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ANNO III

N.08

Agosto 2009

Mensile edito a cura dell'Accademia dei Romiti - Direttore responsabile Valerio Anderlini
Redazione: Gualdo Tadino, Viale Don Bosco 68 - Tel / Fax 075 91 67 42

Accademia dei Romiti
       
       
 

L'insediamento del nuovo Consiglio Comunale

Quattro minoranze in cerca di una identità

Dopo la conferenza stampa di sabato 4 luglio, durante la quale il nuovo Sindaco Roberto Morroni aveva ufficializzato la composizione del nuovo esecutivo, martedì 7 si è tenuta la prima seduta del Consiglio Comunale per gli ultimi adempimenti istituzionali, sotto la presidenza della prof. Olga Fioriti, consigliere anziano in seguito alla surrogazione dei Consiglieri che hanno optato per la carica di assessori, Silvia Minelli, Fabio Viventi e Alessio Moscatelli del PDL; Sandra Monacelli, Erminio Fofi e Paola Gramaccia per le liste apparentate.

Anche se, dopo le anticipazioni del sabato, non c'era la suspence dell'attesa, c'era comunque una grande partecipazione, l'aula consiliare e gli spazi contigui del Palazzo Comunale erano gremiti da un pubblico che ha seguito interessato tutte le fasi della seduta, convalida degli eletti, giuramento del Sindaco, presentazione della Giunta, elezione del Presidente del Consiglio Comunale. Tutto si è svolto nella massima tranquillità e secondo copione, tranne per quest'ultimo punto dell'ordine del giorno.

Andato a vuoto il tentativo di una intesa per una nomina condivisa del Presidente del Consiglio, dopo che il capogruppo del PDL, Maria Rita Dionisi, aveva presentato la candidatura del consigliere Eduardo Umberto Vecchiarelli, il rappresentante di Rifondazione Comunista, Gianluca Graciolini, apriva il fuoco di sbarramento sulla stessa candidatura con un interminabile monologo, tipico del suo argomentare, ispirato ai temi "vecchi" di una stagione politica ormai tramontata, suscitando il malumore del pubblico. La miccia incendiaria, mirata a toccare le corde di possibili punti deboli nella maggioranza, ha avuto invece l'effetto di suscitare le reazioni immediate dai banchi della stessa, con interventi univoci di Fausto Cambiotti, Rita Dionisi, Simona Vitali e dello stesso sindaco Roberto Morroni, mentre dai banchi della minoranza, gli interventi di Massimiliano Presciutti (PD), Gilberto Garofoli (Progressisti) ed infine di Angelo Scassellati (Socialisti) evidenziavano sensibilità diverse (disponibili a votare un diverso candidato della maggioranza i primi due, addirittura voto favorevole sul candidato proposto da parte di Scassellati); in altre parole nella vicenda la minoranza evidenziava quattro posizioni diverse, da quella intransigente di Graciolini ad una aperta alla collaborazione di Scassellati.

Nella votazione seguita poi Vecchiarelli era eletto con 15 voti, quattro voti riportava Umberto Balloni e c'era infine un astenuto.

v.a.

 

La scomparsa di Carlo Gubbini

Cerimonia funebre solenne e proclamazione del lutto cittadino

A soli 61 anni è scomparso, dopo una breve malattia, Carlo Gubbini, una delle figure più importanti della storia politica della nostra città. Nato a Gualdo nel 1948, iniziò giovanissimo ad avvicinarsi alla politica iscrivendosi nel 1964 al Partito Socialista Italiano e dando vita, insieme a Maio Staffaroni, altro giovane rampante, a quella che venne definita la scalata dei giovani leoni. Iniziarono, infatti, un lungo braccio di ferro all'interno del Partito Socialista con il nume tutelare di allora Armando Baldassini nel nome del rinnovamento e della necessità di cambiare. Il ribaltamento avvenne in due tappe. Nella prima tappa il Partito Socialista ruppe l'alleanza di centro sinistra con la DC per ricostituire un'alleanza di sinistra con il PCI, sempre guidata da Baldassini. Successivamente ci fu l'alternanza alla guida del comune e nel 1971, a soli 23 anni, Carlo Gubbini diventò sindaco di Gualdo, il più giovane sindaco d'Italia. Legò la sua azione amministrativa in tandem con il suo vice Giuseppe Barberini soprattutto al rilancio dell'economia gualdese con una attenta ed incisiva politica delle aree industriali. Fu un periodo di forte sviluppo industriale che interruppe il flusso migratorio dei cittadini gualdesi. Fu sindaco di Gualdo fino al 1980. Nel frattempo si era imposto come brillante leader politico a livello regionale e nel 1980 fu eletto consigliere regionale ricoprendo, fino al 1994, la carica di vicepresidente della giunta regionale con deleghe all'agricoltura ed all'artigianato. Nel 1994, con il 53,8 % dei voti nel suo collegio, fu eletto senatore della Repubblica Italiana, primo gualdese ad avere l'onore di rivestire questa carica che ricoprì fino al maggio del 1996. Ad interrompere la sua brillante carriera politica fu il maremoto di tangentopoli che travolse il Partito Socialista. Successivamente Gubbini aderì al Partito dei Democratici di Sinistra ed al PD e nella scorsa legislatura è rientrato nell'alveo della politica gualdese. E'entrato in consiglio a metà legislatura assumendo l'incarico di capogruppo dei DS. Negli ultimi tempi era scomparso della scena politica segnato da una malattia che lo ha condotto alla morte in poche settimane. L'ultimo suo atto era stata una pubblica dichiarazione con la quale manifestava il suo appoggio ad Angelo Scassellati nella competizione delle primarie.

Per decisione del sindaco Roberto Morroni è stata allestita una camera ardente presso la sala consiliare e per tutta la giornata di giovedì 23 luglio è stato un via vai continuo di personalità politiche e semplici cittadini desiderosi di dare l'ultimo saluto a Gubbini. Il sindaco ha anche proclamato il lutto cittadino per consentire alla cittadinanza di partecipare alle esequie.

La cerimonia funebre è stata concelebrata nel pomeriggio nella cattedrale di San Benedetto dal parroco don Gianni Brunetti e da don Aldo Mataloni. Il sindaco, che ha partecipato in forma ufficiale con la fascia tricolore, ha chiuso la cerimonia con un breve saluto a nome di tutta la città ricordando la figura di Carlo, la sua intelligenza politica, la sua attività amministrativa: "L'intera popolazione e le istituzioni comunali ne onorano la memoria e l'indimenticabile figura di uomo politico, dimostrata negli anni in cui con spiccata professionalità e intelligenza ha ricoperto la carica di Sindaco di Gualdo Tadino, di Vice Presidente della Regione Umbria, di Senatore della Repubblica Italiana.

Lascia un vuoto incolmabile e l'eredità di un elevato insegnamento. Il Sindaco e la Città si stringono alla famiglia con partecipazione sincera".

Alla famiglia vanno le condoglianze della nostra redazione.

 

 

La nuova amministrazione comunale

Roberto Morroni (sindaco): gestirà in prima persona l'attuazione del programma, la sicurezza, l'immigrazione, pa polizia municipale ed il personale.

Sandra Monacelli (Vice sindaco): deleghe per sanità, sport, cultura, scuola, politica museale, Giochi de le Porte, promozione e manifestazioni storiche e culturali, arredo urbano, verde pubblico e frazioni. L'esigenza prioritaria è l'organizzazione dell'estate gualdese. Il Mig Festival è stato sospeso perché manca il contributo regionale ed è da verificare il costo; conferma, invece, per la notte bianca dello sport "ma con un format diverso". Per il resto, "non c'è nulla da ereditare, quindi bisogna inventare ex nuovo in tempi ristretti mettendo a leva la fantasia ed idee nuove". Altro obiettivo è quello di "dare di Gualdo un'immagine migliore" con interventi a costo zero come il taglio dell'erba o l'acquisto di alcuni giochi per bambini per rendere più accogliente la Valsorda, la pista ciclabile ed i giardini pubblici. Infine c'è la grande mission che riguarda la sanità con il trasferimento dell'Easp presso il Calai.

Giuseppe Pompei : assessore esterno con deleghe per sviluppo economico, attività produttive, commercio, turismo, marketing territoriale, innovazione tecnologica, risparmio energetifco, programmazione comunitaria

Oltre a cercare di rendersi conto di quanto già attivato dalla giunta precedente ("bisognerà vedere se andrà a buon fine il PUC 2"), punta ad alcune direttrici ben definite: un programma fotovoltaico ed eolico per le energie alternative; una politica delle aree industriali per fornire alle aziende portatrici di attività innovative la possibilità di disporre di capannoni con tetti fotovoltaici; un potenziamento del portale del comune per mettere a sistema tutte le attività turistiche del territorio; uno sportello energia a disposizione dei cittadini che vogliono informarsi sulle energie alternative (sarà a costo zero con la disponibilità di giovani tecnici locali). Un altro obiettivo su cui si sta lavorando è, infine, quello di esportare a L'Aquila il sistema Gualdo: "Il comune può farsi parte diligente per promuovere le nostre imprese ed i nostri tecnici che hanno acquisito una grande professionalità nella ricostruzione".

Paola Gramaccia : deleghe per ambiente, cave, raccolta rifiuti, protezione civile.

ha coinvolto le associazioni per un presidio costante sul territorio ("il mio obiettivo è quello di far adottare un sentiero da ogni associazione perché l'ambiente è un valore aggiunto del nostro patrimonio"). Obiettivo a medio termine è, inoltre, la realizzazione di nuove cartine dei sentieri con una nuova segnaletica e la realizzazione di un nuovo sentiero che colleghi le sorgenti; per la raccolta dei rifiuti l'obiettivo immediato è la diffusione della raccolta differenziata porta a porta ai quartieri di San Rocco, Biancospino e Cartiere. Nel frattempo si fa leva sulla disponibilità della gente per ripulire alcune zone (sabato 25 luglio pulizia di Cerqueto, sabato 1 agosto pulizia di Gaifana e Boschetto e sabato 8 agosto pulizia di Morano).

Silvia Minelli: deleghe per famiglia, politiche sociali e sussidiarietà, politiche giovanili, pari opportunità, politiche per diversamente abili. "Per la prima volta a Gualdo Tadino è stata istituita anche la delega alle Pari opportunità e, con i miei collaboratori, intendiamo attivare dei percorsi rivolti alle categorie più deboli. È mio fermo proposito lavorare anche in favore degli anziani, sia autosufficienti che non, per consentire un miglioramento della loro qualità di vita.

Per il mondo giovanile intendo attivare, anche nelle Scuole, campagne di sensibilizzazione sui rischi connessi all'uso di alcol e abuso di sostanze stupefacenti.

Inoltre, vista la vivacità del mondo associazionistico gualdese, vorrei valorizzare questo patrimonio creando sinergie con loro. Il nostro slogan "Insieme si può" vogliamo farlo diventare una realtà".

Fabio Viventi: deleghe per urbanistica, Mobilità e trasporti, ricostruzione sismica, piani PEEP e PIP, Presidenza della Commissione Comunale per la qualità architettonica e paesaggistica.

Alessio Moscatelli: deleghe per Bilancio, Politiche fiscali e patrimonio.

Erminio Fofi: deleghe lavori pubblici e servizi di manutenzione.

Tutti i nuovi amministratori sono alla loro prima esperienza amministrativa in un ente pubblico. Soltanto Sandra Monacelli è stata per un breve periodo assessore di minoranza (quindi senza deleghe) della Comunità Montana Alto Chiascio.

 

Controcanto

Il vincitore morale

di Carlo Catanossi

Del vincitore delle elezioni amministrative gualdesi ho già parlato; verrà il tempo di parlare dello sconfitto (serve ancora un po' di riflessione).

Per cui oggi voglio intrattenervi su quella figura un po' strana che si trae dal cilindro quando si vuol consolare qualcuno che ha ben giocato la partita ma non ha ottenuto, anche se per poco, il risultato atteso: il vincitore morale.

Credo che nelle elezioni gualdesi ci sia stato un vincitore morale e che questo sia Sandra Monacelli.

Una campagna iniziata male con ondeggiamenti e tentennamenti su quello che occorreva veramente fare e su quello che realmente aveva intenzione di fare ha lasciato in me (come in altri) dubbi sulle reali intenzioni del Senatore (l'unico Senatore gualdese rimasto dopo la scomparsa di Gubbini).

In realtà aveva offerte da entrambe gli schieramenti e poteva permettersi di scegliere. Poi uno dei due schieramenti si faceva indietro (il centrodestra) e l'altro si accapigliava sul suo nome.

In questa fase la Monacelli ha saputo tenere la barra dritta e, con una cordata di discreta qualità, ha tentato il colpo scommettendo sul secondo turno.

Mancata la possibilità di proseguire la partita (non proprio per un soffio ma comunque per poco) si è trovata di nuovo di fronte al corteggiamento dei due principali contendenti. Anche in questo caso la scelta è stata immediata e non titubante.

Alla luce dei risultati si possono fare delle considerazioni abbastanza certe.

Se Monacelli fosse stata il candidato del centrosinistra oggi, probabilmente, sarebbe sindaco di Gualdo. Se si fosse schierata con il centrosinistra al secondo turno difficilmente Morroni sarebbe sindaco.

In entrambe i casi, qualora il successo non le avesse irriso, visto anche l'attuale politica del suo partito a livello nazionale, avrebbe avuto un posto assicurato al prossimo consiglio regionale (a chi potrebbe spettare il posto nel listino elettorale, quello con l'elezione garantita, se non al segretario regionale qualora l'UDC fosse imbarcato nella maggioranza di centrosinistra?).

La coerenza invece è stata ineccepibile.

Dire si a fare il secondo dopo aver corso per essere il primo; sapere di essere determinante e non farlo pesare reclamando ceneri in capo da parte del concorrente; farsi carico della parte onerosa della gestione lasciando ad altri l'onore della rappresentanza; predeterminare già fin da ora la collocazione futura sua e del suo partito alle prossime elezioni regionali; tutto ciò fa il merito di quello che ho definito il vincitore morale.

Se il tandem Morroni-Monacelli terrà, Gualdo avrà trovato una buona novità in campo amministrativo.

Credo anche che il partito della Monacelli possa aver trovato chi candidare all'unica posizione che dovranno chiedere per essere in coalizione con il PDL in Umbria, posizione che il PD non potrà mai accettare di trattare pur avendo bisogno come l'aria dell'alleanza con i centristi.

Forse la regione dell'Umbria sarà ancora una regione al femminile.

