisto dei titoli americani, per fortuna però non è stato il caso delle banche italiane, il chè ha evitato un ulteriore, grave, indebitamento per il nostro Stato".
Dopo l'interessante disamina sulle cause della crisi si è parlato degli effetti reali su produttori e consumatori: "I principali effetti sono due: maggiore difficoltà nell'accesso al credito per i primi e maggiore oculatezza nelle spese per i secondi; tutto questo porta alla necessità di un miglioramento della produzione da un punto di vista qualitativo per battere una concorrenza sempre più agguerrita". In effetti i costi di produzione in Italia sono molto alti e diventa difficile competere con mercati come quello cinese: "questo è vero, ma la Cina non è solo un posto dove si produce a basso costo, è anche un mercato di 1 milione e 300.000 consumatori e per questo le aziende italiane dovrebbero seriamente cominciare a pensare alla fusione in modo da essere più forti e competitive, investendo maggiormente in ricerca, innovazioni e sviluppo del marchio". Venendo alla situazione delle piccole imprese Boccolini invita ad un ritorno al "made in italy": "con tutte le difficoltà di cui abbiamo appena parlato è evidente la necessità di una valorizzazione qualitativa dei prodotti, un ritorno alle maestranze quali artigianato ed agricoltura che ci consentano di offrire merci pregiate ed uniche nel loro genere".Sono quindi intervenuti nel dibattito diversi commercianti di Gualdo che hanno sottoposto all'attenzione di Boccolini le due maggiori difficoltà cui vanno incontro e che hanno portato alla chiusura di vari esercizi commerciali: l'eccessiva e sproporzionata fiscalizzazione e la difficoltà di accesso al credito. "Sono assolutamente d'accordo quando si parla di migliorare la fiscalità del paese e sarebbe opportuno che le tasse vengano pagate sui crediti effettivamente riscossi dal commerciante e non anticipate, in modo da creare proporzionalità tra spese e ricavi. Quanto al problema dell'accesso al credito le banche hanno precisi criteri in base ai quali concedere o meno finanziamenti alle imprese in crisi; quando la crisi non è temporanea ma costante; con diminuzioni del 30-35% del fatturato si ha un indice di impossibilità di ripresa ed ecco che il credito non viene concesso perché tale impresa sarebbe, con molta probabilità, fallita lo stesso. Quello che le banche dovrebbero fare - e spesso non fanno, ha concluso Boccolini - è di pubblicizzare i criteri di accesso al credito in modo da garantire trasparenza e collaborazione tra la banca stessa e l'impresa".

Francesco Serroni

 

 

Rigali

Scambi con una Delegazione polacca

Sabato, 27 Giugno il neo sindaco di Gualdo Tadino Roberto Morroni. ha ricevuto una corposa delegazione Polacca in visita in Italia , ospite degli abitanti della frazione di Rigali, formata dai 35 membri della Corale "FRAZA", proveniente dalle cittadine polacche di Kosina e Iwla Dukla entrambi le località nel territorio della provincia di Kracovia, la terra cha ha dato i natali al grandissimo Papa Woitila, e da altre 5 persone, parenti e amici di Don Riccardo, l'attivissimo parroco di Rigali, polacco, conosciuto simpaticamente dai più come "Purtroppo" per il suo abusare di quest'avverbio. che ha propiziato l'incontro, dopo che una delegazione rigalese era già stata in Polonia.
Dopo una breve presentazione del gruppo da parte di Giuseppe Pompei, Don Riccardo è intervenuto a sottolineare che la presenza dei suoi connazionali a Rigali rappresentava una specie di "gemellaggio" fra la frazione di Rigali e la sua terra natale, un modo per promuovere la fratellanza fra due popoli fino a ieri distanti, ma accomunati da storia e cultura per molti versi simili. Un concetto che è stato ripreso ampiamente dal Sindaco Morroni che nel sottolineare il grande apprezzamento per l'iniziativa ha tenuto a precisare che l'incontro, pur organizzato frettolosamente, doveva rappresentare solo l'inizio di un'amicizia duratura. Dopo la brillante ed applauditissima esibizione della Corale, il sindaco Morroni ha consegnato al capodelegazione, a nome della città di Gualdo Tadino, un pregiatissimo piatto in ceramica realizzato, in tecnica Raku, dall'artista locale Manuele Pecci . L'incontro si è concluso con un brindisi offerto personalmente dal sindaco Morroni.

