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ANNO III

N.09

Settembre 2009

Mensile edito a cura dell'Accademia dei Romiti - Direttore responsabile Valerio Anderlini
Redazione: Gualdo Tadino, Viale Don Bosco 68 - Tel / Fax 075 91 67 42

Accademia dei Romiti
       
       
 

Aria nuova a Gualdo Tadino

 di Gianni Pasquarelli

Si respira un nuovo clima nella mia città umbra. Non clima atmosferico. Questo è impietosamente torrido. Speri che un acquazzone lo rinfreschi, ma la speranza delude sia al mattino che al pomeriggio e alla sera. A meno che non ti fai frequentatore assiduo della montagna, portatrice di un generoso venticello sui sentieri che orlano le cime di Monte Maggio, Monte Penna, Valmare, la Chiavellara ecc. Là il passo si fa più spedito, la vetta più conquistabile, il panorama più affascinante e invitante. La riflessione va alla maestosità del creato, al richiamo dell'infinito che sa di eterno. È allora che il pianeta Terra si fa misterioso, problematico, voglioso di interrogativi che reclamano una risposta, una risposta come che sia. Provi a darla e finisci per scomodare Dio, Dio che è Padre affratellante che predica amore e così rivoluziona il mondo offrendo bontà, suggerendo solidarietà, promettendo perdono. Viene da meditare sulle rivoluzioni sanguinarie, boriose e utopiche fra classi sociali che durano poco perché esse s'illudono di poter cambiare la natura dell'uomo, che è quella di sempre. Stalin prova a cancellare Dio mediante le scuole atee, Hitler massacra gli ebrei con spietato fanatismo razzista. Sappiamo come l'uno e l'altro sono finiti. Invece il Cristianesimo ha più di 2mila anni, che diventano quasi 5mila se vi si aggiunge la tradizione religiosa del mondo orientale.

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 A Gualdo Tadino si respira però anche un altro clima, si diceva. Un altro clima politico voglio dire. Dopo 63 anni di potere della sinistra, finalmente il centrodestra di Roberto Morroni e Sandra Monacelli conquista il Comune con una maggioranza bulgara, qualcosa come il 67 per cento dell'elettorato. Era ora, direte. Proprio così. Se questo risultato non vi fosse stato, a farne le spese sarebbe stata probabilmente la democrazia senza ricambio, la quale per sua natura inclina al regime dispotico. Un po' di storia qui non guasta. La struttura portante della sinistra italiana è stata (e forse ancora è) il Partito comunista. Basta del resto riandare al ruolo condizionante che esso ha avuto nella dialettica politica italiana in questo dopoguerra, un ruolo solo occasionalmente costruttivo; riandare al mondo degli intellettuali e accademici che vi ha gravitato grazie ad una storiografia inguaribilmente classista e odiosa trainata dal verbo marxista; al legame a doppio nodo col mondo sindacale di sinistra, disponibile allo sciopero tanto svelto quanto chiassoso quando si trattava di sgambettare i provvedimenti dei Governi a direzione democristiana; infine al rapporto di cieca sudditanza del Pci verso l'Unione Sovietica, che ne ha appoggiato la politica estera in frontale contrasto con gli impegni della politica atlantica, legittimamente approvata dal Parlamento sovrano. La caduta del muro di Berlino e il crollo fallimentare del sovietismo avrebbero dovuto spingere gli ex-comunisti sulla strada del revisionismo ideologico e del riformismo socialdemocratico. Ma niente o quasi niente di tutto questo. Essi si sono baloccati con le sigle: comunisti prima, pidiessini poi e diessini dopo. Senza rendersi conto che la sconfitta storica del sovietismo è la sconfitta proclamata dal tribunale della Storia che non consente appelli di sorta. E ciò mentre la sinistra francese e tedesca avevano rinnegato il marxismo già nel 1959 a Epinay e a Bad Godesberg per via delle "purghe staliniane" in Russia. È come se un Papa cattolico proclamasse la superiorità del Cristianesimo, eppoi aggiungesse che Cristo non è esistito. Ciò aiuta a capire perché nel Pd regnino sovrani la confusione delle idee, la tattica tira a campare, il correntismo inconcludente. Fassino corteggia Galan, governatore del Veneto, per non sentirsi "straniero" nel Nord d'Italia; D'Alema tenta di recuperare la sinistra radicale mentre fa melina con Casini: come dire il diavolo e l'acquasanta; infine Veltroni che, credendo nel partito a vocazione maggioritaria, farebbe alleanze con tutti, meno che con la sinistra radicale. Per non dire di Franceschini che, quando fa il comiziante (spesso), pare abbia vinto lui l'anno scorso la scommessa elettorale.

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 Mi scusino i lettori se mi sono soffermato troppo su temi e problemi a misura nazionale. Ma prescinderne non aiuterebbe a decifrare il voto gualdese, e, soprattutto, a metabolizzare quel clima di novità e di vivacità che si respira oggi a Gualdo Tadino e dintorni. Sarà che il Ferragosto anima di suo la giornata torrida, specie nella sua coda serale; sarà perché il voto pressoché plebiscitario mette a nudo lo stato d'animo dei cittadini, i quali finalmente si regalano un'Amministrazione diversa da quella sperimentata per troppo tempo. Fatto sta che a Ferragosto in Piazza c'era tanta gente cui non ero più abituato, dopo anni di vuoto quasi piagnucoloso di un Centro Storico isolato dall'espandersi stravagante di un Paese lasciato crescere come può crescere una pianta assetata. Il pensiero va a una cittadina toscana che si chiama Pienza, feudo dei Piccolomini nel secolo XIII, elevata al rango di città da Pio II che affida al Rossellino il compito di disegnare un'ideale città del Rinascimento. La città si materializza all'inizio del Cinquecento: la celebre Piazza, il Duomo, i palazzi Piccolomini, quello Comunale e Vescovile, l'agricoltura fiorente, l'industrialismo pilotato. Da allora ci si convinse che una città può nascere anche da un disegno, sol che lo si voglia. Lo si è voluto da noi? A me pare di no. Fiuto l'obiezione. Se Gualdo Tadino è cresciuta storicamente sopra un cucuzzolo, non può che espandersi verso il basso, verso la pianura. Risposta apparentemente esatta, ma solo apparentemente. Perché la pianura gualdese è a tre direzioni: verso Perugia, verso Foligno e verso Fabriano. È qua che un'attenta pianificazione urbanistica avrebbe dovuto garantire la crescita bilanciata della città, anziché farne una realtà unidirezionale e intasata, quale oggi essa è.
Da molti anni spendo il giorno di Ferragosto sulla nostra montagna che addolcisce lo spirito e tonifica il corpo. L'itinerario è quello di sempre. Alle nove del mattino a Valsorda in auto con i soliti amici, Enzo Traversari dalla battuta pepata e ironica, e Giancarlo Garofoli non soltanto maestro nel cucinare la barbozza. Da lì a piedi ci si dirige verso Valmare che offre un sentiero in ombra per alcuni chilometri, punteggiato da antiche carbonare con le quali i gualdesi affrontavano il freddo inverno battuto dal vento triestino che si sposa alla neve nostrana. Il traffico automobilistico ne risente, le strade cittadine diventano scivolose, le "riferine" si fanno insidiose. Mi si dice che questi fenomeni, oggigiorno, tendano a regredire per l'aria calda sprigionata dai termosifoni. Sarà così. Traversato Valmare, eccoci alla prese con Monte Maggio, si tratta di imboccare la "passerella mediana" che riconduce a Valsorda. Ma la sua individuazione è un rompicapo perché di passerelle colà ve ne sono più d'una. Il dialogo fra noi si fa allora burbero, ciascuno dice la sua per scoprire la passerella che ci serve, ma, nello stesso tempo, ciascuno apre bocca per depistare e disorientare l'amico. Il gioco si chiude con abbondanti e gustose risate. Ci siamo meravigliati per parecchi anni che durante l'intero tragitto non si incontrassero altre comitive nemmeno il giorno di Ferragosto. Chi lo attribuiva alla pigrizia della gente, usa oramai al trasporto automobilistico, e chi all'ignoranza da parte di quella stessa gente la quale sottovaluta quanto il camminare in montagna pulisca il corpo dalle tossine, assicuri una pronta digestione, e fluidifichi la circolazione del sangue. Quest'anno però il quadro è cambiato, e cambiato assai. Di comitive ne incontriamo più di una, animate da giovani di entrambi i sessi, canti studenteschi, battute spericolate, gran voglia di divertirsi. Stessa situazione se si percorre in auto il tratto che unisce Gualdo Tadino a Valsorda.
Pure qui giovanilismo spensierato, passo svelto e cadenzato, intrecci amorosi, canti montanari, levate antelucane. Che succede? Posso sbagliare, ma ho la sensazione che quella Piazza comunale gremita per alcune serate che seguirono il Ferragosto, la montagna riemersa dalla solitudine del boscaiolo, e quei giovani intruppati e incollati dall'allegria, siano anche il portato della vittoria elettorale del centrodestra, del Comune finalmente conquistato, della passione che tanti gualdesi hanno messo per dare respiro all'alternanza di governo, della quale si nutre una democrazia matura che voglia assicurare al cittadino il diritto di partecipare al governo di se stesso.

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 Certo, la cittadinanza attende che la nuova Amministrazione dimostri ciò che sa fare, concretizzi le promesse fatte, affronti i problemi sul tappeto che sono tanti, crei uno strumento mediatico che le consenta di dialogare con tutti i cittadini, di qualsiasi colore politico essi siano. Infatti il metodo della democrazia non è soltanto dialettica fra due o più schieramenti che si affrontino e confrontino; è anzitutto servire il cittadino e non servirsene; è avere della platea gualdese una concezione aggregante, paritaria. Ma si farebbe un grande errore se si ritenesse che il "nuovo arrivato" debba dimostrare subito ciò che sa e vuol fare. E i motivi s'intuiscono. Ereditare o acquistare una piccola azienda reclama che se ne esaminino i conti, se ne individuino entrate e uscite, se ne quantifichino la consistenza patrimoniale e i risultati dell'esercizio annuale, si passi al setaccio l'indebitamento spesso manipolato, ci si convinca se il personale è adeguato oppure non lo è. Se tutto ciò bisogna fare nel caso di una piccola azienda, immaginate quanto sia più complessa e problematica l'esatta individuazione dell'eredità di un Comune come quello di Gualdo Tadino monopolizzato per più di mezzo secolo da uno stesso schieramento politico. Non voglio dare consigli né al Sindaco né al Vicesindaco perché non ne hanno bisogno. Ma una fotografia fedele dell'eredità mi pare addirittura indispensabile affinché il timoniere e i timonieri della barca possano farla veleggiare verso il giusto approdo. Avrebbero tutti da guadagnarvi, sia chi ha governato ieri e chi si accinge a governare oggi: si eviterebbe quella specie di scaricabarile delle responsabilità per cui, tirando le somme, tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Cosa che non soltanto falsa la realtà, anzi, meglio, la verità, ma impedisce o ritarda quel dialogo fertile con i cittadini che è la linfa vitale della democrazia dell'alternanza.

 

Giochi de le Porte, nuova dimensione

C'è il Patrocinio del Ministero per i Beni Culturali

Un importante riconoscimento istituzionale

L'edizione dei Giochi de le Porte 2009 si apre in una nuova dimensione: a trent'anni dalla prima edizione moderna della manifestazione, infatti, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha concesso il proprio Patrocinio alla storica rievocazione
Al termine di una apposita conferenza stampa in cui è stata illustrata la concessione del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ai Giochi de le Porte, motivi di soddisfazione per l'ambito riconoscimento sono stati espressi dal Sindaco Roberto Morroni, dal vicesindaco e assessore alla cultura Sandra Monacelli, dal Presidente dell'Ente Giochi de le Porte, Giuseppe Ascani, e dal Gonfaloniere Paolo Campioni.

(servizi sui Giochi a pag.4)

 

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Controcanto

La vittoria ha tanti padri, la sconfitta è sempre orfana

di Carlo Catanossi

Come avevo promesso ai miei venticinque lettori, dopo aver parlato dei vincitori, è giunto il momento che io parli dei perdenti delle recenti elezioni amministrative gualdesi. Qualcuno vorrebbe che si parlasse "del perdente" intendendo così scaricare tutta la responsabilità dell'accaduto su una sola persona, ma costoro non mi trovano d'accordo ed ora cercherò di illustrare il perché.
Intanto cominciamo con il dire che c'è stato un vero e proprio tracollo elettorale delle sinistre gualdesi che ha toccato l'apice non tanto nelle amministrative (dove giocano fattori locali), quanto nelle Europee dove il PDL e la Lega sfiorano la maggioranza assoluta in una elezione che, sia per politicizzazione che per meccanismo elettorale, è quanto di più politico sia pensabile. Ma tutto si è poi ripetuto anche a livello locale. E qui casca l'asino.
Il nostro ex Sindaco è (politicamente) quanto di più caparbio, testardo, presuntuoso, sicuro di sé un politico possa essere. Ma è anche (e lo è stato pure nello svolgimento del suo incarico) un generoso che non si risparmia nell'impegno, un convinto delle proprie idee e coerente nel realizzarle senza farsi fermare dalle ripercussioni che si potrebbero avere sul medio e lungo periodo. Certo potremmo e dovremmo dire che Scassellati ha messo parecchio del suo in questa sconfitta, ma non può certo essere additato come l'unico padre di una batosta che è già passata alla storia.
La prima concausa è la fine vera dell'"era Pinacoli": la morte ci ha tolto un amico (per alcuni un grande amico) ma non può farci dimenticare i suoi errori. Oggi i nodi sono venuti tutti al pettine. Gli scempi edilizi della città che oggi ha pagato Scassellati sono firmati Pinacoli (Monina, Fiammiferi, Santa Margherita); la crisi di identità che colpisce questa città sul versante sociale, economico, produttivo l'ha pagata Scassellati, ma affonda le sue radici nell'era precedente; i problemi ambientali legati all'acqua, alle cave, all'uso del territorio non nascono negli ultimi giorni, ma fanno parte di un disegno di lungo periodo che parte da lontano; il piano regolatore con le critiche più che con i benefici che ha portato è dei primi anni duemila; le scelte di collocazione regionale che hanno significato sia l'intervento sulla viabilità che la questione dell'ospedale Calai non sono frutto degli anni di questa penultima amministrazione. Se voleste potrei continuare ma forse è bene fermarci.
Un squadra di amministratori ha circondato il sindaco ma non sempre e non tutti erano, mi sia concesso, all'altezza del loro ruolo. Se tanto di cappello andava reso alla cortesia ed alla correttezza di un vicesindaco che rubava il tempo alla professione per essere attenta ai bisogni dei cittadini, non si può forse dire altrettanto di chi passava il tempo nella pubblica piazza pensando che amministrare volesse dire intrattenere i cittadini che transitavano per via. E che dire di giovani assessori che hanno dovuto dividere il loro tempo tra il farsi conoscere e lo spiegare perché si trovavano li e a quale titolo?
E della maggioranza che ha sostenuto l'amministrazione vogliamo forse tacere? Divisi su tutto, certi solo dell'incertezza, pronti fin dal primo giorno a lavorare per il dopo Angelino. Hanno dato di sè una immagine culminata nella vicenda delle candidature, delle primarie, dei commenti elettorali che ben è stata interpretata dagli elettori: "cari concittadini per favore non ci votate, perché non sappiamo cosa fare ed abbiamo paura di gestire la città in un momento difficile come questo".
Ed infatti gli elettori li hanno ringraziati e non li hanno votati! Con buona pace di chi non ha contato neanche fino a dieci prima di sparare la propria amenità con qualche comunicato stampa (che tanto non legge nessuno).
Credo ci possano essere diversi modi di valutazione per ciò che è successo e non tutti saranno d'accordo con le mie analisi; certamente non si può però invocare né il "destino cinico e baro", come quando si afferma che la sconfitta sarebbe il frutto del vento di destra che spira in Europa (infatti a Foligno la sinistra vince al primo turno, come a Fossato, come a Perugia, a Marsciano no..vanno al ballottaggio due di sinistra!), né si può scaricare solo su una persona l'incapacità dimostrata di avere una visione seria e coerente per il futuro della città.
Ma insomma: Scassellati è senza colpe? Ma neanche per idea!
Angelo Scassellati paga il fatto di essere stato nella continuità delle scelte senza essere l'anima delle stesse; paga una incompetenza di chi lo ha circondato senza aver preso mai provvedimenti; un essere il bersaglio di tutto e tutti senza prenderne atto (errore politico molto grave); la mancanza di una linea progettuale che andasse oltre la normale amministrazione e che avesse in idee "grandi" anche se concrete la capacità di coinvolgere e motivare all'impegno le forze vive della città; la mancanza di leadership in una maggioranza che non era assolutamente disponibile a riconoscerlo come leader. Il suo problema più grande tuttavia è stato, a mio avviso, quello di ritenere di essere il migliore interprete delle esigenze dei suoi concittadini e di poter dare le risposte migliori a quelle esigenze anche a loro insaputa.
La città voleva cambiare aria e lo ha fatto in modo plateale, c'erano dei segnali ma forse nessuno riusciva ad immaginare che la realtà avesse scavalcato la fantasia fino a questo punto. Penso che queste cose siano oggi sotto i nostri occhi e dovevo raccontarvele anche se, amici lettori, dopo quello che ho scritto, non so se avrò ancora un amico ex sindaco (perché il nostro uomo è anche... notoriamente permaloso). Cosi ho finito di parlare di Amministrative e non vi annoierò più con queste cose. Forse.