 

 

Il nuovo Sindaco Morroni: "Insieme si può fare"

Dal neo sindaco illustrate le direttrici su cui si muove la nuova amministrazione

Riccardo Serroni

Il motto è "insieme si può fare". In queste prime settimane di lavoro la nuova compagine amministrativa del comune di Gualdo Tadino ha fatto leva soprattutto sulla creatività e sulla voglia di fare dei cittadini e delle associazioni per mettere in campo azioni a costo zero, o quasi, ma molto impattanti sul piano dell'immagine. Roberto Morroni , sindaco Pdl che si definisce con orgoglio "socialista riformista", non farà l'amministratore a tempo pieno. Non considera, infatti, il mandato amministrativo come un lavoro e si dividerà in due tra la sua professione (è un apprezzato funzionario della Mediolanum) e l'incarico di sindaco. Non potendo dedicare tutto il suo tempo all'amministrazione, Morroni confida molto sulla squadra delegando gran parte del lavoro al vice sindaco Sandra Monacelli ed agli assessori: "Credo che questo sia il modo più corretto e funzionale di procedere. Ho molta fiducia nei componenti della giunta costituita da gente che mette in campo una straordinaria voglia di fare, uno straordinario entusiasmo. Io mi sono riservato un ruolo di coordinamento e di mantenimento dell'indirizzo programmatico. I problemi da affrontare sono molti ma credo che abbiamo le forze e le energie per poterlo fare in maniera adeguata".

Qual è stato il criterio utilizzato per la scelta degli assessori?

"Una delle pregiudiziali che avevo messo nel momento in cui si è delineata la mia candidatura era quella, in caso di vittoria, di comporre la giunta con le mani libere. Con la nuova legge elettorale un rapporto di fiducia e di perfetta sintonia del sindaco con gli assessori è fondamentale. Ho seguito il criterio di un profondo rinnovamento con molti giovani, di una forte componente femminile con tre donne e di una forte rappresentatività elettorale. Con tutti c'è una sintonia totale, a cominciare dal vice sindaco Sandra Monacelli. Con lei, abbiamo mosso i primi passi in politica insieme, sia pure con appartenenze partitiche diverse. In questi 25 anni c'è stato tra di noi sempre un rapporto di profonda stima reciproca.. Sono soddisfatto di queste prime settimane di lavoro perché le premesse sono state tutte confermate. Noto un forte impegno ed una forte dedizione in tutti gli assessori, consci delle responsabilità e dell'impegno gravoso che abbiamo sulle spalle ma animati tutti dalla volontà di utilizzare questa chance per non deludere le aspettative che la città ha riversato su di noi".

C'è qualche mal di pancia ancora della Lega che non è entrata in consiglio comunale e si sente trascurata:

"Devo dire con sincerità che la posizione della Lega non mi è chiara. Abbiamo fatto un'alleanza politica soprattutto sulla base di una convergenza programmatica sui tempi della sicurezza e dell'emigrazione. Gli elettori non hanno dato alla Lega il consenso necessario per entrare in Consiglio. Io mi sono fatto carico di questa alleanza mantenendo nelle mie mani le deleghe sull'immigrazione e la sicurezza quasi come segno di garanzia che quegli impegni che avevamo condiviso verranno mantenuti. La Lega ha assunto, in seguito, posizioni pretestuose e deboli che non comprendo. Mi auguro che con il tempo si torni nell'alveo della ragionevolezza, della politica attenta alle problematiche piuttosto che alle bandierine ed alle spartizioni".

Da dove avete iniziato? Qual è stato il primo atto della nuova amministrazione?

"Siamo reduci da un importante evento come la festa del ceramista. Credo sia stato il primo segnale che questa nuova amministrazione ha voluto dare alla città ed alle forze sociali che la compongono. Questa festa l'abbiamo stravolta pur avendo appena 18 giorni a disposizione con la disponibilità di numerose associazioni. L'aspetto più positivo che mi piace evidenziare è quello di essere riusciti a creare un gioco di squadra con lo slogan che ho lanciato: "Insieme si può". Abbiamo dimostrato che se si vuole veramente introdurre il cambiamento questa città è pronta a riceverlo ed a volerlo determinare. Si notano segnali di una ritrovata fiducia, di una voglia di guardare avanti perché ci sono le energie e le potenzialità per invertire una rotta di decadenza che questa città vive da tempo".

Quali saranno le prossime azioni?

"In campagna elettorale avevo indicato, come azioni prioritarie nei primo 100 giorni di amministrazione, l'abolizione della Tosap, l'introduzione del reddito minimo per mettere sotto controllo il fenomeno dell'immigrazione, il rilancio della scuola di musica ed un tavolo di concertazione tra i diversi soggetti per rimettere in piedi l'economia del nostro territorio. Queste azioni, compatibilmente con una serie di emergenze che stanno attirando la nostra attenzione, avranno la priorità. Accanto a questo, però, ci stiamo muovendo anche in altre direzioni con un obiettivo ben preciso: qualunque azione noi andremo a fare dovrà avere un ritorno per la nostra città, dovremo sviluppare una nostra capacità commerciale, una capacità di offrire quanto di meglio abbiamo e sapremo costruire".

Uno dei primi provvedimenti è stato l'eliminazione totale del parcheggio in p.zza Martiri. In passato hanno tentato questa strada sia Pinacoli che Scassellati, salvo poi fare mezzi passi indietro su pressione dei commercianti. Terrete duro o andrete avanti, ed in quali periodi?

"Noi stiamo progettando un intervento di arredo urbano per ridare decoro e bellezza a p.zza Martiri e p.zza Garibaldi e quindi contiamo di ridare alla città il gusto di rivivere la piazza. Quindi l'abolizione del parcheggio sarà contestuale alla riqualificazione della piazza per dare a tutti l'opportunità di capire che un centro si può godere, che un negozio si può godere se ho gente che transita non con le automobili ma camminando. Adesso stiamo ragionando per il periodo estivo. Poi ne riparleremo".

Uno dei motivi di forte dissenso nei confronti dell'amministrazione Scassellati è stata la tassazione ICI e Tosap con l'arrivo delle cartelle dal 2003. Farete qualche cosa in tal senso oppure no?

"Quelli sono degli adempimenti obbligati. La critica che anche noi abbiamo rivolto all'amministrazione Scassellati non era tanto per aver adottato quei provvedimenti, quanto per aver lasciato i cittadini in totale abbandono, privandoli del necessario supporto di informazione. Quando il cittadino è reso consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri li assolve con serenità. Purtroppo è mancata questa fase. Sono arrivate solo le cartelle e spesso si sono trovate le porte chiuse. Questo ha creato incomprensioni, disagi e diseguaglianze. Noi cercheremo di evitare questo errore ed abbiamo già iniziato con la vicenda di Umbra Acque circa gli avvisi per il deposito cauzionale per gli utenti che non adottassero la domiciliazione bancaria. Si tratta di un atto dovuto prescritto dal regolamento contenuto nella convenzione".

Questo è un problema sollevato dal Comitato Pro Acqua:

"Io sono dell'avviso che il buon senso e la ragionevolezza debbano sempre dominare. Il provvedimento è legittimo ed al quale ogni cittadino soggiace per ogni tipo di utenza. Abbiamo incontrato i vertici di Umbra Acque, abbiamo cercato di capire se il provvedimento era legittimo e non abbiamo ravvisato nessun tipo di anomalia nel percorso seguito. Cerchiamo di non vedere sempre le volontà oppressive e vessatorie. Non scadiamo sempre sul terreno rivendicativo. Credo che anche questo sia un segnale di scadimento del livello di convivenza nella vita civile che deve caratterizzare una cultura democratica ed avanzata. Noi abbiamo chiesto, però, che per chi ha difficoltà finanziarie in questo momento il deposito cauzionale possa essere pagato in due rate a distanza di quattro mesi l'una dall'altra, 35 euro ciascuna. Io sono un riformista socialista e credo che il riformismo sia la via maestra per cambiare davvero la società. Però un riformista si è sempre contraddistinto da un rivoluzionario perché è una persona aderente al presente, ai fatti non alle posizioni pregiudiziali, di principio o alle volontà esasperate che non servono a governare una moderna comunità".

L'abolizione della Tosap avverrebbe da oggi in poi, non sarebbe retroattiva:

"Il gettito della Tosap è di circa 100 mila euro all'anno. Il problema di questa tassa è quello di essere una giungla. Se tu avessi dei cittadini che inizino a farti dei contenziosi, rischieresti di pagare più soldi di quelli che hai incassato. E' una tassa che offende il principio dell'equità e della certezza, principio che deve sempre accompagnare l'imposizione fiscale di un paese moderno ed evoluto. Credo che un segnale in direzione di una semplificazione del quadro della pressione fiscale sia importante. Una delle difficoltà del cittadino di oggi è quella di vivere in una società resa eccessivamente complessa da un apparato burocratico elefantiaco che cerca di alimentarsi. Basti pensare alla giungla degli Ato, degli Ambiti e così via che ci complicano la vita di ogni giorno. C'è bisogno di un'azione di sfoltimento radicale, con competenze chiare imputabili a soggetti ben evidenziati. Basta a questo groviglio di situazioni".

 

Ente Giochi

Entra nel vivo la manifestazione di settembre

Che l'attività dell'Ente Giochi de le Porte non cessi mai nel corso dell'anno è cosa ormai consolidata e risaputa. Tra i lavori per l'organizzazione della manifestazione di fine settembre e quella delle altre iniziative collaterali le commissioni dell'Ente sono costantemente impegnate. In questo contesto, come ormai vuole la tradizione, la prima domenica di agosto è dedicata dall'Ente Giochi de le Porte al somaro, una giornata che segna l'inizio del periodo più caldo dei Giochi de le Porte, una sorta di ouverture dedicata che al somaro e agli uomini che lo guidano nelle gara del Palio di San Michele Arcangelo. In questo spirito domenica 2 agosto s i è svolto il Somaro Day, una giornata a Valsorda dedicata al protagonista principe dei Giochi de le Porte, il Somaro appunto.

Si tratta di una passeggiata a piedi partendo dalla Rocca Flea al seguito dei vari somari delle quattro le Porte, con una colazione presso la pineta del Castagneto e un pranzo all'arrivo a Valsorda, presso una tendostruttura collocata accanto al rifugio Chiesetta, recentemente ristrutturato.

Per la circostanza sono stati premiati due portaioli di lunga militanza, per le loro benemerenze accumulate, entrambi della Porta San Martino: Carlo Goracci, uno dei tavernieri storici della porta, e Passeri, il primo auriga conduttore del carretto nella lontana edizione dei giuochi del 1979.

Nel pomeriggio poi la vera festa sui prati con il Somaro nel ruolo di protagonista. Con questo iniziativa si apre il periodo estivo dei Giochi de le Porte che che si articolerà in vari appuntamenti in un crescendo fino all'ultima domenica di settembre. Il 17 agosto si terrà la undicesima edizione del trofeo Andrea Cardinali di tiro con l'arco e con la fionda, l'ultimo sabato di agosto si avrà l'inizio ufficiale delle prove pomeridiane dei somari sul circuito del centro storico e, infine, il via al densissimo mese di settembre che partirà con la presentazione del Palio di San Michele Arcangelo, dal pranzo del portaiolo per giungere finalmente all'ultima settimana di settembre quella dei Giochi.

 

 

Gualdo libera?

Ma dai ... !

Caro Direttore,

confesso che quando ho ricevuto l'ultimo numero del Serrasanta con la foto di quel cartello (Gualdo Libera) sbattuto in primo piano con un fotomontaggio pacchiano mi sono cadute le braccia. Come è possibile, mi sono detto, che un giornale cittadino che vuole essere, almeno a parole, al di sopra delle parti ed un direttore noto per il suo impegno storico e culturale si prestino ad operazioni di piccolo cabotaggio e di mistificazione come questa? Ed è una delusione non soltanto mia, ma condivisa anche da altri lettori

Forse lei si sorprenderà di questo stato d'animo, ed allora cercherò di spiegarne i motivi con queste semplici considerazioni.

Gualdo libera da che cosa? Chiunque sta al governo in un regime democratico fa le sue scelte, usa i suoi metodi e poi si presenta di fronte agli elettori per essere giudicato. Se la maggioranza dei votanti ritiene che abbia fatto bene lo riconferma, altrimenti lo rimanda a casa per far subentrare qualcun altro. A Gualdo è successo semplicemente questo. La maggioranza degli elettori ha ritenuto che la sinistra guidata da Scassellati non abbia fatto bene ed ha dato l'opportunità di governare al centro destra. E' l'applicazione del basilare principio dell'alternanaza in un regime democratico. L'aver sbattuto in prima pagina ed in primo piano il cartello "Gualdo Libera" (di fatto un secondo titolo) significa, invece, che il Serrasanta ha tentato di dividere la città tra buoni e cattivi, tra oppressi ed oppressori offendendo, così, un buon numero di cittadini:

•  innanzitutto gli amministratori (anche quelli che non ci sono più) che hanno guidato la città di Gualdo in questi anni: gente che, a seconda del giudizio, può aver fatto bene o male, può aver usato metodi più o meno decisionisti o più o meno partecipazionisti, ma che ha svolto il suo impegno nel contesto democratico in cui ci troviamo con le prerogative che il sistema gli ha consentito;

•  gli ottanta candidati nelle liste del centro sinistra che, se avessero vinto, non sarebbero sicuramente stati i rappresentanti di un regime;

•  i circa 3 mila.elettori (molti dei quali lettori di questo giornale) che hanno votato per la sinistra e non certo nella convinzione di voler mandare a governare dei dittatori.

•  per ultimo, ma non per importanza, la memoria storica di chi ha combattuto (e ci ha lasciato anche la vita) per liberare davvero il nostro paese (e la città di Gualdo) dall'oppressione e la tirannia di un regime nazifascista che conta ancora qualche nostalgico in qualche frangia estremista e pazzoide della società di oggi. Applicare il concetto "Gualdo Libera" ad una normale e democratica querelI e politica dei giorni nostri significa banalizzarne il vero significato storico e, di fatto, cominciare a rimuoverlo da quello che dovrebbe essere, al contrario, lo zoccolo duro della formazione civica di ogni cittadino democratico.

Sperando di aver chiarito il senso della mia delusione e quella di tanti altri lettori del suo giornale, saluto cordialmente.

Lettera firmata

Risposta: La pubblicazione della foto di quel cartello voleva essere solo una nota di folklore, testimonianza reale di uno stato d'animo vissuto in città, dalla maggioranza dei cittadini (il 67%); non c'era alcun intento di offendere, criminalizzare o dividere nessuno e, se qualcuno ha voluto dare questa lettura alla pubblicazione della foto di una fatto reale, ce ne scusiamo. Quanto a "memoria storica", "dittatori,, "oppressori, "nostalgie", "frange estremiste e pazzoidi", senza fare polemiche è un discorso che ci porterebbe lontano, a meno che non si punti il dito contro il giornale per minimizzare i pesanti scambi di accuse fra le varie componenti della "sinistra" che ne hanno determinato il hara kiri: "carattere puparo", "guerra fra bande", "famiglie e caste", "fuoco amico", ecc..