Giuseppe Pompei

 

Lettera aperta al Sindaco di
  Dr. Roberto Moroni

Egregio signor sindaco,
l'ampio consenso elettorale ottenuto è il segno tangibile del cambiamento voluto e auspicato dai cittadini  di Gualdo.
In questa città, che da tempo non ha più fiducia e forse neppure la speranza che qualcosa concretamente possa cambiare, mi permetta di suggerirle un'iniziativa, della quale tutti i cittadini non potranno che trarne un significativo apprezzamento.
Il mio suggerimento prende lo spunto dall'iniziativa del Ministro Brunetta che rappresenta una vera rivoluzione copernicana, in un luogo nel quale in apparenza tutto cambia, per mantenere lo status quo ante. L'iniziativa, "Mettiamoci la faccia" è stata avviata lo scorso 23 Marzo mediante la sperimentazione della rilevazione della customer satisfaction attraverso emoticon che  ha coinvolto tantissime amministrazioni ed enti pubblici  (Comuni, Province, Regioni, Poste Italiane, Inps, Asl, Aci etc) ed è destinata ad una rapida estensione. I primi risultati raccolti indicano un elevato grado di partecipazione alla rilevazione importante da parte dei cittadini. E' un invito aperto a tutte le amministrazioni pubbliche ad iscriversi alla sperimentazione accedendo alla sezione "Mettiamoci la faccia" del sito www.innovazionepa.it .-
In buona sostanza i servizi erogati dalla P.A., saranno giudicati dai cittadini/professionisti/clienti, attraverso un sistema di valutazione - tanto semplice, quanto efficace -, che permette a quest'ultimi di esprimere il proprio parere, in forma rigorosamente anonima  sulla prestazione ricevuta. I cittadini all'uscita dalla stanza, troveranno un piccolo monitor su cui compariranno tre diverse "emoticons" (le "faccine" molto popolari nella Rete Internet, da cui il nome dell'iniziativa "Mettiamoci la faccia"):una sorridente (verde), una seconda incerta (gialla) e una terza triste (rossa). Per esprimere il proprio giudizio basta toccare quella "giusta" e , nel caso si sia optato per il rosso, indicare la ragione della propria insoddisfazione scegliendola tra 4 opzioni: troppa attesa, necessità di tornare all'Ufficio, incompetenza dell'operatore, esito negativo.
Informazioni  utilissime che permettono di conoscere cosa pensano i cittadini/professionisti/clienti in ordine ai servizi ricevuti, in maniera che chi di dovere, prenda gli opportuni accorgimenti. Tale operazione ha un costo modestissimo: per tutti i servizi erogati dal Comune di Gualdo Tadino, potrebbero bastare tre computer, il cui costo totale raggiunge i duemila euro. L'iniziativa mira a trasformare la gestione della  pubblica amministrazione, applicando gli stessi criteri di efficienza, efficacia, ed economicità tipica delle aziende private. In questo contesto, secondo i primi dati conosciuti,  potrebbe risultare più efficace partire dall'alto, ricercando quelle sacche di incompetenza, superficialità, filosofia a tirare a campare, che spesso caratterizzano il funzionamento
interno delle pubbliche amministrazioni, perseguendo l'obiettivo della legalità, del buon senso e dell'interesse comune. In questo modo il cittadino/cliente potrà dare il proprio contributo al miglioramento dei servizi erogabili, indicando nel contempo, in caso di insoddisfazione, quali sono le principali motivazioni. Le amministrazioni che partecipano alla sperimentazione, hanno previsto diversi accorgimenti che escludono l'eventualità di manipolazioni ed opportunismi sia da parte dei cittadini, (il giudizio può essere espresso solo dal soggetto fruitore del servizio e una sola volta per il medesimo servizio), sia da parte degli impiegati. I dati provenienti dalla rilevazione possono essere utilizzati anche in tempo reale dalle amministrazioni, per individuare la criticità nell'erogazione dei servizi e predisporre quindi i necessari correttivi.
Nell'augurarLe buon lavoro, Le invio distinti saluti.

