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ANNO III

N.10

Ottobre 2009

Mensile edito a cura dell'Accademia dei Romiti - Direttore responsabile Valerio Anderlini
Redazione: Gualdo Tadino, Viale Don Bosco 68 - Tel / Fax 075 91 67 42

Accademia dei Romiti
       
       
 
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Giochi de le Porte

Un'edizione da incorniciare

Dopo aver dominato nel "corteo storico" allo spareggio si aggiudica il palio di San Michele Arcangelo;i sindaci Roberto Morroni e Lucien Piovano celebrano i trent'anni di gemellaggio con Audun le Tiche

L'edizione 2009 de i Giochi passerà agli annali di Porta San Facondino come una edizione da incorniciare, riconfermatisi nel concorso per il miglior corteo storico, nel quale si sono esaltati l'estro, la professionalità e l'inventiva di Daniele Gelsi, i portaioli della porta gialloverde si sono imposti anche nei "giochi"per l'assegnazione del palio di San Michele Arcangelo, al termine di una edizione tiratissima della manifestazione, superando allo spareggio la porta San Benedetto davanti a Porta San Martino e San Donato.

Piovano e Morroni

La cronaca dei Giochi

Sulla piazza Martiri della Libertà, gremita in ogni ordine di posti dalla folla degli spettatori, per Porta San Facondino l'edizione 2009 dei Giochi cominciava nel peggiore dei modi, tanto che i "supporters" si rassegnavano già ad assistere ad umiliante e scialba esibizione della "porta" davanti allo strapotere di Porta San Donato: Nella prima gara infatti (corsa con il carretto) i "campioni" di Porta San Facondino finivano al quarto posto per una "impuntata" dell'asino, recalcitrante sulla linea di partenza, e giunto al traguardo con dieci secondi di ritardo; rispetto a quelli di porta San Donato, davanti a Porta san Martino e San Benedetto.
Nella seconda gara, il "tiro con la fionda" si aveva un primo riequilibrio parziale della graduatoria con il tiratore di Porta San Facondino che riusciva a strappare la seconda piazza alle spalle del tiratore di porta San Martino, dopo due tiri di spareggio con il tiratore di Porta San Benedetto, davanti a quello Porta San Donato nell'ordine.
La terza gara, il "tiro con l'arco", riequilibrava ancora i quattro schieramenti. Se la aggiudicava il tiratore di Porta San Benedetto, davanti ai tiratori di San Facondino, San Martino e San Donato, delineando i presupposti per una gara-spareggio nella quarta gara.
Alla partenza della quarta gara (corsa a pelo con il somaro) rimanevano sostanzialmente intatte le possibilità di vittoria per tutte e quattro le porte; partiva a razzo il somaro di San Facondino inseguito inutilmente da quelli di San Benedetto, ed a distanza da San Martino e San Donato, e la graduatoria subiva un ulteriore assestamento con Porta San Facondino e Porta San Benedetto al primo posto con il medesimo punteggio, rendendo necessaria una ulteriore corsa di spareggio fra i campioni delle due porte in cui il somaro di porta San Facondino ripeteva la sua corsa vittoriosa.

Il Premio per la sfilata

Nel contesto dei Giochi de le Porte attraverso gli anni ha assunto una importanza via via più considerevole il premio per la sfilata (non usiamo gli aggettivi migliore o più bella) in cui si cimentano la ricerca e l'impegno dei portaioli, per offrire allo spettatore la parte migliore; ne è scaturito addirittura un premio che viene "offerto" all'Ente dal notaio Dr Antonio Fabi, e per la cui attribuzione è stata nominata una giurìa esterna, allo scopo di renderne il più asettico possibile il giudizio.
Il verdetto della Commissione Giudicatrice per l'edizione 2009 ha classificato nell'ordine Porta San Facondino, Porta San Benedetto, Porta San Donato e Porta San Martino.
La Commissione era composta da Luigi Marchione, scenografo, autore dei costumi di numerosi film dei registi Verdone, D'Alatri, Olmi, Archibugi, Bava, vincitore di due nastri d'argento per la migliore scenografia per Il mestiere delle armi e Cantando dietro i paraventi , dalla costumista Elena Mannini che ha collaborato a più di duecento produzioni tra film, teatro e spettacoli televisivi, oltre ai recenti musical, Il piccolo principe e Le avventure di Pinocchio , collaborando con i registi Ronconi, Fenoglio, Gassman, Enriquez, Missiroli, riportando diverse nomination al David di Donatello, e infine Maria Grazia Nico, ordinaria del Corso di laurea di Storia medioevale presso la Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Perugia.
La consegna del riconoscimento è avvenuta nel corso del ricevimento ufficiale, presso la Chiesa di San Francesco, nella mattinata di domenica 28.

 

 

Tiro alla balestra antica da banco

Jacopo Concetti nuovo campione italiano

Grande prestazione della Compagnia Balestrieri Waldum al 25° Campionato Italiano LITAB di Norcia

La 25esima edizione del Campionato Italiano di Tiro alla Balestra Antica da Banco a Norcia il 19 e 20 settembre ha registrato un grande successo della Compagnia Balestrieri Waldum. I gualdesi si sono infatti aggiudicati il primo posto nella gara individuale ed il settimo nel tiro a squadre.
Jacopo ConcettiLa vittoria nel singolo "al tasso" è andata a Jacopo Concetti, che si è laureato nuovo campione italiano, riportando la vittoria finale. Quarto posto per un altro rappresentate della Waldum, Massimo Proietti, mentre Demetrio Bellucci e Sandro Sigismondi si sono piazzati al quinto e al settimo posto. Nel tiro a squadre la compagnia gualdese ha conquistato il settimo posto con 275 punti contro i 310 della compagnia di Volterra, prima..
Soddisfazione per i risultati è stata espressa dal presidente della compagnia, Stefania Chiavini, e dal maestro d'armi Gianni Proietti che con il suo impegno, unito alla dedizione per l'antica arte della balestra da parte dei componenti della compagnia, ha permesso di raggiungere questo traguardo..
Concetti è il terzo campione italiano, dopo Massimo Meccoli, nel 1990, e Fabio Pascolini nel 1999.
La Compagnia Balestrieri Waldum vanta ad oggi, oltre al neo campione italiano Concetti, anche quello regionale Andrea Vittori, incoronato ad Amelia la scorsa estate. Un palmares che fa ben sperare per il 26esimo Campionato Italiano Litab in calendario il 12 e 13 giugno 2010 a Gualdo Tadino.

 

La scomparsa di Suor Maria Vittoria, un'autentica istituzione cittadina

Alla veneranda età di oltre 103 anni si è spenta nei giorni scorsi la popolare suor Maria Vittoria, al secolo Eleonora Pasqua Massimi, delle suore oblate dell'Istituto Bambin Gesù di Gualdo Tadino, che per quasi un secolo ha costituito una autentica istituzione nel mondo dell'istruzione gualdese.
Nata ad Agosta, nei pressi di Roma, nel lontano 1906, entrò in convento giovanissima nel1922, dopo aver ottenuto l'abilitazione magistrale, suor Maria Vittoria ha insegnato presso le scuole elementari dell'Istituto Bambin Gesù fmo al 1952, quando, laureatasi in Lettere, passò poi ad insegnare anche alle Scuole Medie e all'Istituto magistrale dello stesso istituto, del quale divenne poi preside nel 1965, mantenendo ininterrottamente il suo incarico per oltre un quarantennio, fino a pochi anni fa quando, quasi centenaria, è stata sostituita da suor Maria Scolastica.
È stata lei a formare di persona almeno tre generazioni di ragazze e ragazzi, e due generazioni di maestre, rendendo l'Istituto Bambin Gesù una delle istituzioni più importanti del territorio.
Fra insegnamento e presidenza, suor Maria Vittoria ha totalizzato oltre 70 anni di servizio, un autentico record, una vera testimonianza di abnegazione e dedizione alla causa dell'istruzione, ed un autentico esempio; nel marzo del 2005, fu ospitata ed intervistata anche nella trasmissione della Rai "Al posto tuo".
Sono migliaia di gualdesi che debbono a lei, e alle consorelle del "Bambin Gesù" la propria educazione ed istruzione e numerosi sono stati coloro che le si sono stretti attorno per l'estremo saluto .

 

 

E' cambiato il vento, ricordiamoci perché

Dalla gola della Rocchetta scende su piazza Martiri un venticello che sa tanto di nuovo e di miracoloso, una brezza che vuole cancellare quello che, malgrado tutto, aveva deliberato l' "ANGIOLINO", colpevole di aver offeso la gualdesità che si annidava in alcune storiche donazioni che avevano a cuore il locale tessuto sociale: la Farmacia e l'Ospedale Calai. Ma che strana è la politica: la precedente Amministrazione è caduta "massacrata "dalle munificenze di Mons. Roberto Calai, il benefattore per eccellenza della Gualdo dei primi del secolo scorso che un improvviso rigurgito sinistrorso, ha tentato di cancellare dalla lavagna della memoria per sostituirla con qualcosa di commerciale che mal si addice alle finalità dell'illustre donatore.
Chi può negare che le battaglie, con tanto di firme, per il Rio Fergia e per il ritorno della Farmacia Calai in piazza Martiri, l'amore/volere dei gualdesi per il loro Ospedale non abbiano contribuito in modo sostanziale,per non dire radicale[a che cambiasse il vento?
Se si vuole porre in sintonia con il senso del vento la nuova Amministrazione deve riportare e, subito, la Farmacia Calai nel suo sito naturale, pronto ed accogliente, e ciò per contribuire efficacemente alla rivitalizzazione del centro storico, sempre più solo, sempre più spoglio, sempre più orfano.
Bisogna dotare Gualdo di un Pronto Soccorso capace di rispondere, in tempi brevi e competitivi con lo status dei bisognevoli, alle urgenze di una utenza che va da Nocera a Fossato.
Bisogna predisporre un piano per il recupero del vecchio ospedale da destinare alle malattie del Secolo: A1zheimer e Parkinson. Perché, infine, non riattivare la "creatura" di Marcello Pagliacci, "il centro per la riabilitazione dei Cardiopatici", che tanto bene ha fatto ? Mi è dispiaciuto, e non poco, sentire in questi giorni delle "PORTE" un cardiopatico di Palermo "purtroppo del centro non c'è più niente e pensare che ne ho tratto un gran beneficio ".
L'Ospedale Calai non può aver ceduto l'indispensabile a quello di Branca, chi l'avesse solo pensato è certamente un politico poco accorto e per niente ancorato alla realtà sociale.
Ed infine, perché non spostare alcuni uffici comunali alla zona giardini, in locali di proprietà, in modo che anche Via Franco Storelli possa risentire il calpestio della popolazione attiva ed operosa ?
Archiviate le feste e le manifestazioni, quanto mai necessarie specie quando ben riuscite, bisogna rimboccarsi le maniche ed incominciare ad interessarsi dei problemi dei gualdesi che non possono, assolutamente, essere ulteriormente rinviati.
Buon lavoro Sindaco Morroni !