 

Emilio Duca. nuovo Direttore della ASL

Il suo ncontro con i nuovi Amministratori Comunali

Presso la sede municipale ha avuto luogo un incontro tra il sindaco Roberto Morroni, il vicesindaco con delega alla sanità, Sandra Monacelli, e il nuovo direttore generale della Asl n. 1, dottor Emilio Duca, che sostituisce l'ex Vincenzo Panella.
Durante il vertice, svoltosi in un clima particolarmente cordiale e con uno spirito di collaborazione affermato da entrambe le parti, gli amministratori gualdesi hanno messo sul tappeto alcune tematiche importanti riguardanti la sanità del territorio. In modo particolare sono state poste all'attenzione del neo direttore generale le questioni dell'immediato riutilizzo della struttura dell'ex ospedale Calai, da tempo chiusa, la necessità di una crescita qualitativa del nosocomio comprensoriale di Branca, la medicina sul territorio e la politica distrettuale. Una particolare attenzione è stata riservata anche alla vicenda dei "nati a Gualdo Tadino", a salvaguardia dell'identità, e dei defunti presso l'ospedale di Branca.
Per una prima verifica delle questioni è stato programmato un nuovo incontro nel mese di settembre.

 

 

Le doglianze della "Lega"

Parlanti e Rogo con il Carroccio

La Lega Nord si sente trascurata e scavalcata, nell'Alleanza con la Pdl, dall'Udc di Sandra Monacelli e dall'IDV di Fausto Cambiotti che "hanno ottenuto molto" mentre "con noi non c'è stato più dialogo". A manifestare questo disagio è stato Mauro Mordenti, nel corso di una conferenza stampa in cui gli ex candidati a sindaco Massimiliano Parlanti (che ha rivelato di aver rinunciato a fare il consigliere dell'ESA) e Marco Rogo hanno annunciato la loro adesione al Carroccio perché le loro formazioni politiche di provenienza (lista civica Il Nuovo e la Destra) a loro avviso non hanno futuro. Contro l'UDC è stato anche l'intervento del coordinatore provinciale Miroballo: "La Lega non può essere sottovalutata perché nel 15% dei comuni umbri alle elezioni europee è risultato ormai il terzo partito. Noi appoggeremo alle prossime elezioni regionali un candidato del Pdl, ma non un candidato dell'UDC che sta giocando sul doppio fronte nelle diverse realtà dell'Umbria a seconda di come gli fa comodo".
Insomma, l'eventuale abbraccio del Pdl con l'UDC (così come è avvenuto a Gualdo) è visto dalla Lega come il fumo negli occhi perché toglierebbe al partito di Bossi la terra sotto i piedi.

 

PD: Resa dei conti

Resa dei conti nel Pd a Gualdo Tadino. Il Coordinamento Comunale ha deciso di "non accettare, per motivazioni statutarie e regolamentari, l'iscrizione al Circolo di Gualdo Tadino di 22 persone poiché incompatibili con quanto stabilito dallo statuto del PD in materia di fedeltà, coerenza e lealtà alle regole di civile convivenza democratica. Gli stessi pertanto non avranno diritto di partecipare alla fase congressuale del circolo di Gualdo Tadino". Il Coordinamento ha anche deciso di pubblicare i 22 nomi di coloro cui è stata rifiutata l'iscrizione. Tra essi ci sono gli ex assessori Diego Pascolini, Gilberto Garofoli e Bruno Filippetti e tutti coloro che si sono candidati con altre liste al di fuori del PD o hanno dato il loro sostegno diretto con assunzioni di incarichi (come rappresentanti di lista) ad altre liste al di fuori del PD sia nelle primarie che nel primo turno delle elezioni (è il caso di Maria Grazia Carlotti). Alcuni di coloro cui è stata rifiutata l'iscrizione appartenevano al Coordinamento Comunale ed all'esecutivo del partito. Si tratta in buona sostanza di una vera e propria espulsione. La decisione è stata assunta in base all'art. 8 comma 2 dello Statuto del Partito Democratico (."Sono esclusi dalla registrazione nell'Anagrafe degli iscritti e nell'Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all'interno di organi istituzionali elettivi". Non altrettanto drastica è stata la Commissione Provinciale di garanzia nei confronti degli esclusi, per cui il Coordinamento Comunale ha deciso di ricorrere alla Commissione Regionale di Garanzia. Se le cose rimanessero tali, avremmo un gruppo di gualdesi iscritti al PD ma non al circolo di Gualdo.

 

 

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È Massimo Botti l'autore de l Palio 2009

Sponsor del Palio 2009 è l'impresa Danilo e Saverio Pallucca.

Il Palio 2009 che andrà alla Porta vincitrice dei Giochi de le Porte di fine settembre è stato realizzato dal pittore folignate Massimo Botti; è stato scelto, a suo tempo, dall'Ente Giochi su proposta della commissione artistica presieduta da Carlo Petrozzi, una decisione che conferma la rotta intrapresa negli anni scorsi di conferire l'incarico ad artisti umbri con i palii dipinti da Nedo Frillici e Luciano Tittarelli.
Massimo Botti è nato a Foligno dove vive e lavora. Ha partecipato a rassegne artistiche personali e collettive fra cui numerose personali al festival di Spoleto. Nel 1997 ha partecipato all' "Esposizione Internazionale al Museo Navale" di Barcellona, nel 2003 alla mostra Tokio, nel 2004 al "Progetto fontana monumentale P.Todi" a Foligno; nel 2007 le sue opere sono state esposte a la "Maison de l'Amerique Latine de Monaco" - Principato di Monaco. Lo scorso anno ha esposto presso la galleria "Block 1587" di Martin Siskind a Miami (Usa) e dal 29 agosto, in occasione della Città Medioevale e sino ai Giochi de le Porte, Massimo Botti ha allestito una sua personale presso la chiesa di San Francesco dove appunto il 12 settembre è stato presentato il palio che premierà la Porta vincitrice dei Giochi.
Il nome di Massimo Botti si inserisce nel lungo elenco degli artisti che hanno realizzato il premio per la Porta vincitrice del Palio di San Michele arcangelo e che comprende, tra gli altri, Bruno d'Arcevia, Edgardo Abbozzo, Montesano, Antonio Nunziante, Antonella Cappuccio, Massimo Sansovini, Renato Balsamo, Foglia, Canelli, Dall'Oglio, Boccacci, Vincenzo Martini, Sandro Ursi e Paolo Grimaldi.

Foto daniele amoni

 

Il XV Convivio Epulonis

"Il medioevo in tavola", è il senso del "Convivio Epulonis". l'appuntamento di venerdì 4 settembre, presso la Rocca Flea giunto alla quindicesima edizione, organizzato dall'Ente Giochi, rinnovato sia per ambientazione che per organizzazione, pur conservando lo spirito del concorso gastronomico con piatti tipici medioevali tra le quattro Porte. Nella cornice del castello federiciano e del suo parco, gli illustri ospiti della serata hanno rivissuto uno scorcio di vita medioevale attraverso quadri e figuranti, prima di gustare le prelibate pietanze nel cortile interno della Rocca Flea trasformato in mensa.
Il Convivio Epulonis è un'esaltazione dell'aspetto culturale da sempre inseguito dai Giochi con l'intenzione di ritrovare le radice del popolo gualdese a tutto tondo e quindi anche sotto l'aspetto culinario, anche se a prima vista i piatti potrebbero essere quelli che si ritrovano sulle nostre tavole originali e il procedimento per la preparazione, le spezie vengono usate in maniera cospicua; singolare anche il calcolo del tempo di cottura, esempio simpatico i ravioli che in tempo di carne andavano cotti per il tempo di dieci paternostri.
Vincitrice dell'edizione 2009 del Convivio è risultata Porta San Benedetto
Il Convivio Epulonis è anche l'occasione per assegnare il premio Bastula d'Oro a personaggi o un'associazione distintisi nel corso dell'anno. Il premio, quale taverniere dell'anno, è stato assegnato , a Diso Dino; analoghi riconoscimenti sono andati al giornalista conduttore di Uno Mattina Fabbrizio Gatta , a Francesco Giubilei per la riedizione di un libro dedicato alla Bastola, al Magnifico Rettore dell'Università di Perugia Francesco Bistoni , al Comandante della Regione Carabinieri dell'Umbria Claudio Curcio , al Consigliere Regionale Luigi Masci ed all'imprenditore Matteo Minelli.

La sfida della sfilata

Uno degli aspetti sempre più qualificanti dei Giochi è costituito dalla sfilata in costume d'epoca, tanto che nell'ambito della manifestazione, negli ultimi anni è stato stabilito un premio particolare, che viene assegnato da un'apposita commissione per la migliore sfilata e che, nella passata edizione è stato appannaggio di Porta San Facondino.
Nell'ambito della sfilata si propone pertanto un confronto fra le quattro porte che si articola, oltre che nella bravura e nell'accuratezza nella realizzazione dei costumi e la loro attinenza al periodo storico, nella scelta del soggetto che il gruppo dei figuranti di ciascuna porta debbono riproporre; da anticipazioni avute così apprendiamo che Porta San Dona­to nella sua sfilata riprodurrà il passaggio a Gualdo del corteo funebre in onore di Oddo Fortebracci, Porta San Fa­condino rappresenterà la coltivazione del grano simbolo di vita e di sostentamento nel panorama quattrocente­sco, il un corteo di Porta San Martino riproporrà sulla piazza gli svaghi ed i passatempi del Quattrocento, mentre i giocolieri di Porta San Benedetto ci cimenteranno nella produzione della carta nel 1400 e la nascita della stampa a caratteri mobili (rammentiamo che fra i primi stampatori la tradizione annovera i due gualdesi autori di poemi cavallereschi Gerolamo e Francesco Tromba).
Pertanto, se nelle taverne delle quattro porte si esalta le capacità culinarie di ciascuna, nei giochi in piazza la bravura dei campioni di ciascuna porta nelle singole discipline e la possanza dei rispettivi asini nella corsa, nella sfilata si affinano e si esaltano la ricerca storica e la manualità di artigiani ed artigiane nella confezione di costumi d'epoca, la cui capacità ha travalicato da tempo i confini del Comune.

Il Programma

Venerdì 24

ore 18 - Apertura dei Giochi Scambio di doni fra i tavernieri

ore 22 - Esibizione del gruppo sbandieratori.

Sabato 25

ore 14 - Prove di tiro (arco e fionda)

ore 17 - Sfida fra i balestrieri per la custodia del palio.

ore 20 - Arrivo dei cortei delle 4 porte; consegna delle chiavi della città; lettura dei bandi di sfida.

ore 22,15 - Corteo storico

Domenica 26

ore 10,30 - Pesa dei carretti e sorteggio ordini di partenza e di tiro.

ore 14 - Esibizione gruppo sbandieratori e partenza del Corteo storico dalla Rocca Flea;

ore 15,30 - Benedizione dei giocolieri;

ore 15,45 - Inizio Giochi (corsa con il carretto, tiro con la fionda, tiro con l'arco, corsa a pelo).

Al termine rogo della Bastola.

Albo d'oro della manifestazione

1970 San Facondino
1978 San Facondino
1979 San Facondino
1980 San Facondino
1981 San Facondino
1982 non aggiudicato
1983 San Donato
1984 San Martino
1985 San Donato
1986 San Donato
1987 San Donato
1988 San Martino
1989 San Facondino
1990 San Martino
1991 San Martino
1992 San Martino
1993 San Martino
1994 San Benedetto
1995 San Facondino
1996 San Benedetto
1997 non disputato
1998 San Martino
1999 San Benedetto
2000 San Donato
2001 San Benedetto
2002 San Donato
2003 San Donato
2004 San Donato
2005 San Facondino
2006 San Donato
2007 San Benedetto
2008 San Donato

 

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Questo è il programma della nuova amministrazione

Sintesi dei programmi di coalizione di Roberto Morroni (Pdl) e Sandra Monacelli sindaco

a cura di Riccardo Serroni

È il succo di 23 pagine della relazione programmatica di legislatura che il neo sindaco ha presentato in consiglio ed è stata approvata a maggioranza con il voto contrario di R.C. e astensione di Socialisti, Riformisti per Gualdo e Democratici. Rispetto ai programmi elettorali non ci sono novità o sorprese. L'idea guida che deve ispirare l'azione della nuova amministrazione si articola in quattro direzioni: innovazione, eccellenza, conoscenza e intraprendenza.

Economia e lavoro

Il primo punto si incentra sull'economia ed il lavoro ed il progetto qualificante è Gualdo Tadino"Città della salute del benessere ".
Partendo dalle basi già gettate dall'amministrazione Scassellati con adesione al Patto dei Sindaci (progetto europeo per l'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica), l'obiettivo prioritario sarà sviluppo di tre aree di intervento nel fotovoltaioco, eolico e biomasse anche con regolamenti edilizi che prevedano incentivi nell'edilizia privata e con attenzione al mondo della ricerca e dell'università, al fine di garantire i necessari contenuti di innovazione e di eccellenza.
Altro indirizzo di eccellenza sarà la riqualificazione ambientale del nostro patrimonio con percorsi della salute, aree attrezzate ludico-ricreative, aree attrezzate per il turismo itinerante, parco didattico nell'area Valsorda-S.Guido-Rocchetta. Per l'artigianato e la piccola industria lo sforzo maggiore sarà indirizzato "al l'avvio di processi sia di formazione che di qualificazione e riqualificazione professionale ". Per i nuovi insediamenti produttivi si profila un cambiamento di rotta: " Progettazione e realizzazione delle infrastrutture a rete (strade, aree di parcheggio, servizi, ecc.) diventa fatto preliminare all'assegnazione dei lotti, nel rispetto della normativa vigente. Inoltre è necessario promuovere uno sviluppo compatibile con la trasformazione degli assi viari fondamentali (Nuova Flaminia, Perugia-Ancona), così come la realizzazione delle aree leader incluse nell'asse viario Marche-Umbria-Quadrilatero, come da deliberazione del Consiglio Comunale n. 80/2007".
Per la ceramica si avverte la necessità di proseguire sulla strada innovativa tracciata dal nuovo Concorso della Ceramica promosso dalla Pro Tadino (con collaborazione tra designer ed aziende) e di continuare l'impegno all'interno della Associazione Italiana Città della Ceramica. Inoltre si punterà al rilancio dell'artigianalità e del prodotto "di nicchia", allo scopo di valorizzare il patrimonio di esperienza e di spiccata professionalità di alcuni maestri artigiani.
L'idea della bottega-scuola, che l'amministrazione comunale intende promuovere, favorirà la crescita professionale di giovani maestranze, desiderose di acquisire il necessario bagaglio di abilità e competenze". Si avverte, infine, la necessità di rilanciare il Centro Ceramica Umbra ritagliandogli un ruolo di maggior rilievo.
Per il commercio si individua la necessità di "uno sviluppo, di concerto con le associazioni di categoria, di una cultura dell'innovazione e dell'eccellenza che orienti azioni di riqualificazione e di specializzazione delle unità commerciali di piccole dimensioni". Mentre per il tessuto commerciale del centro storico "è indispensabile una strategia ancorata a tre linee di intervento fondamentali: eventi di qualità, chiusura del traffico e arredo urbano".
Anche l'agricoltura si ritiene possa avere un nuovo ruolo nello sviluppo economico con "possibilità di avviare la coltivazione di erbe aromatiche e/o medicali montane tipiche della nostra zona" e l'introduzione di concetti legati alla produzione biologica ed ai prodotti di nicchia, non tralasciando il rilancio della strada dell'olio affiancata ai prodotti tipici.