Raffaele Gammaitoni

 

 

Dall'ESA

L'ESPERIENZA DI GIUSEPPE NUTI

Al sindaco del comune di gualdo tadino
Al presidente del consiglio di amministrazione E.s.a
Nel rassegnare le mie dimissioni da membro del consiglio di amministrazione dell'Esa (impegno durato quanto preventivamente stabilito) e nel ringraziare per la positiva esperienza che ho avuto l'opportunità di fare mi permetto di allegare un piccolo resoconto e una breve analisi delle problematiche secondo me più urgenti da affrontare nell'immediato futuro.

Distinti saluti
Giuseppe Nuti

Breve Analisi Tecnica

 

Dopo il suo insediamento avvenuto poco più di due anni fa il consiglio di Amministrazione dell'Esa si è rivolto verso la risoluzione dei seguenti problemi:

- Il risanamento finanziario dell'Ente che rischiava di compromettere la sua stessa attività;

- Il completamento della stazione di trasferenza che ha consentito di razionalizzare non solo a Gualdo Tadino , ma anche nei comuni della fascia, la gestione e il flusso dei rifiuti;

- L'avvio con successo della raccolta differenziata porta a porta nel centro storico grazie anche alla fattiva collaborazione dei cittadini di Gualdo;

- Un incremento significativo della percentuale di raccolta differenziata ancora lontana , però, dai parametri contenuti nel Piano regionale dei rifiuti;

- Una incisiva fase di informazione che si è rivolta alla cittadinanza e alle scuole di ogni ordine e grado e che ha trovato grande favore e collaborazione.

Questi risultati ottenuti con difficoltà, a causa della negativa situazione di partenza, consentono oggi di aprire una nuova fase incisiva e determinata e di rilanciare con forza alcuni problemi non più rinviabili e per i quali devo rilevare con rammarico che si è perso un pò di tempo:

- Il trasferimento e la realizzazione di una moderna isola ecologica presso la sede ESA secondo il progetto già definito, che consentirebbe all'utenza un largo e comodi accesso e la possibilità di smaltire rifiuti che oggi vengono abbandonati lungo le strade o nei boschi. È dimensionata per ricevere carta,vetro, plastica, ferro, beni durevoli, oli esasuti ,legno, rifiuti ingombranti, apparecchiature contenenti CFC, rifiuti inerti derivanti da piccole manutenzioni edilizie, materiali vegetali provenienti da sfalci, potature di alberi e siepi. Per il solo motivo di esistere la struttura servirà a promuovere la cultura della raccolta differenziata coinvolgendo in prima persona i cittadini e rendendo possibili forme d'incentivo per i più virtuosi;

- Estensione della raccolta differenziata porta a porta alle aree più popolate del territorio: completamento della città di Gualdo, S.Rocco, Cartiere, Cerqueto per raggiungere l'obiettivo previsto dal Piano Regionale (60% di raccolta differenziata nel 2012) in assenza del quale saranno applicate sanzioni e comunque maggiori costi di smaltimento;

- Razionalizzare l'ubicazione e consentire anche ai cittadini residenti nelle frazioni più lontane di effettuare la raccolta differenziata riducendo e sostituendo i contenitori attuali con cassonetti da 2200 l. da ubicare all'interno di mini isole ecologiche da attrezzare per raccogliere anche la carta il vetro e la plastica;

- Promuovere una campagna di compostaggio domestico ( possibile dove vicino alla casa c'è un campo o un giardino) in modo da ridurre i rifiuti organici e quindi limitare i costi di gestione e smaltimento della F.O.U;

- Sistematica azione di tutela e manutenzione del territorio ( le discariche abusive si formano dove anche un solo rifiuto ingombrante abbandonato non viene rapidamente rimosso);

- È necessario inoltre tenere sempre alta l'attenzione con campagne mirate a promuovere l'informazione dei cittadini e lavorare nelle scuole in collaborazione con i docenti. Coinvolgere in questo progetto educativo tutti i soggetti che operano nel settore.