Francesco Calai

 

 

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Dal Congresso del PD

Un partito ancora e sempre più diviso

Riccardo Serroni

Mi aspettavo un confronto lungo e franco su ciò che è stato e ciò che dovrà essere il PD a Gualdo Tadino, ma la mia attesa è andata in gran parte delusa. Il dibattito nell'assemblea del PD gualdese si è risolto in appena 30' (tanto era il tempo dedicatogli) perché, è stato detto, non era quella l'occasione per un approfondimento sulla situazione gualdese. Ci sarà un prossimo congresso della sezione, probabilmente in marzo
Quel poco che abbiamo percepito, comunque, ci lascia l'immagine di un partito ancora profondamente diviso ed in cui i livori personali residui dell'aspro scontro elettorale (con due liste targate PD, una ufficiale e quella dei Progressiti) sovrastano le serene valutazioni politiche. Durissimo l'intervento di Gianfranco Pascolini, ex assessore PCI e padre dell'ex assessore Diego Pascolini, che ha parlato di un partito allo sbando, quasi liquidato da una dirigenza incapace, che negli ultimi tre anni non ha saputo fare altro che sparare a zero contro il sindaco e gli assessori.
Risposte dirette al j'accuse di Pascolini non ci sono state, anche se dietro le quinte i commenti si sprecavano. Francesco Commodi ha spiegato la sua adesione alla lista Franceschini (si votava per il segretario nazionale) perché Bersani rappresenta l'apparato del partito che non vuole cambiare. Su Gualdo si è limitato a dire che il responso degli elettori ha dato ragione a quanti nel partito avevano pensato di cambiare.
Anche Sandro Pinacoli ha accennato al risultato elettorale che dimostra come il gruppo dirigente aveva intravisto in tempo la crisi del consenso per l'amministrazione. Ma per il futuro traccia un percorso che abbia come obiettivo la riunificazione delle varie anime in un progetto comune: "Di Gualdo se ne dovrà parlare ampiamente in un prossimo congresso- ha detto- Si dovrà arrivare ad un chiarimento e dopo il momento dei chiarimenti bisognerà ricompattarsi".
Questo per il futuro.
Il presenta ci consegna un partito ancora frammentato. Ricordiamo per sintesi la vicenda delle iscrizioni. La sezione di Gualdo non ha accettato l'iscrizione di 22 persone che in qualche modo si erano legate a Scassellati nelle primarie ed alla lista dei Progressisti nelle comunali. I 22 respinti hanno fatto ricorso alla commissione provinciale ed hanno avuto ragione, ad eccezione degli ex assessori Garofoli, Pascolini e Filippetti e del capolista dei Progressisti Pedana che sono stati sospesi fino a dicembre. Stesso verdetto è stato emesso dalla Commissione Regionale. Quindi i Progressisti hanno partecipato alla votazione sezionale con una loro lista legata a Bersani-Bottini. A Bersani-Bottini era legata anche una seconda lista (diciamo del PD ortodosso, per intenderci) ed una terza sosteneva Franceschini.La composizione delle liste era la seguente:
Gualdo per Bersani e Bottini (Ispirata ai Progressisti)
Matarazzi Cristian, Pascolini Ester, Vecchiarelli Carlo, Bucari Barbara, Mariani Vincenzo, Moriconi Sabrina, Alfonsi Lorenzo Maria, Cavalieri Simona, Pecci Juri, Mariani Desirée
Bersani e Bottini per Il Pd e per l'Umbria
Commodi Jada Recchioni Luciano Anderlini Gaetanella, Artedia Virgilio, Pinacoli Eloisa, Lacchi Andrea, Filippetti Emanuela, Tempesta Maurizio, Pauselli Tania, Costantini Riccardo.
Liberiamo il futuro con Franceschini:
Ponti Valter, Matarazzi Martina, Micheletti Mario, Pennacchioli Pamela, Mencarelli Fabrizio, Mencarelli Elena, Berrettini Felice, Ferretti Franca, Matarazzi Costantino, Lezzi Maria
Se qualcuno non lo sapesse c'è da ricordare che si votava per l'elezione dei delegati alla convenzione provinciale per l'elezione del segretario nazionale (lotta a tre tra Bersani, Francescini e Marino) e per la convenzione regionale. Gli elettori potevano crocettare direttamente il nome di Bersani, Franceschini o Marino, oppure esprimere anche un voto per le liste locali (presenti per la convenzione provinciale). Per renderci conto degli orientamenti esistenti oggi all'interno del PD gualdese facciamo riferimento a quest'ultima votazione.
Hanno votato 264 persone.
Bersani ha totalizzato 139 voti (52,65%). Di questi 85 (32,19%). provengono dall'area Progressisti, 42 (15,91%) dai PD ortodossi.
Franceschini ha preso 110 voti (41,67%) e di questi la lista locale ne ha presi 83 (31,44%).
Ad Ignazio Marino non sono andate nemmeno le briciole (appena 2 voti).
Quali le considerazioni che emergono da questa consultazione?
La prima è interna al PD. Dall'esito delle votazioni, si può dire che la componente PD amica del gruppo degli assessori ha un ottimo seguito (circa un terzo del partito) e qualsiasi progetto di ricompattazione non può non tener conto di questo dato.
La seconda è interna all'area della sinistra o centro sinistra. Non c'è dubbio che questa parte politica della città sta vivendo la crisi più grave della sua storia nel dopoguerra. La divisione interna al PD, cioè al partito di maggioranza di quest'area, oggi costituisce un grosso problema, un problema che i dirigenti di questa formazione debbono assolutamente risolvere. Perché in un progetto di rinascita del centro sinistra, all'interno del quadro politico così come è congegnato attualmente, il PD deve essere la forza trainante per eccellenza, non può costituire un problema.

 

 

Controcanto

La forza dell'informazione
di Carlo Catanossi

Qualche giorno fa raccontavo al direttore di questo giornale come mi succede ormai frequentemente di essere fermato, in giro per Gualdo, da qualcuno dei miei venticinque lettori per discutere di questioni che tratto in questa rubrica.
Un gesto di stima e di attenzione che, indubbiamente, fa piacere a chi scrive ma che, cosa ben più importante, è il segno di quanto è alta la sensibilità dei gualdesi rispetto a ciò che, in questo momento in particolare, accade intorno a loro.
È positivo che si discuta, non necessariamente che si condivida ciò che si trova scritto e se questo giornale, che passa di mano in mano nelle famiglie che lo ricevono in abbonamento o che lo acquistano in edicola, riesce a dare questo contributo penso che abbia raggiunto il suo obiettivo. Modesto ruolo di " giornale di comunità" quello che può svolgere un mensile di una media città dell'Umbria in un panorama nazionale e mondiale che sulla comunicazione e sul ruolo dei media sta osservando rivoluzioni, scosse, entrate a gamba tesa.
Indubbiamente il tema della informazione è simbolo della libertà e della democrazia: non è un caso che tutte le dittature ed i totalitarismi siano passati e passano tutt'ora per la fase della negazione del diritto di informazione. Si, avete capito bene. Voglio arrivare a tutte le polemiche che ci sono state in queste settimane nel nostro Paese sulla questione dell'informazione. La democrazia è in pericolo e la libertà di informazione pure? "Ma mi facci il piacere!" direbbe Totò.
Nei giorni in cui vediamo i più grandi gruppi editoriali attaccare il Governo ed il suo leader; nei giorni in cui la TV di Stato (quella pagata da tutti) sfodera suoi primari protagonisti per attaccare (Santoro, Floris) e contemporaneamente difendere (Vespa, Minzolini) l'Esecutivo; nei giorni in cui sempre la TV di Stato nomina la figlia dell'ultimo leader della sinistra condiviso in quelle parti, direttore di uno dei tre telegiornali; sentir parlare di libertà di informazione in pericolo mi sembra, francamente, eccessivo.
Certamente molti dubbi sorgono quando si considera come viene usata l'informazione. Ormai è sotto gli occhi di tutti come gli attacchi personali siano all'ordine del giorno e come alcuni mezzi di informazione non siano soltanto l'eco di notizie e non-notizie quanto piuttosto siano essi stessi i protagonisti delle campagne di violenza e di odio personale nei confronti di chi non è sulle posizioni della linea editoriale, del padrone del giornale, dei propri amici. I casi di Repubblica (nei confronti del Premier) e di Feltri (nei confronti di Boffo) sono così emblematici da poter essere inseriti in qualsiasi manuale del perfetto giornalista (alla voce: cosa non fare !).
Su Berlusconi non mi soffermo (penso che abbia il diritto di comportarsi come ritiene e che sia legittimo che il Paese possa aspirare a qualcosa di meglio dai suoi governanti) su Boffo (che forse è meno conosciuto) spenderò due parole.
Conosco Boffo da oltre trenta anni e mi lega a lui una amicizia che mi permette di affermare che so di chi parlo. Che il giornale del fratello del capo del Governo utilizzi l'ultimo degli acquisti fatti a caro prezzo sul mercato dei giornalisti (ormai somiglia tutto al calciomercato) per colpire chi dissente e pone questioni critiche è vergognoso, ignobile e degno soltanto di un regime totalitario (prevalentemente erano i regimi comunisti ad infangare gli avversari per eliminarli moralmente prima che fisicamente).
La preoccupazione addirittura aumenta quando si pensa che, come succede nei casi degli animali domestici, a norma di legge (quella del buon senso se non quella formale), il proprietario è sempre responsabile dei danni creati. In questo caso i danni sono stati creati ma non a Boffo (che penserà a se stesso) ma al Paese ed ai suoi difficili equilibri.
La consolazione che possiamo avere è che anche con questo piccolo nostro giornale possiamo contribuire a fare qualcosa di diverso.

 

 

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I lavori nel Centro Storico

Inaugurata via dell'arco: nuova ma... vecchia

Inaugurazione di Via dell'ArcoPer iniziativa degli abitanti del quartierino, è stato inaugurata la nuova "Via dell'arco", dopo i lavori post terremoto diretti dall'arch. Luigi Tomassini ed eseguiti dalla ditta Brunelli. Il particolare interesse dell'avvenimento è dato soprattutto dal tipo di intervento. Le pietre della vecchia scalinata nella fase di smantellamento per i lavori (rifacimento della rete fognaria, idrica, elettrica e telefonica) non sono andate in discarica ma recuperate una ad una e la vecchia scalinata è stata ricostruita identica all'originale. Una soluzione tecnica qualificante anche dal punto di vista culturale perché consente di conservare l'aspetto primario ad uno degli angoli più caratteristici della Gualdo medievale.
Una fontana in piazza Garibaldi
L'inaugurazione, con intervento del vice sindaco Sandra Monacelli e della giunta, è servita anche a fare il punto sulla pavimentazione degli spazi residui nel centro storico. Lunedì 5 ottobre è iniziata la pavimentazione di piazza Garibaldi con una pietra leggermente diversa da quella prescelta originariamente, soprattutto perché quel materiale non sarebbe stato disponibile in tempi immediati. Invece l'obiettivo è di chiudere il cantiere prima di Natale.
Nel progetto era prevista una fontana che tagliava in due la piazza. L'idea della fontana è rimasta ma il progetto sarà diverso: "Abbiamo deciso di cambiare il progetto perché quel tipo di fontana occupava troppo spazio- spiega l'assessore Erminio Fofi- L'idea è di realizzare sì la fontana ma con dimensioni più ridotte ed al centro del lato nord, di fronte al negozio Petrini". Per il momento la fontana, però, non la vedremo. Sono stati previsti solo gli attacchi. Successivamente l'amministrazione deciderà su quale percorso intraprendere per la progettazione tra un concorso di idee o l'incarico diretto (non si esclude l'incarico ad un istituto tecnico).
Via Discepoli
In merito alla pavimentazione gli abitanti di via Discepoli (traversa di via Storelli verso casa Rubboli) hanno chiesto di concludere i lavori della loro via perché da troppo tempo vivono una situazione di disagio senza attendere la fine dei lavori in piazza Garibaldi e dintorni: "Abbiamo cercato di dare una risposta a questa esigenza concordando con la ditta Brunelli l'organizzazione di due squadre di pavimentatori- spiega Fofi- In tal modo i due interventi possono procedere in contemporanea".
Già in attività, invece, è il cantiere di Corso Piave. La pavimentazione è iniziata da Porta San Benedetto per concludersi all'inizio di Corso Italia entro l'anno. A gennaio, infine, verrà dato il via alle opere previste in via delle Mura e via Mastrogiorgio.
Panchine di piazza Martiri. Un argomento interessante si sta dibattendo sulle panchine di piazza Martiri. Per i Giochi de le Porte sono state spostate in piazza Mazzini e l'effetto è stato sorprendente; per il loro stile, si ambientano molto meglio con piazza Mazzini che con piazza Martiri. "Perché non lasciarle lì ed acquistarne di nuove per la piazza centrale?".Il vice sindaco Sandra Monacelli non lo esclude: "Al momento almeno una parte dobbiamo riportarle in piazza Martiri per delimitare la piazza evitando il parcheggio. Non ci sono, infatti, i fondi per acquistarne di nuove. In futuro vedremo". (R.S)

 

 

Dal Comitato Pro acqua

Novità sul deposito cauzionale acqua

E' trascorsa una settimana dall'assemblea tra Umbra Acque ed i Comuni dell'Ati 1 che hanno esposto il loro "NO" alla Delibera che aveva istituito il balzello sull'acqua. In questa occasione tutti i Sindaci o loro delegati hanno manifestato in modo palese la loro contrarietà ed abbiamo appreso che una delegazione di cinque comuni deIl'ATI l, tra i quali anche il nostro, s'incontrerà con l'ATI2 ed Umbra Acque per la decisione definitiva.
Il nostro timore è che comunque, come già abbiamo compreso tra le righe, si vada soltanto nella direzione della riduzione del deposito cauzionale, mentre la nostra richiesta è che il provvedimento venga annullato.
La nostra petizione, con cui chiediamo la cancellazione del provvedimento, prosegue con l'uscita di mercoledì 30 Settembre presso lo Stadio di Cerqueto e invieremo la raccolta di firme prima del prossimo incontro tra Comuni ed Umbra Acque(se riusciremo). La speranza è che quest'assemblea non sia solo di facciata, perché in tal caso proseguiremo la nostra battaglia utilizzando tutti gli elementi raccolti sino ad ora dal punto di vista legale. Basta con le ingiustizie!
E' infatti recentissima la notizia che la COVIRI (Comitato Vigilanza Risorse Idriche) ha rilevato un'altra "magagna" in bolletta, notificata con Delibera alle amministrazioni di Umbra Acque:
Da circa tre anni 600.000 euro all'anno sono stati sborsati ingiustamente dai cittadini nella bolletta dell'acqua per coprire spese di funzionamento delle Amministrazioni (mobilio, cancelleria, attrezzatura informatica ecc.) che venivano menzionate in bolletta come "Amministrative".
Dalla delibera della COVIRI si ipotizza anche il rimborso per le somme versate ingiustamente da noi ignari consumatori a cui viene sempre meno riconosciuto il diritto di ricevere chiare e comprensibili bollette.