Politiche sociali e sanità

Il trasferimento dell'EASP presso il Calai, con l'acquisto della porzione di proprietà pubblica, è l'azione prioritaria: "Il trasferimento della sede Easp permetterà l'immediata costituzione dei quattro nuclei di assistenza previsti dal PSR che l'attuale sede non è in grado di accogliere". E con il progetto "Vita serena" si intende sviluppare un sistema di assistenza domiciliare agli anziani autosufficienti attraverso la collaborazione tra amministrazione comunale, enti preposti e associazioni di volontariato. In tale direzione nel contesto di forme di assistenza domiciliare privata che negli ultimi anni si sono spontaneamente diffuse in misura significativa, "si guarda con favore alla costituzione di una realtà professionale che possa garantire un livello di organizzazione del servizio e di qualificazione professionale del personale ad esso dedicato".
Per il fenomeno dell'immigrazione, infine, viene confermata la volontà di introdurre il salario minimo garantito con un apposito regolamento. .
Per la prima infanzia, infine, tenuto conto che al momento l'asilo nido è in grado di garantire appena la metà delle richieste (40 su 80) c'è l'intenzione dilatare l'offerta ed incrementare le capacità di risposta dinanzi ad un bisogno sociale sempre più esteso".

Ambiente e urbanistica

Molti i capitoli dedicati a questo settore. Si ribadisce un netto no a nuovi attingimenti per usi industriali (Rocchetta) e l'amministrazione comunale sosterrà la raccolta di firme per la proposta di modifica della legge regionale presentata da Roberto Morroni nella legislatura precedente.
Più sfumata la posizione sulle cave con una posizione "ispirata al buon senso e ad un corretto uso delle risorse non rinnovabili del territorio, affinché da ciò derivi un miglioramento della qualità dell'ambiente. Pertanto le ipotesi di intervento e le progettualità non potranno che essere strettamente legate all'obiettivo primario che è la riqualificazione dei siti estrattivi. Coerente con tali indirizzi l'amministrazione sta lavorando ad un progetto di intervento che interessa la zona di Pian delle Quaglie".Vedremo i contenuti del progetto e poi valuteremo.
Per la riqualificazione ambientale di parla di lotta al fenomeno delle discariche abusive, di una fase di di riflessione e di verifica sul ruolo e l'attività svolta dall'ESA (significativa, comunque, è la conferma nel ruolo dell'amministrazione delegato Antonio Granieri cui si riconosce, evidentemente, capacità e competenza) e l'ampliamento della raccolta.differenziata. C'è, infine, il "Progetto verde" con il "miglioramento degli spazi di verde pubblico già presenti nel nostro territorio e la realizzazione di nuove aree attrezzate nelle zone periferiche e nelle frazioni a maggiore densità abitativa"
Per l'urbanistica si ipotizza una revisione del Piano Regolatore per modificarne alcune linee di indirizzo: l'ampliamento della zona industriale nord verso Fossato di Vico anziché verso valle; un diverso sviluppo urbanistico in alcune zone come le frazioni; una migliore viabilità di raccordo tra la Nuova Flaminia e le zone interne del territorio comunale;

Cultura

"La cultura come traino per l'economia e il turismo. Un rilancio di questo settore può infatti rappresentare per Gualdo Tadino una carta molto importante da giocare": è questo il filo conduttore. Ecco quindi il progetto della "Città delle quattro epoche" con la musealizzazione dei siti archeologici del Colle dei Mori e della Tadinum Romana; la realizzazione del Centro Policulturale e del Museo della Ceramica Contemporanea, l'apertura del Museo Rubboli, la riapertura della Scuola Comunale di Musica, il potenziamento del sistema museale con l'obiettivo di recuperare il patrimonio storico oggi non fruibile (Pinacoteca) e l'ammodernamento e il rilancio della biblioteca comunale; la tutela delle tradizioni; il rilancio della politica dei gemellaggi con "viaggi-scambio delle scuole, associazioni e gruppi di cittadini, meeting culturali e commerciali e incontri periodici con le istituzioni gemelle".

Sicurezza

A Gualdo non c'è un'emergenza sicurezza, ma si ritiene comunque di dover intervenire per stroncare fenomeni di microcriminalità che possono far degenerare la qualità della vita nel nostro territorio. Le azioni previste sono il "potenziamento della sorveglianza del territorio attraverso l'affidamento al corpo della Polizia Municipale di compiti di vigilanza più incisivi nel rispetto degli ambiti funzionali propri; il èotenziamento dell'organico delle forze di Polizia Municipale da un lato, dall'altro l'impegno ad intervenire presso le competenti autorità al fine di incrementare l'organico delle forze dell'ordine (Caserma dei Carabinieri); l'estensione della video sorveglianza; un'attenzione particolare al fenomeno delle tossicodipendenze e al traffico di sostanze stupefacenti affiancando le azioni repressive con "campagne di informazione e sensibilizzazione sulle conseguenze dell'uso di sostanze stupefacenti e dell'abuso di alcool, incentrate sugli alunni della scuole medie inferiori e delle scuole medie superiori"

La macchina comunale

Infine la macchina comunale, lo strumento principale in mano all'amministrazione per realizzare i progetti. Si ritiene "prioritaria l'esigenza di procedere ad una profonda azione di ammodernamento e riqualificazione della macchina comunale attraverso interventi di riorganizzazione strutturale e di valorizzazione delle risorse umane". In particolare si prevede la " Ristrutturazione della pianta organica, Riorganizzazione degli orari di apertura al pubblico degli uffici, la Creazione dell'Ufficio per le Risorse Comunitarie (per interc4ettare tutte le opportunità progettuali), la creazione di un ufficio del turismo. e la riorganizzazione e potenziamento dell'Ufficio Tributi con il ritorno ad una gestione diretta dall'1 gennaio 2011 (viene confermata la volontà di abolire la TOSAP), la creazione di uno sportello unico dell'energia.
Un quadro programmatico, come si vede, complesso ed articolato che presenta un solo punto interrogativo di fondo: sarà possibile realizzare quanto ipotizzato con le poche risorse di cui dispone il comune? La risposta del sindaco Morroni è questa: " questa amministrazione intende dare prova di responsabilità, di volontà e di determinazione, con l'intento di impedire che tali difficoltà si trasformino in vere e proprie strozzature alle chanches di ripresa e di rilancio che la città di Gualdo Tadino deve essere in grado di saper perseguire".

 

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Il dibattito

Clima di grande fair play

Chiara Giombini

In un clima di grande fair play, nonostante la dura campagna elettorale appena trascorsa, il l consiglio comunale di Gualdo Tadino ha dato il via libera - con 12 voti favorevoli, 7 astenuti (Pd, Ps, PpG) ed un contrario (Prc), alle linee massimiliano presciuttiprogrammatiche dell'Amministrazione Morroni. Pensare una comunità locale coesa in grado di favorire lo sviluppo economico e culturale, dove vi sia maggiore sicurezza rappresenta la sintesi dell'impegno della nuova amministrazione comunale. Il sindaco Morroni ha voluto chiudere la sua relazione programmatica citando una frase di J.F. Kennedy in tal senso esplicativa : "Credo che il nostro tempo esiga inventiva, immaginazione, rinnovamento e decisione".
Inviti alla coesione "in questo periodo economico difficile" sono giunti dal sindaco, dal capogruppo della lista civica di maggioranza Fausto Cambiotti e da quello del PdL Rita Dionisi. Appelli che sono stati accolti con favore da tutte le forze di opposizione (Ps con l'intervento dell'ex sindaco Scassellati, Pd con il capogruppo Presciutti, Prc di Graciolini e Progressisti con Garofoli). Opposizione che, ha puntualizzato Massimiliano Presciutti dei Democratici, baserà i propri giudizi sull'operato della maggioranza sui criteri "della serietà e della concretezza, sempre comunque con spirito costruttivo". Angelo Scassellati ha sottolineato che "non solo la precedente amministrazione ha consegnato diverse opere alla Città, ma diverse di quelle previste nelle linee programmatiche dalla nuova maggioranza erano previste anche dalla precedente, come il trasferimento dell'Easp presso l'ex Calai", ma ora apprende con soddisfazione anche "la presa d'atto", da parte della nuova maggioranza "delle difficoltà di bilancio in cui operano i Comuni". Gianluca Graciolini del Prc, seppur apprezzando "lo spirito di responsabilità" con cui sono state delineate le linee programmatiche, vede di difficile realizzazione molte delle azioni previste "anche per i forti tagli operati dal Governo Berlusconi alle amministrazioni locali".

 

 

Comunità Montana

Impasse politico per la nuova giunta

Riccardo Serroni

Un assessore di centro destra in una giunta di centro sinistra? E' il nodo da sciogliere all'interno della nuova Comunità Montana "Umbria Nord" nata dalla fusione dell'Alto Tevere con l'Alto Chiascio. L'Ente è composto da 15 comuni (8 dell'Alto Tevere e 7 dell'Alto Chiascio, con l'esclusione di Città di Castello e Gubbio che potranno comunque chiedere di entrare) e sarà governato da 5 amministratori: un presidente, due assessori dell'Alto Tevere e due assessori dell'Alto Chiascio. Il comune di Gualdo ritiene di aver diritto ad avere un rappresentante nell'esecutivo e rivendica, inoltre, la sede dell'organismo. Richieste che rischiano, però, di scontrarsi con la nuova realtà politica che si è creata. La nuova Comunità Montana avrà, cioè, una maggioranza di centro sinistra e l'eventuale assessore gualdese dovrebbe essere di centro destra perché dovrebbe essere espressione della maggioranza. Un impasse non facilmente scioglibile. Nel consiglio comunale del 4 agosto la maggioranza decise di rinviare le nomine: "Vogliamo avere la certezza che le esigenze di Gualdo vengano rispettate garantendo la nomina di un assessore di centro destra-dissero in coro Morroni e Monacelli- ed attiveremo contatti con gli altri comuni per avere queste garanzie". I contatti il sindaco li ha presi ma le garanzie non sono venute, il problema persiste. La soluzione per risolverlo passerebbe per una diversa impostazione dell'Ente: "Noi riteniamo che la giunta della Comunità Montana debba essere una rappresentanza di tipo istituzionale, non politico" spiega il vice sindaco Sandra Monacelli. Quindi la giunta non dovrebbe essere espressione politica della maggioranza politica della nuova Comunità Montana ma l'espressione delle figure istituzionali dei comuni che la compongono. Sostanzialmente un concetto legato più alla formula di un consorzio tra comuni che ad un organismo pletorico espressione dei partiti. Sembra che questa posizione sia sostenuta anche da altri sindaci, ma la partita resta difficile. Al territorio dell'Alto Chiascio spettano due assessori. Uno di essi sarà espressione dei comuni della fascia appenninica ed avrà la delega per la gestione del Parco di Monte Cucco. L'altro viene giustamente rivendicato da Gualdo essendo il comune più importante dell'Alto Chiascio. E per dare più forza a questa impostazione istituzionale la maggioranza ha delegato a rappresentarla le due più alte cariche cittadine: il sindaco Roberto Morroni ed il presidente del consiglio Eduardo Vecchiarelli, entrambi Pdl. Per la minoranza è stato nominato Roberto Morroni (quello del Pd).

 

Veronica Balducci nuovo segretario comunale.

Dal 14 settembre il nuovo segretario comunale del comune è la Dr.ssa Veronica Balducci. Sostiotuisce Mario Tantari, in pensione dal 1 settembre.
Tantari era in servizio presso il Comune di Gualdo Tadino dal 1 gennaio 2000. dopo aver rivestito lo stesso ruolo nei Comuni di Montone, Monteleone di Spoleto, Sigillo e Nocera Umbra. L'amministrazione comunale gli ha fatto dono di una targa-ricordo, così come i dipendenti comunali, presenti in gran numero alla cerimonia di commiato che hanno voluto anch'essi salutare il segretario con un presente. Alla neoarrivata gli auguri di buon lavoro.

 

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Accademia dei Romiti

Iniziative di Agosto

Nonostante l'afa del periodo agostano, l'Accademia dei Romiti ha proseguito con le proprie iniziative, nell'ambito delle sue attività culturali, con due appuntamenti che si sono svolti rispettivamente nelle frazioni di Boschetto e di Palazzo Mancinelli: presentazione del poster dedicato alle pitture della Chiesa parrocchiale di Boschetto e presentazione del libro " Laentro, un fiume un campanile ", ultima opera storico-letteraria di Valerio Anderlini, in cui è stata ricostruita la storia del paese.

Boschetto:

Il poster, realizzato dall'Accademia in collaborazione con la Parrocchia (foto di Franco Chiucchi, Grafica dell'architetto Emanuela Venturi, presentazione stotico-artistica del prof. Enzo Storelli e dell'arch. Sara Scassellati - coordinamento di Alessandra Artedia) è stato presentato nella chiesa parrocchiale, nella quale le esposizioni del parroco Don Francesco Pascolini e dei realizzatori sono state seguite con interesse ed attenzione dal folto pubblico intervenuto, fra i quali in particolare i turisti presenti nella località, che hanno dimostrato apprezzamento per l'iniziativa.

(Nelle foto i relatori che presentano il poster ed una panoramica dell'uditorio)

Palazzo Mancinelli

Sabato 22 agosto, nella chiesa di Palazzo Mancinelli l'Accademia ha presentato l'ultimo lavoro letterario del Direttore Valerio Anderlini:" Laentro, un fiume, un campanile . - Palazzo Mancinelli nel tempo ", una sintetica storia del paese, ricostruita con dovizia di particolari. La pubblicazione, realizzata da tempo, ma presentata a sorpresa con la collaborazione del Circolo ACLI, è stata accolta con interesse dalla popolazione; una platea impinguata da numerosi "forestieri" presenti per le ferie, oltre che da vari componenti dell'Accademia, ha seguito gli interventi della Vice Presidente Alessandra Artedia, della prof.ssa Marcella Viventi, di mons. Luigi Merli, Don Michele Zullato, della Vice Sindaco Sandra Monacelli e dell'Autore sull'argomento. (Nelle foto il tavolo dei relatori e l'intervento della Vice Sindaco).

 

Laentro, un fiume, un campanile,

Intervista con il direttore ..... a cura di Alessandra Artedia

Un direttore si racconta. per una volta non sarà lei a raccontare, ma a raccontarsi al suo giornale e a tutti i nostri lettori, dinanzi alla sua ultima pubblicazione...... Occasione particolare, omaggio, tributo, dedica, o semplicemente realizzazione di un desiderio personale? Perché pensare al campanile? Che significato affettivo ha avuto per lei abitare all'ombra della chiesa?