Giuseppe Nuti

 

Una richiesta di aiuto

Salve,
Sono un ex gelatiere che ha perso il lavoro ed ho ormai, 50 anni, io e mia moglie avevamo una bella attività commerciale (bar/gelateria) nei pressi dell'ospedale della nostra città. La nostra attività dipendeva, quasi completamente, dalla struttura sanitaria. Un anno fa, i nostri politici, hanno chiuso l'ospedale, per costituire un polo unico, in un'altra città, lasciandoci col culo per terra. La conseguenza di tutto ciò è che il nostro matrimonio se ne è andato (mia moglie non ha retto alla pressione psicologica), il lavoro non c'è quasi più e non si riesce nemmeno a pagare le tasse.

Io sono stato costretto a prendere in gestione una piccola attività, ma non si lavora e non ho più soldi da investire. Sia io che mia moglie abbiamo debiti con le banche e non sappiamo come pagarli. Oltre a ciò siamo perseguitati continuamente dall'Agenzia delle Entrate per errori passati riguardanti vecchie dichiarazioni di redditi e/o studi di settori, in cui devono esserci degli errori, presumibilmente commessi dal nostro commercialista visto che noi non ci siamo mai occupati di contabilità, ma, comprensibilmente credo, l'abbiamo affidata a professionisti del settore. Ci pervengono delle cartelle esattoriali impossibili, per noi, da pagare, con importi esorbitanti. Sono cifre impossibili da pagare e che non credo abbiamo mai guadagnato. Di questo passo ci toglieranno anche quel poco che abbiamo, visto che il lavoro non c'è e che i soldi non li abbiamo e non li abbiamo mai avuti. Ho anche due figlie a cui non ho nulla da dare, una studia ancora ed una è in società con la mamma nell'azienda che è sull'orlo del fallimento. Non so più cosa fare, forse mi resta solo una scelta, andarmene da questo mondo in cui pagano solo i più deboli. Tra non molto, se continua così ci toglieranno anche quel poco che abbiamo e cioè un'abitazione, che è quella dei miei genitori e una macchina, comprata a rate 11 anni fa, che è l'unica macchina che, a 50 anni di età, mi sono potuto permettere. Perchè deve sempre pagare chi non ha colpe, se non quella di essersi fidato?
Cordialmente
lettera firmata

 

 

Attività dell'Accademia

Un poster per Boschetto

Proseguendo nell'iniziativa avviata coni poster di San Pellegrino e Caprara l'Accademia dei Romiti ha realizzato un poster dedicato agli affreschi della Chiesa di Boschetto.
Il poster realizzato con foto di Franco Chiucchi e progetto grafico dell'arch. Emanuela Venturi, sarà presentato il 15 Agosto alle ore 18 in occasione della festa della Madonna con interventi della Vice Presidente Alessandra Artedia, del prof. Enzo Storelli e dell'architetto Sara Scassellati, autrice di una tesi di laurea sulla stessa chiesa.
Si ringraziano gli esecutori del progetto, Don Francesco Pascolini e Sauro Vitali per la preziosa collaborazione.

 