Queste sono le cose che fanno la storia, non una foto.

 

Nostra intervista ad Angelo Velatta, "osservatore esterno" della realtà gualdese

" Gualdo, una città unica in tutta l'Umbria"

Molti i problemi da superare, troppa la rassegnazione nel cuore

"Angelo", come il patrono di Gualdo. Curioso, no? Sembri predestinato per abitare in questa città...

«E' vero: pensa che da piccolo questo nome mi pesava, lo sentivo troppo importante, impegnativo. Ed ora a Gualdo Tadino suona così naturale. Ma non è la sola cosa che mi accade di vivere 'naturalmente' in questa città: la montagna ad esempio, i boschi e la pianura, l'acqua, la consolare Flaminia che non è solo strada, e tanto altro ancora. Un patrimonio prezioso, inestimabile, a portata di mano.»

Da Venezia, tua città natale, a Gualdo Tadino. Scelta voluta o casuale?

«A Gualdo ci sono arrivato per amore. Prima di vivere a Gualdo ho vissuto, senza dimenticare mai la mia Venezia, per moltissimi anni a Perugia la città dove mi sono formato e nella quale ho avuto tante esperienze anche pubbliche. Me ne sono allontanato, andando a vivere prima ai margini del suo territorio (verso il Trasimeno - pievese) oggi qui a Gualdo. Una scelta voluta, certamente: ritengo che Perugia - città tutta autoreferenziale - abbia da tempo smarrito il ruolo, che pur come capoluogo di regione le spetterebbe, di guidare quel cambiamento che è indispensabile per l'Umbria. Veneziani si rimane tutta la vita: è il nostro essere "anfibio" che ci fa diversi, e qui appena sotto il crinale dell'Appennino, da dove con un occhio vedo l'Adriatico, con l'altro il Tevere, mi sento meno sradicato.»

Cosa hai pensato non appena hai conosciuto questa cittadina appenninica?

«Venivo a Valsorda negli anni Sessanta - Settanta con i lupetti e gli scout del Perugia terzo. Ci venivo anche a giocare le partite con le giovanili di basket dai salesiani (ed erano sempre sonore sconfitte). Ci sono tornato da adulto (sul finire della c.d. 'Prima Repubblica') per dirimere beghe all'interno dell'allora Democrazia cristiana. Insomma per me Gualdo non era completamente sconosciuta. Da lontano ho anche assistito alle sue difficoltà, che non erano, e non sono, solo economiche. Ma le impressioni, le consapevolezze che ho avuto vivendoci sono state ben diverse. Quella gualdese è una comunità aperta alle contaminazioni, eclettica (anche se stenta a riconoscersela questa dote), qualità questa che ne fa un ' unicum' davvero in sede regionale (con qualche eccezione nell'alta valle del Tevere); ma è anche una comunità che ha perso la speranza: ecco è questa 'forbice' tra potenzialità e realtà del quotidiano è la cosa che più mi ha impressionato».

Da osservatore esterno, e quindi, obiettivo, come si vive a Gualdo Tadino?

«Non male ma potremmo tutti quanti stare molto meglio.

E' oramai chiaro che una fase economica di questa città si è chiusa: occorre reinterpretare il passato industriale per capire come nel mercato globale quel passato possa dare vita alle 'eccellenze' capaci di costituire la specificità di questo territorio. Nel frattempo ci sono comparti che sono nati e cresciuti spontaneamente (per le capacità degli imprenditori) che andrebbero messi in rete tra loro e con la ricerca universitaria. Ma esiste anche tutta una nuova economia che proprio nel 'tesoro' di Gualdo, nella sua montagna, nel suo Appennino, così 'naturale' e così a portata di mano, trova fondamento e grandi capacità di sviluppo.

Ecco: se noi avessimo la consapevolezza che questo è possibile perché è la qualità del nostro territorio, e delle persone che lo abitano, a chiedercelo e su questo progetto che riguarda tutti ci si impegnasse, dal basso intendo, vivremmo tutti molto meglio.»

Cosa ti verrebbe voglia di eliminare di questa città?

«Il troppo cemento: gratuitamente brutto, intendo dire brutto anche quando non c'erano ragioni economiche che giustificassero una scelta scadente. Gualdo Tadino è una città sventrata al punto che non sembra nemmeno Umbria. E la ricostruzione post terremoto è stata un'occasione persa per riqualificare la città. Si poteva far tranquillamente a meno di ricostruire (penso a Piazza Mazzini) e non aver paura del vuoto. Ma anche le automobili eliminerei: inutilmente troppe».

Cosa aggiungeresti?

«Un luogo pubblico attrezzato fatto di tanti spazi autogestiti dove i magnifici ragazzi di Gualdo Tadino possano incontrarsi e fare musica, cinema, teatro, cultura; dove possano confrontarsi costruire. Esiste una creatività a Gualdo confinata, emarginata che ha bisogno, anzi ha diritto di spazi e mezzi adeguati. Ai giovani spesso non rimangono che i vicoli e Piazza Martiri (che piazza pubblica non è essendo 'appaltata' a bar e pub). Aggiungerei anche una rete a banda larga pubblica a disposizione di tutti, come occasione per la comunità di crescere, partecipando con la propria specificità al mondo globale, e per il forestiero di scegliere Gualdo, e la natura e l'ambiente suoi propri, per venirci a vivere.»

Cosa cambieresti, anche solo in parte?

«Vorrei che si superasse l'epoca della rassegnazione. In questi mesi, anni ormai, parlando con gli amici, con la gente di Gualdo, quel che più mi addolora è constatare la perdita di speranza, che è una questione innanzitutto etico - morale e poi economica. Ecco dobbiamo avere una nuova speranza: il nostro futuro ci proviene - di nuovo - dai luoghi in cui viviamo ed è a portata di mano».

Concretamente, quali progetti suggeriresti alla nuova amministrazione comunale per migliorare questa città, che ha conosciuto una decadenza notevole sotto molti punti di vista?

«Credo innanzitutto che questa amministrazione debba aprire porte, finestre, armadi e cassetti del "Palazzo": ho sempre avuto la sensazione che con il terremoto (penso - ad esempio - ai fondi PIAT e DOCUP), Gualdo sia stata messa in grado di porre le basi di un futuro che non fosse solo ceramica "questa ceramica") e Merloni.

I rifugi della montagna (recuperati e del quale recupero molto poco si è parlato pubblicamente, e tanto meno si è parlato della successiva gestione), assieme alle proprietà pubbliche disseminate nel territorio (e l'"albergo diffuso" costituito dai privati proprietari dei tanti vuoti recuperati con i fondi pubblici della ricostruzione, che inutilizzati andrebbero in malora) che è di grande pregio ambientale, e possono, con l'"Antica Flaminia" a fondovalle e il "Sentiero Italia" sul crinale, costituire una infrastrutturazione "dolce" che convogli turismo "intelligente". "Ambiente e natura (con tipicità e qualità) come elemento strategico di attrattività, snodo sul quale costruire un'"altra economia" come ben hanno evidenziato i promotori del progetto "GT 2020".

E assieme a questo "eccellenze" costruite con università e privati sui comparti della ceramica, degli elettromedicali e dell'acqua.

E non è detto - a rimanere all'acqua - che gli "attori" debbano essere sempre i "soliti noti", mentre invece è necessario che siano ridefiniti ruoli e - soprattutto - che si allarghi l'orizzonte. Intendo dire - ad esempio - che l'acqua non è solo quella minerale, e che è anche venuto il tempo (e la questione riguarda noi ed altri in tutto l'Appennino) che l'Umbria delle città, l'Umbria di pianura, che da decenni si disseta con l'acqua del nostro Appennino paghi il proprio debito: non sicuramente in termini economici, ma in termini di integrazione delle economie senza dubbio.

Ma per tutto questo occorre un'amministrazione autorevole ed aperta nello stesso tempo. Speriamo che sia la volta buona».

Ci vorrebbe un G8 anche da queste parti, forse...

«Onestamente, non credo serva un G8 e nemmeno un G20. Servirebbe, ritengo, una città che dialoghi al proprio interno e con le altre istituzioni politiche e culturali. Occorre recuperare quel pluralismo di associazioni che è nella storia di Gualdo e del quale lo statuto comunale è conseguente affermazione. Occorre rifuggire dalla logica dell'isolamento, rispetto ai territori contermini, e al capoluogo regionale, isolamento che molto spesso è stato espediente mirato esclusivamente ad "avere le mani libere". Occorre autorevolezza nella guida e trasparenza e partecipazione delle scelte. Occorre saper crescere tutti insieme questa volta.»

"Città della ceramica", "Città dell'acqua"... Quale cartello andrebbe affisso, a tuo parere, sotto il nome di Gualdo Tadino?

«Città di persone felici: non è una speranza, è una certezza. Dipende solo da noi».

Pierluigi Gioia

 

 

Nostra intervista ad uno dei nuovi consiglieri comunali

A colloquio con Simona Vitali

Da "pasionaria" del Rio Fergia a consigliere comunale: un bel salto...

No, la mia passione politica nasce da lontano. Facevo le elementari e già m'interessavo di politica, grazie anche a mio padre che condivideva la mia stessa passione e ho sempre sognato, un giorno, di far parte del governo della città. La vicenda del Rio Fergia mi ha dato l'imput definitivo per intraprendere un'attività politica seria e volta alla salvaguardia delle nostre risorse ambientali, in particolare della risorsa idrica. Ho capito che la politica, in questo come in altri ambiti, ha fallito, creando un muro invalicabile tra le stanze del potere e i cittadini. Credo che, invece, questo tipo di scelte vadano condivise con il tessuto sociale della città, onde evitare gravi fratture come quella prodotta tra i comitati giustamente costituitisi a difesa dell'acqua ed il mondo politico. Il mio impegno sarà soprattutto volto a ristabilire un rapporto di sereno dialogo su questi temi, ma sarò assolutamente intransigente su qualsiasi ipotesi di nuovi sfruttamenti delle nostre sorgenti e mi adopererò per far sì che quelli attuali siano regolati ed in linea con le reali possibilità dei nostri bacini, fortemente stressati.

Che cosa cambierà nel tuo modo di aggredire i problemi?

Sicuramente, questa campagna elettorale mi ha insegnato ad essere più riflessiva, più diplomatica, più disponibile a comprendere le opinioni altrui. La mia azione, quindi, sarà mossa da un grande senso di responsabilità che mi porterà ad affrontare i problemi con quel pizzico di elasticità in più... tipico delle persone che crescono...

Qualcuno dice di te: "Che caratterino!". Sei d'accordo?

Il carattere è meglio averlo che non averlo. Senza carattere non si vincono mai le battaglie... ed è il carattere che muove i grandi progetti e fa in modo che possano realizzarsi. L'importante è sempre affiancare al temperamento l'intelligenza...

Quali altre battaglie hai intenzione di portare avanti dagli scranni della sala consiliare?

Quella sulle cave sarà una delle battaglie che ci attendono: spero che tutto possa essere trattato con lungimiranza e rispetto di quelle che sono state le promesse fatte in campagna elettorale. La più grande sfida credo, però, che debba essere quella culturale: la cittadinanza gualdese dovrà riappropriarsi di quell'identità che purtroppo è andata perduta. Quando la nostra città verrà amata da chi ci abita, allora potranno amarla anche i forestieri.

Nonostante i subentri per incompatibilità fra la carica di assessore e consigliere, l'attuale consiglio comunale è composto da una buona percentuale di donne e di giovani, più che in passato. Cosa ne pensi?

Penso che sia un fatto del tutto positivo. La giovinezza apporta sempre novità e le novità, molto spesso, rappresentano un futuro vincente. Credo, comunque, che la consistenza di questa nuova classe politica non sia data tanto dall'età anagrafica, quanto dalle capacità individuali; grandi potenzialità sono state messe in campo e questo, accanto all'esperienza di alcuni, sarà il giusto mix che porterà questa città verso la vittoria di molte scommesse. Quello delle donne mi sembra un falso problema: secondo me si crea discriminazione soltanto parlandone. Oggi, chiunque può farsi strada, se lo vuole davvero; che sia uomo o donna non fa differenza. Io non ho mai incontrato nessun pregiudizio: mi sono sempre e totalmente integrata in contesti anche di soli uomini.

E allora, perché negli enti locali italiani, rispetto a quelli di Svezia o Finlandia, ci sono un terzo delle donne?

È un problema di mentalità tutto femminile e tutto italiano. Le nostre donne tendono ad emarginarsi da sole, pensando, sbagliando, che con l'impegno politico può venir meno l'attenzione nei confronti della famiglia. Ciò è causato dall'idea, che ancora oggi persiste, che i figli e la casa siano solo prerogativa delle donne. A casa mia siamo in due a lavorare ed entrambi contribuiamo alle incombenze domestiche e all'educazione dei figli, oltre ad avere la fortuna di essere circondati da nonni amorevoli e disponibili...

Tu sei fra i più giovani consiglieri. Che cosa hai provato a sedere nella sala consiliare, nel primo consiglio?

Ero emozionatissima. Ero in preda a sensazioni che non sono facilmente descrivibili: un sogno che durava dall'infanzia si era avverato... Durante il mio intervento, invece, le parole uscivano fluide e sicure, quasi a rassicurarmi del fatto che io stavo allo scranno della sala consiliare come il pesce all'acqua, assolutamente a mio agio.

Non è che ci prenderai il vizio per il futuro...

Spero proprio di sì.

Se tu dovessi suggerire un'iniziativa al tuo assessore all'ambiente, che cosa le diresti?

Le direi di far chiudere immediatamente i pozzi di ricerca di Corcia, unitamente all'apertura di fontane pubbliche che eroghino acqua frizzante o fresca per educare i cittadini ad un utilizzo consapevole della risorsa idrica.

Pierluigi Gioia

 

Ambiente pulito

Gli scout di Porto Torres ripuliscono il Fontanile di Campetella con il Cai , i volontari per ripulire le frazioni

Lo slogan è "Detto, Fatto". Il battesimo è andato in scena il 12 luglio con il recupero della carcassa di un'automobile finita non si sa come una ventina di anni fa nei pressi della cima del Monte Penna. La linea intrapresa dal nuovo assessore all'ambiente Paola Gramaccia fa leva sulla voglia di fare della gente comune e sul coinvolgimento delle associazioni. L'urgenza immediata è il maquillage a diversi siti del territorio. L'invito ai cittadini è quello di rimboccarsi le maniche e cominciare a dare una mano. Sabato 25 luglio, comune di Gualdo Tadino, pro loco, società sportiva Cerqueto Calcio e tanti volontari, hanno ripulito la frazione di Cerqueto. Per l'occasione l'amministrazione comunale ha realizzato una t-shirt celebrativa dell'evento. Il sabato seguente un'analoga iniziativa ha intrapreso Gaifana e Boschetto e l'8 agosto è stata la volta di Morano Osteria: "Con il coinvolgimento diretto della gente- spiega l'assessore Paola Gramaccia- cogliamo un duplice obiettivo: ripulire l'ambiente a costo zero e sensibilizzare la popolazione sulla necessità di comportarsi in maniera più adeguata". Iniziative del genere non sono nuove nella nostra città.