 R: Questa di una pubblicazione dedicata a Palazzo Mancinelli, una idea che ho cullato a lungo, e perché, anche se può sembrare strano, questa piccola comunità di cose di rilievo ne ha ammucchiate molte attraverso gli anni (non sono molti i paesi di questa dimensione ad essere stati oggetto di uno "stato di assedio" per ribellione) , e perché, per la storia recente, non era giusto che tutto scomparisse man mano che scomparivano i depositari di questa memoria storica. Un'occasione particolare? Il 50° anniversario dell'ultima ricostruzione della chiesa, omaggio, tributo? una dedica ai tanti che qui hanno operato e che non ci sono più.

Perché il campanile in copertina? Il Dr Ruggero Guerrieri, nel 1933, ha intitolato il suo libro "Storia civile ed ecclesiastica del comune di Gualdo Tadino"; io ho messo in copertina il campanile con la bandiera per estrinsecare visivamente gli stessi concetti: Laentro è la storia civile e religiosa del paese. Cosa ha significato per me vivere all'ombra del campanile? Probabilmente una assimilazione del DNA della gente cresciuta bevendo l'acqua della nostre sorgenti "non più libere".

D- Dopo vari libri di storia locale un volume sul paese natale, sulla sua storia , dove, come, quando, perché.... quali sono stati gli input ricevuti che l'hanno portata a scrivere questo nuovo libro? Un punto di arrivo o un punto di partenza?

R. Né un punto di arrivo, né di partenza, forse solo il momento di sintesi di un vissuto che in parte ho condiviso e di lunghi anni di attenzioni e ricerche per il passato. La storia, quella locale in particolare, è stata sempre un mio "pallino", fin dagli anni del Liceo; basti ricordare la mia prima pubblicazione sulla "Battaglia di Tagina", ormai introvabile, che suscita tuttora interesse in tutta Italia. Laentro, a prescindere dal taglio strettamente locale, segue lo stesso filone di indagine, gli elementi di cultura bizantina presenti nel nostro territorio. poi, da cosa nasce cosa, l'indagine si allarga, le notizie lette si annotano e si raccolgono, si cercano riscontri finché riordinandole ti accorgi che il quadro è completo e vale la pena di coagularle. Fino al 30 luglio, quando ho mandato in stampa il numero del giornale di Agosto, non avevo ancora deciso il grande passo, tanto che dell'uscita del volume non ne ha parlato il giornale, poi mi son detto che non era il caso di rinviare oltre ed in una settimana è uscito il libro, con qualche refuso tipografico che avrei potuto evitare solo se avessi pazientato e rinviato ancora.

D.    E adesso...una domanda "indiscreta"...... Lei ha trascorso la sua vita qui; tra gli episodi raccontati nel libro, avrebbe voluto raccontarne qualcun altro che per ragioni per così dire "topografiche" ha dovuto tacere o comunque ha preferito omettere?

R . Se il riferimento è alla parte del vissuto, ho cercato di scrivere tutto quello documentabile che c'era da scrivere, anche se probabilmente qualche cosa può essermi sfuggita, e qualche volta ho raccolto qualche pettegolezzo che non poteva però essere "storia".

D.    Palazzo Mancinelli e l'emigrazione... Ha mai pensato di approfondire l'argomento, visto che, questo paese non è stato un'isola felice da quel punto di vista e che nel libro vengono ricordati tanti che si sono dovuti allontanare dal campanile della Madonna di Laentro?

R. - Nelle mie ricerche ho sempre privilegiato la storia medioevale; ciò non toglie che nel mio libro "Gualdo Tadino e il suo territorio" ho dedicato all'emigrazione un ampio capitolo, come del resto l'argomento è trattato ampiamente anche in questa pubblicazione che, per la sua dimensione, non poteva contenere gli approfondimenti di un trattato specifico.

D. Cosa vorrebbe poter raccontare ai suoi nipoti di questo paese?

R . Non ritengo che ci sia gran che, oltre a quello che ho già scritto.

D.    Cosa desidererebbe fare o cosa proporrebbe per far sì che i giovani, compresi i suoi nipoti, possano innamorarsi così come lei della storia?

R. La Storia è la maestra della vita: sono dell'opinione che nei programmi scolastici si dovrebbe dare più spazio alla storia locale; non sempre gli insegnanti, prigionieri dei programmi ministeriali, hanno l'elasticità di anteporre alla storia degli "Ittiti" quella di Totila e dei Goti, con risultati che non fanno onore alle istituzioni scolastiche. Ricordo un ingegnere dell'ANAS in quale, davanti alla richiesta di salvare il "Palazzo Totila" rispose scandalizzato "E chi è Totila?", o il diplomato presso il Liceo Casimiri che, venuto a conoscenza di chi era realmente il maestro Casimiri, esclamò: "Toh, e io ero convinto che fosse stato quello che ha costruito il palazzo!"

D.   Sogni, desideri e prospettive per il futuro.......

R. Che il Comune di Gualdo Tadino, nel quadro delle sue iniziative culturali, riprenda in mano la pratica del "Palazzo Totila", per vedere se c'è rimasto ancora qualche cosa da salvare e valorizzare, per evitare alla città sull'argomento i non lusinghieri apprezzamenti che troppe volte ho dovuto sentire da parte di studiosi e turisti con i quali sono venuto a contatto in questi anni. Sono in contatto in questi giorni con una iniziativa culturale organizzata in provincia di Pavia sulla vicenda dei Goti e Gualdo Tadino: sento quasi vergogna per quello che ho dovuto scrivere nella mia "memoria", che continuo a limare per renderla meno traumatica che sia possibile.

 

 

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Comitato Rio Fercia

La mobilitazione continua

Il Comitato dei cittadini, costituito nella frazione di Boschetto per contrastare la nuova concessione alla Rocchetta/Idrea, dopo la sentenza del TAR del 20.5.2008 che ha accolto le ragioni del suo ricorso, passata la tregua connessa al periodo elettorale, è sceso nuovamente in campo con iniziative concrete, come del resto era prevedibile, per ottenere la chiusura dei pozzi scavati nei mesi scorsi (Corcia, Rigali, Sascupo) e che interferiscono con la portata delle sorgenti del Rio Fercia, per ragioni di tutela ambientale e della salute pubblica.
In una partecipata assemblea, tenutasi il 21 agosto sulla piazza del paese, il Presidente del Comitato Sauro Vitali, ha dato notizia delle ultime iniziative intraprese con l'assistenza dello Studio Legale Tocchio, sulla scorta delle relazioni tecniche dei Proff. Tulipano e Sappa: una formale e documentata richiesta notificata al Ministero dell'Ambiente, al Prefetto di Perugia, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Salute, alla Regione dell'Umbria, alla Provincia di Perugia, al Comune di Gualdo Tadino ed al Comune di Nocera Umbra.
Nel corso dell'assemblea è stato confermato anche il supporto di altre Amministrazioni Comunali come quella di Fabriano
Motivo dell'assemblea, oltre a quello di fornire informazioni precise sull'attività del Comitato, una raccolta di fondi per la copertura delle spese incontrate dal Comitato per la sua attività; questo dell'autotassazione è un aspetto sconcertante della vicenda che i cittadini, debbano autotassarsi per sostenere iniziative a tutela di interessi della collettività, nell'indifferenza delle Istituzioni per le quali, a vari livelli, si evidenzia l'evidenza di dipanare la complessa vicenda delle concessioni contestate.

 

Gualdo di Tutti

Si è costituito a Gualdo Tadino tra residenti, commercianti ed operatori (professionisti, agenzie, ecc.) del centro storico il comitato " Gualdo di tutti ". Il Comitato plaude all'iniziativa della neo insediata amministrazione comunale di istituire la ZTL limitando l'accesso dalle 11.00 antimeridiane all'una di notte.
Tale chiusura restituisce la città ai gualdesi, consente di apprezzare il centro storico e i suoi spazi nella qualità che ad essi appartengono, qualità da troppo tempo compromessa dalla dilagante e inutile presenza delle automobili, presenza mai sin qui seriamente regolata.
Ridare respiro al centro e ai suoi frequentatori significa senza dubbio incrementare la vivibilità della città, consentire alle persone di viverne appieno gli spazi, di dialogare, di socializzare, con l'effetto di prolungarne la permanenza e di innalzare la qualità di questa.
Miope è la posizione di chi insistendo su posizioni arretrate, continua a far discendere dalla pedonalizzazione "minori affari". Non è così: dati di tutte le città d'Europa dimostrano che dalla pedonalizzazione e dall'incremento della qualità dei luoghi inevitabilmente è conseguita una maggior disponibilità dei cittadini "a spendere". La sfida, piuttosto, è ancora una volta quella dell'innovazione dell'offerta, della propria capacità di mettersi in discussione e a far sistema con residenti (senza i quali la città neppure esisterebbe, e che non possono essere scacciati dalle auto) e con gli altri operatori commerciali: è questa sfida coloro che oggi protestano devono accettare, non essendo assolutamente ammesso di giocare al ribasso sulla testa dei cittadini.
Peraltro non si comprende come ZTL e pedonalizzazione rendano più difficile l'accesso al centro città: considerato l'ampia disponibilità di parcheggi sia liberi che a pagamento (con tariffe a dir poco politiche) a ridosso del centro stesso, parcheggi che in questa nuova prospettiva vanno se mai razionalizzati e modulati ex novo.
Inevitabile è in conclusione l'esortazione all'amministrazione a "tener duro" per il bene della Città intera.

Il Comitato " Gualdo di tutti "

 

 

L'Unitalsi per l 'Abruzzo

 

"L'Aquila anche se ferita potrà tornare a volare".Le parole di Benedetto XVI dopo il sisma hanno caricato di speranza tutti, dando sostegno alle associazioni umanitarie scese in campo per portare aiuti di ogni genere e dare il loro contributo alla ricostruzione delle città abruzzesi e anche l'UNITALSI gualdese si è unita con i suoi volontari. Alcuni hanno lasciato le proprie case, lavoro e famiglia per soccorrere la gente aquilana in difficoltà, così come è abitudine per i malati a Lourdes o dove c'è necessità. Sono stati tre gli interventi dell'UNITALSI gualdese: una settimana subito dopo il terremoto, un'altra a maggio e l'ultima in luglio; se ne prevede un'altra in settembre quando l'impegno della Protezione Civile dovrebbero esaurirsi o ridursi..
Quando i volontari gualdesi sono arrivati a l'Aquila cinque giorni dopo la grande scossa, ai loro occhi si era presentato un disastro, diventato ancora più drammatico dai racconti di chi era riuscito a salvarsi, costretto a lasciare la propria casa distrutta o lesionata, ed a vivere in accampamenti costruiti in tempi record per la sopravvivenza. I volontari gualdesi hanno prestato servizio nella tendopoli di Piazza d'Armi, luogo d'accoglienza per milleseicento persone, assistendo i disabili, obiettivo principale che caratterizza l'associazione. Hanno accompagnato i non vedenti a mensa e gli altri alle varie attività del campo, somministrato i pasti in tenda a chi non poteva recarsi nelle mense, hanno curato la pulizia di quelli impossibilitati a farlo e del luogo che li ospitava; hanno collaborato a distribuire generi di prima necessità, viveri ed indumenti; hanno dato assistenza ai malati, trasportandoli presso l'ospedale da campo per le necessità o riaccompagnando i dimessi; hanno favorito opportunità di integrazione tra italiani e stranieri che si sono trovati a condividere le stesse tende; hanno sollevato l'umore della gente con attività ricreative in sintonia con assistenti sociali e psicologi, coinvolgendo le persone presenti ai momenti di svago, senza far mancare mai l'ascolto e i momenti di preghiera. Si sono adattati a vivere come gli sfollati, sopportando il freddo delle notti abruzzesi e l'afa delle giornate estive, sacrificandosi con spirito cristiano, umile, discreto, silenzioso, amorevole e appassionato, tipico dell' UNITALSI. La settimana di luglio è stata la più dura, ma anche la più intensa, perché i volontari gualdesi hanno preso in mano la coordinazione dell'intero campo, cercando di operare, in una situazione in cui il caldo soffocava gli anziani e i bambini e la pioggia improvvisa creava disagi altrettanto brutali. I responsabili della Protezione Civile e delle altre associazioni presenti, nei loro interventi hanno lodato l'opera dell'UNITALSI e della sottosezione gualdese, per il prezioso contributo, interpretando al meglio il suo ruolo, anche nella gestione dei conflitti relazionali creati dalla convivenza forzata.
I complimenti degli altri operatori sono stati graditi, ma molto di più quelli della gente aquilana. I saluti mesti hanno riempito di commozione i nostri "eroi"e le lacrime di dispiacere per la loro partenza hanno fatto capire quanto è stata importante e utile la loro collaborazione; è doveroso ringraziare i volontari gualdesi: Corrado Pompei, Arnaldo Polidoro, Giuseppe Ippoliti, Ilario Mataloni e Alessio Passeri..

 

Comitato Pro Acqua

Firme contro Umbra acque

Giovedì 27 agosto il Comitato Pro acqua ha iniziato la raccolta di firme, una sottoscrizione popolare contro la decisione di Umbra Acque spa dirichiedere una somma pari a cento metri cubi d'acqua (circa 75 euro) come adeguamento al deposito cauzionale per gli utenti che non abbiano domiciliazione bancaria. La petizione è rivolta ai sindaci, al presidente della provincia, al presidente dell'Ato 1 e al presidente del servizio idrico Umbra Acque spa.
La protesta denota quanto la stessa sia alla ricerca del massimo dei profitti, ma la cosa più grave che questo comportamento viene accentuato nella gestione dei beni comuni fondamentali qual è in primis l'acqua, inoltre come più volte ripetuto, tale provvedimento andrà a colpire le fasce più deboli della popolazione, coloro che non possono attivare o mantenere un conto corrente bancario. Si smetta di essere forti con i deboli e deboli con i forti, l'acqua intesa come bene comune deve necessariamente tornare in mano ai comuni, in mano alla gente.
È un problema di cui il Comune non può disinteressarsi solo perché creato dai precedenti amministratori.


Contro l'inquinamento acustico

Come comitato da sempre sensibile all'ambiente, siamo stati colpiti da alcune interpellanze di cittadini e alle loro proteste riguardo l'inquinamento acustico e atmosferico generato dall'impianto di lavorazione degli inerti sito in località Palombara, lungo via f.lli Cairoli.
La maggior parte di quest'ultimi che si lamenta dei disagi sopra menzionati, hanno realizzato, anche dopo lunghi anni di lavoro all'estero, le proprie abitazioni ancor prima che sorgesse ogni altro impianto di tipo industriale o artigianale.
Ricordano che hanno inoltrato le loro proteste alla precedente amministrazione comunale e all'Arpa, ma ad oggi senza nessun riscontro.
Il Comitato si sente in dovere di esprimere tutta la solidarietà ma più che altro di tutelare questi cittadini dal grave disagio loro arrecato e chiede insieme a loro una sollecita variante al vigente PRG che quindi preveda l'allontanamento delle aree, cosiddette produttive, dalle abitazioni preesistenti, nel totale rispetto del diritto alla tranquillità degli individui residenti.