La cena dei 100 giorni

Con la cena dei cento giorni di sabato 27 è iniziato il conto alla rovescia dei meno cento giorni al Palio di San Michele (anche se il calendario segnava -92, slittamento di una settimana, per la concomitanza alla campagna elettorale) ha coinvolto oltre duecentosettanta giovani e meno giovani, rappresentanza del mondo dei giocolieri e non solo, per una serata vissuta all'insegna dell'amicizia, mettendo da parte la rivalità che caratterizzerà poi i giorni dei Giochi de le Porte. Pressoché un record di partecipanti ha sancito la voglia di Giochi de le Porte, di stare insieme che scandirà il periodo che separa la città dalla fine di settembre, dai tre giorni più intensi dell'anno.
Presidente, Giuseppe Ascani, e priori, il Gonfaloniere Paolo Campioni insieme a Monia Mattiacci, i colleghi di San Donato, Stefano Franceschini e Silvia Cecconi, di San Facondino, Carlo Petrozzi e Paola Pascucci, di San Martino, rappresentati dal vice Mirko Angelini hanno accolto i tanti partecipanti e gli ospiti, dal neo sindaco Roberto Morroni, ad Andrea Bensi, uno degli storici sostenitori dei Giochi de le Porte con l'agenzia Allianz Subalpina, premiato appunto per il suo impegno negli ultimi anni a fianco della manifestazione gualdese.
"Un ringraziamento particolare allo staff dei cuochi delle quattro Porte che hanno preparato una splendida cena e a Porta San Facondino, che ha accolto nella propria taverna la splendida serata, nonché la Grifo latte che ci è stata vicina anche in questa occasione" è il commento del Gonfaloniere, del Presidente e dei Priori.
A fare da anfitrione la voce storica dei Giochi, Enrico Brunetti, che ha intervistato i vari protagonisti, oltre al sindaco Morroni che si è detto entusiasta della grande partecipazione di giovani, che rappresentano anche il futuro della manifestazione. Lo stesso neo sindaco ha garantito il massimo appoggio del Comune all'Ente Giochi e alle manifestazione che mette in piedi nel corso dell'anno.

 

 

Scuola primaria di Cartiere

I ringraziamenti dei genitori

Complimenti e ringraziamenti agli insegnanti della scuola primaria di cartiere giungono da molti genitori degli alunni per l'ottimo risultato del progetto biennale "Il sentiero tra mille zampilli. Si è trattato di un percorso didattico che ha approfondito gli aspetti relativi alla flora, alla fauna dei territori dell'Appennino gualdese in cui sgorgano sorgenti, alla ricerca delle peculiarità di questi piccoli ecosistemi, in cui la ricchezza e la varietà della vita è davvero stupefacente. I bambini sono stati molto coinvolti ed interessati ed hanno potuto conoscere e sperimentare aspetti della natura del tutto sconosciuti e strabilianti, che neppure sospettavano potessero esistere "proprio dietro l'angolo". Il percorso naturalistico è stato condotto, oltre che grazie agli insegnanti, tramite la preziosa collaborazione di esperti, del personale del Corpo forestale dello Stato e al contributo economico della Comunità montana "Umbria nord" il cui presidente, Mauro Severini, ha espresso anch'egli i propri rallegramenti ai bambini e agli insegnanti per il bel lavoro svolto: un vero e proprio atlante scientifico corredato da rappresentazioni grafiche di animali e piante che fanno parte del particolare ecosistema del territorio delle sorgenti dell'Appennino. Un progetto davvero utile, che lascerà il segno. Grazie, maestre!

 

PizzaThon 2009

Ho chiesto un piccolo spazio al Direttore per parlare di PizzaThon 2009.
Non è per pigrizia che non faccio una piccola cronaca per la cittadinanza che non ha avuto la fortuna di partecipare, ma ho trovato tra le e-mail inviate sul sito dell'allegracombriccola di Sandro Farinacci, una "fotografia di sentimenti", di un'anonima Lucia, fatta di parole che esprimono appieno il raggiungimento dell'obiettivo che ci siamo posti assieme agli Amici del Germoglio e di LunaBlu:
"Sono stata a PizzaThon con la mia famiglia, e ho respirato un'aria serena, familiare.
Ho incontrato gente che conoscevo ed altra mai vista e con la quale ho avuto il piacere di scambiare anche solo un saluto (compreso il romanista Maurizio indaffaratissimo con le pizze).
Tutti indistintamente sereni e sorridenti felici di stare insieme!!
Tutti!! Anche quelli che come me "convivono" ogni giorno con l'handicap!!
Credetemi l'handicap, così come la solidarietà vivono ma soprattutto sopravvivono sotto un'unica bandiera: quella dell'amore e del rispetto per ogni persona!!"
Aggiungere altri commenti e didascalie alle foto della festa possono solo ridimensionarne il significato.

Grazie a tutti.

Maurizio con gli Amici del Germoglio e di LunaBlu

 

 

Meteo & Co .: Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia

Un giugno abbastanza fresco e piovoso

Un mese "senza infamia e senza lodo", che segue le previsioni a lungo termine: più fresco e piovoso, ma di poco.