Ogni anno, ad esempio, l'associazione dei pescatori provvede a ripulire i nostri fiumi ed la sezione Cai organizza una giornata di pulitura dei sentieri tagliando le erbacce ed i rami che ostruiscono il percoso ed intervenendo sulla segnaletica. Quest'anno è stato risegnalato il percorso delle passaiole di Monte Maggio, sia quella bassa che quella alta. Mercoledì 22 maggio, inoltre, il Cai ha dedicato la giornata alla ripulitura del fontanile di Campetella. Ed in questa iniziativa hanno avuto un ruolo determinante un gruppo scout di Porto Torres, di passaggio nella nostra città per una loro route. Armati da falci, forbici e pale, i ragazzi si sono prodigati con molto impegno insieme ai dirigenti del Cai per ripulire il fontanile dalla melma che annualmente si forma per cause naturali e per tagliare l'erba lungo il sentiero nei punti dove ostruiva il passaggio. La sezione Cai, anche a nome di tutti gli amanti della montagna, esprime un grandissimo ringraziamento a questi ragazzi che per puro spirito di partecipazione hanno dedicato mezza giornata di lavoro al nostro territorio ed al nostro ambiente. Un esempio encomiabile di altruismo e di dedizione alla causa dell'ambiente che è parte integrante, per la verità, nella filosofia dello scoutismo ma che andava giustamente sottolineato.

Il neo assessore all'ambiente Paola Gramaccia pensa di coinvolgere in maniera sistematica le associazioni su questo percorso. Sulla falsariga di quanto già accade per Santo Marzio (curato dall'AVIS) e per le fonti della Rocchetta (curato dal Cai), vorrebbe che ogni associazione si impegni e tenere in ordine uno dei nostri sentieri. C'è inoltre la prospettiva di rinnovare la segnaletica, di realizzare finalmente il sentiero delle sorgenti e di redigere una nuova carta dei sentieri. Ma per queste ultime azioni non basta la buona volontà, occorrono anche finanziamenti adeguati.

(RS)

 

Appennino Servizi

Un debutto in sordina

Ha preso avvio formalmente presso l'ex edificio scolastico di Casale al Km 190 della Flaminia, l'operatività della Appennino Servizi srl, una società cui ha aderito un gruppo di sessanta imprenditori, operatori economici - turismo, commercio, artigianato - , residenti nei comuni di Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Fossato di Vico e Sigillo e coordinati dal componente dell'Accademia dei Romiti Dr Alessandro di Cola.

Quantunque inizialmente nata come una iniziativa mirata alle attività presenti ed operanti sul versante umbro dell'Appennino, la stessa si propone aperta anche ai territori, ai centri abitati ed alle iniziative economiche del versante orientale della dorsale appenninica.

La struttura, finanziata inizialmente in parte con fondi della Comunità Economica Europea, ha per scopo di divulgare informazioni sul territorio dell'Appennino umbro-marchigiano, sugli eventi, le manifestazioni ed altre attività che lo caratterizzano, su alberghi, campeggi, agriturismi, case vacanze, gli ostelli e rifugi, soddisfacendo eventuali richieste di guide/ accompagnatori, con produzione e distribuzione di materiale informativo, carte e mappe del territorio, e con esposizione delle produzioni artigianali locali tipiche, nonché la gestione di strutture turistiche dismesse o in stato di degrado.

Il Dr Alessandro Di Cola si presenta a questo appuntamento con una punta di legittimo orgoglio, esponendo una qualificante attività preparatoria di questo debutto: l'accurata preparazione di due siti internet ( www.appenninoturismo.it . e info@appenninoturismo.it) la produzione a stampa di varie pubblicazioni destinate a diffondere il desiderio di conoscere le peculiarità del nostro territorio, realizzate con alta professionalità sotto l'egida del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della ricerca e della Regione: Appennino Umbro-via consolare Flaminia (un opuscolo di 32 pagine riccamente illustrate), Appennino Umbro - il territorio, le tradizioni, i sapori, gli itinerari (un secondo opuscolo ricco di informazioni sul territorio) ed una carta cicloescursionistica corredata di foto ed informazioni di varia natura; le pubblicazioni plurilingue sono state realizzate, ovviamente, con l'intento di una loro diffusione, oltre che in Italia, anche all'estero.

È il caso di dire che, nonostante tutto, finalmente si può apprezzare qualche iniziativa degna di rilievo: c'è ancora chi crede in Gualdo Tadino e nella sua posizione strategica che, attraverso i secoli ne è stata una prerogativa: quanto ai frutti e le ricadute... auspichiamo che se son fiori fioriranno.

 

Nuova Farmacia a Rigali

E' stata recentemente inaugurata una nuova farmacia nella frazione di Rigali di proprietà del dott. Pietro Cogolli (Assisi 1953), già titolare di una farmacia ad Assisi dal 1982 al 1994, esperto di fotografia e storico di chiara fama con all'attivo diversi saggi tra cui "Speziali e spezierie in Assisi dalla fine del '500 al primo '900" edito dall'Accademia Properziana del Subasio nel 2003 , nel quale si trovano citati alcuni speziali originari di Gualdo Tadino. Nel 2006 ha pubblicato il famoso volume "Polvere e benzina. 80 anni di Automobile Club a Perugia (1925-2005)" dove con l'ausilio di antiche immagini d'epoca ha ripercorso la storia dell'automobilismo umbro citando anche ampiamente, su segnalazione del dott. Daniele Amoni, il gualdese Romeo Carlotti.

 

Un festival di tre giorni

All'insegna dello slogan "Sì, io creo"; Romano Cassetta ceramista dell'anno

 

Dal 17 al 19 luglio, è stata una tre giorni dedi­cata interamente alla cera­mica, una rivisita­zione inedita della tradiziona­le cena del ceramista. La XVI edizione della manifestazione ha assunto una nuova veste quella consueta festa: non un sem­plice momento conviviale ri­servato ai cera­misti, quanto una prestigiosa, opportunità di promozione e rilancio di ciò che storicamente ha distinto e qualificato l'imma­gine della città. "L'obbiettivo perseguito dall'ammini­strazione comunale - ha spiegato il neosindaco Roberto Morro­ni - è stato di trasfor­mare un avvenimento storico in un evento nuovo, in grado di promuovere la città, poten­ziare l'immagine della cera­mica e della realtà gualdese, anche attraverso una opportuna campagna di promozio­ne, in grado di trasformare un evento gualdese, in un momento di attrazione tu­ristica".
E sono state tante le novità, a par­tire dall'organizzazione, assunta direttamente dal Comune, alla collaborazione sinergica con il Centro Ceramica Umbra, Con­f commercio, Confartigianato , Cna, C entro C ommercia­le Naturale Riflessi, Ente Giochi de le Porte e Pro Tadi­no, tutte orgogliose di fare la propria parte, all'insegna dello slogan "insieme si può".

La tre giorni, iniziata venerdì 17 con l'apertu­ra della mostra mercato, in cui 13 aziende e artigiani gualde­si hanno esposto i loro prodotti cera­mica, in locali disponibili nel centro adibiti a sede di mostra tempora­nea; la determinante collaborazio­ne di Confcommercio e Centro Riflessi ha assicurato l'apertura dei negozi nei tre giorni della festa fino alle 23, garantendo un ambientamento festoso della manifestazione grazie all'allestimento coreografico della piazza Martiri curato dall'arredatore Gelsi..

Il festival ha proseguito sabato 18 con l'inaugurazione, nella torretta ai margini di Piazza Don Berrettini, dell'opera dell'artista Bruna Esposito (Il vecchio e il bambino), realizzata nel quadro della Triennale d'arte ceramica organizzata dalla Pro Tadino, cui è seguita la cena in piazza con oltre 850 partecipanti e nel corso della quale sono stati distribuiti vari riconoscimenti, dal Sindaco, dal Vicesindaco Monacelli, dall'assessore Pompei, dal Presidente del Centro Ceramica Carini, dal presidente di "Riflessi" Salvia, secondo tradizione: il premio di ceramista dell'anno a Romano Cassetta, "perché, oltre a collaborare fattivamente con altre fabbriche di ceramica, ha saputo tenere il timone della sua azienda in avanti anche in momenti di difficoltà com'è oggi il settore e, ha saputo mantenere le sue quote di mercato", il premio alla memoria ha ricordato la figura di Luigi "Gigino" Depretis, "pioniere del marketing, intuì istintivamente l'importanza del mercato, la vendita del prodotto, l'importanza del promozionale e la fidelizzazione del cliente. Fu precursore del gruppo di lavoro trasmettendo coinvolgimento e passione, creando rilevanti figure professionali che tutt'ora operano nell'impresa dei figli"; il riconoscimento alla società di servizi è andato alla ditta Brunetti Erminio "per la sinergia tra questa ditta per manutenzioni e assistenze di motori elettromeccanici con le fabbriche di ceramica in un momento in cui le aziende iniziavano ad operare con macchinari nuovi e nella massima espansione industriale di Gualdo Tadino, in quel settore dove non era più attivo nessuno, quest'azienda ha rappresentato un faro a cui riferirsi in ogni istante dell'anno"; a questi premi, novità del 2009, si è aggiunto quello alla carriera, per un ceramista che ha fatto la storia della ceramica gualdese, Bruno Pennacchioli, "per aver lavorato ininterrottamente nel settore della ceramica come torniante per oltre 60 anni, tutt'ora elemento di sostegno, apportando e trasmettendo esperienza e conoscenza" ed un premio ai "designers" Carla Subrizi e Nello Teodori.

Nuovo anche il premio, istituito per coinvolgere i commercianti in questa rinnovata Festa della Ceramica: per la miglior vetrina degli esercizi aderenti a Riflessi, assegnato alla parrucchiera Marta Mancini " contribuendo a valorizzare l'esperienza di shopping e intrattenimento" nel centro storico gualdese, all'Amministratore Delegato della Tagina Ceramiche Mario Moriconi, ed agli amministratori della Pro Tadino Paola Moriconi, Mauro Mancini e Luciano Meccoli.

Altro aspetto importante di questa edizione è stata la collaborazione e il coinvolgimento dell'Ente Giochi de le Porte che, attraverso l'impegno dei tavernieri delle quattro Porte, ha curato la preparazione della cena. Ospiti della grande festa erano presenti l'assessore del comune di Senigallia Michele Cuzzomato, l'assessore regionale delle Marche Tazio Gregorini ed il Vice Presidente dell'Amministrazione provinciale Rossi.

La kermesse è proseguita nella giornata di domenica con esibizione in piazza di tornianti e pittori e con un concerto della Banda musicale.

Valerio Anderlini

 

Il secondo Memorial Pimpinelli

Proseguendo nel clima di collaborazione della giornata del Ceramista, si è svolta domenica 20 luglio la seconda edizione del "Memorial Pimpinelli", Concerto proposto da ll 'Associazione Culturale "Arte & Dintorni"con il patrocinio del Comune e la partecipazione degli sponsor "Pimpinelli Ceramiche", Porta S. Donato, la Confartigianato di Gualdo Tadino , Bar del Centro, Bar Appennino, Vecchio Conio e Hostaria Baccus .

Il Memorial Pimpinelli, in onore del grande amante della musica ed artista Gian Luca Pimpinelli prematuramente scomparso, ha una cadenza annuale ed il concerto è solo una piccola parte di un progetto artistico e culturale più ampio e che dovrà avere risonanza in tutto il territorio.

 Al "Memorial Pimpinelli 2" è stato presentato  un concerto di musica Blues con la straordinaria cantante californiana Kellie Rucker, armonicista e cantante, una delle sidewomen più conosciute ed apprezzate della scena blues californiana, molto attiva sia in Europa che in America, dove suona con varie band. La Band che l'accompagna in Italia ed in Nord Europa è formata da tre musicisti veterani del professionismo Europeo e ormai da più di tre anni al fianco di Kellie Rucker: gli eugubini Maurizio Pugno alla chitarra, Giuliano Bei alla batteria ed il gualdese Mirco Capecci al basso.

 

 

Pro Tadino
La triennale d'arte ceramica
La "triennale della ceramica d'arte contemporanea" organizzata dalla Pro Tadino in collaborazione con Comune, Provincia, Regione ed i sostegni della Fondazione della Cassa di risparmio di Perugia, di Banca Etruria, dell'Associazione italiana delle città della ceramica e di altri enti, e la preziosa cooperazione di molte aziende gualdesi di vari settori, con in testa la Tagina ceramiche d'arte.
è entrata nel vivo sabato 18 luglio, con la presentazione dell'opera del progetto speciale, realizzata da Bruna Esposito, "Il vecchio e il bambino", collocata nella antica torretta adiacente la piazza don David Berrettini (cortile delle scuole elementari del centro) in occasione della festa del ceramista..

La manifestazione che prosegue e ingloba lo storico Concorso Internazionale della Ceramica di Gualdo Tadino, organizzato fin dal 1959 dalla Pro Tadino, da quest'anno diventa triennale e vuole essere un'occasione di ricerca e sperimentazione. Come pensare la specificità della ceramica oggi? Come gli artisti usano questa materia e come oggi può essere un modo per far convergere la cultura materiale accanto alle più sperimentali e innovative ricerche artistiche?
Questi i prossimi appuntamenti: il 5 settembre il secondo appuntamento vedrà la collocazione delle tre opere vincitrici del 38° concorso: "Un tavolo, una sedia, un libro" di Chiara Camoni, nella piazza Mazzini; mentre le altre due, "Case del popolo" di Vincenzo Rusciano e "Pilato's gaim" di Angelo Ricciardi, saranno collocate presso i giardini pubblici.
In settembre infine vedrà la luce il catalogo delle varie iniziative in cui si articola la triennale (curato dalla prof.ssa Carla Subrizi e dall'arch. Nello Teodori), che ha trovato un momento fondamentale nella collaborazione diretta di designer di fama internazionale con aziende cittadine e i cui prototipi sono stati esposti nella chiesa di San Francesco fino a domenica 19 e a settembre saranno presentati alla prestigiosa fiera di Verona, "Abitare il tempo".