Il consiglio direttivo del Comitato Pro Aqua Gualdo

 

 

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Intervista a Giuseppe Barberini, vice sindaco dell'era Gubbini

"Il problema del lavoro sempre in primo piano"

"Con Carlo c'era una grande collaborazione frutto di una visione comune dei problemi di Gualdo e della volontà di risolverli insieme"

Riccardo Serroni

La scomparsa prematura di Carlo Gubbini ha inevitabilmente dato l'input ad una riflessione storica sulla sua azione politica ed amministrativa iniziata agli inizi degli anni '70 nel PSI insieme all'altro "giovane leone" Mario Staffaroni. L'alter ego, l'amministratore che in quegli anni ha agito in simbiosi con Gubbini in un'azione amministrativa incisiva e dai molti aspetti positivi (rilancio delle attività produttive e commerciali, un piano di fabbricazione, l'estensione della rete idrica a tutto il territorio comunale, la metanizzazione) è stato Giuseppe Barberini, vice sindaco comunista. Barberini, agli inizi dell'80, chiuse la sua esperienza politica (forse anche perché schifato dalla vergognosa vicenda Anipe che avvelenò il clima politico di quegli anni) e lavorativa (era segretario del Liceo Scientifico) ed andò a lavorare presso la Tagina dove ancora ricopre un importante ruolo dirigenziale.
Dopo 30 anni, Giuseppe Barberini ha accettato di ripercorrere per noi quella importante esperienza in una intervista che pubblichiamo integralmente.
Carlo Gubbini sindaco e Giuseppe Barberini vice sindaco è stata una stagione amministrativa importante per la città di Gualdo frutto di molte idee e di una grande unità. Su che cosa si basava quel connubio?
"Con Carlo c'è stata una grande collaborazione, probabilmente frutto di una visione comune dei problemi di Gualdo e della volontà di risolverli insieme. Non c'era assolutamente un problema di competizione. Non c'era nessuno che rivendicasse esigenze di visibilità per un amministratore o un partito. Fortunatamente in quel periodo c'è stata una grande unità di intenti anche a livello politico di base con il grande sogno riformatore di dare una risposta ai problemi economici dei gualdesi. Avevo tanti amici che per lavorare dovevano andare all'estero, le buste paga nelle nostre aziende erano spesso dei minuscoli pezzi di carta della calcolatrice. C'era una realtà economica abbastanza sottosviluppata, inutile negarlo. Noi puntammo tutto sull'obiettivo di ricreare ricchezza a Gualdo a favore soprattutto di quanti fino ad allora ne erano stati sostanzialmente esclusi".
Qual era la qualità più importante che riconosci in Carlo?
"Aveva una grande capacità politica di capire al volo i problemi e di interpretarli. Spesso, ricordo, bastavano tra noi due parole scambiate sulle scale del comune ed era tutto risolto. In tanti anni che noi siamo stati insieme ci siamo sempre detti tutto a voce, senza tanti documenti scritti, e mai uno di noi ha smentito quello che aveva detto l'altro. Non c'è stato mai tra di noi un malinteso, né piccolo né grosso. E questo ha portato l'amministrazione ad avere una certa credibilità nei confronti degli interlocutori che noi cercavamo di coinvolgere nel disegno del rilancio economico gualdese. Anche ques t o ha avuto la sua importanza. Un imprenditore deve programmare i propri investimenti e deve avere la certezza delle idee, delle prospettive e del modo di ragionare dell'amministrazione".
Quell'amministrazione storicamente sarà ricordata come quella che ha promosso una rivoluzione industriale a Gualdo con uno straordinario rilancio dell'economia tramite una proliferazione di nuove aziende e la trasformazione di quelle esistente. Quale fu la strategia che adottaste?
"Il programma che presentammo agli elettori poneva al centro dell'attenzione il problema della necessità di adottare provvedimenti per alleviare la crisi economica. All'epoca c'era molte zone dell'Italia che stavano vivendo un auten tic o boom economico. C'erano, per esempio, diversi gualdesi che erano emigrati a Sassuolo. Noi cercammo di muoverci in tutte le direzioni recuperando investimenti nel settore della ceramica contattando Sassuolo. Fu fondamentale la collaborazione di Alcide Vecchi, che era il sindaco di Sassuolo: una persona squisita. Poi con il mondo cooperativo sia in agricoltura che nell'edilizia cercammo di mettere a frutto esperienze positive già consolidate nell'Emilia Romagna.. E questa fu la strada seguita con un patto chiaro con i cittadini dicendo :sì, magari in alcune parti manca l'acqua, o mancano alcuni servizi essenziali ma in via prioritaria il comune deve concentrare i propri sforzi finanziari per favorire lo sviluppo economico e creare nuovi posti di lavoro. I risultati sono venuti probabilmente anche per una buona dose di fortuna ma soprattutto per un grande impegno in questa direzione" e per la convinta voglia di fare e il grande impegno di tanti artigiani e imprenditori. Determinante, è giusto ricordarlo, è stato anche il quadro tracciato dalla politica regionale e l'appassionato contributo di tanti dipendenti comunali e di altri enti pubblici, coinvolti anche emotivamente in questo disegno per la rinascita . Ma mi piace sottolineare che i risultati più importanti sono venuti dagli imprenditori, artigiani, industriali, professionisti, commercianti gualdesi, ceramisti e non solo ceramisti: è stato come un grande , appassionato e corale risveglio, che ha lasciato impronte profonde e creato importanti realtà ed attività economiche.
Quali furono gli input fondamentali per quel rilancio? Cosa offriva il comune per attirare investitori da fuori o promuovere nuovi investimenti locali?
"La prima cosa che mi viene in mente è il fatto che le aree industriali venivano praticamente regalate. Era un buon incentivo, più a livello psicologico che reale perché il valore di un terreno era minimo rispetto all'investimento che veniva richiesto. Però dava un segnale tangibile della disponibilità del comune e ciò aiutava. Si crearono comunque una serie di concomitanze favorevoli. Era il momento giusto, ad esempio, perché alcuni giovani imprenditori prendessero il coraggio a due mani e si mettessero in proprio. Noi cercammo di favorire questo processo anche con scelte avveniristiche come il centro promozionale della ceramica o forzando i tempi come quando sparammo a zero con l'imposta di famiglia per dimostrare che le ricchezze c'erano e andavano investite per creare lavoro".
Il centro promozionale della ceramica è rimasto sempre un desiderio inespresso:
"Era un concetto, un'idea finalizzata a coagulare una serie di energie. Purtroppo non è mai decollato. Probabilmente gli imprenditori non ne hanno capito le potenzialità e non hanno voluto o saputo utilizzarlo. C'era, poi, anche la difficoltà oggettiva di far convivere esigenze diverse. Ricordo di aver partecipato a qualche incontro per conto della Tagina e c'era questa difficoltà perché le piccole aziende avevano esigenze diverse da una grande azienda come la Tagina".
Un grande merito fu anche quello di aver creduto ancora nella ceramica, mentre già allora c'era gente che sosteneva che ormai questo settore non aveva un futuro:
"Questa è una vecchia storia. Basti ricordare la canzonetta che diceva -c'avemo la ceramica a riflesso, un giorno si lavora e cinque a spasso-. La ceramica invece è riuscita ancora a dare una risposta positiva alle esigenze di lavoro della gente per tanti anni. Poi, naturalmente, nel tempo, nessuno è in grado di dare certezze sulla continuità. Porto un esempio. L'industria della piastrella italiana oggi è leader assoluto nel mondo per lo sviluppo tecnologico, per la produzione, per la ricerca, per l'occupazione. Ciò non toglie che dai 560 milioni di mq che produceva pochi anni fa si sta scendendo verso i 460 milioni. Nel 1980 l'industria della piastrella italiana rappresentava il 50% della produzione mondiale, oggi siamo intorno all'8%" .
Mettiamo a confronto la realtà economica di allora e quella di oggi. Vedi delle analogie o le cose sono completamente diverse?
"La crisi di oggi ha due aspetti: il primo è quello che aveva colpito la nostra area prima ancora della crisi finanziaria. Il settore delle piastrelle, ad esempio, è considerato un settore economicamente maturo nel senso che in Italia tutto quello che c'era da spremere è stato spremuto. Ciò non vuol dire che ci si deve approcciare a queste tematiche con l'animo di chi si sente sconfitto in partenza. Bisogna essere consapevoli che è finito un ciclo importante organizzato in un certo modo e bisogna dare delle risposte coerenti alla realtà di oggi. La seconda è la crisi finanziaria dell'ultimo anno.
Una delle risposte che più facilmente vengono evocate è quello della qualità. Ma non è una risposta facile a nch e perché il continuo innalzamento della qualità ti spinge sempre più in alto in un sistema a piramide restringendo sempre di più il tuo raggio di azione. E' difficile trovare delle analogie rispetto a 30 anno fa".
Cosa potrebbe fare, a tuo avviso, l'amministrazione comunale di oggi per far fronte alla crisi economica ed occupazionale?
"La nuova amministrazione ha dichiarato che al primo punto mette il problema del lavoro e questo è positivo. Mi auguro che a questa scelta di principio, che deve essere alla base di qualsiasi programma amministrativo, seguano delle scelte coerenti dedicandovi risorse umane e finanziarie ed attenzione. Il comune può esercitare un ruolo di guida ed orientamento nel recupero dello sviluppo economico locale. Naturalmente anche in si ner gia con la Regione. Una delle esigenze prioritarie, ad esempio, che io intravedo è la riduzione dei tanti "no" che negli ultimi 10 anni hanno frenato il mondo imprenditoriale con una miriade di leggi e leggine che cambiano di volta in volta con una certa frequenza e non danno certezze ai cittadini che devono fare delle scelte e programmare la propria attività. Mi auguro che la Regione cominci a dire anche dei sì. Il comune a sua volta può farsi interprete della necessità di vedere questi obiettivi ben tracciati, di segnare delle strade ben visibili per gli operatori economici locali cercando di coinvolgerli, naturalmente. Un programma di sviluppo non può costruirlo il sindaco o un assessore, occorre fare, come facemmo a suo tempo con Carlo, un discorso corale che comprenda tutti, dalle associazioni degli imprenditori, ai sindacati ed ai singoli cittadini".
Da ex politico impegnato nell'industria privata, quale strada intravedi per superare i problemi economici della società di oggi?
"La risposta non può essere quella della creazione della ricchezza affidata alla competizione che emargina dalla distribuzione della stessa masse enormi di popolazione. Il mio modello resta quello di una società in cui ci sia sì competitività ma in cui la ricchezza venga ridistribuita in maniera più giusta. Creare più ricchezza senza distribuirla in maniera più equa non risolve i gravi problemi dell'umanità. Il mio modello resta quello dei paesi del Nord Europa che hanno saputo coniugare un elevato prelievo fiscale con un alto tasso di sviluppo tecnologicamente avanzato con una grande solidarietà sociale. Da questa crisi bisognerebbe uscire recuperando questi valori anziché percorrere la strada di una dissennata competizione che sposta capitali enormi da una parte all'altra del mondo senza che questi vadano a beneficio della maggior parte delle popolazioni. La detassazione dei redditi a mio avviso non produce ricchezza e sicuramente non la ridistribuisce".

 

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Le famiglie gualdesi estinte e fiorenti: i Coppari

di Daniele Amoni

La famiglia dei Coppari è estinta, ma tanto peso ha avuto la progenie nelle vicende della città che saranno necessarie due puntate per presentarla (parte prima).

E' stata certamente una delle progenie più antiche della Terra di Gualdo, da me studiata con accuratezza approfondendone i personaggi più illustri. Questa ricerca è stata premiata con la pubblicazione dell'articolo (ben 34 pagine!) sul Bollettino Storico della Città di Foligno nel dicembre 2008, che è attualmente uno dei più significativi in Umbria.
Nell'archivio della Biblioteca Capitolare della chiesa concattedrale di San Benedetto si trova un prezioso manoscritto redatto nel 1793 da Giuseppe Loreto Coppari intitolato " Memorie genealogiche della famiglia Coppari di Gualdo nell'Umbria ". L'analisi accurata del racconto è risultata fondamentale per conoscere l'evoluzione della famiglia attraverso i secoli e i rapporti di parentela, anche se, per riuscire a dare un'esaustiva descrizione della progenie abbiamo dovuto integrare quelle notizie con il materiale proveniente dal nostro archivio personale, da opere a stampa e da altri manoscritti
L'autore descrive la genealogia con dovizia di particolari, anche se in maniera cronologicamente differita, ammettendo con grande obiettività che tali memorie " raccolte à gran stenti dagl'istrumenti esistenti in questo Archivio Apostolico conservati miracolosamente dopo tante sciagure da esso Archivio sofferte, e sono delle più antiche che in esse esistano incominciando dal 1456, non essendovi protocollo di data più antica. Si è proseguita con tali memorie la genealogia fino all'anno 1566, essendoci poi appigliati alle più sicure memorie somministratrici dai libri Ecclesiastici de Battesimi, e Matrimoni che in detto anno 1566 ebbero il loro principio mediante il prescritto del Concilio di Trento ".
Il cognome potrebbe derivare dal mestiere che alcuni avi avevano esercitato, i copparii, cioè i fornaciai o maestri dei coppi, delle tegole, dei mattoni e laterizi presenti in ogni comune, tra cui Fossato di Vico (" copparii seu magistri copporum tegularum mactonum seu laterum ").
Il progenitore di questa illustre casata fu Nicolò come si deduce da un atto notarile redatto da Gaspare Ranieri l'8 ottobre 1456 per una quietanza fatta da donna Marina di donna Margherita Miccoli , moglie di Francesco di Giacomo di Nicolò Coppari. Nicolò ebbe una moglie e un figlio, Giacomo, e la sua esistenza si può "congetturare circa il 1380". Giacomo avrà otto figli, tra cui Pietro, Balduino, Antonio, Agostino, Angelo, Francesco. Da questi progenitori, anche attraverso matrimoni con altre famiglie signorili, i Coppari diventeranno una delle famiglie più in vista della città, ricoprendo anche importanti cariche pubbliche.
Tra questi citiamo: Don ORAZIO di Lucido, vissuto tra la fine del '500 e la prima metà del '600, primo cappellano della chiesa del Crocifisso nel 1585, fondò l'opera chiamata Pia Eredità Coppari disponendo nel testamento che le rendite delle sue proprietà, affidate alla Compagnia dei Preti, fossero elargite in beneficenza per almeno dieci anni. Nel 1633 creò il Monte Frumentario Coppari, il quale seguiva di qualche decennio il Monte Frumentario Lorenzi, sorto il 27 settembre 1608 per volontà del vescovo di Nocera Virgilio Florenzi (1605-1644). A Gualdo era attivo anche il Monte Frumentario Mannelli, sorto nel 1612 da un lascito testamentario di Ginevra Mannelli da Rocca Contrada (attuale Arcevia), nipote del vescovo di Nocera Girolamo Mannelli. Don Orazio Coppari aveva creato anche altri due Monti Frumentari: a Pieve di Compresseto e a Poggio Sant'Ercolano (insieme a Vincenzo Olivieri), dove era stato per alcuni anni come pievano. Altre frazioni gualdesi erano sedi di tali istituzioni: San Pellegrino, Palazzo Mancinelli, Nasciano, Rigali (amministrato dalla Confraternita del Rosario ) e Caprara. Don Orazio morì a Gualdo il 20 aprile 1636. L'anno prima aveva fatto testamento, redatto dal notaio Bonifacio Scampa, in cui nominava erede il nipote Giuseppe di Tiberio e il di lui figlio Mattia.

 

 

Esordio letterario di Mario Fioriti

Odiulac: acqua di lago

Un bel romanzo con un'ottima prosa ed un intreccio che coinvolge

L'agosto gualdese ci ha regalato quest'anno la bella sorpresa di un nuovo scrittore locale che si affaccia sulla scena letteraria nazionale. Mercoledì 12 agosto, presso il cortile esterno della Rocca Flea, di fronte ad un numeroso pubblico, è stato presentato, infatti, il romanzo Odiulac: acqua di lago, opera prima del nostro concittadino Mario Fioriti, 41 anni, fino ad oggi conosciuto come politico e comunicatore (radio, TV, giornali). Il volume, edito da Albatros Il Filo nella collana Kronos Nuove Voci, era già stato presentato a Roma il 7 luglio.
Gualdo Tadino si arricchisce ogni anno di nuove pubblicazioni a testimonianza di una nobile ed importante vocazione di alcuni nostri concittadini per l'approfondimento e la ricerca storica La peculiarità della fatica di Mario Fioriti è nel genere. Odiulac, infatti, è un romanzo in cui pulsano sentimenti forti di amore, amicizia e false credenze con un intreccio giallo che lo permeano di quella suspence che coinvolge il lettore irretito dal desiderio di conoscere il finale.
Un bel libro, scritto bene nell'ambientazione (in una contea dell'Inghilterra del XVI sec.), nella caratterizzazione dei personaggi e nel dipanarsi scorrevole della narrazione.
"Era un progetto chiuso in un cassetto da tanti anni" ha detto Fioriti, aggiungendo che in giacenza ne ha altri che vedranno presto la luce.