 

 

L'asilo insufficiente

Il Comune per le famiglie escluse

Dopo tanto blaterale di politiche sociali e per la famiglia Gualdo Tadino scopre che a fronte di una richiesta di 86 aspiranti a frequentare l'asilo nido, la sua capienza è appena di 42 posti, tra l'altro con problemi per lavori da eseguire lasciati in eredità da chi c'era prima.
Senza dar corso a polemiche la nuova Amministrazione ha messo mano alla borsa e, con un provvedimento unico del genere, ha stabilito di erogare un contributo (definito "voucher") di cento euro al mese ad ognuna delle famiglie restate escluse, in considerazione che il Comune, riconoscendo di "non poter ampliare nell'immediato la capacità ricettiva dell'asilo" ritiene doveroso venire incontro alle esigenze delle oltre 40 famiglie alle prese con spese, anche gravose ed impreviste, per l'assistenza ai loro bimbi presso analoghe strutture private.
Soddisfazione, per il provvedimento "altamente sociale" adottato, è stata espressa dal Consigliere Fausto Cambiotti, Capo gruppo della lista "Sandra Monacelli Sindaco".

 

I problemi di Piagge

 

La frazione di Piagge ha poste all'attenzione della nuova amministrazione gravi problematiche accumulatesi negli ultimi anni. Dopo che una rappresentanza era stata ricevuta dal sindaco Roberto Morroni, che ha rassicurato gli abitanti sull'impegno dell'amministrazione a risolvere quanto di competenza e di attivarsi presso gli organismi competenti per sollecitare interventi di soggetti terzi. il vicesindaco con delega alle frazioni Sandra Monacelli, insieme all'assessore Erminio Fofi e l'ingegner Enrico Benedetti, responsabile dell'ufficio ricostruzione hanno effettuato un sopralluogo verificando sul posto i disagi lamentati.
"Spiace constatare come, a distanza di dodici anni dagli eventi calamitosi, in questo territorio il tempo sembra essersi fermato, mostrando solo i segni di una ricostruzione che qui, anche per il sommarsi di più problemi, ha messo a nudo limiti e fallimenti - ha dichiarato il vicesindaco - Assicuriamo pertanto forte attenzione dell'amministrazione per risolvere quanto prima gli annosi problemi di Piagge, aggravati da irresponsabili trascuratezze di soggetti sia pubblici che privati."

 

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Assisi, finalmente!

C'è un aspetto dell'ultima edizione de i Giochi de le Porte che merita una sottolineatura: da qualche anno si è consolidata la consuetudine che, per la grande kermesse di settembre, nella quale la città ostenta la sua parte migliore, l'Amministrazione Comunale invita come "ospite ufficiale" un'altra città per assistere alla manifestazione con una sua delegazione, un ricevimento in Comune, scambi di doni ecc.; in sostanza un modo per rinsaldare o instaurare vincoli di amicizia.
Ebbene, in tanti anni non era stata mai invitata come "ospite d'onore" la città di Assisi, nonostante la contiguità territoriale fra i due comuni, nonostante l'appartenenza ad una medesima Diocesi, nonostante la partecipazione di gruppi assisiati alle nostre iniziative, nonostante..; con una grettezza, che a ben guardare non fa onore, non è stato mai cercato il rapporto con la città di Assisi, lasciandosi guidare da condizionamenti di carattere politico nello scegliere e privilegiare il rapporto con altre comunità che in certi casi non avevano nessun altro denominatore comune con Gualdo Tadino tranne quello dell'appartenenza politica degli Amministratori, quasi che non dovesse e potesse esserci contatto con un'amministrazione comunale di diversa estrazione politica.
Finalmente anche questo tabu ideologico è caduto ed è stata invitata la città di Assisi.
Il Sindaco Claudio Ricci, impossibilitato a partecipare al ricevimento in San Francesco per impegni istituzionali, dal Sindaco Morroni è stato ricevuto con la sua delegazione presso la Taverna di San Benedetto con scambio di doni fra le due delegazioni, durante il pranzo di domenica, rivolgendo un nobile indirizzo di augurio alla città di Gualdo Tadino, auspicando un più proficuo scambio di rapporti.

 

 

Audun le Tiche

Città gemellata da 30 anni!

Nella mattinata dei Giochi de le Porte il ricevimento in San Francesco ha costiituito l'occasione per celebrare i trenta anni del gemellaggio fra le città di Gualdo Tadino e di Audun le Tiche in Francia, terra segnata dal fenomeno dell'emigrazione gualdese con una folta rappresentanza di "concittadini di seconda generazione" tanto che, fra i suoi sindaci ha annoverato anche il gualdese Angelo Filippetti..
Guidava la delegazione del Comune francese il Sindaco di origini italiane Lucien Piovano, che per lunghi anni è stato il Presidente del Comitato di gemellaggio, e già ospite della città di Gualdo Tadino in varie circostanze.
Per ricordare i trent'anni del gemellaggio, che già aveva visto una delegazione del comune di Gualdo Tadino in terra di Francia per la festa nazionale del 14 luglio, c'è stato uno scambio beneaugurante di indirizzi fra il neo Sindaco Roberto Morroni e l'ospite Lucien Piovano, il quale ha ricordato il lungo rapporto con l'ex-sindaco Pinacoli ed ha contracambiato doni-ricordo di circostanza con il Sindaco, con il Presidente uscente del Comitato di gemellaggio Costantino Pennacchioli e con l'attuale Mario Becchetti.

 

 

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Reportage e denuncia

Presentato il libro di Francesco De Filippo
di Alessandra Artedia

 Nel tardo pomeriggio di venerdì 18 settembre la Biblioteca di Gualdo Tadino "Ruggero Guerrieri" in collaborazione con il Museo Regionale dell'Emigrazione "Pietro Conti" e con Edicolè hanno organizzato la presentazione della raccolta di testimonianze sull'immigrazione intitolata Quasi Uguali / Storie di immigrazione , ultima fatica del giornalista di origini partenopee Francesco De Filippo. L'autore ha scelto già più volte la città come sede di presentazione per i suoi libri, tra cui si ricorda L'affondatore di gommoni per i suoi legami professionali con il Museo Regionale dell'Emigrazione.
Sono intervenuti come relatori oltre allo stesso De Filippo l'assessore Paola Gramaccia e la Dirigente del Liceo "R. Casimiri" Prof.ssa Tullia Maggini.
L'opera ricalca nella sua struttura la Divina Commedia giacché riporta non solo storie di immigrati che ce l'hanno fatta e che quindi, dopo aver superato un viaggio nell'inferno dantesco che purtroppo, nella realtà dell'immigrazione di letterario ha ben poco, sono giunti in paradiso, nel senso che ce l'hanno fatta, mentre chi vive nel purgatorio cerca di vivere o sopravvivere più o meno dignitosamente. Il pubblico ha ben accolto l'iniziativa e sicuramente ciò che ha fatto piacere è che le fila della platea sono state riempite da un ragionevole numero di giovani, i quali, al momento del dibattito si sono mostrati molto interessati all'argomento, porgendo numerose domande all'autore. Degno di nota è senz'altro l'intervento della prof.ssa Maggini, la quale ha sottolineato le grandi difficoltà e le sofferenze di queste popolazioni costrette a lasciare le proprie case, i propri affetti con il miraggio di una vita migliore che spesso tuttavia si rivela un miraggio che finisce nel deserto, in un mondo sempre più opaco e pieno di finestre per così dire oscurate, benché appaia sempre propenso ad aprirsi, mondo sempre più privo di punti di riferimento e ove, riprendendo Montale, come ha sottolineato la dirigente, è sempre più opportuno chiedersi "Il varco è qui?".

 

 

La nuova Gazzetta di Foligno

La nuova Gazzetta di Foligno e le dimissioni del direttore Germano Mancini

La Gazzetta di Foligno è settimanale tra i più antichi d'Italia. Fu fondato nel 1886 da monsignor Faloci Pulignani, e da molti decenni sino a poche settimane fa è stato diretto da monsignor Germano Mancini. A Luglio il direttore ha dato le dimissioni, non per raggiunti limiti d'età o per motivi di salute, ma per insanabili contrasti con l'editore: il nuovo vescovo di Foligno monsignor Sigismondi.
Tra il giovane vescovo e l'anziano direttore, una diversa visione della funzione del giornale diocesano, un nuovo rapporto con la realtà cittadina, forse un diverso confronto con le istituzioni.
Il giornale diretto da Mancini si era caratterizzato, in molte occasioni, per un'azione di pungolo e denuncia nei confronti dell'operato dell'amministrazione comunale ed anche regionale, espressioni della parte politica che da 60 anni domina il panorama umbro. Per alcuni era l'unica voce libera della città, per gli altri, l'espressione di un'opposizione che solo Germano riusciva ad interpretare con intelligenza ed efficacia. Negli ultimi tempi, tanti erano saliti lungo le scale del vescovato per chiedere la testa di Mancini, senza mai riuscirci.
Ora la testa è caduta. È stato motu proprio del vescovo, o risposta all'ennesima sollecitazione? Non è possibile saperlo, forse non lo sapremo mai. Certamente il rapporto della Chiesa con le istituzioni locali e regionali, non vive una stagione di contrapposizione.
La lettera del vescovo pubblicata sulla Gazzetta, a commento dell'accaduto, fissa una nuova linea editoriale, spiega la sua visione di una moderna azione pastorale, e di un nuovo modo d'essere comunità ecclesiale, rivendica all'editore un ruolo più attivo nella gestione del giornale di sua proprietà.
Forse Germano Mancini aveva fatto il suo tempo, e conoscendo quel temperamento, non sarebbero valsi consigli e raccomandazioni, e l'unico modo per liberarsene era costringerlo alle dimissioni: così è stato.
La città non si è espressa in modo manifesto, ma i sorrisi malcelati di alcuni nascondevano la soddisfazione per l'accaduto, mentre altri, timidamente, manifestavano il loro disappunto. Diplomatiche ed asettiche le dichiarazioni degli uomini politici e delle istituzioni: tutti hanno tributato omaggi al direttore, al suo impegno ecc..., ma il tono era di quando si chiude una pratica, era quello di una faccenda passata.
Il politicamente corretto, l'ossequio alle istituzioni camuffato con l'espressione "guardiamo al futuro", è modo elegante per non dire nulla, per non prendere posizione. Certo una cifra estranea al modo di essere di don Germano.
Bucharin condannato a morte da Stalin per delitti mai commessi, disse ai giudici, che lui sapeva d'essere innocente, ma se il partito affermava che lui era colpevole, allora quella era la verità. In qualche modo il comportamento di don Germano è stato simile. Bombacci, comunista della prima ora, frequentatore di Mosca e intimo di Lenin, quando Mussolini fu abbandonato da tutti, ricordò i comuni ideali della giovinezza, l'amicizia di quegli anni, e accorse al suo fianco. Non lo abbandonò nemmeno davanti al plotone d'esecuzione a Dongo. Questo non sembra verificarsi nella vicenda della Gazzetta: un gran silenzio si è fatto intorno al vecchio direttore.
Comunque oggi nelle edicole è arrivata la Nuova Gazzetta: diverso formato e impaginazione, diversa anche la carta.
Per Foligno auguriamo che il giornale abbia lo stesso successo, che lo ha accompagnato in tutti questi anni.

Marcello Paci

 

 

Le fiere e l'origine dei Giochi de le Porte

Il secondo volume di Sergio Ponti

Si è svolta nel pomeriggio di sabato 19 settembre, presso la sala della Città della Rocca Flea, la presentazione del secondo volume del progetto editoriale voluto dall'Ente Giochi allo scopo di valorizzare gli aspetti storico-tradizionali dell'antico Palio di San Michele Arcangelo, riproposto nella riedizione moderna dell'ormai trentennale disputa del Palio dei Giochi de le Porte di fine settembre.
L'oggetto del secondo volume della collana di quattro, realizzata per conto dell'Ente Giochi de le Porte da Sergio Ponti, è "Le antiche Fiere di San Michele Arcangelo a Gualdo Tadino: aspetti generali e normative"; ne seguiranno altri due sui temi: "Il Palio di San Michele Arcangelo a Gualdo Tadino: testimonianze di una tradizione antica", e "Le Porte nella storia politico- amministrativa di Gualdo Tadino: l'esercizio del potere nei quartieri cittadini".
Alla presentazione, confortata dalla presenza di un pubblico attento che ha assiepato la sala, sono intervenuti, oltre l'autore Sergio Ponti e i vertici dell'Ente Giochi, presidente Giuseppe Ascani, gonfaloniere Paolo Campioni e i Priori Franceschini, Petrozzi e Ippoliti, il vice sindaco e assessore alla cultura del Comune di Gualdo Tadino, Sandra Monacelli, il prof. Gianni Paoletti docente di storia presso il Liceo Scientifico Raffaele Casimiri, la dott.ssa Paola Monacchia dell'Archivio di Stato di Perugia, mentre le conclusioni sono state affidate al Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi.
Di rilevante spessore sono risultati gli interventi del prof. Paoletti e della Dr.ssa Monacchia che hanno messo in evidenza aspetti peculiari della pubblicazione; gli interventi dei politici hanno invece sottolineato l'importanza che assume la riscoperta dei valori storico-culturali per una tardiva visione delle possibilità di sviluppo economico offerte nel settore del terziario, in particolare il turismo.
La presentazione del volume, distribuito attraverso le quattro porte, che aggiunge sicuramente aspetti importanti alla conoscenza dell'origine dei Giochi, ha costituito un momento importante per la conoscenza della storia cittadina, non solo per l'Ente Giochi, nel quadro dell'intero progetto editoriale che l'Ente intende completare nel corso del 2009.