Il progetto speciale
Bruna Esposito: Il vecchio e il bambino

Il Progetto Speciale 2009, è stato realizzato da Bruna Esposito, artista che dagli anni Ottanta lavora sul confine tra materiale e immateriale, tra dimensione pubblica e dimensione intima del fare e pensare artistici, tra etica e poesia. Materiali effimeri e dinamici (sabbia, acqua, odori, suoni, buccia di cipolle) o, al contrario, solidi e permanenti (vetro, marmo, specchio, oggetti) sono da sempre usati dall'artista, all'interno di una ricerca che fa dialogare gli estremi, le differenze, la contraddizione e il paradosso. 

Acqua e fuoco, aria e terra, tornano anche nel lavoro installato nella Torretta medievale. Bruna Esposito ha realizzato un'opera nel contesto urbano, scegliendo un luogo che la gente da sempre attraversa e vive. La memoria, il racconto e le esperienze vissute dai bambini e gli anziani coinvolti nel progetto (attraverso workshop e interviste) sono stati punto di partenza. La torretta con l'installazione si presenta come un ambiente composito ma unitario: su una parete sono posizionate le formelle realizzate dai bambini; su un lato ci sono due grandi uova di ceramica; sul soffitto una lampada rivestita di frammenti di lustro. Questi elementi sono resi tuttavia dinamici dall'aria-vento che dal tetto confluisce all'interno facendo ruotare la lampada, che illuminata riempie l'interno della Torretta di giochi di luce e riflessi; sempre dal tetto attraverso una sorta di imbuto viene raccolta l'acqua piovana che in gocce lente cade su una delle uova.
Bruna Esposito ha realizzato il progetto pensando alla ceramica come materia semplice, che invita a pensare il basso, la terra. Tuttavia il suo lavoro ha aspetti fortemente concettuali: tutto è ridotto, semplice, quasi originario e questi aspetti parlano un linguaggio anacronistico, senza tempo, all'interno dello spazio pubblico la torretta diventa un punto che raccoglie, trasforma, ridistribuisce agli abitanti le energie, le memorie, le storie di tutti..
Hanno collaborato: Paolo Spigarelli, Maurizio Giovagnoli, Mario Viventi, Sergio Anastasi, Patrizia Cusarelli, Giuseppe Biagiotti, Daniele Biagiotti, Maurizio Tittarelli Rubboli, Impresa Edile Pecci, Centro Ceramica Umbra, Claudio Carini, UniGualdo, Alunni della Scuola Elementare Tittarelli.

 

AVIS: 52 anni di benemerenze

È stata celebrata domenica 9 agosto la 52-a giornata del donatore; nella manifestazione, organizzata presso la monumentale chiesa di San Francesco, per la circostanza sono stati consegnati i seguenti attestati di benemerenza

Benl!merenza in rame (8 donazioni, o in alternativa 6 donazioni con tre anni di iscrizione

Alfonsl Paola, Apostolico Gianni, Bajenl:lru Alina Luciana, Bati Mara, Bekhit Youssef, Berardi Eleonora, Betti Sorbelli Marco,Brunelli Monica, Calì Arianna, Cancellieri Katia, Castellani Danilo, Castellani Michele, Catanesi Nadia, Cavalieri Giampaolo, Chiavatti Giovanni Francesco, Chiavini Lucio, Chiocci Renato, Cimarelli Matteo, Cippiciani Donatella, Comes Maurizio, Comodi Alberto, Comodi Marco, Conti Luca, Contini Bruno, De Leo Giovanni, Diso Marcello, Donnìni Anna Maria, Fabbri Alessandro, Fabbri Giuseppe, Farag Magdi Sobhi, Farsg Melad, Farag Moheb, Marcucci Antonella, Marinelli Igino, Matarazzi Marco, Mikhaeil Rinaih, Monacelli Gessica, Monacelli Giada, Paciotti Angela, Pasquarelli Cecilia-Passeri Danilo, Passeri Gilberto, Pecci Andrea, Plevan Olga, Pontoni Gianni, Proietti Enio, Rondelli Marco, Rondelli William, Santini Alessandro, Serena Gabriele, Severini Christian, Tempesta Mirko, Tomaì Simone, Toni Carlo, Venturi Federica, Venturi Serena, Vulcano Carolina, Zolin Pietro

Distintivo in argento (1 6 donazioni o la combinazionle di 12 donazioni e 5 anni di iscrizione )

Alfonsi Paola, Anderlinl Stefano, Astolfi Daniele, Baldassarri Pierluigi, Baldelli Marco, Bazzucchi Paolo, Betti Sorbelli Mario, Bossi Massimiliano, Brega Cristiana, Brunetti Simona, Burzacca Gabriella, Casaglia Ubaldo, Cerbella Daniela, Codignoni Patrizia, Cosimetti Fabrizio, Ercoli Andrea, Ercoli Roberto, Farinacci Emanuele, Gammaitoni Gianni, Kamali Abdelwahed, Liccardo Paride, Mancinelli Silvia, Mari Roberta, Marini David, Maurizi Rita, Meccoli Valentina, Megni Lara, Mischianti Marie Christine, Natatini Paolo, Pappafava Meri, Pierettì Paolo, Pompei Francesco, Rondelli Marianna, Sannipoli Catia, Santini Annalisa, Scassellati Francesco, Spigarelli Mario, Teodori Daniele, Tomassoni Enrica, Venturi Jacopo, Viventi Paolo

Benemerenza in argento dorato ( 36 donazioni o in combinazione di 24 donazioni e 10 anni di iscrtzione)

Antonini Aguinaldo Cesar, Bagnarelli Mario, Bartolini Emiliano, Bazzucchi Maurizio, Berardi Emiliano, Biagioni Luca, Bruni Ivano, Ceccarelli Vincenzo, Collarini Paolo, De Stavola Sartolo, Donnini Maurizio, Ercoli Gianluca, Fumanti Luca, Giombini Luigi, Gubbini Alessandro, luciani Lucio, Marianelli Dionisio, Parlanti Claudio, Passeri Alessio, Proietti Luca, Ricci Giovanni, Sabbatini Sabrina, Santarelli Angelo, Tega Samuele,

Benemerenza in oro (50 donazioni o la combinazione di 40 donazionie 20 anni di iscrizione)

Biagioni Nazzareno, Biagiotti Wallter, Calisti Ernanuele,Cavalieri Antonella, Cencettì Gianluigi, Filippi Fabrizio, Frillici Alfredo, Gubbiotti Roberto-, Matarazzi Pierdomenico, Melensi Rosanna, Moretti Gianfranco, Moriconi Lucilla, Papini Marco, Passeri Gianfranco, Pierotti Alvaro, Rossi Massimo,

Benemerenza in oro e rubino (75 donazioni o la combinazione di 60 donazioni e 30 anni di iscrizione)

Calisti Quinto, Catanossi Carlo, Chiocci Sergio, Lucrezi Agostino, Monacelli Giuseppe,Relinì Riccardo,Sabbatini Sergio, Scassellati Franco, Toni Giancarlo.

Benemerenza in oro con smeraldo (100 donazioni o la combinazione di 80 donazioni e 40 anni di iscrizione) .

Donnini Eros, Megni Ernano, Sorbelli Domenico.

 

 

San Facondino

Una festa....formato ridotto

Sarà una celebrazione "formato ridotto" la festa di San Facondino di quest'anno, la più antica del territorio, della quale solennemente fu ricordato il XIV centenario appena due anni or sono. Purtroppo vicende connesse agli eventi sismici hanno determinato la proclamazione dell'inagibilità dell'antica struttura che domina la vallata gualdese con la sua torre millennaria imponente e pertanto, pur di rispettare la tradizione, per l'ultima domenica di agosto l'appuntamento a San Facondino ci sarà, ma in tono dimesso, in attesa di "tempi migliori"; il Comitato, come di consueto, è all'opera, per offrire accoglienza e partecipazione.

 

L'UniGualdo al Convegno di Genova

 

L'Università degli Adulti di Gualdo Tadino ha partecipato al meeting nazionale di Genova sul tema "La chiave smarrita.Il lifelong learning speranza per il futuro" svoltosi nei giorni 7,8,9 maggio scorsi, nei luoghi pubblici più prestigiosi del capoluogo ligure.

L'UniGualdo è stata rappresentata ufficialmente dalla Presidente, prof.ssa Fiorella Angeli.

Sul tema della Formazione, all'interno di quella che viene definita una vera e propria "emergenza educativa", hanno dibattuto i maggiori studiosi a livello nazionale, i quali hanno tracciato un quadro socio-antropologico dell'attuale situazione della popolazione italiana nelle componenti giovani-adulti-anziani.

Occasione di grande spessore etico e culturale è stata la Lectio Magistralis del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei e Arcivescovo di Genova, che ha affrontato il tema "L'educazione come urgenza e sfida del nostro tempo".

Al momento del congedo, tramite la prof.ssa Angeli, il Cardinal Bagnasco ha inviato un saluto cordiale alla città di Gualdo Tadino, a Lui ben nota.

 

 

UniGualdo? Un'esperienza di vita

 

Quando a un certo punto della vita ti arriva una lettera il cui contenuto ti ricorda che per te il tempo attivo nella società è terminato, per molti è motivo di grande soddisfazione, per altri è motivo di preoccupazione, per altri ancora si apre il tempo della riflessione. Personalmente penso di appartenere alla terza categoria di persone, non certamente a caso. Trentotto anni di lavoro, trascorsi prima tra la gente poi a dirigere coloro che tutti i giorni operano a contatto con le persone che per qualsiasi esigenza hanno necessità di muoversi,non si dimenticano in un batter d'occhio, soprattutto perché resta il rammarico di non poter più trasmettere direttamente a coloro che si affacciano al mondo del lavoro l'esperienza accumulata in tanti anni di onorato servizio. Inizia il tempo della riflessione , c'è più tempo per pensare e se si vuole per essere più disponibili nella società in cui si vive tutti i giorni. Poco tempo dopo essere rimasto libero dal lavoro, nel paese in cui sono nato e ho avuto la fortuna di restare a vivere, si è svolta una manifestazione molto importante alla quale sono stato chiamato a partecipare come cronista, l'inaugurazione dell'anno Accademico dell'Uni Gualdo. Al di là del ruolo sono rimasto interessato dai contenuti all'ordine del giorno tanto da chiedere nei giorni successivi la possibilità di entrare a far parte di quella famiglia. Domanda che è stata accolta offrendomi quindi la possibilità di partecipare direttamente alle attività in programma dell'associazione. Ho partecipato con piacere e con passione ai corsi e devo veramente fare i complimenti a tutta l'organizzazione per la qualità dei temi proposti e per la bravura, alla quale va aggiunta la pazienza degli insegnanti. Un' esperienza estremamente positiva che va molto al di là della semplice conoscenza delle materie e che allarga gli orizzonti su tutto il territorio che personalmente mi piace definire con le parole del "sommo poeta" la fertile costa .

Da non mettere in secondo piano le nuove conoscenze, si va sempre di corsa e ci si ferma soltanto alla conoscenza dell'immagine, sedendo invece sui banchi di scuola si riscopre il piacere di conoscersi più a fondo fino a scambiarsi auguri di carattere famigliare nei momenti di festa. Tutto questo per dire a coloro che fino ad oggi non hanno preso in considerazione la validità di un'associazione indispensabile sul territorio di farlo immediatamente perché a volte si vorrebbe comunicare le proprie idee ma non se ne hanno gli strumenti oppure si vorrebbe rendersi utili ma non si sa come fare e allora diventa molto importante utilizzare questo straordinario veicolo.

Per finire è doveroso da parte mia ringraziare tutti coloro che sono impegnati nell'associazione nella persona della presidente, professoressa Fiorella Angeli, alla quale va aggiunta una personale riconoscenza per la fiducia e la stima accordatemi.

Giampiero Marinangeli

 

Origini delle famiglie gualdesi estinte e fiorenti

Amoni : fiorente. Tra le più antiche della terra di Gualdo ebbe come capostipite Carlo nato intorno ai primi anni del '500 che ebbe due figli: Michele e Francesco. Michele sposò a San Facondino l'8 gennaio 1571 Ambrogina Morroni di Rodolfo da cui non ebbe figli. Da Francesco ebbe origine Giovanni Mario nato intorno al 1558 e morto il 19 agosto 1622 che sposò a Gualdo il 25 aprile 1580 Benedetta Granella di Filippo, morta il 9 agosto 1628, da cui ebbe otto figli, tra cui Angelo (1582-1660 ca) sposato il 1 settembre 1608 con Caterina Pignani (1590-1674) di Aurelio e Maddalena Sabbatelli i cui figli proseguirono la stirpe.

Fofi : fiorente. Originaria di Gubbio, ebbe come avo Giovanni Fofi sposato con Filomena Carosati. La coppia ebbe quattro figli, dei quali due dei discendenti, Pietro e Erminio (1890-1964), si stabiliranno a Gualdo.

Gramaccia : fiorente. Due erano le famiglie con questa cognome. La prima, ancora oggi fiorente, originaria di Corcia e Rigali, è documentata dalla seconda metà del '500 nella persona di Angelo di Francesco morto il 30 aprile 1617 sposato con donna Orsolina da cui ebbe cinque figli (tre maschi e due femmine) dei quali due (Marino e Pietro) continuarono il cognome sposando rispettivamente Marchedonia Crocetti e donna Paolina.

La seconda, i cui membri rivestirono importanti cariche pubbliche, ebbe come capostipite tale Felice Gramaccia, nato nella prima decade del '500, sposato con donna Maddalena da cui ebbe tre figli. Questo ramo si estinse alla fine del '600. Tra i membri illustri di questa famiglia annotiamo: Bartolomeo di Rufino, notaio, la cui attività è documen­tata dal gennaio 1557 fino a tutto il 1606; Domenico di Felice agente nel 1581 del cardinale legato di Gualdo Tadino, Carlo d'Angennes di Rambouillet (1578-87); Francesco, esattore dello Stato pontificio, carica che ricopriva già il 1 novembre 1567 in quanto riscuoteva dagli abitanti del castello di Grello la tassa per la cosiddetta "Legge del taglione", tributo straordinario imposto da Pio V, sposato il 10 maggio 1586 Epifania di Baldo Marcucci; Gregorio, comandante delle guardie pontificie, sposato il 16 gennaio 1659 con Giustina Thiani di Giuseppe; Antonio di Gregorio, capitano delle truppe pontificie nel 1705.

Monacelli : fiorente. Varie sono le famiglie con questo cognome, alcune delle quali non hanno vincoli di parentela tra loro. Un ramo, riferito alla senatrice Sandra proviene da Valfabbrica e riconosce come capostipite Angelo (1871-1937) sposato con Assunta Mattioli (1877-1921). Un ramo, riferito a Giuliano Monacelli, è originario di Gubbio, stabilitosi a Crocicchio, a Caprara e a Pieve di Compresseto e riconosce quale capostipite Carlo Monacelli, nato intorno al 1790, e sposato con Santa Presciutti. Un altro ramo, quello di Walter Monacelli, ha anch'esso origini eugubine ed ha come capostipite Valentino (1857-1928) sposato con Lucia Pierucci.