Un mese di giugno trascorso quasi senza lasciare traccia nella nostra memoria, se non per qualche giorno sin troppo fresco, un paio di giorni abbastanza caldi e ben 13 giorni di pioggia, alcuni dei quali abbondanti (ma non torrenziali come altri anni). Questo è il sunto del periodo appena trascorso e che è appena entrato negli annali della meteorologia

Temperature altalenanti

Speculare l'andamento termico. Dopo una prima decade fresca, con punte minime di 7,8°C, diverse precipitazioni, qualche temporale e massime molto contenute (addirittura 15,9°C il 1° giugno), nella seconda decade il caldo si è fatto più sentire, ma solamente in tre giorni il termometro ha superato i 30°C, raggiungendo una massima di 31,6°C che, confrontata con le temperature torride di molti periodi analoghi a questo, fa abbastanza sorridere. La terza decade, infine, è stata anch'essa fresca (con massime fino a 16°C), piovosa, ventosa e il termometro non ci ha inflitto grandi sofferenze. Tutto sommato, è il mese di giugno che tutti coloro che detestano il caldo vorrebbero avere: alcuni di loro mi hanno riferito, orgogliosi, di aver persino riacceso, qualche sera, caminette e stufe. I caldofili, invece, mi hanno riferito peste e corna.

Piogge abbondanti, ma...

Per quanto riguarda il capitolo delle precipitazioni, dopo l'aridità di maggio, giugno è stato solo più leggermente ricco di piogge, ma quasi esclusivamente nella prima decade, dove sono caduti 75 dei quasi 100 mm cumulati. Se, da questo punto di vista, non si può che rallegrarsi di ciò, dall'altro va sottolineato come il surplus precipitativo non compensa che per un terzo il deficit di piogge che si era manifestato nel mese di maggio, tanto che, riferendoci alle medie trentennali dell'Ucea per Gualdo Tadino, mancano all'appello circa una cinquantina di mm. Non è, quindi, un gran risultato, almeno se confrontato con quelli di località dell'Umbria anche vicine, che hanno raggiunto 120-150 mm nello stesso periodo, grazie soprattutto a rovesci e temporali, di cui la nostra località non eccelle né per abbondanza né per frequenza.

Chi avrà fatto piovere?

Non, però, il 7 giugno. Nella seconda parte della mattinata di quella domenica, che molti ricorderanno come giornata di elezioni amministrative, solo su Gualdo Tadino (e nessun'altra località dell'Umbria) si è scaricato un intenso rovescio (con intensità fino a 120 mm/h), che ha prodotto un accumulo di 26,4 mm. A Fossato di Vico, solo 3 mm, a Nocera Umbra niente. Insomma: è piovuto solo a Gualdo, se vogliamo fare eccezione per un breve piovasco a Castiglione del Lago. Qualcuno ha messo in diretta connessione l'acquazzone con il risultato elettorale a sorpresa, che poi si è manifestato dalle urne. Tuttavia, benché un noto adagio ponga in diretta connessione il tempo e la politica ("Piove, governo ladro!"), alla fisica dell'atmosfera non risulta, almeno fino a questo momento, che ci sia qualche legame fra partiti politici e cumulonembi. Prendiamo solo atto dell'innaffiata e ci auguriamo non siano troppo rare quest'estate!

Pierluigi Gioia

 

La Natura bene di tutti

La Natura è un bene di tutti: "Conosciamola, non inquiniamola, rispettiamola".È lo slogan dei bambini delle Scuole Paritarie dell'Infanzia di Cerqueto e Rigali e dei piccoli del Nido d'Infanzia comunale nell'anno scolastico 2008 - 2009 impegnati nella realizzazione di un progetto didattico che ha avuto come contesto di riferimento il rapporto bambino - ambiente. Il progetto "La Natura nelle mie mani", inserito nelle attività curricolari dei campi di esperienza, si pone come esigenza di un intervento volto ad educare alla consapevolezza e al rispetto dell'ambiente e delle sue risorse e a coinvolgere attivamente i bambini in esperienze di responsabilizzazione diretta.