 

 

UniGualdo

Al via il IX anno accademico

Con la prolusione tenuta dal Dr Silio Bozzi, Dirigente del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Ancona, sabato 3 ottobre presso l'Aula Magna del Liceo Scientifico, ha preso il via il IX anno Accademico organizzato dell'Università per adulti di Gualdo Tadino.(UniGualdo) che, dopo le proficue esperienze dell'anno scorso realizzate a Valfabbrica e Nocera Umbra, propone per il corrente anno dei corsi anche a Fossato di Vico, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, presso la Scuola Media.
Per il corrente anno accademico nella sede di Gualdo Tadino l'offerta dei corsi, rispetto al passato, si arricchisce della lingua spagnola; i corsi attivati a Fossato di Vico saranno Lingua inglese, Cucina, Arte (Disegno, pittura e scultura), e a Nocera Umbra Lingua inglese, Enogastronomia, Espressioni Artistiche; resta da definire l'organizzazione dei corsi a Valfabbrica.
Alla cerimonia inaugurale dell'Anno Accademico, oltre ai Sindaci dei Comuni interessati, era presente l'Ispettore Capo della Polizia di Stato Domenico Merli. Il tema trattato nella prolusione dal
Dr Silio Bozzi "Analisi della scena del crimine - Errori percettivi e cognitivi nell'investigazione criminale", per la sua attualità è stato seguito con particolare attenzione ed interesse.
Un plauso alla professoressa Angeli ed ai suoi collaboratori per questo qualificante impegno.

 

 

La Cultura
Ruggero Luzi

La conoscenza è la chiave per lo sviluppo economico e sociale di una comunità, imprescindibile dalla morale diviene civiltà. È nelle piccole cose, nei gesti quotidiani che ci si allena nell' esercizio per migliorare se stessi, una sorta di perenne studio alla ricerca di risposte per quei perché che stimolano a progredire. La cultura ha valore astratto se non è sperimentazione soggettiva, se non è stimolo a capire il senso del nostro essere. La cultura è valore critico.
Guardarsi dall'arroganza di tuttologi che credono di possederla organizzando meeting, mostre, presentazioni, nei bagordi conviviali; dai soliti noti che si ritengono depositari di un tesoro che non ha limiti di passato, presente e futuro; dai protagonisti nostrani nelle tavole rotonde, sempre le stesse, noiosamente autoreferenziali; dalla sofferenza rievocativa di un medioevo tanto lontano e purtroppo tanto vicino nelle menti oscurate.
È un percorso che nasce nella scuola e si arricchisce per la curiosità nel sapere. È il senso di libertà per chi conosce più parole. È il relazionarsi alla pari.
La cultura è evoluzione nella conoscenza per appartenere ad un mondo migliore.

 

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Il Narciso: un laboratorio speciale

Scopriamo i contenuti di una splendida attività

Riccardo Serroni

La vetrina è allegra, coloratissima, soprattutto alla vigilia dei Giochi de le Porte. La manifestazione medievale è stata fonte inesauribile di proposte creative e accattivanti ed i ragazzi che frequentano il laboratorio hanno lavorato anche con più entusiasmo perché sono immersi anche loro nel clima festoso ed emozionale del palio. Il laboratorio è "Il Narciso", uno spazio esiguo, ma di grande valenza sociale, lungo via Storelli. L'attività rientra nel contesto delle proposte educative ed assistenziali della cooperativa Asad in sinergia con "Il Germoglio", la struttura creata per dare assistenza ai ragazzi adulti che hanno qualche difficoltà. L'anima trainante del Narciso è la nostra concittadina Giuditta Pasquarelli ed è lei che ci spiega i segreti di questo laboratorio speciale: "Siamo ospitati in questi locali dal gennaio 2008- racconta- Nei quattro anni precedenti lavoravamo nei locali della ex farmacia Capeci grazie alla disponibilità del dr Cesare Manfroni. Poi da lì, a causa dei lavori imminenti per la ristrutturazione, siamo dovuti partire e siamo venuti qui, grazie anche alla generosità dell'associazione dei genitori "Amici del Germoglio" che affrontano le spese per l'affitto".
Il Narciso è nato ed opera grazie al sostegno integrato di diversi soggetti. La stessa operatrice Giuditta Pasquarelli è retribuita per 20 ore dal comune di Gualdo Tadino e per 9 ore dalla cooperativa Asad. Poi ci sono i genitori dei ragazzi che sono sempre vicini e presenti sobbarcandosi l'onere di diverse spese, compreso l'affitto dei locali
Un sacrificio ben speso. Cerchiamo di comprenderne le ragioni scoprendone i contenuti ed i segreti:
"Nel laboratorio girano 8 ragazzi per circa 3 ore al giorno dal lunedì al venerdì e se aggiungiamo gli operatori (ci operano una tirocinante ed una volontaria) arriviamo a 10 persone- spiega Giuditta Pasquarelli- Gli spazi che abbiamo sono ormai diventati troppo stretti. Ci siamo rivolti anche al comune per chiedere un aiuto a risolvere questo problema. Uno spazio adeguato per noi è di vitale importanza. E non ci serve uno spazio qualunque. Abbiamo bisogno di locali sufficientemente grandi e che abbiano una certa visibilità. Dobbiamo stare in mezzo alla gente, in un luogo in cui la gente ci veda con facilità".
Sugli scaffali del laboratorio e sulle vetrine fanno bella mostra di sé piatti, vasetti, somarelli, fazzolettoni, piccoli tamburi. oggetti vari colorati di rosso, giallo, blu, bianco (i colori dei Giochi de le Port, perché nel periodo che precede la manifestazione i ragazzi del laboratorio sono stati impegnati per realizzare l'oggettistica che avesse come soggetto elementi vari dei Giochi stessi).
La tecnica? Molto semplice, ma utile e redditizia : "Principalmente utilizziamo il riciclaggio di tutto quello che può essere riutilizzato- spiega Giuditta-. Poi provvediamo anche ad acquistare quello che non troviamo. Ad esempio i somarelli che abbiamo personalizzato per i Giochi de le Porte abbiamo dovuto acquistarli. Cerchiamo, però, di spendere il meno possibile".
Come nascono le idee? "Nascono dalle nostre teste. Sfogliamo riviste, vediamo in giro, qualcuno ci suggerisce qualche cosa.L'idea giusta può arrivare da qualsiasi parte. Poi, naturalmente, bisogna verificare se è realizzabile concretamente".
Che fine fanno i prodotti? Vengono dati al pubblico : "Noi non li vendiamo- precisa Giuditta- La gente prende ciò che gli interessa e poi, se vuole, lascia una donazione alla associazione Amici del Germoglio".
Soddisfatti dalla risposta? "Sì, siamo molto soddisfatti perché i nostri prodotti le gente li prende e li utilizza. Parecchie cose, ad esempio, le rivediamo in giro, dentro le case. Ed anche i ragazzi sono molto contenti di questo perché oltre a lavorare hanno contatti con le persone che si fermano a guardare la vetrina o entrano per salutarci o chiederci qualche cosa."
Qual è l'oggetto prodotto che ha maggiori richieste? "Più di tutte sono le damigiane di vetro- conclude Giuditta Pasquarelli- Le prendiamo, le pitturiamo e poi le rivediamo esposte in tanti posti. Ed i ragazzi sono felici per questo perché quando percepiscono che un oggetto è gradito al pubblico, sono più motivati nell'impegnarsi per realizzarlo".
Quando entriamo nel laboratorio sono appena le 9 del mattino. La maggior parte dei ragazzi non sono ancora arrivati (vengono con il pulmino). Moira, al contrario, è già al lavoro. Sta pitturando un vaso ed ha sul volto i tratti inconfondibili di chi è molto contento di ciò che fa sia perché riesce a farlo con maestria e sia perché è consapevole che quel suo impegno non è fine a se stesso, ma è destinato a creare qualche cosa di concreto.
E' questo il segreto del "Narciso".

 

 

Daniela Cerbella: "Attività importante per i ragazzi"

L'assessore Minelli: "Stiamo cercando di risolvere il problema dei locali"

Il Narciso è un'attività promossa dalla cooperativa Asad ed opera in sinergia con il germoglio. Referente del progetto è la signora Daniela Cerbella : "L'attività che viene svolta in questo laboratorio- dice- è molto importante e la seguiamo con molta attenzione. Innanzitutto perché favorisce una reale integrazione dei ragazzi con la società che li circonda. Inoltre perché favorisce lo sviluppo delle proprie abilità nelle varie attività promosse come il decoupage, la pittura e quant'altro, cioè ed in tutte quelle forme di manipolazione che li mantiene attivi e consente loro di realizzare qualche cosa che non rimane chiuso nello spazio ma va sul territorio"
Tutti i ragazzi che frequentano il Germoglio sperimentano questa attività laboratoriale?
"No, non tutti. Soltanto alcuni, quelli che sono inseriti nel progetto per l'avviamento al lavoro".
Quindi uno sbocco possibile è anche quello di inserire qualcuno di questi ragazzi in un'azienda?
"Si, un percorso possibile è anche quello".
Come giudica l'accoglienza del territorio?
"Dobbiamo dire che i gualdesi sono molto generosi nelle loro donazioni, anche al di là del valore intrinseco degli oggetti presi. Qualunque iniziativa facciamo c'è una viva partecipazione".
Una coferma tangibile della testimonianza della sig.ra Cerbella è l'ultima iniziativa promossa dagli "Amici del Germoglio" la "Festa di fine estate" presso il CVA di Cartiere: :"L'Associazione Amici del Germoglio ringrazia per l'ottima riuscita della festa l'amministrazione comunale di Gualdo Tadino per la fattiva partecipazione, così come i tanti gualdese che vi hanno preso parte, la Pro Loco Cartiere per la collaborazione e il Cva per aver messo a disposizione gratuitamente la sede, il Complesso musicale "Lunja d'Oriente" per aver devoluto il loro compenso in beneficienza all'Associazione Amici del Germoglio, la Rocchetta spa per aver sponsorizzato la Festa, la Polisportiva Calcio Cerqueto per aver donato un televisore al centro socio riabilitativo Il Germoglio" scrive il referente Marcello Guidubaldi .
Resta il nodo dei locali più idonei per il laboratorio e si confida molto nell'intervento deIl'Amministrazione comunale, sia per il reperimento di una struttura più adeguata che per un impegno finanziario finalizzato a limitare l'onere sostenuto dalle famiglie: "L'attività del Narciso è molto importante per i ragazzi che lo frequentano- dice Silvia Minelli , neo assessore ai servizi sociali- ed il comune sarà particolarmente attento alle loro esigenze. Conosciamo il problema dei locali e stiamo valutando la possibilità di risolverlo".