Moscatelli : fiorente. Originaria di Volperino (Foligno) si stabilì a Gualdo nella seconda metà del Settecento per il matrimonio tra Sante Mocatelli (Volperino 1733-Rigali 1817) e Maria Angela Ansuini (1750-1806) di Domenico e Maria Giovanna Cavalieri, matrimonio avvenuto a Rigali il 26 luglio 1772. Dall'unione nacquero sette figli (tre maschi e quattro femmine).

Pompei : fiorente. Due sono le famiglie con questo cognome, ognuna proveniente da città diverse. Il ramo che interessa Corrado Pompei è originario di Gubbio ed ha come capostipite Valentino che sposò a Gubbio il 28 aprile 1894 la gualdese Gesuina Bazzucchi (1874-1969) di Ermenegildo e Maria Palazzari. La seconda, che interessa l'attuale assessore all'economia e sviluppo Economico Giuseppe Pompei, ha origini nocerine ed ha come capostipite Remigio Pompei sposato con Orsola Catignani.

Vecchiarelli : fiorente. E' una delle famiglie "storiche" gualdesi presente in atti pubblici già a partire dalla fine del '600 con Carlo Vecchiarelli senior, oriundo da Nocera, figlio di un Vecchiarelli, del quale ignorasi il nome di battesimo in quanto non riportato nei registri parrocchiali, che morì il 3 aprile 1685. Figli di Carlo furono: Carlo junior (1662-1735 ca) e Antonio (1664-1744). Non sappiamo se la famiglia fosse originaria di Nocera Umbra oppure da altra città in quanto dalla consultazione di volumi specializzati in araldica si deduce che esisteva un ramo con origini reatine, come afferma Giovanni Battista di Crollalanza: « Da Mariano-Pietro De Vincentis, patrizio di Rieti, nacque un Bartolomeo, il quale per distinguersi da molti parenti, rinunciò al cognome paterno ed assunse quello di Vecchiarelli, e quindi fu il capostipite di questa casa la quale produsse un Mariano conservatore del popolo romano; un Pietro priore dei caporioni di Roma; un Costanzo colonnello al servizio della Repubblica di Venezia; un Ferdinando cavaliere di Malta e generale delle tre provincie di Ferrara, Bologane Romagna; ed un Odoardo che fu creato Cardinale di S. Romana Chiesa nel 1656 e vescovo di Rieti nel 1660 ». Carlo Vecchiarelli (1662-1735 ca) di Nocera, figlio di Carlo e donna Caterina, sposò il 20 luglio 1683 Antonia Renzetti di Cristoforo, nativa di Rieti, ed ebbe tredici figli, tra cui: Caterina (1692-1745) sposata nel 1711 con Giovanni Battista Amoni (1689-1758) di Francesco; Anna (26 luglio 1694) sposata il 2 luglio 1728 con Lorenzo di Gaspare; Angelo (1695-1746); Alessandro Antonio (25 ottobre 1695-24 dicembre 1763); Angelo (1696-1746); Francesco Flaminio (23 ottobre 1697-18 febbraio 1770); Tommaso Alessio (17 luglio-18 luglio 1699); Rinaldo (1701-1741); Cosimo Tommaso (28 settembre 1703); Cecilia (28 dicembre 1709) sposata il 23 gennaio 1729 con Pietro Grasselli e in seconde nozze (7 giugno 1735) con Domenico Materazzi di San Pellegrino; Alessandro (1712-1752). Proprio da Rinaldo, sposato l'8 settembre 1727 con Lucrezia Sergentile di Giuseppe e Piera Ottoni, prende origine il ramo gualdese ancora ogi fiorente.

Viventi : fiorente. Tra le più antiche di Gualdo, si trova stabilita a Palazzo Mancinelli fin dalla metà del Cinquecento nella persona di Vivente di Alessandro che il 29 settembre 1594 sposò Laudomia Bernabei, figlia di Vincenzo e Vana Baldassini. Vivente, tra il 1594 e il 1620, ebbe dieci figli (nove maschi e una femmina) alcuni dei quali (Francesco, Marcantonio, Michelangelo e Silvestro) formarono diversi rami familiari.

Daniele Amoni

 

 

Le foto della memoria

1929-2009: 80° anniversario del Concordato

Una rara testimonianza dello storico evento in una cartolina che fu stampata a suo tempo da parte dell'Istituto Salesiano di Gualdo Tadino, con l'immagine del Papa Pio XI e del Re, Vittorio Emanuele terzo..

 

La protesta del Comitato pro acqua

Il Comitato Pro Acqua Gualdo vuole rendere pubblica la propria riflessione in merito alla richiesta di adeguamento del deposito cauzionale e dell'addebito di 100 m cubi d'acqua (73 EURO) in caso di mancata domiciliazione bancaria . Tutto questo è stato richiesto dal gestore del servizio idrico Umbra Acque Spa.

Riteniamo che questa decisione sia stata adottata non tenendo nel debito conto la Carta dà Servizi, la quale all'art. 3.1 prevede il principio di uguaglianza ed imparzialità di trattamento tra gli utenti cittadini (e consumatori, noi riteniamo}, secondo il quale tutti gli Utenti vanno trattati in maniera paritaria, a parità delle condizioni di servizio prestate.

Ora, se così è, non sembra che la decisione della Società Umbra Acque vada in questa direzione, anzi sembrerebbe privilegiare solo gli Utenti che hanno un Conto corrente ed una domiciliazione bancaria, rispetto a chi non ce l'ha!!!

E le categorie più deboli? e gli anziani che non possono permettersi di aprire un conto e sobbarcarsi le spese di domiciliazione? Probabilmente verrebbero discriminate, con un immediato aggravio di costi.

Tra l'altro per queste categorie è stato approvato il regolamento per le agevolazioni tariffarie per le utenze deboli (a proposito di tariffe controlleremo e valuteremo anche i innumerevoli disagi a tutti dai cittadini ma anche e soprattutto i continui ed imperterriti aumenti delle bollette).

Per le categorie di cui sopra si è quindi creata già una contraddizione in termini, ci sono provvedimenti per queste che vanno l'uno in direzione opposta all'altro.

Ma la nostra riflessione va oltre. Infatti la carta dei servizi è stata adottata in adempimento di un obbligo di legge (che oggi trova diretto riconoscimento nel codice del consumo all'art.10l), mentre il regolamento di gestione del servizio idrico integrato, è un atto jnterno che non può derogare (sempre a nostro giudizio) un provvedimento che trova fondamento e tutela addirittura in una fonte normativa statale.

Riteniamo quindi che la misura adottata dalla Società Umbra Acque debba essere rivista soprattutto nel rispetto dei principi delle fonti del diritto e di quanto stabilito dalla Carta del Servizi posta a tutela di tutti cittadini e degli utenti.

Il servizio idrico è un pubblico servizio e come tale va trattato e gestito, garantendo a tutti i cittadini un uguale e congruo accesso al medesimo, anche al momento del pagamento della bolletta.

La scelta di modalità di pagamento della bolletta non può divenire una discriminante, tanto da comportare un aggravio di spesa.

Inoltre a questa discriminante si aggiunge un dato alquanto pesante, il tasso di perdita degli acquedotti umbri è del 32% e i maggiori costi imputabili alle inefficienze della rete sono di nuovo sostenuti direttamente da noi cittadini attraverso le bollette.

Questa inaccettabile ulteriore sottrazione di risorse alle famiglie fa sì che la situazione diventi ancora di più intollerabile, pertanto il Comitato annuncia una battaglia che inizierà con una manifestazione in data da destinarsi.

Il direttivo del Comitato Pro Acqua

 

 

Lions club

Passaggio della campana

Nell'elegante cornice del Castello della Torre si è svolta come consuetudine la serata d'inizio della nuova annata lionistica. Con l'occasione il presidente del club Massimiliano Rondelli, vista la sua riconferma, ha illustrato il programma svolto e quello a venire. Fra le molte e più proficue iniziative lions a carattere solidaristico particolare rilevanza hanno assunto, per l'alto messaggio etico-sociale, il concorso "il poster per la pace"che ha visto la nutrita partecipazione di studenti di scuola secondaria di primo grado ed il riconoscimento del "leone d'oro" al miglior club per il services sulla fame nel mondo che grazie ad una lotteria con in palio una fiat 500 ha consentito di raccogliere circa 9.000 per l'acquisto di macchinari per la fabbrica che produrrà barrette alimentari nello Sri lanka. Il Presidente ha poi tracciato i punti fondamentali del suo percorso con consigli, suggerimenti ed ha concluso dichiarandosi soddisfatto del club, dell'impegno profuso e degli obiettivi prefissati. A fine serata è stato dato il riconoscimento a Guido Pennoni per i suoi 20 anni di appartenenza al club ed è stata presentata la nuova squadra: Presidente Massimiliano Rondelli, segretario Marco Garofoli, tesoriere Daniele Monacelli, cerimoniere Raul Radicchi.

Dr. Riccardo Costantini

 

Dall' E.A.S.P.

La Regione dell'Umbria in data 20 luglio 2009 ha concesso all'E.A.S.P. l'autorizzazione alla realizzazione di una "Comunità alloggio per disabili adulti gravi" per n. 12 posti letto, iter iniziato dal Consiglio di Amministrazione nel giugno 2007 con tutte le verifiche dei requisiti strutturali e organizzativi eseguite dall' ASL n. I di Città di Castello e conclusasi con l'autorizzazione.

Il Presidente esprime la Sua piena soddisfazione per il risultato ottenuto che testimonia che il lavoro dell'attuale Consiglio di Amministrazione che, pur indirizzandosi da subito verso il risanamento dell'Ente, non ha perso di vista i bisogni della comunità gualdese, perseguendo gli obiettivi di ampliamento dei servizi erogati dall'Ente, come testimoniato anche dall'apertura del Servizio di Centro Diurno Alzheimer nel novembre 2007, la realizzazione della Comunità alloggio per disabili adulti, e l'aumento della qualità dei servizi offerti, eliminando l'autoreferenzialità con la certificazione ISO 9001 :2008. Importante è sottolineare che i servizi oggi offerti dall'Ente non si rivolgono più alla sola popolazione anziana (Residenza Protetta, Residenza Sanitaria Assistenziale e Centro Diurno Alzheimer) ma anche agli adulti diversamente abili.

Il Presidente

Francesco Bartoccioni

 

 

Vetri

Ruggero Luzi

Signore, mi scusi, vorrei lavare il vetro della sua auto.

Un vetro separa le nostre vite, io ora sto dalla parte sbagliata: lei potrebbe persino investirmi, signore.

Signore, mi scusi, scusi il mio sorriso, non ho più i denti, un po' ne ho vergogna ma non posso rinunciare a sorridere.

Scusi la mia pelle avvizzita dal sole, le mie unghie nere.

Signore, mi scusi, io ho cinque bambini, per questo sono qui a disturbarla: il più grande ha dodici anni, è robusto, è forte. non và a scuola, nemmeno gli altri ci andranno. ma le garantisco è intelligente, tutti sono intelligenti.

Mi capisce vero, signore, per un padre i propri figli sono i migliori.

Il più grande lavora, a dire la verità anche i più piccoli lavorano, a volte quando non hanno nulla cercano nella spazzatura.

E' vergogna, vero, e fa anche un po' schifo: mi scusi signore.

Mia moglie è ancora giovane. io la amo tanto ma non riesco a dimostrarglielo: quanto sarà bella e profumata la sua?

La mia è sempre triste: è un dolore insopportabile la tristezza negli occhi di chi ami, per questo sono qui, signore.

Vorrei farle tanti regali ma lei capisce quanto mi è impossibile.

Sa, signore, da noi i colori sono molto belli, sono vivi. le montagne sono verdi e si ricoprono di fiori colorati, il mare è blu, i tramonti di mille sfumature

Due sono i colori che regolano il mio lavoro, la mia vita, le mie speranze. Ora è rosso, signore, mi scusi se mi sono avvicinato al suo vetro.

Scusi signore se l' ho bagnato, ma poi l'asciugo e potrà vedere meglio, chissà potrà apprezzare i colori anche qui in mezzo al cemento, al traffico, forse riuscirà a scorgere uno spiraglio di luce, di cielo.

Il cielo è bello, signore, dalle mie parti, le notti sono illuminate dalle stelle, dalla luna.

lo preferisco dormire fuori anche perché nella nostra baracca siamo stretti, e poi io russo: signore, ora la faccio anche sorridere.

Sa, io sogno mentre guardo il cielo, sogno che un giorno i miei figli potranno avere quello che magari lei, signore, non apprezza più.

Sogno di poterli istruire, sogno una casa, sogno mia moglie con dei vestiti nuovi che prepara il pranzo e noi intorno ad un tavolo a ringraziare Dio.

Mi scusi signore, ma perché Dio permette questo vetro? Signore, sta partendo, il verde, grazie signore, grazie.

 

Santuario Divino Amore

L'organo restaurato

A conclusione dei lavori di restauro e miglioramenti vari apportati al vecchio organo del Santuario del Divino Amore, domenica 12 luglio i Padri Cappuccini hanno organizzato un apprezzato concerto per coro ed organo, con intervento della Corale "Cai-Casimiri" ed una esibizione del Maestro Felice Pericoli.

 

 

Festacli a Monte Cucco

Fra gli ospiti anche il nuovo sindaco di Perugia

Anche quest'anno come tradizione vuole da ben 18 anni si è svolta domenica 12 luglio presso il villaggio turistico Val di Ranco in Sigillo nel parco regionale del Monte Cucco la FestAcli. Il programma ricalca il cliché degli anni precedenti. Tema dell'incontro è stata la riflessione sui concetti di libertà e diritti civili, nell'Europa Unita: "A 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino".

I lavori sono stati coordinati da Leonello Tosi vicepresidente prov. le Acli Perugia.

Registrazione dei partecipanti ed apertura dei lavori a cura del presidente del Circolo Orietta Galli , che ha introdotto i lavori e gli ospiti, quindi è stato proiettato il video Il muro di Berlino. Mario Tosti docente dell'Università degli studi di Perugia nonché presidente dell'Isuc ha proposto una riflessione storica sui 20 anni dalla caduta del muro di Berlino.

Il muro di Berlino fu il simbolo delle divisione del mondo in una sfera americana e una sovietica, fu il simbolo più crudele della guerra fredda. In quegli anni il confine tra est ed ovest non era ancora insuperabile e per tutti gli anni '50 centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall'est all'ovest, per la maggior parte erano giovani e spesso persone con una buona formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all'ovest si aspettavano un futuro più redditizio e più libero. Questo continuo dissanguamento stava diventando un pericolo serio per la Germania dell'est ed era un'ulteriore causa delle difficoltà economiche di questo stato.