 

 

Una scultura di Fausto Cambiotti presso rotatoria della stazione

La rotatoria della stazione è stata arricchita dalla installazione all'interno del perimetro una statua realizzata in ceramica, cemento e ferro da Fausto Cambiotti, consigliere comunale dotato di notevole vena artistica, che la donerà al Comune di Gualdo Tadino.
L'opera raffigura un cane, e prende ispirazione dalla bellissima scultura surrealista di Alberto Giacometti esposta nel celebre museo Moma di New York.
"Rappresenta, con tutta la forza possibile, uno stato di solitudine e di precarietà dell'esistenza - sottolinea Fausto Cambiotti - Nell'opera si legge però, più che rassegnazione, un senso del dovere, oltre che l'ineluttabilità dell'esistenza."
L'installazione di questo elaborato rientra in una politica dell'amministrazione comunale di abbellimento e decoro dei punti nevralgici della città, tra cui le rotatorie.
"Questa opera, con il suo richiamo figurativo e concettuale, vuole anche porre l'attenzione su problemi sentitissimo quali la condizione degli 'animali non umani' e, nel caso di Gualdo Tadino, del Centro Prima Accoglienza San Lazzaro - tiene a precisare l'autore - Questa amministrazione intende riprendere quel progetto a forte valenza etica, culturale e sociale, così da portarlo a compimento."

 

Come eravamo

Gualdo inizio 900

 

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Dall'E.A.S.P.
Ente di assistenza e servizi alla persona

A scadenza del proprio mandato di Presidente dell'EASP, Francesco Bartoccioni ha trasmesso una corposa relazione dell'attività svolta alla guida dell'Ente, accompagnata dalla seguente nota:
"Nell'imminenza della nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, allegata alla presente trasmetto una "Relazione esplicativa sulle attività più significative" intraprese dall'attuale Consiglio di Amministrazione insediatosi il 4 gennaio 2007 e da me presieduto.
Le iniziative del Consiglio, in sintesi, sono state rivolte al risanamento dell'Ente che al 31/12/2006 presentava un disavanzo di amministrazione accertato di € 613.000. Le azioni intraprese hanno portato un sostanziale equilibrio finanziario, tanto che al 31/12/2008 il disavanzo accertato è stato pari a € 1.471,38, e al 3 1/07/2009 è stato evidenziato un avanzo presunto di amministrazione di oltre € 9.000.
L'attenzione del Consiglio si è anche rivolta al potenziamento dei servizi da erogare alla cittadinanza.
Su questo versante, sono state ottenute le seguenti autorizzazioni:
I. Centro Diurno: con l'inizio del servizio dal 8/11/2007;
2. Comunità alloggio per disabili adulti gravi con D.D. n. 6948 del 20/07/2009".

 

Il Presidente
Francesco Bartoccioni

 

 

Saluto a don Giuseppe

I fedeli della chiesa di San Giuseppe Artigiano prima di congedarsi dal loro parroco, inviato dal vescovo in un' altra sede per proseguire la sua missione spirituale, puntualizzano la tenacia e l'impegno prestato nell'ardua impresa della costruzione della chiesa, luogo di preghiera, di professione di fede e di aggregazione.
I parrocchiani hanno constatato nel tempo condiviso l'attenzione verso le problematiche sociali e le vicissitudini degli abitanti della zona: dei poveri, dei malati, degli anziani e dei giovani, senza mai dimenticare i popoli in gravi difficoltà. Con zelo e con amore di padre verso i suoi figli nelle omelie/oltre alla spiegazione del messaggio evangelico, ha invitato i presenti a riflettere, mettendo ordine nel proprio mondo spirituale, ponendo al primo posto Cristo, inizio e termine dell' esistenza, punto di riferimento, roccia che non muta, Amico che salva.
È stato difficile guidare un gregge tanto vario, spesso disunito, tutt'altro che incline ad essere ripreso in modo esplicito. La malattia seria del suo pastore però, è stata lo strumento, che ha evidenziato la fragilità dell 'uomo ritenuto forte e non sempre compreso.
Nelle grandi feste dell'anno liturgico, il nostro parroco ha sempre adornato la mensa del Signore con gusto ineguagliabile, da far invidia al più esperto dei fiorai. Prima di congedarsi dai suoi fedeli ha donato loro una Via Crucis, un prezioso capolavoro realizzato in ceramica, nei primi anni del mille novecento.
Di sicuro si nasconde in un simile gesto l'accettazione delle prove anche se dolorose, ma indispensabili per riscoprire se stessi e dare un' impronta cristiana all'esistenza.

I Parrocchiani

 

Un'idea per la città

Caro Direttore,
mi permetto sottoporre alla Tua attenzione un modello di primo intervento e di organizzazione della medicina di base realizzato ed accolto con giudizi positivi per non dire entusiasti dai Cittadini-utenti di un Comune di 15.000 abitanti circa, dove esisteva fino a qualche anno fa un piccolo presidio ospedaliero: Medicina ( Bologna).
L'Amministrazione Comunale ha "sollecitato" i dirigenti dell'Asur ad utilizzare parte della pregressa struttura ospedaliera, realizzando una batteria di ambulatori, sale di attesa, una delle quali utilizzata dalla Segretaria dei Medici di medicina generale.
Veramente interessante e proponibile ho trovato l'idea della "porta medicale" , un ambulatorio attivo 24h/24 nel quale è presente ed opera a turno uno dei Medici di medicina generale, o della Guardia medica quando attiva, ed uno-due Infermieri Professionali per ricevere Pazienti con problemi di urgenza e o risolvere le problematiche o inviarli corredati dei dati anamnestici e dell'esame obiettivo, attraverso una corsia preferenziale, al P.S. dell'Ospedale con il quale sono direttamente collegati. Se presente nella struttura, può essere interpellato anche il Medico che il P. ha scelto. Nello stesso spazio vengono praticate anche altre attività; ad es. fleboclisi, medicazioni, suture di piccole ferite, ecc.
Altri spazi sono riservati alla farmacia, a Colleghi specialisti ed alla libera professione.
A me sembra un'idea come minimo da considerare e, qualora la ritenga interessante e praticabile proporla, non c'è dubbio che i vantaggi per la Popolazione sono evidenti e notevoli, lo sgravio di lavoro per il P.S. dell'Ospedale certo, ed i costi per l'Amministrazione e l'Asur irrisori a fronte dei benefici.
Ti saluto con lo spirito di amicizia e stima di sempre

Luigi Pascucci (urologo a riposo).

Risposta: Giriamo l'interessante proposta ai nostri Amministratori

 

 

Richiesta dal C.V.S

Servono libri scolastici per alcuni alunni della Scuola Media. I testi adottati nel triennio delle medie gualdesi, possono essere consegnati ai responsabili del Cvs, presso la chiesa di San Giuseppe Artigiano in via Perugia; saranno distribuiti, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, a studenti che ne hanno bisogno.
Il Cvs informa inoltre che si è chiuso con successo di partecipazione il corso riservato a donne provenienti dall'Est europeo che ha consentito loro di conoscere le opportunità offerte a titolo gratuito dal Consultorio per problemi riguardanti salute, prevenzione delle malattie femminili, gestione delle gravidanze e dei parti. Analogo corso sarà attivato in autunno per le donne provenienti dal continente africano.
Dal mese di ottobre saranno aattivati due nuovi corsi: il primo per insegnare l'economia domestica e la cucina italiana alle donne immigrate, il secondo per consentire ai bambini ed ai ragazzi delle elementari e medie di imparare l'uso del computer.
Il Cvs, che opera per fornire assistenza utilizzando donazioni, invita chi ha tempo libero a dare la propria disponibilità come volontario per fornire importanti, indispensabili supporti per cooperare nelle numerose attività organizzate: distribuzione di cibi, di vestiti ed altro, trasporto di trasporti di malati e sostegni di altra natura.

 

San Facondino

 

Esibizione del Gruppo Folkloristico
città di Matelica

 

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Appennino Servizi L'Amministratore ci scrive

Le scrivo innanzitutto per ringraziarla dell'articolo su Appennino Servizi srl " Un debutto in sordina " pubblicato nel n.8 del giornale, rispetto al quale tengo a fare delle precisazioni e un po' di chiarezza rispetto ad alcuni temi che riguardano il territorio e l'Appennino Servizi srl. Dato che le cose da dire sono molte cercherò di sintetizzare quanto più possibile, nei limiti di un'adeguata comprensione anche per i lettori "non addetti ai lavori". La prego di riportare integralmente questo scritto, se è possibile.
Appennino Servizi srl (www.appenninoservizisrl.it ) è una società pubblico-privata.... costituita da Appennino Turismo srl e dai Comuni di Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, che opera sul territorio dal 2005.... svolge attività di marketing territoriale (sia per la parte programmatica che di attuazione dei piani di promozione), di consulenza alle imprese (tecnico-direzionale: ad es. per il marketing e la finanza pubblica, l'accesso ai fondi comunitari), di gestione delle componenti pubbliche a finalità turistica (a Gualdo Tadino: Centro Informazioni loc. Casale, S.Guido, Osservatorio Meteo e Sismico, Rifugi Valsorda e Mt Penna); è anche Capofila della Rete costituita da 59 imprese locali (A.T.I.) nel settore dell'ospitalità, ristorazione, artigianato artistico, per l'attuazione del Progetto Integrato Territoriale (PIT) "La Via Consolare Flaminia nell' Appennino Umbro" (che si concluderà... nel 2014), di sviluppo e di potenziamento delle attività turistiche nel territorio..., posizionatosi al 5° posto su un totale di 24 PIT finanziati dalla Regione... tramite il Bando multimisura c.d. T.A.C. (Turismo, Ambiente, Cultura), pubblicato nel 2004 ... per interventi di circa 9 milioni di euro (sia privati che pubblici).
Il sottoscritto ha seguito ...la progettazione del PIT e degli interventi per recupero e riqualificazione di immobili di proprietà comunale... che fanno quindi parte del PIT (ed in virtù di ciò ne è stato finanziato il recupero) tutti con una ben precisa funzione:
Il Centro Informazioni Appennino Turismo ( ex scuola elementare di Casale) supplisce alla mancanza di un ufficio centrale ... dedicato all'informazione e all'accoglienza al turista ( front-office ) ed al marketing territoriale ( back office ), con la funzione di nodo centrale nella rete dei punti informazione, delle aziende dell' ospitalità, della ristorazione e dei servizii; il Centro rappresenta il territorio... dal Parco del Monte Cucco a Nocera Umbra... al quale si riferisce il Prodotto Turistico Appennino e rispetto al quale è in grado di dare informazioni aggiornate... sulle opportunità di visita e attività dedicate al turista; il Centro è in rete con gli Info Point sul territorio (gestiti dai Comuni o dalle Pro Loco) attraverso la Rete Internet di Appennino Turismo, tramite la quale è possibile accedere alle informazioni utili al visitatore da qualsiasi postazione remota (ad es. un info point, un hotel, un ristorante, un bar, un negozio, un centro visite, ecc.: basta avere un computer e un accesso Internet).... attualmente il territorio suddetto è diviso in ben due Sistemi Turistici Locali, con uffici del Sistema Turistico Associato l'uno a Foligno e l'altro a Gubbio;
Il Centro Turistico S. Guido (ex tiro al piattello), porta di accesso per il turismo legato alla montagna (nolo mountain bike e attrezzature tecniche, scuole per corsi tecnici, info point dedicato agli escursionisti, area ristoro, area benessere sportivo-ricreativa, percorsi salute, area giochi per bambini, area eventi, ecc.), nodo centrale per l'accesso alla rete dei sentieri escursionistici ed ai servizi per le attività outdoor (arrampicata, volo, tiro sportivo, sport motoristici, speleologia, ecc.), in rete con la Casa del Parco del Monte Cucco e - ovviamente - con il CIA T;
i Rifugi Turistici di Valsorda (Perugia, Chiesetta e Quarti) e Monte Penna, che recuperano la possibilità di pernottare in quota - persa dopo la trasmormazione edilizia dell 'Hotel Narciso in residence privato - e che consentono di organizzare tours e soluzioni vacanza per gli amanti del relax e della natura, non solo hiker e trekker;
l'Osservatorio Meterologico e Sismico Rocchetta (ex tiro al volo), che completa l'offerta ... geologico-ambientale; in rete con la rete sismica nazionale (... Osservatorio Bina di Perugia ... convenzionato), con la rete delle webcam di Meteo Appennino e quindi con Umbria Meteo ; l'Osservatorio completa l'offerta turistica dedicata alla scoperta scientifica dell'Appennino proposta dal Museo Geopaleontologico del Parco del Monte Cucco.
Il .... Progetto Integrato Territoriale prevede la realizzazione di un sistema integrato delle componenti materiali costituite dall'insieme delle risorse turistiche locali (storiche, architettoniche, museali, naturalistiche e ambientali, ecc.) e delle strutture ricettive, ristorative e dei servizi complementari al turista/visitatore (trasporti, guida e accompagnamento, noleggio, visita guidata, informazione, accoglienza, assistenza tecnica e alla persona, ecc.), del commercio (bar, negozi di attrezzature sportive e tecniche, di prodotti tipici, spacci e punti vendita aziendali, ecc.) e delle produzioni tipiche locali (agroalimentare, zootecnia, artigianato artistico, ecc.), e delle componenti immateriali costituite dall'insieme delle iniziative ed azioni di promozione e commercializzazione del prodotto turistico (partecipazione a fiere, mostre e workshop di settore, marketing e webmarketing, editoria, pubblicità, ecc.) e del territorio in generale, compresi gli eventi e le manifestazioni (calendario degli eventi), che concorrono unitariamente e omogeneamente alla identificazione del Prodotto Turistico Appennino lungo la Via Consolare Flaminia, articolato in Prodotti d'Area tematici e in Prodotti Turistici differenziati e targettizzati..... è gestito da un centro di coordinamento territoriale cui fanno capo tutte le informazioni ed il sistema di relazioni tra i diversi partners pubblici e privati che aderiscono al PIT. Appennino Servizi srl è il Gestore del Sistema Integrato. Tramite il sistema integrato (rete delle componenti materiali e immateriali che identificano il prodotto turistico) si perfeziona l'offerta turistica territoriale secondo le richieste della domanda del/i mercato/i del turismo nazionale ed estero, basando quindi il lavoro del Gestore dell'Organizzazione delle Destinazioni (DOM) che identifica e costruisce il sistema dell' offerta da posizionare sui mercati su ricerche e studi di marketing. Appennino Turismo è il DOM territoriale, ed il gestore del mezzo di diffusione telematico Internet (Webmanager) del sistema integrato di offerta turistica territoriale e dei relativi messaggi pubblicitari. Tra gli strumenti promozionali dell' "Appennino Umbro - Via Consolare Flaminia" già realizzati: la Brochure del territorio con allegata Guida ai Servizi, la Miniguida di 32 pagg...., le tradizioni, i sapori, gli itinerari (pubblicata sul numero di marzo di "Itinerari & Luoghi"), il Libro fotografico di 152 pag, la Carta Cicloescursionistica e la Carta Turistica, con descrizione fotografica e bilingue degli itinerari turistici su una base cartografica nuova alla scala l :30.000, il Portale www.appenninoturismo.it
Gualdo Tadino per la sua posizione strategica centrale ... da Nocera Umbra a Scheggia è il centro urbano che meglio si presta al ruolo di città umbra leader del sistema integrato sopradescritto; per questo il centro di coordinamento è a Gualdo Tadino (CIA T) e sarà collegato, grazie al Progetto Interregionale Umbria-Marche alla cui redazione ha partecipato Appennino Servizi srl per conto dei sei Comuni della fascia appenninica umbra finanziato per la seconda annualità e di prossima attuazione, all'equivalente centro di coordinamento di Fabriano, che avrà analoga funzione per la fascia appenninica marchigiana ..... nell'ottica della costruzione di un sistema turistico dell' Appennino Umbro-Marchigiano centrale, che per dimensioni e consistenza del sistema di offerta abbia la necessaria connotazione per essere posizionabile sui mercati. Per "commercializzare"... un territorio con risultati tali da sostenere uno sviluppo socio-economico... occorre un sistema integrato competitivo, connesso ad un territorio di riferimento in grado di soddisfare i bisogni della domanda (esperienza di vacanza), coordinato e gestito... da realtà... radicate sul territorio e guidate da management adeguato: .....la strada è tracciata e... il sistema è in parte costruito... e funziona se sussistono delle condizioni base: sistema efficiente dei trasporti locali, accessibilità interna ed esterna alle risorse turistiche, rete di infrastrutture... (stradale e sentieristica)... qualità dei servizi...., sistema efficiente di relazioni tra le componenti pubbliche e private, interventi e azioni coordinate di promozione, ecc .. Tutto deve essere pensato dagli enti locali quando definiscono linee di sviluppo del territorio, destinazione urbanistica, regolamenti edilizi, calendario degli eventi, programmi di investimenti in OO.PP., ecc. , per soddisfare l'aspettativa di vacanza del turista che sceglie le nostre località per come le abbiamo o le vogliamo presentare..., in un mercato, quello del turismo, fortemente competitivo, dove le località consolidate investono molto per mantenere la leadership e dove tante località, anche estere..., stanno investendo per... guadagnarsi una loro fetta di mercato. C'è ancora molto da lavorare, con passione, e la certezza che questo territorio ha le carte in regola per aspirare a diventare località turistica apprezzata e rinomata.
Sviluppo del turismo non è solo economia, è tutela e valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale e ambientale, educazione al rispetto della "res pubblica", educazione all'ospitalità, decoro urbano: una comunità che si riconosce in un obbiettivo comune di sviluppo dove tutti danno il loro contributo al suo raggiungimento.
In riferimento alle lettere di denuncia del degrado dell'area di S. Guido allego copia della lettera inviata al Comune relativa al Centro Turistico omonimo, se ritiene opportuno può pubblicarla.