(R.S)

 

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Il nulla: giovani e nichilismo

Seminario di studio organizzato dall'associazione culturale Arte & Dintorni.
La prima lezione del Prof. Fornari
di Alessandra Artedia

Si è aperta lo scorso 24 settembre presso l'Auditorium del Liceo Classico "G. Mazzatinti" di Gubbio la prima seduta del seminario di studi dedicata all'interessante e quanto mai attuale tematica: giovani e nichilismo. La sessione di studi prevede altri incontri per i giorni 1, 8 e 15 ottobre. Le conferenze del 24 e del 1 ottobre hanno avuto come argomento la fenomenologia del nulla, mentre quelle dell'8 e del 15 la funzione critica del nulla.
L'evento è stato organizzato dall'Associazione culturale gualdese Arte & Dintorni, insieme a Cesvol Convegni e alla fondazione Mazzatinti col patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Gubbio e della Provincia di Perugia.
La sessione del 24 settembre, tenuta dal Prof. Fabrizio Fornari della Facoltà di Criminologia dell'Università di Perugia ha affrontato tematiche sociali di grande interesse, come quella dell'essere e dell'avere nella società di oggi e dello stretto rapporto tra i disagi sociali -non solo giovanili- che sorgono dalla concezione sociologica di queste due componenti. Ne è derivato che, in una visione del mondo di stampo newtoniano, dove tutto è regolato da leggi, nella società contemporanea l'individuo acquista valore non perché essere umano, ma in base a ciò che possiede; "io sono ciò che ho", è il messaggio che ci trasmette la modernità. Di conseguenza il valore di un essere umano è dato non dal proprio essere in quanto tale, ma da ciò che esso possiede. Appunto per questo si tende a identificare se stessi attraverso gli oggetti che si hanno. La cultura contemporanea, dopo aver ridotto tutto a numero, ha spinto a pensare che avere una cosa può significare la possibilità di averne una ancora migliore, a credere che avere una determinata cosa è meglio che averne un'altra. Il prof. Fornari ha perciò definito la modernità coeva come "anaffettiva" e di conseguenze, anche le relazioni sono anaffettive, interscambiabili, senza impegno: l'altro resta nella nostra vita finché ci è utile a raggiungere un determinato nostro egoistico scopo, poi viene espulso senza troppe indugi. La velocità della società tecnologica non viaggia tuttavia alla stessa velocità dei cambiamenti antropologici, che non stanno al suo passo. A livello antropologico non si è ancora pronti a subire questo tipo di separazioni così repentine; vengono così a crearsi disagi e sofferenze che vanno a incidere fortemente sulla percezione di sè e sulla spinta verso comportamenti aggressivi e/o dipendenti, lesivi verso se stessi e /o verso gli altri. Basti pensare ai sempre crescenti fenomeni di stalking, di dipendenze da alcool e droghe, a quella da gioco che sta diventando una piaga sempre più diffusa e sostenuta dai media, (rapporto io sono ciò che ho /vincite/possibilità -illusione di essere ricco), ai reati commessi in età sempre più tenera e verso i più deboli. Le relazioni anaffettive, vissute dalla più tenera età, conducono ai vari disagi sociali.
La società contemporanea, con le doverose e dovute eccezioni- ha più volte ribadito Fornari, preferisce riempire le persone e i figli - nel caso dei genitori- di oggetti, di cose, piuttosto che parlare, che aprirsi al dialogo e avere contatto, carezze, dialogo con i più giovani. In questo modo si tende a far regredire il tutto a una condizione infantile, al momento dell'allattamento al seno e quindi al soddisfacimento mero dei bisogni materiali, come può essere appunto quello del cibo, a far tutto senza una vera coscienza.
La collettività ha la tendenza a far comprendere al singolo che, fintanto esso avrà successo sarà ben pronta ad accoglierlo e si renderà partecipe, complice e responsabile del successo stesso, ma al momento del fallimento, la società tenderà a discolparsi e a gettare tutta la responsabilità sulle spalle dell'individuo, attraverso il sistema di autoemendamento della società stessa, sistema adottato dal potere per confermare l'innocenza del potere. In effetti, anche la realtà urbanistica delle città di oggi, si ha la tendenza a costruire fuori città tutto ciò che ricorda la limitatezza dell'essere, come ad esempio cimiteri e ospedali.
L'incontro si è concluso con la constatazione che tutta la società odierna ha davanti a sè il nulla come prospettiva, nulla che viene occultato dai vari piaceri. Ne deriva una profonda fragilità dell'essere, che fugge i problemi, dimenticandosi di ciò affermava Popper, quando diceva che la vita è un continuo risolvere i problemi e tutto quello che sosteneva Freud, quando dichiarava che il negativo non si può abbandonare, giacché esso torna sottoforma di ritorno del rimosso, anche se oggi si tende a allontanare dagli occhi tutto ciò che è scomodo, dimenticando così la più profonda dimensione dell'umanità che è la spiritualità, annegandoci in una sorta di nuova Bélle Epoque contemporanea.

 

 

Una realtà che coinvolge ogni anno centinaia di gualdesi

Lourdes: illusioni, speranze, suggestione o fede?

La nostra realtà sempre più "scristianizzata" (per usare le parole del senatore Fanfani all'indomani di un referendum), pur registrando distacchi più o meno marcati delle direttive del Magistero lontani postumi delle scelte di campo del 1948, resta tuttavia pervasa da un sentimento religioso diffuso nella massa della popolazione; ne sono espressione evidente oltre alle ricorrenti pubbliche manifestazioni in cui si gremiscono i luoghi di culto, i tanti momenti di professione di fede "privati" nei quali gli individui fanno i conti con se stessi, riscoprendo sentimenti lasciati per anni in letargo; esempio più eclatante è il funerale in chiesa che resta la prassi costante per la quasi totalità pur dopo anni di distacco dalla pratica religiosa. Abbiamo citato il caso estremo del funerale, ma innumerevoli potrebbero essere gli esempi quotidiani di questo "Cristianesimo - fai da te", fenomeno sempre più affermato; non solo processioni, ma pellegrinaggi di singoli o gruppi, non solo al Santuario del Divino Amore, Salmata, Assisi, Loreto o Roma, ma a San Giovanni Rotondo, Laurdes, Fatima, Madiugorje. E il fenomeno non si giustifica solo per la maggiore disponibilità di "mezzi" che favorisce i movimenti delle persone, sulle cui motivazioni interiori ciascuno è libero di interrogarsi e darsi le risposte più approfondite o semplicistiche che ritiene confacenti.
Nella realtà gualdese c'è poi un aspetto di questo fenomeno, costituito da Lourdes e tutto ciò che vi gravita attorno: pellegrinaggi dell'UNITALSI (dopo che l'Associazione alla fine degli anni '40 iniziò a proporre questa esperienza), comitive, gruppi organizzati, singoli cittadini; si può asserire che, nell'ultimo cinquantennio, ogni anno in media sono stati non meno di cento i gualdesi che, più o meno scopertamente, hanno raggiunto la città pirenaica, un viaggio di oltre milletrecento chilometri non sempre agevole, ai quali per gli amanti del turismo o della scampagnata risulterebbe ben più agevole anteporre Cortina o qualsiasi altra località turistica.
Pur diluita negli anni, per una città di 15.000 abitanti è una cifra considerevole, quasi un fenomeno di massa in cui sono coinvolti cittadini di ogni condizione sociale, di entrambi i sessi, di ogni appartenenza politica, di giovani e meno giovani, di ammalati e di sani, il più delle volte ma non sempre organizzati da strutture religiose.
Allora è spontaneo chiedersi qual'è la molla, la forza di attrazione verso questa città artificiale di 15.000 abitanti, sviluppatasi in un secolo in una delle zone più inospitali della Francia, dopo le apparizioni della Madonna a Bernadette nella grotta di Massabielle, e diventata uno dei centri di pellegrinaggio mondiali più frequentati, cui accorrono da ogni angolo del mondo milioni di fedeli, visitatori e curiosi in un crescendo senza interruzione.
Frutto solo di suggestioni, di una umanità dolente in cerca di speranze e di illusioni?
Se ai centri di arte e spiritualità di Roma, hanno contribuito per 25 secoli re, imperatori, papi, allo sviluppo esponenziale di Lourdes non ha contribuito nulla di tutto questo, ma solo il sentimento popolare di un pubblico universale nel quale, durante la celebrazione della Messa internazionale, si incrociano e si sovrappongono tutti gli idiomi dell'universo; che attende in preghiera il turno per immergersi nell'acqua gelida del Gave; un pubblico in cui il boy-scout irlandese stringe la mano ad un giapponese e l'altra ad un senegalese o ad un egiziano; un pubblico di medici e barellieri in gara nel sospingere verso la Grotta malati in carrozzella con i loro carichi di speranza, chinandosi fino ad allacciar loro le scarpe o assolvere alle più umili incombenze; il miracolo dei brancardiers che accomuna persone umili e affermati professionisti.
Tutto questo è solo suggestione? La risposta ci sembra semplicistica, tipica di chi in nome della ragione rifiuta di ragionare; in presenza di un fenomeno universale, che trascende scopertamente la normalità, si può non comprendere (riconoscendo i propri limiti), si può essere agnostici, atei, liberi pensatori, neo-illuministi cultori della "dea Ragione", ma proprio alla luce della Ragione non si può non chinar la fronte, riconoscendo che a Lourdes c'è stato e c'è qualche cosa di eccezionale, che trascende i limiti della normalità: un fenomeno davanti al quale, negli anni infuocati del dopoguerra, un ateo esponente del PCI gualdese si convertì chiedendo ed ottenendo la grazia di morirci.

(va)

 

 

I malumori della Lega Nord

Ancora una volta la Lega Nord torna a farsi sentire sulle pagine dei quotidiani locali, che danno la possibilità di esprimere le sue esternazioni politiche;

in un comunicato stampa del coordinatore Mauro Mordenti la Lega denunzia il ripetersi di intemperanze da parte per dei "soliti individui" in preda ad alterazioni psicofisiche derivanti da l'abuso di alcool che infieriscono verbalmente, anche all'interno di locali pubblici.

Il comunicato, inoltre, pone interrogativi sul conto di certi immigrati e con quali mezzi di sostentamento questi soggetti vivono nella nostra città, considerato lo stile di vita condotto, certamente non in linea con gli usi e costumi della maggioranza dei nostri cittadini e, come diceva un noto trio televisivo "se alle una o due della notte vai per bar o per i vicoli della città senza far niente, vuol dire che la mattina non hai  niente da fare".

Infine il Comunicato chiede provvedimenti di competenza del primo cittadino per arginare questo fenomeno all'interno della nostra comunità, chiedendo formalmente alla giunta di deliberare in merito al "reddito minimo", uno dei famosi punti del programma sventolato in campagna elettorale e che si sarebbe dovuto realizzare nei primi cento giorni di governo. "I primi cento giorni sono passati, e in assenza di una vera alleanza programmatica elettorale e non di apparentamento, abbiamo qualche dubbio sulla realizzazione di ciò". La Lega Nord infine informa la cittadinanza interessata che riprenderà una serie di incontri con la cittadinanza partendo dalla frazione di Caprara.

 

 

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Il prodotto turistico

"Appennino lungo la Via Consolare Flaminia"