Il 13 agosto del 1961 le unità armate della Germania dell'est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est e ovest e iniziavano a costruire, un muro insuperabile che avrebbe attraversato tutta la città, avrebbe diviso famiglie e tagliato la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra est ed ovest diventò una trappola mortale. I soldati ricevettero l'ordine di sparare su tutti quelli che cercano di attraversare la zona di confine la cosiddetta "striscia della morte". Bloccato quasi completamente il dissanguamento economico dello stato, negli anni '60 e '70 la Repubblica Democratica Tedesca visse anch'essa un boom economico. Tra gli stati dell'est diventò la nazione economicamente più forte e i tedeschi cominciarono a rassegnarsi alla divisione. Di riunificazione si parlava sempre meno.

Quello che portò alla riunificazione furono due fattori: l'elezione di Gorbaciov come leader dell'Unione Sovietica e le crescenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell'est e specialmente della Repubblica Democratica Tedesca. Con la

"Perestroika", cioè la radicale trasformazione della politica e dell'economia e con la "Glasnost", che doveva portare alla trasparenza politica, Gorbaciov cominciò a cambiare strada all'Unione Sovietica. I dirigenti della R.D.T. videro questo processo prima con un certo imbarazzo e poi con crescente resistenza. Nel corso del 1989, i cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell'economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell'Unione Sovietica riempivano ogni giorno i giornali in tutta l'Europa, solo nella R.D.T. il tempo sembrava essersi fermato, ma molta gente adesso era impaziente e cominciò a protestare e manifestare apertamente.

Molteplici gli spunti di riflessione che hanno stimolato il pubblico in sala, tanto che si è parlato di società liquida, dove i mezzi di comunicazione ed informazione sono di facile accesso e paradossalmente ci si è chiesto se si possono innalzare muri in una società liquida; le barriere si innalzano ogni volta che si tenta di imporre un pensiero o una religione, forse abituandoci a stare insieme, nella diversità potremmo affrontare i temi di confederazione e di federazione.

Saluti e riflessioni sono state offerte anche dal vice sindaco di sigillo Cervin i e dalla neo assessore Mirabassi del comune di Fossato di Vico.

Al termine del dibattito don Raniero Menghini direttore diocesano della pastorale sociale del lavoro ha celebrato la Santa Messa e durante l'omelia ha affermato che Cristo è venuto per abbattere i muri. La vita umana è un bene incommensurabile: l'orgoglio e la superbia umana ci fanno erigere le barriere, ma la fede dei cristiani deve essere più forte di tutto. La libertà non ha senso senza la Verità.

Dopo il pranzo tutti insieme in una sorta di unione fraterna e nel pomeriggio è stato possibile passeggiare ed ammirare la spettacolare faggeta secolare con animazione di tanta musica per tutti i gusti. Gradito ospite si è aggiunto alla festa nel pomeriggio, il neo sindaco di Perugia Wladimiro Boccali che si è intrattenuto amichevolmente con relatori e aclisti.

.Il prossimo appuntamento è per il 2010! Non mancare, noi ci saremo!!!

 

Intervista con il decano umbro dei precari della scuola

"Io, precario, sfruttato da quasi trent'anni"

Con i tagli dell'ultimo governo, si aggrava la situazione degli insegnanti precari. Raccontiamo una storia pirandelliana: come si può, per burocrazia e burocrati, non essere assunti per decenni.

Alberto Sabbatini, gualdese, cinquantenne, pregevole sassofonista con la passione per il cabaret (si pensi ad "Arte e dintorni"), tastierista, musicista ed appassionato di musica, personaggio di squisita gentilezza e spontaneità. Ma soprattutto insegnante di musica nelle scuole medie e superiori. Il più "storico" dei precari dell'Umbria. Che significa esserlo? Lo abbiamo intervistato.

Da quanti anni sei uno dei cosiddetti "insegnanti precari"?

Dal lontano 1981, anno della mia prima supplenza annuale e inizio delle mie illusioni-delusioni. Sono ben 28 anni: una vita.

Quali circostanze hanno impedito a te e a molti altri di raggiungere il tanto agognato "ruolo"?

Una legge assurda, mi sembra la 270, la quale stabilì che coloro che avevano insegnato dal 1980 per due anni consecutivi, sarebbero stati riconfermati perennemente fino all'assunzione (tramite successivi concorsi interni) in ruolo. Praticamente anche senza il titolo finale sono entrati, in base agli anni di conservatorio frequentati; non entrai in quella cerchia di "fortunati", perché scavalcato (al momento della convocazione tramite Preside) da un'insegnante in possesso del 5° anno (di sette) rispetto a me che avevo frequentato il 4° anno. Inoltre mentre i "fortunati" si sono diplomati con calma, io ho dovuto sudare sette camicie (dividendomi tra lavoro, Conservatorio e famiglia con figlia di un anno a carico) per arrivare regolarmente al 7° anno e diplomarmi in sassofono.

Quali altri impedimenti hanno ulteriormente aggravato la situazione della categoria?

In primo luogo, la possibilità di insegnare solo nelle scuole medie statali, fatta eccezione per la scuola magistrale (attuale Liceo Pedagogico); e poi il fatto di avere solo 2 ore di insegnamento per classe.

In quali città dell'Umbria hai lavorato e quali scuole hai girato?

Qui l'elenco sarebbe lungo, anzi lunghissimo, praticamente della provincia di Perugia, potrei dire quasi tutte, da nord a sud.

Ci puoi raccontare qualche episodio, curioso o drammatico che sia, di questi tuoi decenni di peregrinazioni?

Drammatici per fortuna no, ma curiosi sì, come l'avere avuto a che fare con un preside che in preda ad una crisi isterica, con abuso di potere, si permise di trattarmi a pesci in faccia di fronte alla classe, con la porta aperta e al personale che si trovava nelle vicinanze, perché arrivai (convinto che le lezioni iniziassero alle 8.15), alle ore 8.05 anziché alle ore 8.00. Ammetto che fu un mio errore, ma certamente non può giustificare il comportamento di quel Preside, il quale non ascoltò ragioni.

Nella mia carriera tranne in quella occasione, ho sempre rispettato le regole. La frase che ricordo ancora di quella situazione: "Proprio lei ...che è un supplente!" Dov'è la curiosità? Ebbene qui viene il bello: quel famoso preside, a fine anno scolastico, pretendeva da tutti una lettera, dove citare le cose giuste o sbagliate, riscontrate nel corso dell'anno scolastico. Io la scrissi mettendo in primo piano la sua "aggressione", più altre cose relative ai vari disagi in cui può venire a trovarsi un supplente (continuare il lavoro svolto dal titolare, acquisire in pochi giorni la conoscenza delle varie situazione all'interno della classe, ecc. ecc.) e altri fatti, positivi e negativi. Qualche giorno dopo, fui invitato per un colloquio dallo stesso preside, il quale con molta umiltà, affermò: "Professore lei mi ha fatto sentire veramente un cane. ecc. ecc.. scusandosi più volte. Fu il trionfo e il riscatto della mia persona. La regola del parlar chiaro è sempre la migliore del resto fu proprio lui che lo volle.

Che significa essere precari a livello di busta paga?

Non sempre si ha la fortuna di ottenere le fatidiche 18 ore. Attenzione: non parlo di orario cattedra (quello è una vera utopia: l'ultima cattedra l'ho avuta nel 1983), ma di ore pagate fino al mese di giugno. Tutto ciò comporta: vivere con una paga che per il quasi 50% se ne va in benzina; non andare in vacanza (sono anni che non ne faccio); fare un conto alla rovescia con i mesi che restano di stipendio, con la consapevolezza che da dopo il 30 Giugno, fino alla prima metà di Ottobre, si dovrà "cercare" di vivere (sopravvivere) con i soli aiuti derivanti dal TFR e dall'assegno di disoccupazione.

Da non sottovalutare nemmeno l'aspetto burocratico, relativo ad eventuali bisogni di finanziamenti da richiedere: nella busta paga, il tesoro indica il termine del rapporto di lavoro, quindi si può immaginare il resto. Inoltre non si ha l'avanzamento dei livelli (scatti).

Ma perché, a tuo parere, il Ministero non ha mai voluto inserire in ruolo i precari e si ostina ad utilizzarli in questo modo?

Ovvio e chiaro, gli facciamo "comodo" così e a suo favore, un notevole risparmio economico.

Cosa rimprovereresti al Ministero della Pubblica istruzione?

Tutto! per primo, l'assurdità di una mancata assunzione, dopo tanti anni di servizio. La mia vita è costellata di illusioni e delusioni in merito alla mia entrata in ruolo. Quando si è dentro questo meccanismo da girone dantesco, resti incastrato nella speranza, e non ne puoi più uscire altrimenti perdi punti e posizione, ma. il tempo passa ...passa ...

Cosa chiederesti, invece?

Ciò che mi sono guadagnato, con responsabilità, rispetto delle regole, spiccato senso del dovere, e con tanti alunni che hanno trovato in me, un buon insegnante: l'immissione in ruolo . L'assunzione a tempo indeterminato. Chiamala come vuoi...

Secondo te, la gente si rende conto di quello che significa essere insegnanti "precari"?

No, assolutamente no! Neanche lontanamente. Per assurdo, ogni volta che mi domandano: come mai non sei ancora di ruolo? un mio amico è entrato dopo appena 2 anni di precariato... e tu come mai? Allora quasi mi sento umiliato, e passi pure per uno che magari non è dentro perché non è capace di insegnare e meritare il posto, o peggio di non avere titoli per l'assunzione a tempo indeterminato. Ma.posso rispondere: sono precario sì, ma "storico" così ora ci ha etichettato, chi manovra il tutto. Bella consolazione, eh?

Solo una cosa, Alberto: in bocca al lupo per l'anno prossimo...

Crepi il lupo....

Pie.Gio.

 

 

L'angolo dell'esperto

La detrazione IRPEF per interventi edili (1)

La detrazione Irpef del 36% introdotta dal 1998 (legge 449/97) è diventata un'agevolazione sempre più apprezzata, sia dai contribuenti che investono nella ristrutturazione della casa, sia dal legislatore che, nel prorogarla ne ha dichiarato l'efficacia come strumento di lotta all'evasione. Gli effetti positivi prodotti dall'agevolazione, soprattutto in combinazione con l'Iva ridotta al 10% per gli interventi di manutenzione delle abitazioni, hanno indotto il legislatore con la Finanziaria 2009, a prorogare l'efficacia di entrambi i benefici fiscali (36% e Iva al 10%), sino al 31 Dicembre 2011.

Gli interventi agevolati riguardano in primo luogo i "classici" lavori di recupero edilizio: la manutenzione straordinaria, gli interventi di restauro e risanamento conservativo e quelli di ristrutturazione edilizia (art. 3, comma 1, lettere b. c. d. Dpr 380/01) già individuati dall'art. 31, lettere a,b,c, e d della legge 5 agosto 1978, n. 457). In quest'ultima categoria sono compresi anche gli interventi di demolizione e fedele ricostruzione di immobili, e quelli di trasformazione di fabbricati strumentali in immobili abitativi (risoluzione 14/E/2005). La manutenzione ordinaria (art. 3, comma 1, lettera a, Dpr 380/01, come riparazione o tinteggiatura delle facciate), è agevolata solo se eseguita su parti comuni condominiali (è esclusa quando riguarda l'interno delle singole abitazioni)

Dal 1° Ottobre 2006, l'importo massimo di spese detraibili (48mila euro) è riferito alla singola unità immobiliare e non più a ogni contribuente che ha sostenuto la spesa. Quindi, in presenza di più soggetti che partecipano ai costi dell'intervento agevolato, tale ammontare va tra questi suddiviso). Da evidenziare, inoltre, che, nell'ipotesi di lavori che si protraggono in più annualità agevolate, nel computo del limite massimo di spesa ammesso in detrazione (48mila euro), si considerano anche le spese sostenute negli anni precedenti.

Il beneficio su cui calcolare la detrazione spetta fino al limite di 48 mila euro da suddividere in 10 anni: i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni possono ripartire la detrazione rispettivamente in 5 o 3 rate annuali di pari importo. La citata ripartizione (3 o 5) anni, si applica solo ai contribuenti proprietari o titolari di altro diritto reale sull'unità abitativa oggetto dell'intervento (non possono beneficiare di tale disposizione per esempio l'inquilino o il comodatario).

La manutenzione ordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all'agevolazione IRPEF, solo se riguardano le parti comuni di edifici residenziali. Come precisato dalla Risoluzione 84/E/ del 07/05/2007, le parti comuni interessate sono quelle indicate dall'art. 1117, n.1 del Codice Civile (il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili, tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune. Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà private o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione.

Sono esempi di interventi manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage. Se questi interventi fanno parte di un intervento più vasto come demolizione di tramezzature, realizzazione di nuove mura divisorie e spostamento dei servizi, l'insieme delle opere è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.

Poiché gli interventi di manutenzione ordinaria danno diritto alla detrazione d'imposta soltanto se effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali, la detrazione spetterà ad ogni singolo condomino in base alla quota millesimale.

La manutenzione straordinaria

Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti della destinazione d'uso.

Esempio: l'istallazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione e il miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, il rifacimento di scale e rampe, gli interventi finalizzati al risparmio energetico, la recinzione dell'area privata, il ripristino e la sostituzione del tetto, la costruzione di scale interne.

Restauro e risanamento conservativo

Sono compresi in questa tipologia gli interventi rivolti a conservare l'immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazione d'uso con esso compatibili. Esempio: gli interventi mirati all'eliminazione e prevenzione di situazioni di degrado, l'adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, l'apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

Ristrutturazione edilizia

Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante opere che possono portare ad un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente:

Esempio: la demolizione e la fedele ricostruzione dell'immobile, la modifica della facciata, la realizzazione di una mansarda o di un balcone, la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, l'apertura di nuove porte e finestre, la costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Altre categorie di interventi ammessi alla detrazione

Sono pure ammessi al beneficio della detrazione gli interventi finalizzati: alla realizzazione di autorimesse o posti auto (limitatamente alle spese sostenute;eliminazione delle barriere architettoniche; conseguimento di risparmi energetici; cablatura degli edifici; contenimento dell'inquinamento acustico;adozione di misure di sicurezza statica ed antisismica degli edifici; esecuzione di opere interne. Questi interventi sono comunque ammessi al beneficio della detrazione, indipendentemente dalla corrispondenza alle categorie di cui all'art. 3 del Testo Unico.