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Oggetto : Centro Turistico S. Guido di proprietà del Comune.
In relazione al complesso immobiliare di cui all'oggetto se ne sollecita la consegna alla scrivente, come da convenzione in essere... la consegna del complesso... rende possibile l'attivazione di molti dei servizi al turista e di promozione territoriale per il rilancio del turismo legato alla montagna e non solo, come previsti nel Progetto Integrato Territoriale "La Via Consolare Flaminia nell'Appennino Umbro" (PIT). Si rammenta che l'Ente proprietario del complesso si è assunto l'impegno con l'Associazione Temporanea di Imprese "La Via Consolare Flaminia nell'Appennino Umbro", attuataria del PIT e quindi con la Regione dell'Umbria finanziatrice p.p. dei costi relativi alla realizzazione degli interventi pubblici ".strettamente connessi alla funzionalità ed alla attuazione dei PIT ." a far si che vengano attivati quanto prima gli interventi pubblici inseriti nel PIT..., per ovvi motivi di efficacia e rendimento delle azioni .... poste in essere dalle altre componenti pubbliche e private aderenti al Progetto.
Tutto ciò alla luce dello stato di evidente abbandono dei lavori e del complesso, degli ulteriori adempimenti .... dovuti per l'effettiva operatività del complesso e ben lungi... dall'essere ultimati, ed infine dalla constatazione che anche per la stagione turistica 2009 una delle componenti primarie e fondamentali del PIT è rimasta inutilizzabile con grave danno d'immagine ed economico per l'Appennino Servizi srl, società Capofila dell'ATI suddetta. ..... si fa notare che il danno riguarda non solo il mancato introito per le attività turistiche e commerciali che Appennino Servizi srl non ha potuto attivare al Centro, ma anche il danno - anche per le aziende associate - derivante dalla mancata attivazione delle azioni di marketing connesse ai circuiti del c.d. "ecoturismo" ed all'incoming connesse, che al Centro dovevano fare riferimento, come pure d'immagine per l'inesistenza dei servizi che al Centro dovevano essere attivati già dalla stagione turistica 2008 (!).
Si confida che la consegna, come da convenzione, avvenga quanto prima, ricordando che iniziative e azioni della campagna promozionale per la stagione turistica 2010 delle componenti del PIT e dei circuiti ad esso connessi, come pure delle attività e dei servizi che nel complesso si potranno svolgere ed erogare, verranno programmate nei prossimi mesi.

Dott. Alessandro Di Cola

Nota: Al momento di chiudere il giornale apprendiamo che i lavori dovrebbero riprendere (o essere ripresi) già dai primi di settembre.

 

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A proposito di .scuola Scuola di musica, piscina e.dialetto

Riccardo Serroni

Logico chiedersi quale piattaforma comune possano avere argomenti così diversi. Eppure c'è uno sfondo integratore: è la scuola nella sua accezione più generale possibile come necessità di apprendere con strumenti e metodologie diverse.

La scuola di musica

Iniziamo dalla scuola di musica. In tutti i programmi delle coalizioni che si sono sfidate per il rinnovo dell'amministrazione comunale, la riapertura della scuola comunale di musica era data come esigenza prioritaria. L'attuale amministrazione ha riconfermato questa disponibilità. E condivido. Tuttavia credo sia opportuno sottolineare un aspetto fondamentale. La musica è una delle arti che più nobilitano l'uomo, sia come esecutore che come fruitore. Tuttavia esistono anche altre forme artistiche di non meno importanza come il disegno e la pittura, la prosa e la poesia, la danza classica e moderna, la ginnastica nelle sue varie forme. Paradossalmente ogni appassionato di queste forme espressive del corpo e della mente potrebbe chiedere l'apertura di una scuola comunale. Non credo che le risorse finanziarie di un comune possano soddisfare queste potenziali richieste. Per la scuola di musica, però, si deve fare un'eccezione. Il motivo? La scuola di musica è fondamentale per assicurare il ricambio generazionale necessario alla banda musicale, una delle istituzioni ormai storiche ed insostituibili che abbiamo.
Negli ultimi periodi di funzionamento della scuola di musica prima della sua chiusura (errore comunque pagato in termini di voti dall'amministrazione Scassellati) gli addetti ai lavori hanno avvertito una carenza in questa direzione. Dai corsi non uscivano, cioè, elementi per la banda musicale. Nel momento della sua riapertura, quindi, una riflessione in tal senso va fatta con un adeguamento delle impostazioni programmatiche e didattiche. Non sono esperto in materia. Posso soltanto parlare per esperienza indiretta. Una ventina di anni fa veniva nella mia scuola a Cerqueto il maestro Sesto Temperelli ed insegnava ai bambini a suonare il flauto. Da tre anni, sempre a Cerqueto, il maestro Lanfranco Spigarelli insegna a suonare il flauto ed alla fine dell'anno i bambini sono in grado di esibirsi al pubblico eseguendo pezzi godibilissimi. La strada obbligata, quindi, potrebbe essere questa: l'insegnamento di uno strumento a fiato nella scuola comunale di musica obbligatorio per tutti i corsi, dal canto alla chitarra, al piano e così via. Se poi ce ne fossero altre ben vengano. Purché garantiscano l'obiettivo prioritario: la sopravvivenza della banda cittadina.

La piscina

L'argomento piscina ha le stesse motivazioni di fondo. Insegnare a nuotare ai nostri bambini, oltre ad insegnare una pratica sportiva fondamentale per la cultura del corpo, rappresenta un investimento per il futuro per la struttura. Più gente sa nuotare ed ama nuotare e più la piscina sarà frequentata.
Negli anni passati abbiamo sempre registrato la polemica sollevata dalla società sportiva che gestisce il nuoto agonistico per la chiusura dell'impianto per circa un mese e mezzo dopo Natale. Decisione che costringe i nuotatori gualdesi ad andarsi ad allenare in altre città vicine.
Anche per questo problema ho registrato la volontà degli attuali amministratori di far in modo che l'impianto non chiuda così a lungo. Immagino che, essendo un problema di bilancio per il gestore (in inverno non c'è clientela e perde soldi), l'amministrazione dovrebbe intervenire con un proprio finanziamento. E perché esso possa essere indirizzato ad una sicura efficacia mi permetto di ribadire la proposta che ho già avanzato in campagna elettorale nel corso di una intervista a Radio Tadino.
I corsi di nuoto per le scuole in questi ultimi tempi hanno un po' segnato il passo per motivi diversi che non vale la pena sottolineare in questo contesto. L'amministrazione comunale potrebbe rilanciarli offrendoli gratis (o con forti sconti) nel periodo gennaio- febbraio. Sarebbe un finanziamento indiretto per tenere sempre aperta la piscina ed un input efficace per ridare nuovo impulso ai corsi di nuoto per le scuole.

Il dialetto

Chiudo con il problema dialetto sollevato dalla Lega Nord nelle settimane scorse. Sull'insegnamento del dialetto nelle scuole non mi ci addentro e vi rimando ai molteplici commenti di politici e letterati molto più preparati di me. Affronto, però, l'argomento da un altro punto di vista, quello della necessità di apprendere la cultura locale, da quella storica a quella artistica e delle tradizioni. Di questa necessità ne scrive molto bene Dario Antiseri in testi in cui teorizza l'insegnamento scientifico della storia: porre un problema- formulare ipotesi- ricercare documenti e testimonianze che avvalorino o smentiscano quelle ipotesi- trarre le conclusioni. Un metodo che può trovare la sua più originale e puntuale applicazione affrontando problematiche inerenti la storia e la cultura locali, cioè temi vicini al mondo ed alla esperienza dei ragazzi. Un metodo che può raggiungere contemporaneamente due obiettivi: sperimentare (quindi apprendere la capacità di fare) la ricerca scientifica e conoscere le proprie radici, la storia della propria comunità. In questo contesto trova cittadinanza anche la conoscenza del dialetto. Nelle scuole della nostra città questo percorso è stato più volte intrapreso e con esiti molto positivi. Ne sono testimonianza inconfutabile le documentazioni scritte, le mostre, le pubblicazioni, le recite (anche contestualizzate con il dialetto) che via via hanno animato le conclusioni degli anni scolastici.
Altro che legge sul dialetto. Umberto Bossi dovrebbe soltanto suggerire al ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini di invitare gli insegnanti (soprattutto elementari e medie) ad inserire nelle loro programmazioni percorsi di ricerca scientifica della storia e della cultura locale.

 

 

Confartigianato

Claudio Carini :
"Da avviso comune
risposte utili alle aspettative degli imprenditori"

 

Da parte del presidente della Confartigianato Claudio Carini viene espressa soddisfazione per il recente accordo tra l'ABI, Ministero dell'Economia ed Associazioni delle categorie imprenditoriali in merito alla sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese, oltre che alla previsione di altri importanti strumenti per intervenire nelle aree di sofferenza delle imprese rispetto alla crisi.
Confartigianato esprime un giudizio decisamente positivo per gli interventi posti in essere nell'accordo, frutto di un intensa collaborazione tra Governo, sistema bancario e parti sociali. Si tratta di misure indispensabili per dare risposte alle difficoltà e alle aspettative di numerose imprese d ell'artigianato e del commercio che si trovano a fronteggiare un periodo di difficoltà e, soprattutto, utili a sostenere efficacemente la ripresa che ogni azienda artigiana affronterà con grande determinazione e coraggio.
"Il valore dell'avviso comune - aggiunge Carini - è dimostrato dai risultati dell'Osservatorio Ispo-Confartigianato che rileva l'atteggiamento delle piccole imprese nei confronti della crisi". Secondo l'Osservatorio tra aprile e luglio 2009, il 26% degli imprenditori che hanno linee di credito attive ha percepito azioni restrittive da parte delle banche. In particolare, tra le difficoltà di accesso al credito, gli imprenditori segnalano soprattutto la richiesta di maggiori garanzie (lo denuncia il 64% degli intervistati), la richiesta di rientro sul fido utilizzato (28% delle risposte), l'incremento dello spread sui tassi di interesse (20%) la richiesta di rientro sul credito in conto corrente non utilizzato (12%).
Da aprile a luglio è aumentata dal 9% al 28% la quota di imprenditori che dichiara di aver ricevuto dalle banche la richiesta di rientro sul credito in conto corrente non utilizzato.
"In tale contesto di difficoltà finanziaria è molto importante che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell'avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi.Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari, attraverso una tempestiva attuazione delle misure individuate a favore delle imprese."

 

Emigrazione

Ruggero Luzi

L'aggregazione di individui in una comunità esprime il concetto di appartenenza ad un luogo, definito geograficamente e strutturato socialmente. Nell'organizzazione sociale intervengono regole giuridiche che permettono la vita civile nello spazio geografico assegnato alla comunità. L'aggregazione umana è la conseguenza dell' incapacità dell' uomo a vivere da solo nella condivisione della lingua, della tradizione, della cultura, della religione, per la necessità di quel senso di appartenenza che lo protegge dalla paura della malattia e della morte. Si sta insieme per condividere e per lottare, manifestando le molteplici espressioni della natura umana nel confronto continuo che ci fa sentire vivi. Le società si consolidano e nello stabilizzarsi si sentono sicure. In questa visione fantastica di una stanzialità utopica si inserisce il nomadismo ancestrale nella ricerca della "Terra fertile". L'emigrazione, il flusso di popoli che sfidano la morte per inseguire chimere, è un fiume eterno che origina da sorgenti di speranza. Noi siamo stati emigranti nel concetto di chi deve abbandonare la propria terra con la valigia tenuta con lo spago ma ritorniamo ad esserlo nell'altro concetto moderno di globalizzazione, nello spazio geografico dilatato di una comunità che si estende oltre i limiti di confine, ed allora siamo definiti comunitari nello spazio di Europa, ed allora diveniamo intellettuali -cervelli in fuga-, non più coloni, ma colonizzatori di luoghi sempre più lontani. Pertanto l'emigrazione, nel significato occidentale, diviene valore se scambio tecnico e culturale dimenticando che il nostro benessere è legato al sacrificio di chi ha sofferto per noi, di chi, con poche cose, ha affrontato viaggi interminabili di mare e, inevitabilmente, a non riconoscere i nostri padri in chi, diverso da noi, viene a cercare, con il lavoro, il riscatto ed il bene per i propri figli. L'uomo migrerà sempre, non solo per sopravvivere ma nella ricerca di quella pace interiore che non troverà in nessun luogo se non dentro di se.

 

 

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La mostra dell'artigianato a Senigallia

Dall'8 al 12 luglio la maiolica artistica di Gualdo Tadino è stata in mostra presso la bellissima Rocca Roveresca di Senigallia, grazie alla sponsorizzazione del comune di Gualdo Tadino, rappresentato all'inaugurazione dal Vice Sindaco e assessore alla Cultura Sandra Monacelli.
La manifestazione è ormai un appuntamento fisso per i ceramisti gualdesi e va notato che, intorno a questo evento, si è ormai creato un pubblico fedele che porta ogni anno nuovi visitatori. L'orario di apertura, decisamente estivo, va dalle ore 18 alle 24. Come sempre la tipologia del visitatore è stata piuttosto eterogenea e spazia dalla tipica famiglia italiana e straniera in vacanza sul litorale adriatico che ha visitato la mostra per la sola curiosità, altri al contrario come profondi conoscitori dell'arte ceramica, fino ad arrivare agli appassionati del decoro ceramico per le proprie case od omaggiare parenti e conoscenti
L'esperienza è stata come sempre molto produttiva dal punto di vista dell'immagine (il nome di Gualdo Tadino e le sue ceramiche ne hanno guadagnato moltissimo) e tutti i visitatori hanno appezzato la produzione delle ceramiche gualdesi elargendo complimenti a non finire. L'impatto è stato particolarmente scenografico, bellissime sale in mattoni e travature in legno, mobili in stile 900 dove facevano bella mostra di se le nostre ceramiche in un contesto decisamente elegante ed adatto alle nostre preziose maioliche.
Molto positivo è risultato l'aver allestito un grosso televisore al plasma dove ininterrottamente scorrevano le immagini della nostra Città, con i commenti dello speaker piuttosto accattivanti, portando a conoscenza dei tantissimi visitatori, che oltre alla ceramica, Gualdo Tadino offre anche un paesaggio ed un ambiente meraviglioso, i giochi delle Porte, la processione del Venerdì Santo, la festa del Fuoco di Grello, il Maggio di San Pellegrino, e tanto altro ancora
Quello che quest'anno và notato è che, nonostante la grave crisi economica, i visitatori si sono orientati per le loro richieste verso due tipi di prodotti: quello economico e funzionale e quello artistico più ricercato e anche un po' più costoso Diciamo che il prodotto "di mezzo" è stato il meno richiesto. Chiaro segno questo delle attuali difficoltà economiche del cosiddetto "ceto medio"
Un premio certo è andato perciò alla qualità che ho potuto personalmente constatare, conosce la crisi in maniera decisamente minore rispetto ai prodotti più commerciali. Un' ultima considerazione: sarebbe opportuno che ogni artigiano, per quanto è possibile, differenziasse la propria produzione in modo da poter entrare nel mercato di tutti i diversi e possibili acquirenti con le loro diverse possibilità economiche e magari aumentando la presenza con un maggior numero di artigiani partecipanti.