prodotto turistico del territorio

" Prodotto turistico "è l'insieme dei beni e dei servizi che concorrono alla definizione dell'offerta turistica rispondente all'aspettativa di vacanza del consumatore-turista. Nella visione economica del turismo (non potrebbe essere diversamente) il turista e il visitatore sono infatti a tutti gli effetti dei consumatori. Come a tutti i consumatori il mercato offre un prodotto. Affinché il prodotto si venda, determinando il successo del produttore e della filiera della distribuzione, occorre che risponda alle aspettative del cliente-consumatore. Tramontata da tempo l'illusione del produttore driver del mercato, che orientava la sua attività esclusivamente al prodotto ed al profitto connesso, con i consumatori in balia degli stimoli pubblicitari (consumatore passivo), oggi, riconosciuta la funzione del consumatore critico che sa cosa vuole e cosa è disposto a pagare (consumatore attivo), si è imposto quale elemento fondamentale per il successo dei produttori il marketing , strumento conoscitivo delle tendenze e degli orientamenti del mercato, in base ai quali innovare il prodotto e pianificare le azioni di promo-pubblicizzazione. I consumatori sono quindi in definitiva i veri driver del mercato, con le eccezioni del caso.
Torniamo al prodotto turistico; è evidentemente un prodotto complesso, la cui componente fondamentale è il territorio (NB territorio, non singolo ambito comunale). L' offerta orientata al consumatore, rispondente cioè alle sue esigenze e aspettative, coinvolge integralmente il territorio, non solo nella sua componente fisica (paesaggistica, urbanistica, architettonica, storica, naturalistica), nelle produzioni (tipiche, tradizionali e artistiche), nei servizi primari (trasporti, ospitalità, ristorazione) e complementari (informazione, accoglienza, guida e accompagnamento, assistenza tecnica e alla persona, ecc.), ma anche nella componente umana: non solo gli operatori del settore, ma l'intera comunità dei residenti, che deve essere adeguatamente orientata (educata) al rispetto del turista e ovviamente al rispetto e alla tutela-valorizzazione del territorio in cui vive (si pensi al ruolo delle scuole, di ogni ordine e grado).
Si deve tenere ben presente che ciò che si tenta di vendere, il prodotto turistico, è in definitiva un' esperienza da vivere , un'esperienza sensoriale, fatta di colori, sapori, emozioni . Tutto concorre a far si che questa esperienza di vacanza sia appagante o, al contrario, deludente, decretando in un caso il successo economico delle attività e degli investimenti posti in essere, nell'altro il fallimento.
Cosa e chi costruisce il prodotto turistico? Sul cosa abbiamo detto. Sul chi è più difficile rispondere. Contrariamente ad un qualunque prodotto manufatturiero, infatti, non c'è un solo soggetto, la ditta produttrice, che cura la realizzazione ottimale del prodotto, ma un'insieme di soggetti, pubblici e privati, che devono condividere un comune modello di sviluppo e fare ognuno la propria parte, con competenza, capacità e serietà (in una parola: qualità). Sembra una ricetta facile. Non lo è.
Sono tanti gli elementi che rendono difficile attuare il sopradetto modello di sviluppo, non sempre compatibile con altri (in realtà ce ne dovrebbe essere uno solo: lo sviluppo sostenibile .). Faccio alcuni esempi. Pensiamo all'esperienza sensoriale del turista che ammira la componente fisica paesaggistica. Siamo in Umbria "cuore verde d'Italia", nell'Appennino, un comprensorio montano, con piccoli centri e borghi medievali, aree archeologiche, boschi, praterie, compagne. Cosa si aspetta il turista guardando il paesaggio? Qual'è la sua aspettativa sensoriale ? La presenza di una cava a mezzacosta che deturpa il paesaggio, una zona industriale ed una viabilità invasiva, un agglomerato disordinato, concorrono a soddisfare tale aspettativa? Altro esempio: un turista interessato alle componenti storiche e artistiche, un dipinto alloggiato in un museo o in una pinacoteca, un palazzo storico...come soddisfare la sua aspettativa di visita? Innanzitutto consentendo l'accesso a tali componenti (poi la sua presentazione), ma non secondo l'orario di apertura che fa comodo al gestore o al personale, piuttosto secondo i tempi utili del visitatore. È sempre così ? Ancora. Un turista che visita un centro storico, promosso per la sua peculiarità e bellezza medievale, si aspetta che tale centro abbia tale connotazione e la sua esperienza sensoriale è appagata se alla vista ha un complesso urbano rispondente all'aspettativa. Pensate che in una schiera di fabbricati del centro, recuperati con prospetti in pietra, travature in legno, portali e archi, la presenza di anche un solo edificio integralmente intonacato, senza alcun particolare architettonico di pregio, con anonimi infissi di alluminio, possa rovinare l'esperienza sensoriale suddetta? Pensate che ciò possa avvenire anche con una brutta insegna pubblicitaria o commerciale, un arredo stonato, una segnaletica mal messa? Si potrebbe continuare a lungo circa le aspettive che possono essere facilmente deluse: la qualità dei servizi, la qualità dei prodotti, la politica dei prezzi, la cortesia e la disponibilità del personale addetto e non solo, la mobilità, la disponibilità di materiale informativo, l'accessibilità, l'accoglienza, ecc. E siamo alla fase di identificazione/costruzione del prodotto, la prima fase da affrontare per un territorio che decide di affacciarsi sul mercato del turismo (ma le regole sono le stesse anche per chi è già posizionato: è facile perdere la conquistata fiducia del consumatore-turista).
Prima c'è il problema del conoscere le aspettative del mercato (le c.d. indagini di mercato) sulle risultanze delle quali organizzare l'offerta in prodotti differenziati. Sembra banale. Non lo è. Se non ci sono i dati giusti (significativi) da analizzare è difficile interpretare gli orientamenti dei consumatori-turisti. Chi si preoccupa di raccoglierli e in che modo? Pensate che i dati raccolti dal STA (Sistema Turistico Associato) di "presenze" e "provenienza" siano sufficienti per "confezionare" e vendere un prodotto turistico mirato ad un pubblico (target), ad esempio, di cicloescursionisti? Non di certo. Conosco da dove vengono, ma non le loro preferenze, le loro aspettative. Dove vado a cercare di vendere questo prodotto, con quali strumenti e modalità? Poi c'è il problema della commercializzazione del prodotto, farlo conoscere, convincere i potenziali acquirenti che questa è la destinazione che risponde alla loro aspettativa di vacanza, distogliendoli da altre mete sul mercato, non meno competitive e agguerrite e dotate del loro fascino (siamo in Italia !).
Teniamo presente che il prodotto turistico si vende a casa del consumatore, senza possibilità di mostrarlo preventivamente: è un'esperienza, abbiamo detto, che si vive dopo l'acquisto. Ciò è evidente se alla vendita sono preposti i Tour Operator o le Agenzie di Viaggio, ma vale anche se inteso come scelta della destinazione (una volta scelta la meta, anche se si acquistano beni e servizi sul luogo, il gioco è fatto, difficilmente si ha la possibilità di variare destinazione dopo che si è arrivati). Insomma ciò che avviene generalmente è che il territorio innanzitutto pensa a se stesso, seguendo le proprie convinzioni e orientamenti, non al consumatore-turista (come l'azienda che investe su un prodotto, magari anche buono (?), ma non si preoccupa di sapere se c'è qualcuno a cui quel particolare prodotto interessa, a chi e come venderlo: un sicuro fallimento), scommettendo su un'offerta (mal)preconfezionata (se confezionata) che non si sa se rispondente alle richieste del mercato, tanto più se il territorio contemporaneamente pensa ad altre forme di sviluppo non proprio compatibili, che in modo disorganico, con strumenti e modalità non sempre ottimali, i diversi soggetti pubblici e privati provano a posizionare sul mercato senza una coerente e omogenea programmazione di interventi ed azioni di promozione e commercializzazione.
E qui dovrei iniziare a parlare delle progettualità in corso, dei rapporti tra pubblico e privato, ecc.. Mi accorgo però che il "prologo" non è più tale. Avrei anzi ancora molto da dire su questi argomenti, ma (per ora) basta. Quanto al Prodotto Turistico "Appennino lungo la Via Consolare Flaminia", ne parliamo sul prossimo numero.

Alessandro Di Cola

 

 

Ultime sul Museo Rubboli

di Chiara Giombini

Uno dei gioielli storici di Gualdo Tadino, la Fabbrica Rubboli, è inaccessibile ai gualdesi e ai visitatori. La ristrutturazione degl'immobili per farli diventare un Museo è stata annunciata a più riprese e l'apertura era stata fissata entro il 2008. Eppure è tutto fermo.
Nel 1873 il pesarese Paolo Rubboli con la moglie Daria e poi i due figli Lorenzo ed Alberto, diedero vita a Gualdo Tadino ad una produzione di maioliche a lustro oro e rubino di tradizione mastrogiorgesca di alta qualità, reintroducendo nel territorio una tecnica scomparsa da secoli. Dopo che la tradizione è passata nel tempo di padre in figlio, il recente terremoto del 1997 rese inagibile la Bottega Rubboli creando le naturali difficoltà.
I lavori di consolidamento dovrebbero permettere poi l'apertura di un Museo-Bottega per la conservazione delle antiche tradizioni ceramiche gualdesi, dove sarà possibile anche assistere alla cottura, con fumo di ginestra, delle particolari maioliche negli antichi forni a muffola risalenti al 1880: gli unici esistenti al mondo, conservati gelosamente dalla famiglia Rubboli per quasi 150 anni.
Abbiamo chiesto al curatore del futuro Museo, Maurizio Tittarelli Rubboli se ci sono novità sulla vicenda : "Si, ce ne sono -risponde - appena si è insediata la nuova amministrazione ho avuto un incontro con il sindaco Roberto Morroni e la vicesindaco Sandra Monacelli che ha anche la delega ai musei. Li ho messi al corrente delle vicende travagliate del progetto e hanno ascoltato con attenzione e diciamo che, in quella sede, ho passato loro il testimone e mi hanno promesso il loro impegno per la realizzazione del Museo Rubboli". Ma lo stato dei lavori a che punto è? "Il cantiere è chiuso da circa due anni e mancano intonaci, pavimenti, impianti e tutto l'allestimento museale. Inoltre la gara al massimo ribasso per la progettazione, indetta proprio nel passaggio tra la vecchia amministrazione e la nuova ha visto vincitrice uno studio di Perugia con un ribasso del 71%."
Il ribasso ha creato molte polemiche, tanto che vari studi di architetti che hanno partecipato alla gara hanno presentato un esposto ai consigli nazionali e regionali dell'ordine degli architetti e degli ingegneri, all'Autorità di Vigilanza Lavori pubblici, ai Ministeri delle Infrastrutture e dei Beni artistici archietettonici, alla Soprintendenza dell'Umbria, alla Provincia e al Comune chiedendo di mettere un "freno" a quella che definiscono la "logica perversa" del massimo ribasso e di vigilare "nello specifico per la valutazione sulla effettiva corretta esecuzione delle le prestazioni richieste".
" Purtroppo - racconta Tittarelli Rubboli - gli uffici comunali preposti hanno indetto una gara al massimo ribasso. Questo naturalmente si è trasformato in una gara al massacro tra professionisti con proteste arrivate da tutta Italia. C'era la possibilità di indire una gara con l'offerta economicamente più vantaggiosa con la cosiddetta media ponderale, ma non è stata presa in considerazione. Non so perché si è deciso di procedere così. Certo è che sarebbe stata più opportuna e più in sintonia con gli obiettivi dell'Amministrazione".
Ma come curatore museale non ha avuto voce in capitolo? "Da accordi scritti e legali sono conservatore museale ma gli uffici competenti non hanno mai chiesto un mio parere e alle mie rimostranze hanno risposto che negli atti amministrativi io non posso entrare. Questa posizione sarà anche formalmente corretta ma inopportuna perché a me sarebbe solo piaciuto dare un parere intellettuale prima della stesura del bando visto che nel futuro museo ci sono nato. Forse si sarebbero evitati tanti problemi. Per formazione io sono convinto che per arrivare ad un buon prodotto si debba partire da un progetto intellettuale ben preciso e ragionato che porti solo in ultimo al suo compimento tecnico. In poche parole prima faccio le fondamenta e poi costruisco il palazzo. Qui purtroppo è stato fatto il palazzo senza le fondamenta ed ecco che già scricchiola e non va avanti. Io, di fatto, per gli uffici competenti ero e sono completamente inutile.
Per il futuro come si intende procedere? " Ho passato il testimone al Sindaco e a Sandra Monacelli ed ho la massima fiducia nel loro 'saper fare' anche perché ambedue avevano inserito il Museo Rubboli nei loro programmi e non ho motivi di dubitare della loro onestà e sincerità. La Regione sta appoggiando il progetto in maniera decisa, adoperandosi affinché l'amministrazione comunale lo realizzi al più presto, visto che i fondi sono anche regionali. Se tutto questo non dovesse bastare ho anche un atto notarile che mi tutela e tutta la questione è ora in mano a dei legali per la tutela del luogo e della mia famiglia: in caso di inadempienza mi riterrò libero, anche moralmente, di tutelare i miei interessi nelle sedi più opportune anche perché, da anni, la Rubboli, come ditta ancora attiva, sta subendo un grave danno economico e di immagine.
Dove sono oggi i pezzi della collezione museale? "Sono da anni in un garage a Perugia e sono circa 120 ma presto, speriamo, rivedranno la luce".
C i sono iniziative in corso? "Con l'assessore alla cultura Sandra Monacelli abbiamo deciso che, finché non è pronto il museo è bene che la collezione giri. Entro qualche mese infatti dovrebbe esserci una mostra presso il complesso monumentale di San Pietro a Perugia. dal titolo La Collezione Rubboli. Sarà organizzata dalla Fondazione per l'Istruzione Agraria in collaborazione con l'assessorato alla Cultura di Gualdo Tadino e l'Associazione Rubboli con il main sponsor di BancaEtruria e di altre importanti ditte gualdesi".
E a Gualdo Tadino? "Tale mostra vedrà anche una piccola sezione distaccata che, speriamo, sarà allestita presso l chiesa di San Francesco con i pochi pezzi firmati da Paolo Rubboli; sarà l'occasione per la presentazione del volume relativo La Collezione Rubboli scritto con estrema scientificità dalla storica dell'arte Marinella Caputo con introduzione eccezionale di Timothy Wilson, conservatore dell'Ashmolean Museum di Oxford ed uno dei massimi esperti di maiolica rinascimentale: dico eccezionale perché in poche pagine è riuscito a proiettare Gualdo Tadino in un contesto finalmente internazionale".
Una bella cosa per Gualdo.... " Secondo molti sì.. ed anche io sono convinto che quando c'è la giusta armonia e collaborazione tra cultura e politica si possono ottenere risultati eccezionali per una città, ma bisogna volare alto e crederci, sentendo i pareri intellettuali. Al contrario, se si risponde che sono atti amministrativi e le "idee" non contano, secondo me la città ha poche speranze di rinascita ma, ripeto, questa amministrazione è solo agli inizi e ora è tutto nelle loro mani e va data loro fiducia. Staremo a vedere. I prossimi mesi saranno decisivi".