Sono inoltre detraibili:

a) eliminazione delle barriere architettoniche, attraverso ascensori e montacarichi, qualora gli stessi possano configurarsi interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria; realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell'art. 3 della legge 05/02/1992, n. 104; la detrazione compete unicamente per realizzare interventi sugli immobili, mentre non compete per il semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto non rientrano nell'agevolazione, ad esempio, i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, peraltro, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici ed informatici per i quali a certe condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19% in sede di dichiarazione dei redditi;

b) adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione dei diritti giuridicamente protetti).

La detrazione in questi casi è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Rientrano invece le misure finalizzate a prevenire il rischio di tali atti illeciti, elencati a titolo a titolo esemplificativo:rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, porte blindate o rinforzate, apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini, installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, apposizione di saracinesche, tapparelle metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento, casseforti a muro, fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline,esecuzione di opere ad evitare gli infortuni domestici.

(fine della prima parte - segue al prossimo numero)

Raffaele Gammaitoni

 

Dalla Confartigianato

Corsi sulla sicurezza

La Confartigianato di Gualdo Tadino informa le imprese del territorio che sono aperte le iscrizioni per i corsi sulla sicurezza aziendale.

Tutte le imprese che hanno esigenze di adeguamento o di aggiornamento alle normative sulla sicurezza, in particolare alle disposizioni del D. Lgs. 81/08, possono rivolgersi alla sede della stessa associazione per avere maggiori informazioni sulle modalità di svolgimento dei corsi o per avere chiarimenti rispetto alle proprie necessità aziendali.

Tale azione rientra nel quadro degli interventi programmati dalla Confartigianato Provinciale per rispondere alle crescenti esigenze delle imprese in tema di sicurezza.

Una richiesta che Confartigianato intende soddisfare compiutamente mettendo a disposizione delle imprese, sia il proprio ente di formazione, sia le proprie sedi territoriali, con l'obiettivo di favorire la partecipazione ai corsi dei soggetti interessati: titolari - soci - collaboratori - lavoratori. In particolare saranno attivati percorsi formativi per datori di lavoro Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), corsi antincendio, corsi di primo soccorso e relativo aggiornamento da svolgere ogni 3 anni, corsi per Rappresentanti del Lavoratori per la Sicurezza (RLS). I corsi saranno organizzati a partire dal prossimo mese di settembre e comunque al raggiungimento del numero minimo di quindici partecipanti.

Per ulteriori informazioni e per iscriversi ai corsi ci si può rivolgere direttamente presso la sede della Confartigianato di Gualdo Tadino.

 

 

San Guido e altro

Gentile Direttore,

ha avuto la cortesia di ospitare nel numero di agosto del 2008 del "Nuovo Serrasanta" una mia lettera con il titolo "San Guido ed altro".

Da allora non mi sembra che le cose siano cambiate, se non in peggio.

L'esito delle recenti elezioni amministrative potrebbe, però, far cambiare la situazione se il vecchio detto "scopa nuova scopa bene" avrà un reale valore: qualche volta è vero, ma spesso... speriamo comunque in positivo.

Conversando con i cittadini gualdesi ho avuto modo di ascoltare numerose lamentele, ma anche idee e proposte per migliorare lo stato delle cose:

•  Punto dolente numero uno San Guido. La situazione di degrado sta peggiorando a vista d'occhio ed è un vero peccato mortale che una struttura, un tempo non lontano punto di riferimento per gualdesi e turisti, sia ridotta in condizioni così vergognose.

•  E cosa dire dell'edificio poco distanbte, denominato "Centro turistico San Guido", finanziato con i fondi Obbiettivo 200-2006, mai completato ed avviato allo sfacelo?

•  In zona Capodacqua, non molto tempo fa, esisteva una pista ove si volgevano gare di moto-cross, anche di importanza nazionale, attrezzata con tribune per il pubblico; ora è rimasto qualche rudere e tanti cespugli di rovo che fanno triste cornice alla sorgente, anch'essa una volta meta turistica. Non si potrebbe offrire ai tantissimi appassionati la possibilità di tornare a godere le emozioni di questo sport?

•  E quando tutti i lavori stradali e di miglioramento sismico degli edifici e dei luoghi di culto saranno finalmente terminati non guasterebbe una campagna di informazione, specie televisiva, mirata a favorire la ripresa del turismo necessario per dare sostegno alle attività commerciali di Gualdo Tadino; le accludo per conoscenza l'inserto del Messaggero del 28 giugno: di Gualdo quasi nulla!

•  Le coperture finanziarie? A parte la dovuta partecipazione delle amministrazioni locali e regionali, e l'intervento di "sponsor" privati (se ne possono sicuramente trovare) ma quale cittadino non contribuirebbe all'attuazione di un programma che ridarebbe vita a Gualdo?

La ringrazio e saluto con cordialità, insieme agli amici Serroni, Mancini e Cecconi.

Pier Eugenio Carosio.

 

Risposta : Mille ed una ragione, e che Lei abbia ragione per il passato lo hanno dimostrato i due terzi dei gualdesi. Per quanto riguarda San Guido, pur essendo nello stato compassionevole in cui lei lo ha descritto, non si son fatti complimenti a segnalarne la valenza turistica con segnaletica stradale in bella evidenza, come si può tuttora constatare. Per quanto riguarda la pista di motocross è difficile conciliarne la presenza con la salvaguardia delle sorgenti sottostanti per cui l'unica cosa proponibile è un risanamento dell'intera zona, rimuovendone i ruderi e bonificandola come punto di accoglienza. Quanto al resto ci sono nuovi Amministratori con programmi ambizioni: per il momento non resta che dar loro fiducia. Grazie comunque per la sua partecipazione al dibattito e per l'attenzione con cui ci segue.

 

Meteo & Co.: rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia

La tragica fine di dieci di palloncini

All'inizio di luglio, tornando una sera da un battesimo con la mia famiglia, mi sono dovuto caricare nel portabagagli dell'auto - per fortuna abbastanza capiente - la bellezza di 10 palloncini gonfiati ad elio, di cui mia figlia maggiore si era incapricciata durante la cena al ristorante. Vista la sua tenera età, non avevo insistito per impedire quell'appropriazione. Quegli stessi palloncini, poi, sono finiti dentro casa: aderivano ora al soffitto della sala, ora a quello della cucina, ora a quello del bagno ma, dovunque fossero, la scena era la medesima: mia figlia lì sotto che, inutilmente, cercava di afferrare la cordicella, divenuta ormai troppo corta a causa di successive mutilazioni subite nel corso della cena. Con la solita dose di strilli ed invocazioni.
E' stato a quel punto che ho concepito un diabolico piano per sbarazzarmi in maniera costruttiva di quei dieci palloncini gonfiati ad elio. Per "costruttiva" intendo in modo da non far sembrare la loro eliminazione una prevaricazione a mia figlia e, nel contempo, utilizzandoli per qualcosa di utile. Una giusta causa.
La mattina dopo ho cominciato a mettere una pulce nell'orecchia di mia figlia.
"Questi poveri palloncini! Vorrebbero essere liberi e volare in cielo ed invece se ne stanno chiusi qua dentro, senza poter volare. Perché non li liberiamo in cielo e, magari, ci attacchiamo un bigliettino con il tuo indirizzo; così, se qualcuno lo troverà, ti scriverà una bella letterina, no?"
Lì per lì, il piano non ha avuto successo. Ma ho insistito.
A metà mattina, mia figlia non era più totalmente contraria. A pranzo, l'idea la stuzzicava. A metà pomeriggio, dopo un salutare sonnellino, ne era addirittura entusiasta.
In breve, fatto un bel disegno colorato in cui era raffigurata una bimba che salutava con la mano e scritto il nome e l'indirizzo, abbiamo ripiegato il biglietto, lo abbiamo collegato alla cordicella dei palloncini con la pinzatrice ed abbiamo accuratamente incartato il biglietto con la pellicola per alimenti, per renderlo più resistente all'umidità e alla pioggia. L'operazione è durata a lungo perché ho fatto in modo che il peso del biglietto aumentasse fino a poco meno della spinta di galleggiamento dei palloncini (penso una cinquantina di grammi): provandola, saliva molto lentamente. Alla fine, dato uno sguardo al cielo ho rimandato la partenza della strana navicella fino a quando non ho verificato che c'erano le condizioni ideali per il mio esperimento, accampando varie scuse.
Alla fine, alle 17,32 minuti in punto, le condizioni erano finalmente quelle che cercavo. Così, io e mia figlia abbiamo condotto i dieci palloncini sul terrazzo e, dopo una breve cerimonia di addio, i palloncini sono stati rilasciati in cielo, fra strida di entusiasmo.
Condotto da un vento nordorientale piuttosto teso, il veivolo si è allontanato rapidamente salendo di quota molto lentamente, il minimo indispensabile per evitare tralicci ed alberi. Dopo un paio di minuti, era ancora ben visibile, penso ad una cinquantina di metri di quota. Poi, dopo cinque minuti, il vento lo ha condotto alla base di un grande cumulo congesto in rapida formazione sopra le nostre teste: una meraviglia di nube, con la base piatta e la sommità ancora rigonfia, ma già prossima a toccare i 6-7 km di quota. Il vento ha trascinato i palloncini ancora verso la verticale della nube, sempre a 50-100 m di quota.
Poi è avvenuto quello che speravo. Improvvisamente, i palloncini sono entrati nella termica che generava il cumulo e sono schizzati letteralmente verso l'alto, trascinati dalle forti correnti ascensionali. Dieci palloncini sono comunque ben visibili anche a 2-3 km di distanza, per cui ho seguito l'inarrestabile ascesa dello strano aerostato che, ad occhio e croce, proseguiva ad una velocità di 80-100 km/h. Finché il puntino nero non è scomparso nella base della nube, per riemergere poco più avanti un po' più di lato; qui, per qualche secondo è ridisceso di lato, come se avesse per un attimo trovato una corrente discensionale, poi ha di nuovo preso la via delle altezze ed è scomparso definitivamente fra le nubi. Sacrificato in nome della scienza.
A quel punto ho capito la differenza fra una persona normale ed una malata di meteorofilia. Per la prima un palloncino può essere usato unicamente come gioco. Per la seconda è, sempre, una brutta copia di un pallone-sonda.
Io non ho idea fino a che quota possano resistere dei palloncini gonfiati ad elio. Certo, non oltre i 3-4 km, per cui ritengo probabile che il bigliettino accuratamente incartato si trovi ora a non più di 2-3 km da casa mia. Mi piace pensare, però, che sia giunto in terre lontane, magari oltre le sponde del Mediterraneo.

State, però, sicuri che (nonostante il finale tragico)  mi sono divertito molto più io di mia figlia.

Pierluigi Gioia

 

 

Una lieta notizia
Il Rio Secco, nonostante sia estate, in luglio non è stato in secco, come avveniva ormai da diversi anni. Eppure non è piovuto più della norma, né, quest'inverno, ci sono state abbondanti nevicate che
possano aver rifornito le sue sorgenti. Che cos'è successo, allora? Che cosa ha cambiato l'arido destino di questo fiumiciattolo appenninico?

L'auspicio di tutti è che, nonostante la "razzia" provocata dai cinque acquedotti che alimenta, il Rio Secco, e da certi progetti di cui si vocifera, possa continuare a scorrere come in questi giorni.

Da queste parti ci si contenta di poco, se altrove si spendono pubblici denari per costosi parchi fluviali, noi chiediamo solo di non spendere denaro per distruggere quanto la natura ci ha dato.

Una lieta notizia


Il Rio Secco, nonostante sia estate, in luglio non è stato in secco, come avveniva ormai da diversi anni. Eppure non è piovuto più della norma, né, quest'inverno, ci sono state abbondanti nevicate che
possano aver rifornito le sue sorgenti. Che cos'è successo, allora? Che cosa ha cambiato l'arido destino di questo fiumiciattolo appenninico?

L'auspicio di tutti è che, nonostante la "razzia" provocata dai cinque acquedotti che alimenta, il Rio Secco, e da certi progetti di cui si vocifera, possa continuare a scorrere come in questi giorni.

Da queste parti ci si contenta di poco, se altrove si spendono pubblici denari per costosi parchi fluviali, noi chiediamo solo di non spendere denaro per distruggere quanto la natura ci ha dato.

 

Zona Traffico Limitato dall'1 al 31 agosto

Invertito il traffico in Via Storelli

L'amministrazione comunale comunica che a partire dal 01/08/2009 fino al 31/08/2009 verrà istituito la ZTL (Zona a traffico Limitato) in Corso Italia e in Piazza Martiri della Libertà dalle ore 11.00 fino alle ore 01.00 del giorno successivo.

Nella stessa data (01/08/2009) verrà ripristinato in Via Storelli il precedente senso di marcia, precisamente il flusso di circolazione sarà a salire da Via Mancini a C.so Italia con il seguente ripristino di obblighi e divieti già preesistenti.

 

Museo dell'Emigrazione

Il Cisei ha presentato l'opera multimediale "Segni e Sogni dell'emigrazione - L'Italia dall'emigrazione all'immigrazione"

A cura di Tiziana Grassi, Catia Monacelli con Giovanna Chiarilli

Per il ciclo "Dal Porto al Mondo - Incontri sul tema dell'emigrazione", il CISEI (Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana) ha presentato l'opera multimediale "Segni e Sogni dell'Emigrazione".

Fabio Capocaccia, Presidente del CISEI, ha scelto quale cornice ideale per l'evento il Galata Museo del Mare dove, alle ore 17,00 del 10 luglio, erano presenti le autrici dell'opera multimediale, Tiziana Grassi, Catia Monacelli e Giovanna Chiarilli per illustrare le motivazioni ed i contenuti di "Segni e Sogni dell'emigrazione", un progetto presentato già lo scorso 10 settembre presso il Circolo degli Affari Esteri, edito da Eurilink, con il patrocinio dell'Università La Sapienza di Roma, del Ministero Affari Esteri e del Museo dell'Emigrazione "Pietro Conti" di Gualdo Tadino. Oltre a Fabio Capocaccia, all'incontro hanno partecipato le Autorità locali, il Sottosegretario agli Affari Esteri Vincenzo Scotti; il Direttore Look Out sull'Immigrazione, Claudio Martelli; Maria Paola Profumo, Presidente del MuMa (Museo del Mare); Antonio Gibelli, Presidente del Comitato scientifico CISEI e Giorgio Lombardi, Direttore Artistico del Museo del Jazz di Genova.

Dopo gli interventi, sono stati proiettati alcuni filmati d'epoca con l'accompagnamento musicale del gruppo "Louisiana Jazz Quartet" diretto da Egidio Colombo.

L'iniziativa è stata importante, infine, anche per il nostro Museo dell'Emigrazione, ancora una volta al centro dell'attenzione.

 

 
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