Nella foto , con la Vice Sindaco, un assessore alla Regione Marche e un assessore del comune di Senigallia.

Anna Gambucci

 

Un progetto di Assisi for peace

"...e Francesco divenne amico del Sultano"

di Giovanni Maria Gubbiotti

La storia recente è caratterizzata da una successione di eventi che hanno dato vita al clima di incertezze e timori in cui viviamo: crisi che hanno dato origine a mutamenti spazzando via forme abituali, metodi e regole dell'ordine internazionale. I clichés, i pregiudizi, l'affermarsi del radicalismo islamico, le azioni terroristiche, la minaccia di conflitti armati, sembrano rimettere in discussione l'idea stessa di un riavvicinamento tra i popoli. La Regione mediterranea è una delle aree chiave del mondo per affrontare alcune delle più rilevanti sfide che la comunità internazionale si trova a fronteggiare; da un lato, quella di un dialogo e un confronto tra civiltà, religioni, culture che devono trovare non solo un terreno, ma una strada comune; dall'altro, quella di far crescere il livello di vita dei popoli del Mediterraneo, una pre-condizione per lo sviluppo sostenibile, l'aumento della ricchezza, l'innalzamento del livello del dialogo, superando le rappresentazioni reciproche, gli immaginari collettivi, assenza di apertura e spazi di scambio e scoperta dell'altro.

Il dialogo interculturale non solo è necessario in quanto garante di pace, ma diventa fondamentale risorsa di arricchimento collettivo; solo attraverso il dialogo, l'avvicinamento dei popoli, il confronto e la comprensione è possibile combattere i pregiudizi e la chiusura verso la diversità; solo abbattendo le barriere dell'ignoranza è possibile aprirsi alla curiosità per l'altro, al bisogno di conoscenza e al mutuo arricchimento attraverso lo scambio. D ialogo interculturale e cooperazione sono le impostazioni generali per comprendere il patrimonio delle civiltà, trarre profitto dalle lezioni del passato e promuovere una responsabilità condivisa per un futuro comune, attraverso l'educazione, le relazioni interculturali, l'informazione e gli scambi tra individui, e grazie a progetti che coinvolgono sia i governi che le organizzazioni della società civile, contribuendo a garantire una stabilità pacifica di lungo periodo e prevenire i fondamentalismi.

È evidente che, oltre ai fattori socio-economici alla base dell'instabilità internazionale, l'ignoranza culturale e religiosa, compresa la misconoscenza dei valori della propria cultura e del proprio patrimonio culturale, o della cultura e del patrimonio altrui, costituiscono terreno per alimentare il rifiuto dell'altro, l'estremismo, il terrorismo e la guerra. L'educazione fondata sui valori, e la pratica culturale diventano strumenti essenziali per lottare contro l'odio e l'intolleranza, e per superare gli ostacoli frapposti da forze politiche, che cercano di sfruttare l'ignoranza culturale e religiosa a profitto dei loro obiettivi. Al contrario occorre promuovere i valori e i principi universali che costituiscono il patrimonio comune di tutti, presupposto della libertà individuale, della libertà politica, della responsabilità civile e del primato del diritto, principi alla base di ogni autentica democrazia, principi universali che non sono in contraddizione con le tradizioni culturali e religiose, al contrario, la diffusione di tali valori può rivelarsi proficua per stimolare le discussioni tra i responsabili politici e le comunità etniche, culturali e religiose.

L'Associazione Assisi for peace tv, nella sua attività poliennale per dare impulso ad iniziative culturali e sociali volte a promuovere la pace e il rispetto dei diritti umani in ogni parte del mondo, ritiene possibile dar vita ad un percorso di confronto e scambio tra Oriente ed Occidente fondato sulla condivisione di ideali di amore, pace, solidarietà e amicizia, partendo da un episodio che rappresenta la prima tappa per la costruzione del dialogo tra culture diverse: il ben noto incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano Melek el Kamil nel 1219 nella città di Damietta, alle foci del Nilo, che ispirò la Regola scritta dal santo nel 1221: testimonianza concreta nel rispetto dell'altro, alternativa alle proposte di chi, con la potenza delle armi o i kamikaze, anziché costruire la pace, contribuisce a seminare odio, divisione, sopraffazione. Francesco fu profeta del dialogo e il movimento ecumenico che fondò è tuttora vivo e di attualità particolarmente nei rapporti con l'Islam.

Per avviare il necessario dialogo a livello internazionale, pensiamo si debba realizzare in seno alle due culture (cristiana e musulmana) un progetto di approfondimento delle ragioni dei conflitti e delle ragioni della pace, cominciando, nel mondo musulmano, a sensibilizzare l'Egitto, che meglio di altri paesi ha mostrato di volersi impegnare a riportare l'area dei conflitti a culla della civiltà di pace; ed è opportuno che nel mondo cristiano sia l'Italia a promuovere iniziative, sia per la sua vocazione all'incontro culturale, sia per la posizione di amicizia che ha coltivato con i paesi islamici.

Proponiamo l'avvio di un progetto pluriennale "...e Francesco divenne amico del Sultano" ; se non vogliamo leggere la Storia come l'avverarsi di una forza cieca al di sopra dell'uomo, ma come la somma delle tensioni che singoli uomini in posizioni particolari, dobbiamo concludere che ciò che fu possibile nel 1219 come conseguenza del dialogo tra Francesco e il Sultano el-Kamil preconizzando la pace se il papato avesse acceduto all'accordo da loro avviato, lascia lo spiraglio per sperare che altrettanto possa avvenire oggi, con la cultura del fondamentalismo religioso meno presente di allora. Il progetto mette insieme istituzioni, enti locali, istituti di ricerca, università e associazioni, che sulla rotta del sentiero francescano verso Damietta intendono realizzare iniziative coinvolgendo diversi ambiti di intervento (educazione/istruzione; informazione/sensibilizzazione; conoscenza/scambio); possibili aderenti a progetto Commissione e Parlamento europei, Governo Italiano e altre entità Governative, Regioni, Comuni, Università, associazioni nella consapevolezza del la rilevanza del livello di governo locale e regionale per la gestione della diversità culturale e per la promozione del dialogo interculturale, e il ruolo fondamentale che devono svolgere gli enti locali e regionali. Un processo efficace a favore della diversità culturale presuppone la piena partecipazione di tutti i cittadini, con un'attenzione alla partecipazione delle minoranze.

Gli Obiettivi del progetto :

- promuovere il dialogo interculturale allo scopo di migliorare la capacità della comunità di adattarsi ad un ambiente più aperto, ma anche più complesso in cui coesistono identità culturali e credenze diverse;

- mettere in evidenza il dialogo interculturale come opportunità di contribuire a una società pluralistica e dinamica, in Europa e nel mondo e da essa trarre profitto;

- porre in risalto il contributo delle varie culture ed espressioni della diversità al patrimonio e ai modi di vita degli Stati;

- sensibilizzare i cittadini, in particolare i giovani, all'importanza di sviluppare una cittadinanza attiva e aperta sul mondo, rispettosa della diversità culturale e fondata sui valori;

- contribuire allo sviluppo delle culture nel rispetto delle loro diversità, evidenziando il retaggio culturale comune;

- contribuire a costruire una società diversa, pluralista, solidale e dinamica;

- fornire i mezzi per il dialogo interculturale e il dialogo tra i cittadini per rafforzare il rispetto della diversità culturale e rispondere alle esigenze delle società e della coesistenza di identità diverse;

- contribuire all'affermazione della cultura e del dialogo come strumenti per imparare a vivere armoniosamente.

Attività

Per "seminare" la consapevolezza della possibilità di gestione del progetto, si scelgono tre poli di elaborazione del tema: l'area di Assisi , di Damietta (Domyat) e della Sicilia, la città di Francesco, la sede del Sultano Malek al Kamil e dell'Egitto e la Regione del regno dell'Imperatore Federico II e l'area della Svevia in Germania; terre di provenienza di coloro che otto secoli fa seppero superare l' incompatibilità reciproca pur in un clima di profonda ostilità, con azioni culturali volte all'elaborazione della gestione dei conflitti, azioni " politiche " di avvicinamento tra i poli; le prime con sede nelle università, le seconde nelle amministrazioni locali;

- Gemellaggio tra Assisi, Domyat, e le Regioni della Sicilia e la Svevia, con cerimonie adeguate di risonanza mondiale e scambi tra giovani di scuole italiane ed egiziane coinvolte nel progetto;

- Collaborazione scientifica tra la Mansura University di Domyat e l'Università di Perugia,  e/o di Siena, delle Università della Sicilia e della Svevia con apporto delle Università fondate da Federico II ,  sui temi della pace che si possono esprimere in molti modi da lasciare all'iniziativa degli atenei ( convegni, premi letterari , tesi di laurea

- Manifestazioni e iniziative regionali e transnazionali mirate a promuovere il dialogo interculturale,

- Campagne d'informazione e di promozione per diffondere i messaggi chiave relativi al dialogo interculturale.


La prima iniziativa

a Torchiagina convegno " Cun tutte le creature ", 25-26-27 settembre

ore 15.30, Introduzione Prof. Fulvio Fraternale, Pres Associazione Alveare orga : nizzatrice del convegno;

Tavola rotonda :per una nuova amicizia tra cristiani e musulmani, a cura di ASSISI for peace TV - Conduce Prof. Augusto Ancillotti, Corso di laurea in scienza della Comunicazione, Università di Perugia

Saluti delle autorità

Dalle 16 relazioni:L 'identità nella contrapposizione, anche violenta, e il suo superamento , a cura del Prof. Aldo Stella docente presso l' Università per stranieri di Perugia e di Urbino
Amare l'altro è proposizione laica e universale? a cura del Prof. Antonio Pieretti, docente presso la facoltà di lettere e filosofia della Università di Perugia
"Mors tua vita mea' è vero anche nei rapporti umani? a cura del Prof. Carlo Cirotto , doc di Scienze c.so di Laurea Biologia molecolare della Università di Perugia
"Mantenere la pace è una utopia? Possibilità e limiti della scienza" a cura del Prof. Paolo Diodati docente presso facoltà di Scienze della Università di Perugia
" Chi è Cristo per i Musulmani secondo il Corano" a cura del Dr. Abdel Qader Mohammad medico chirurgo- Imam , Presidente Centro Islamico di Perugia e dell'Umbria
" La via  che la Chiesa ha indicato per la pace tra le religioni" a cura di Mons. Elio Bromuri Direttore de La Voce- settimanale cattolico dell'Umbria-

Conclusioni di Giovanni Maria Gubbiotti Presidente di Assisi for peace TV

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Successivamente al Convegno una sintesi di ogni intervento, tratta dalla tavola rotonda, sarà pubblicata su youtube

 

 

Triennale della Ceramica Contemporanea

Ampi consensi per il nuovo progetto

Le tre opere vincitrici della sezione artistica in piazza Mazzini e presso i giardini pubblici.

E' stato un percorso lungo, accidentato, non facile ma alla sua conclusione si respira aria di soddisfazione nella Pro Tadino. Il progetto, pensato così come è stato realizzato sin dalle prime riunioni di una commissione della Pro Loco con il prof. Pierfrancesco Frillici e concretizzato con l'aiuto prezioso della direzione artistica dell'arch. Nello Teodori e della prof.ssa Carla Subrizi, ha richiesto un grande impegno organizzativo nella coordinazione del prof. Mauro Mancini e dell'amministratore ing. Luciano Meccoli ed un notevole sforzo economico sostenuto da diversi soggetti tra i quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il comune di Gualdo Tadino e la Tagina Ceramica d'arte che ha messo in campo anche la grande professionalità del suo personale perché le opere sono state realizzate presso i suoi laboratori. L'ultimo atto della Triennale della ceramica (nuova edizione del 38° Concorso Internazionale) è stata l'inaugurazione delle opere vincitrici della sezione artistica destinate ad arricchire l'arredo urbano della nostra città. "Un tavolo, una sedia e un libro" di Chiara Camoni è stata collocata in Piazza Mazzini; "Case del Popolo" di Vincenzo Rusciano e "Pilato's Game (Il Gioco di Pilato)" di Angelo Ricciardi sono state, invece, all'interno di due aiuole dei giardini pubblici di viale Giorgio Mancini. La cerimonia di inaugurazione è stata preceduta da un breve incontro presso la sala consiliare.

Il presidente della Pro Tadino Paola Moriconi ha ringraziato tutti coloro che in qualche modo hanno dato un loro contributo alla realizzazione del progetto, dalla Fondazione alla Tagina, dal comune (nella persona del sindaco Scassellati e dell'assessore Garofoli per aver creduto e finanziato il progetto e dell'attuale giunta presieduta dal sindaco Morroni per averlo condiviso) alle aziende Pecci e Viventi che hanno contribuito alla installazione ed a tutti i soggetti che sono stati protagonisti attivi:

Il sindaco di Gualdo Tadino, Roberto Morroni ha ricordato lo sforzo innovativo degli organizzatori ed ha elogiato la formula della manifestazione garantendo anche per il futuro la piena collaborazione dell'amministrazione comunale: "Le opere sono state messe a disposizione della gente, in questo modo l'evento è uscito da un contesto elitario. L'arte deve pungolare le coscienze e scuotere dal torpore".

L'assessore alla cultura della Provincia di Perugia, Donatella Porzi, nel complimentarsi per la splendida iniziativa, ha messo in evidenza come la città di Gualdo abbia voluto completare l'arredo urbano con la ceramica.

L'architetto Nello Teodori, direttore artistico della rassegna insieme alla prof.ssa Carla Subrizi, ha parlato di "Gualdo città consapevole, il luogo giusto dove lavorare per il futuro".

La professoressa Carla Subrizi, docente di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università "La Sapienza" di Roma, direttrice artistica e presidente della commissione giudicatrice delle opere, ha sottolineato come le novità di questa Triennale siano state "l'incontro, il dialogo e la condivisione. Gli artisti si sono incontrati con gli artigiani, le aziende, la Pro Tadino e con il tessuto gualdese in genere. In questo caso l'opera è divenuta un processo partecipativo: non più realizzata nello studio dell'artista e poi collocata nel luogo prescelto, bensì nata e concretizzata nel territorio."

Il percorso del 38° Concorso non si è ancora concluso. Paola Moriconi ha annunciato la prossima pubblicazione del catalogo delle opere e la partecipazione di Gualdo Tadino alla 24esima edizione di "Abitare il Tempo", la fiera più esclusiva per l'arredamento d'interni in programma a Verona dal 17 al 21 settembre, ottenuta grazie all'interessamento dell'architetto Nello Teodori. Le aziende gualdesi vi partecipano esponendo i prototipi realizzati in collaborazione con i designer. Se anche la risposta dei mercato fosse positiva l'obiettivo della Triennale sarebbe raggiunto ai massimi livelli.

 

 
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