Le discrasie nelle gare di progettazione

Di Maria Carmela Frate, presidente dell'Ordine degli della provincia

In tema di progettazione di lavori pubblici il Codice degli Appalti, dei Servizi e delle forniture (D.L.gvo 163 del 2006) tratta sia il tema delle gare che quello dei concorsi. Le gare di progettazione pongono a confronto i tecnici (il "portafoglio" dei progetti e i loro ribassi sull'onorario) e non le proposte progettuali, a differenza dei concorsi che invece pongono a confronto solo i progetti. Purtroppo in Italia si fa pochissimo uso del concorso, si preferisce selezionare il progettista e non il progetto. In tal senso, la buona riuscita di un'opera dipende molto dal tipo di bando che viene predisposto dall'amministrazione. L'incarico è diretto e fiduciario per onorari sotto i 20.000 euro, mentre è sufficiente chiamare 5 progettisti a confronto per onorari tra 20.000 euro e 100.000 euro (attenti a non confondere l'onorario con l'importo dei lavori!). Oltre tale soglia la gara deve avere una portata maggiore.
Pur con i suoi limiti, il Codice offre varie tipologie di gara per l'affidamento dell'incarico; l'offerta economica al massimo ribasso e l'offerta economicamente più vantaggiosa. Quest'ultima possibilità pone limiti al ribasso introducendo il correttivo della media tra il minimo e il massimo ribasso, escludendo così le offerte fuori da tale media.
Una cosa è la gara per la progettazione di marciapiedi in area industriale, una cosa è la gara per la progettazione di un intervento fondamentale per il rilancio della città o per un bene vincolato rappresentativo della cultura della città. Quest'ultima richiede qualità ed attenzione e un bando che sappia tenere conto degli obiettivi di qualità. Purtroppo spesso le amministrazioni selezionano il progettista solo in base al ribasso sull'onorario. Trattandosi di prestazione intellettuale - e non di fornitura di materiali - una progettazione eseguita al massimo ribasso (addirittura al 70-80% dell'onorario base calcolato secondo il D.M. del 4 aprile 2004) quali garanzie di qualità può offrire? È evidente che la qualità del risultato non può dipendere da un'offerta economica al massimo ribasso, oltretutto è scorretto, con meccanismi di variante, rivalutare l'onorario durante i lavori e portarlo a livelli più alti dell'offerta fatta. L'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici è piena di contestazioni in merito. Eppure è possibile predisporre bandi di gara che valutino - con l'attribuzione di punteggi - sia la qualità del progettista che l'offerta economica e al ribasso, nello stesso bando, viene posto dalla stessa amministrazione un limite. In Italia molte amministrazioni si sono rese conto di tale problema e nei loro bandi di gara pongono limiti ai ribassi.
"La qualità architettonica è l'esito di un coerente sviluppo progettuale che recepisca le esigenze di carattere funzionale ed estetico poste a base della progettazione ...", così recita la legge quadro nazionale sulla Qualità Architettonica. Questa definizione rafforza il concetto di "responsabilità"

 

 

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La figura e l'attività di Marino Pieri

Uno sconosciuto ceramista della seconda metà dell'Ottocento

Di lui non si conosce molto, si sa che ha lavorato a Gualdo Tadino e con certezza sappiamo che il 12 luglio 1879 il sindaco di Gualdo Tadino scriveva al Prefetto di Perugia " Il sig. Marino Pieri, dimorante in questa città , per mio mezzo prega la S.V. Ill.ma di voler trasmettere la muta lettera e ricevuta al Ministero degli Affari Esteri, onde alla sua volta colla mediazione del Regio Console in Vienna possa ritirare 4 piatti artistici uso secolo XV, come dall'unita circolare, che figurarono alla Esposizione Universale tenuta in quella capitale nel 1867.
Siccome il Pieri intende presentare i suddetti oggetti alla Esposizione Provinciale di Perugia, così prega vivamente la stessa S. V. ad interporre la di Lei valida cooperazione perché siano rimessi subito i piatti artistici in discorso".
Risponde il Prefetto di Perugia il 19 dello stesso mese " Prima di dar corso alla domanda del Sig. Marino Pieri per il ritiro mediante il Regio Console in Vienna dei quattro piatti artistici esposti presso quell'imperiale museo, egli è duopo che l'interessato emetta dichiarazione regolarmente vistata dalla S.V. Ill.ma di assumere la rifusione della spesa che si rendesse necessaria per il reinvio di tali oggetti nel Regno".
Quindi la notizia sicura è che nel 1879 Marino Pieri risiedeva a Gualdo Tadino, operava nel settore della ceramica ed era pittore di piatti artistici uso secolo XV.

Piatto a colori con ritratto di nobildonna,
grottesche sulla tesa. Nel retro la firma
per esteso Marino Pieri. Diam. Cm. 30

Altra notizia certa è quella riportata dal mensile L'Eugubino dell'agosto scorso dove il prof. Ettore Sannipoli ha pubblicato una nota, trasmessagli dalla Dott.ssa Marinella Caputo e Maurizio Tittarelli Rubboli, nella quale risulta che Marino Pieri era attivo nella fabbrica Ginori di Doccia tra il 1870 e il 1872 con la qualifica di lustratore Altra notizia certa è quella relativa alla partecipazione di Marino Pieri all'Esposizione Artistica -Industriale - Agricola della provincia dell'Umbria in Perugia dell'agosto 1879 con pezzi prodotti e firmati da lui stesso.
Il Pieri ha partecipato all'Esposizione di Perugia " con sette piatti di ceramica artistica con lustri e senza" recita il documento dell'elenco degli espositori gualdesi in mostra . Alla stessa manifestazione partecipò Paolo Rubboli con " 18 piatti di varie forme e varie grandezze più 12 piatti, 2 vasi e 6 basamenti per lumi di maioliche artistiche uso secolo XV istoriate e lucidate a riverbero oro e rubino. Fabbrica aperta in Gualdo Tadino or fa un anno ".
Mi soffermerei un attimo su questo atto al punto "fabbrica aperta in Gualdo Tadino or fa un anno" per dare una datazione quasi certa all'inizio della produzione nella fabbrica di Paolo Rubboli. Il documento fa riferimento all'Esposizione di Perugia dell'agosto 1879 quindi quel "fabbrica aperta in Gualdo Tadino or fa un anno" dovrebbe spostare la data di inizio dell'impresa Rubboli all'estate del 1878, che dovrebbe essere la data certa di inizio della sua attività imprenditoriale a Gualdo Tadino.
Ma torniamo a Marino Pieri, la sua permanenza nella nostra città lascia adito ad alcune domande, per esempio il Pieri lavorava per proprio conto o era alle dipendenze di Paolo Rubboli? Se era stato lustratore alla Ginori, la primogenitura del rinvenimento del lustro a Gualdo Tadino a chi spetta?

Piatto lustrato oro e rubino, con cornice
coeva e nel cavetto ritratto di Raffaello in
blu su fondo rosso rubino, con decorazione
floreale. Marcato nel retro M. Pieri. Cm. 30

Probabilmente Marino Pieri, con quella qualifica e la sua esperienza, ha contribuito in maniera decisiva alla riscoperta del lustro nella fabbrica che Galli Marcello Dunn, avvalendosi anche della collaborazione di Paolo Rubboli, impiantò nell'ex convento di San Francesco nel 1875 e che successivamente, non si sa per quale motivo, egli chiuse subentrandogli Paolo Rubboli come si evince dalla lettera che questi spedì al Sindaco di Gualdo Tadino nel 1878 . e perciò fino a tre anni a questa parte vi si impiantava una fabbrica di maioliche artistiche che dovè chiudersi per ragioni che non starò qui ad enunciare. Il sottoscritto che pur facea parte del personale di quella fabbrica . terminò col vincerla sugli ostacoli ed alla perfine poté dare assetto ad una fabbrica di majoliche artistiche in questa città.
Credo che Marino Pieri abbia fatto parte delle maestranze della fabbrica Rubboli e non abbia prodotto per proprio conto, e che per l'occasione della mostra a Perugia abbia voluto partecipare dipingendo i piatti e firmandoli, avvalendosi del laboratorio di Paolo Rubboli. Ceramiche con questa firma se ne trovano molto poche e personalmente ho potuto vedere solamente tre piatti a lustro e uno a colori firmati M. Pieri.
Però, se Marino Pieri avesse dato vita ad un'attività in proprio, con produzione a lustri si dovrebbero riscrivere molte cose sulla storia della ceramica gualdese e sulla ripresa del lustro.
Ritengo, comunque, che questo personaggio debba far parte del gotha della ceramica gualdese perché è stato tra coloro che hanno gettato le basi e sono stati sicuramente protagonisti della riscoperta del lustro a Gualdo Tadino.

 Mario Becchetti

 

 

Boschetto

Ultime iniziative del Comitato per la difesa del Rio Fergia

" Scongiuriamo un danno ambientale irreversibile !"

II nostro Comitato, con voto unanime e con il consenso Popolare della Assemblea del 21 Agosto intende proseguire l'iter per la chiusura con cementazione dei pozzi di ricerca "Rocchetta" di Corcia e RigaIi; il ripristino dello stato dei luoghi alterati dalle escavazioni; il tutto dovrà avvenire, come già da tempo notificato a chi di competenza, entro il 6 ottobre 2009 .
Qualora dette motivate richieste non verranno soddisfatte dalla reale esecuzione delle opere in pristino, attiveremo la procedura per la nomina di un Commissario ad acta ed inoltreremo ad integrazione di quelle già prodotte, ulteriori denunce di carattere penale e civile con la richiesta del risarcimento del danno.
Ci vediamo costretti ad affrontare di nuovo questa situazione, soprattutto per la strana aria di indifferenza che sta aleggiando intorno alle problematiche legate a questa ulteriore e definitiva fase, atta ad archiviare per sempre l'annosa vicenda di queste illegittime Concessioni della Regione dell'Umbria .
Ci rende fortemente perplessi il contenuto della lettera inviata alla Regione e per conoscenza agli altri Enti di competenza, da parte del Sindaco di Gualdo Tadino, il quale parla in modo nebuloso di "Contraddittorio", quasi a significare un ulteriore braccio di ferro con la popolazione in merito a tale vicenda.
È cambiato il suonatore, ma la musica è sempre la stessa? Perché dichiara alla stampa "no ad ulteriori concessioni" e poi non pone veti definitivi per la chiusura di questa grottesca vicenda?
L'unica certezza è che, come riportato nella relazione scientifica giurata da parte dei prof. Sappa e Tulipano dell' Università La Sapienza di Roma, i pozzi perforati costituiscono un pericolo di varia natura, ovvero sicurezza ed inquinamento, ma in modo ancora più preoccupante per i by-pass creati tra le varie falde e l'enorme danno ambientale che perdura oramai da oltre sei anni.
Qualcuno può spiegarci perché, come accertato e pubblicato dai recenti dati Arpa, le Sorgenti Umbre hanno ottenuto tutte un incremento di portata, tranne quelle di Vaccara e Boschetto, ovvero quelle della dorsale Gualdese dell' Appennino?
Ebbene, per conoscenza verso chi di dovere, il nostro Comitato ha già sottoscritto.una nuova raccolta popolare di fondi necessari a sostenere le prossime iniziative legali, nonché nuove importanti iniziative e manifestazioni programmate da qui a breve. Certa sarà la nostra compatta presenza al prossimo Consiglio Comunale, quando sarà discusso tale argomento, così capiremo chi è veramente dalla parte dei cittadini !
In ultimo vi informiamo, con grande soddisfazione, che dopo l'adesione al Comitato di Michelini Massimo, in rappresentanza di un gruppo di sostenitori Fabrianesi, è entrato a far parte del Comitato anche il grande amico, nonché sostenitore Beppe Tordoni, in rappresentanza del numeroso gruppo di Folignati da sempre vicini e partecipi alle nostre iniziative. Con tale adesione, si è praticamente costituito un asse di "protezione e vigilanza" della dorsale Appenninica "Fabriano - Gualdo - Nocera­ - Foligno".

 

 

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Le vecchie famiglie gualdesi estinte e fiorenti : i Coppari (II parte)

Protagonisti della storia cittadina fra il 700 e l'800

Estinta. È stata certamente una delle più antiche della Terra di Gualdo, da me studiata con accuratezza approfondendone i personaggi più illustri. Questa ricerca è stata premiata con la pubblicazione dell'articolo (ben 34 pagine!) sul Bollettino Storico della Città di Foligno nel dicembre 2008, che è attualmente uno dei più significativi in Umbria. Seconda parte.

Coppari Lorenzo Antonio (1676-1754) di Mattia e Lucia Sillani, intraprese la carriera militare combattendo valorosamente in Francia. Durante l'assedio di Dunkerque salvò il cavaliere perugino Aurelio Bontempi il quale, colpito da una pallottola di moschetto, era riverso a terra privo di sensi. Intuendo all'istante che il Bontempi avrebbe potuto essere calpestato dalla cavalleria, lo prese sulle spalle e portandolo lontano dal pericolo e curandolo da una profonda ferita. Al termine della guerra Lorenzo ebbe l'eterna gratitudine del Bontempi e di tutta la nobiltà perugina. Sposerà nella chiesa di San Benedetto il 25 aprile 1702 Diamante Angeli (1677-1752) di Francesco e il matrimonio fu celebrato dal parroco don Antonio Premoli.