Lo studio del sistema ambiente ha avuto come obiettivi sostanziali la scoperta e la conoscenza della realtà e la riflessione su di essa. Il lavoro operativo ha seguito un indirizzo ben preciso: partire dal piano esperenziale di ciascun bambino prevedendo lo svolgimento di molteplici attività specifiche e di laboratorio con l'uso di tecniche e mezzi adeguati ai loro traguardi di sviluppo.

Il percorso ha fornito ai bambini l'opportunità di analisi della realtà in modo giocoso e coinvolgente. Affascinante è la storia del grande "Albero Magico" costruito in attività di laboratorio con la collaborazione dei genitori.

Racconti, favole, filastrocche, canti e giochi hanno stimolato e arricchito la curiosità dei bambini, hanno svelato segreti del mondo animale e vegetale, il tempo che scorre con le stagioni e i colori del tempo che passa. Il progetto così articolato, ha visto la presenza dell'esperto in Arti figurative e drammatiche, il prof. Mario Mirabassi che da diversi anni è presente nei servizi Educativi comunali e degli esperti dell'Unigualdo (Università degli adulti), di musico - terapia il prof. Francesco De Megni e di lingua inglese la prof.ssa Sofia Raggi.

L'itinerario didattico si è concluso con la festa nel pomeriggio del 10 giugno presso lo spazio verde delle Fonti della Rocchetta, con l'esplicita intenzione di rendere partecipi le famiglie alla vita della scuola anche nei momenti giocosi ed allegri dei propri bambini.

 

 

Ricostruzione in Abruzzo

SICAP tra i 16 Consorzi cui è affidata la ricostruzione in Abruzzo

Con l'aggiudicazione della gara per la realizzazione di 4.500 appartamenti antisismici, sono 16 gli appalti assegnati dal Dipartimento della Protezione Civile nel corso dell'emergenza terremoto in Abruzzo. Tra i vincitori dell'appalto (secondi nella graduatoria degli assegnatari) figura il Consorzio stabile CONSTA in Ati con SICAP SPA.

Il Gruppo SICAP, azienda primaria nazionale nel settore della prefabbricazione, con specifica esperienza nei prefabbricati multipiani, è presente con le sue sedi e i suoi stabilimenti in tutto il Centro Italia, ed in particolar modo nel nostro territorio con lo stabilimento di Gualdo Tadino, luogo di produzione e riferimento per Umbria, Toscana e Lazio, dove attualmente è il leader di mercato.

La tendenza alla ricerca e all'innovazione ha portato il Gruppo a raggiungere grandi risultati nella costruzione di strutture anti-sismiche certificate dalla facoltà di Ingegneria di Perugia. Tra i 5 stabilimenti dislocati sul territorio è di fondamentale importanza quello di Bellante Stazione (TE) in Abruzzo, che consente all'Azienda di produrre tempestivamente e assemblare in opera i componenti necessari alle costruzioni in tempi brevissimi.

" Siamo orgogliosi di far parte di questo ristretto gruppo di Consorzi chiamato ad assolvere questo importante compito di ricostruzioni - ha dichiarato l'Ing.Piero Michelacci, consigliere delegato del Gruppo - ma non siamo abituati a trionfalismi di sorta, soprattutto in un momento come questo. Siamo già pronti a raccogliere la sfida di costruire fabbricati completi in 80 giorni, al fine di consentire ai cittadini dell'Aquila di usufruire di vere abitazioni prima dell'inverno."

La progettazione prevede l'utilizzo di un nodo trave piastro, progettato da SICAP specificatamente per le zone sismiche e già testato , con collaudo dinamico, su fabbricato al vero. Secondo la Protezione Civile, il livello delle proposte arrivate per la costruzione delle case antisismiche è alto, tanto che l'esperienza aquilana viene ritenuta esempio di eccellenza. " Complessivamente - fa sapere il Dipartimento - il livello qualitativo delle proposte progettuali è risultato molto elevato, in relazione ai requisiti di sostenibilità ed eco compatibilità richiesti, oltre che di antisismicità."

Il Direttore Tecnico Commerciale

Dott. Filippo Fratini

 

 
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