Coppari Giuseppe Liberato (1717-1801) di Lorenzo Antonio e Diamante Angeli, segretario papale. Terminati gli studi di giurisprudenza a Roma, si distinse per le sue qualità morali e intellettuali tanto che monsignor Giovanni Angelo Braschi (1717-1799) lo volle per sette anni come uditore personale, presso la Reverendissima Camera apostolica, cioè al Ministero delle Finanze. Nel 1768 ebbe la nomina a procuratore di Gualdo per la Via Flaminia e fu uno dei firmatari della petizione inviata a Clemente XIII (1758-69) per evitare il declassamento dell'arteria stradale e la conseguente perdita del corriere postale. Si era accesa in quegli anni, infatti, la controversia che vedeva opposte le comunità di Foligno, Nocera, Gualdo Tadino, Sigillo e Scheggia a quelle di Perugia e Gubbio che volevano ottenere da Roma il passaggio nella loro città del corriere postale per le Marche, la Romagna e Venezia, privando le prime di tutti i benefici economici che il servizio comportava. Ma come spesso succede, tra i due litiganti (Foligno e Perugia) il terzo gode, in questo caso le Marche. Infatti, la Congregazione decise di bocciare la proposta perugina in quanto comportava l'allungamento del percorso stradale di ben 12 miglia. Con chirografo del 9 maggio 1771 Clemente XIV (1769-74) dispose che i corrieri pontifici per raggiungere Fano abbandonassero la via del Furlo per seguire la Clementina in quanto, dopo la grande alluvione del 1765, il tratto di strada tra Cantiano e Cagli versava in pessime condizioni. La morte del papa (22 settembre 1774) e l'elezione del nuovo pontefice nella persona del cardinale Giovanni Angelo Braschi (15 febbraio 1775), che prese il nome di Pio VI, rimise in discussione la decisione. Infatti il papa nominò il Coppari segretario e primo cameriere-guardarobiere della Santa Sede e delegato apostolico per gli affari economici e giuridici dell'abbazia di Subiaco. In questa veste, perciò, fu facile al gualdese intervenire per ripristinare l'originario stato delle cose. Dopo alcuni anni il Coppari ebbe l'incarico di bibliotecario apostolico rimanendo, comunque, sempre vicino al pontefice, anche quando fu deposto ad opera di Napoleone (10 febbraio 1798) e costretto all'esilio in Francia: prima a Grenoble, poi a Valence, dove morì il 29 agosto 1799. Nonostante l'alta carica ricoperta, Giuseppe Liberato fu sempre magnanimo verso la sua città e lasciò in eredità 1.000 scudi alla cappella del Crocifisso detto di Montaroni di pertinenza della famiglia Coppari: la donazione fu ratificata il 7 novembre 1792 da mons. Francesco Lorenzo Massaioli, vescovo di Nocera Umbra. Morì il 31 gennaio 1801.

Coppari Giuseppe Loreto (1735-1807) di Stefano Domenico e Maria Santa Anderlini, gonfaloniere. Rampollo di una delle famiglie più importanti di Gualdo, sposò il 20 ottobre 1760 Agnese Ciofi (Perugia 1742 - Gualdo Tadino 1826) di Natale e Orsola Calindri di Perugia. Celebrò le nozze don Felice Calindri, zio della sposa, e don Domenico Panizza, parroco di Santa Maria della Misericordia. Giuseppe Loreto nel 1768 fu uno dei firmatari - insieme a Ilario Bizzarri, Stefano Renazzi e Antonio Righi - del cosiddetto Memoriale di Foligno redatto da Giuseppe Giovanardi Bufferli in cui si riaffermava il concetto della brevità e della scarsità di curve della Via Flaminia in quanto l'arteria era da tempo sottoposta ad attacco da parte di eugubini e perugini che intendevano deviare il suo tracciato. Il corriere postale per alcuni anni transitò per la Clementina finché, durante la riunione del consiglio generale di Nocera del 18 aprile 1775, si apprese che Pio VI aveva intenzione di rimettere in funzione il servizio lungo il vecchio tragitto. La notizia scatenò una gioia incontenibile e fu deciso di aggregare alla nobiltà cittadina Giuseppe Loreto Coppari, nipote di Giuseppe Liberato che si era adoperato per la causa dei nocerini e dei gualdesi. Il 15 dicembre 1777 il papa ordinò in tutto lo Stato della Chiesa la compilazione dei catasti generali mediante un «Editto sopra la formazione del catasto o allibrazione universale del terratico nelle cinque province dello Stato ecclesiastico». Fu pertanto necessaria la convocazione del consiglio generale per eleggere i componenti della commissione definita Congregazione del Catasto che avrebbe dovuto occuparsi della delicata questione per la mattina del 31 dicembre 1777 e risultarono eletti quattro deputati: Francesco Fabri, Francesco Laurenti, Andrea Angeletti e Giuseppe Loreto Coppari. La Congregazione del Catasto si riunì il 16 marzo 1779 e per prima cosa nominò dei periti per ciascuna delle quattro porte della città e per "ogni villa e contrada". Priore della Confraternita di Santa Maria dei Raccomandati nel 1782, durante la Repubblica romana (1798-99) Giuseppe Loreto figurava tra i più ricchi contribuenti di Gualdo con un capitale di 9.331 scudi che fruttava circa 373 scudi annui. Questa rendita verrà tassata dalla nuova Municipalità con la somma di 197 scudi, pari al 53%.

Coppari Orazio (1781-1849) di Giuseppe Loreto e Agnese Ciofi, gonfaloniere. Nel 1814 fu eletto dal delegato apostolico dell'Umbria, mons. Cesare Nembrini-Pironi, presidente del Governo pontificio provvisorio di Gualdo Tadino, affiancato da Angelo Ottoni e Giuseppe Cappelletti. L'elezione fu ratificata dal dottor Giuseppe Sesti inviato a Gualdo espressamente da Perugia. Nel 1819 come gonfaloniere, affiancato dal segretario comunale Lorenzo Cajani, fece compilare l'inventario dei beni posseduti dai gualdesi in base al nuovo Catasto urbano ordinato da Pio VII il 16 luglio 1816, ma entrato ufficialmente in vigore nel 1835 sotto Gregorio XVI e perciò chiamato Catasto Gregoriano . Nel 1837, insieme all'avvocato Ferdinando Montani (governatore presidente), al gonfaloniere Filippo Felice Paoletti, ai deputati Giovanni Cajani e Deodato Angeletti, fece parte della Delegazione Araldica che doveva fornire al papa le indicazioni per aggregare agli ordini "Patrizio e Civico" cittadini particolarmente meritevoli. Priore della Confraternita di Santa Maria dei Raccomandati nel 1838-40 e nel 1840-42, il 12 febbraio 1846, alla riunione della Confraternita come uno dei membri più anziani, propose di destinare buona parte delle risorse economiche per l'abbellimento della chiesa e, in particolare di provvedere alla costruzione di un bussolotto per la porta maggiore. Aveva sposato il 7 ottobre 1804 Vittoria Amici (Trevi 1783 - Gualdo Tadino 1845) di Giuseppe e Zenobia Francolini di Fermo dalla quale ebbe ben tredici figli in un arco temporale di diciotto anni. Il suocero, Giuseppe Amici era considerato uno dei più insigni cittadini trevani, membro del consiglio generale fin dal 1783.

Coppari Stefano (sec. XVIII-XIX) di Giuseppe Loreto e Agnese Ciofi nacque il 21 agosto 1772 ed ebbe per primo il grado di capitano della sesta compagnia della guardia nazionale durante la Repubblica romana (1798-99). Eletto presidente del Cantone di Gualdo l'11 fiorile anno VI (30 aprile 1798) giurava fedeltà alla nuova Repubblica, insieme a Ignazio Giorenghi, e "odio alla Monarchia e all'anarchia" . Pur discendendo da una famiglia della ricca borghesia che aveva dato i natali anche a insigni prelati, prima di essere insediato come presidente del Cantone di Gualdo con giurisdizione sui comuni di Casacastalda, Pieve di Compresseto, Sigillo, Fossato e Costacciaro, dimostrò di "abiurare" per così dire il trascorso Governo pontificio e di accogliere da patriota convinto i cambiamenti portati dal regime rivoluzionario francese, evitando, però, di ricorrere a drastiche risoluzioni, come quello di abolire il culto della religione cattolica. Non poté mantenere le buone promesse, però, in quanto fu costretto ad ubbidire ad ordini superiori. I primi provvedimenti adottati furono la soppressione delle congregazioni religiose e l'incameramento dei rispettivi patrimoni terrieri e immobiliari, molti dei quali venduti all'asta con la conseguenza che contribuirono ad arricchire i già cospicui patrimoni familiari di qualche aristocratica famiglia del luogo. Il denaro riscosso doveva servire, secondo le finalità del Coppari, per la costruzione di un nuovo ospedale, decisione che non ebbe seguito per la caduta della Repubblica. Il Coppari aveva assunto anche l'incarico di commissario consolare per le reclute con funzioni direttive anche per gli equipaggiamenti e gli armamenti delle milizie. Quando però si trattò di procedere alla coscrizione obbligatoria, nono­stante l'apparente tranquillità, a Gualdo scoppiò qualche focolaio di ribellione dovuto alla già precaria situazione economica del territorio che non riusciva a soddisfare i bisogni della popolazione. Il grano, soprattutto, era il problema più impellente, e spesso era necessario acquistarlo in altre città con costi maggiorati. Il 4 giugno 1799 fece redigere il censimento di "tut­te le campane delle chiese non soppresse esistenti in Gualdo". Sposò Carolina Granella (1778-1833) di Francesco e Maria Teresa Coppari. Dopo la morte di Stefano, intorno al 1821 fuori del territorio gualdese, Carolina sposò in seconde nozze, il 5 agosto 1823, Vincenzo Ribacchi (Pesaro 1786 - Gualdo Tadino 1864) di Marco e Maria Meschini.

Daniele Amoni

 

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Meteo & Co.: rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia

A settembre è di scena l'estate

Temperature più miti e grande siccità hanno reso il primo mese autunnale l'ultimo dell'estate

Se una cosa sembra certa, in quest'inizio autunno, è che l'estate ha avuto una durata superiore alle normali aspettative. Solo nei giorni in cui questo numero del nostro mensile è andato in stampa, poco prima della metà di ottobre, infatti, abbiamo conosciuto temperature più fresche e precipitazioni più abbondanti, mentre gran parte del mese di settembre è trascorsa con temperature nel gradevoli, ma lievemente superiori alle medie del periodo, e soprattutto con una siccità prolungata, caratteristica più dell'estate che non dell'autunno. Il dato è, difatti, molto chiaro: le piogge settembrine non hanno raggiunto gli 88 mm della norma ma si sono fermate a 25,6, oltre 62 mm al di sotto; un po' come a maggio. A causa, quindi, di questa siccità primaverile ed inizio-autunnale, il gap di precipitazioni sale a circa 120-130 mm; se l'estate, infatti, aveva mantenuto il suo ritmo grazie alle piogge di giugno, non bisogna dimenticare che questo 2009 sembra presentarsi abbastanza siccitoso, fino a questo momento, al contrario del 2008. Occhi puntati al cielo, quindi, nella speranza di un ottobre e novembre ricchi di piogge.
Estate, senza dubbio
Per quanto si diceva a proposito delle temperature, la media mensile (19,2°C) è solamente 0,3°C superiore alla media (18,9°C), mentre massime e minime (25,3°C e 14,5°C) si posizionano all'incirca 1°C al di sopra della norma. Il fatto non stupisca: è possibile. La temperatura media, infatti, nasce dalla media di tutti i rilevamenti termici delle 24 ore - in questo caso, 96, vale a dire uno ogni quarto d'ora - ed è chiaro che, essendo in settembre diminuite le ore di luce, di tutti i rilevamenti saranno più quelli con temperatura bassa (notte, mattino, sera) che alta (tarda mattinata, pomeriggio). Più sensibile ancora appare la differenza in inverno e, in ogni caso, nei periodi con tempo sereno ed elevata escursione termica diurna.
Il volto ridente di settembre
Insomma, settembre è parso più un prolungamento della stagione estiva che l'inizio di quella autunnale. Si notino anche i valori piuttosto alti della pressione atmosferica media (1015,6 hPa) e il dato ancora tipicamente estivo dell'umidità (70%). Meno estivo il dato della ventilazione, con una velocità media di 7,7 km/h, una media delle raffiche più intense diurne di 39,9 km/h e una raffica massima di 64,4 km/h, con direzione prevalente da NNE. Ma questo ha contribuito a mantenere le massime su valori nel complesso normali per il periodo e ha trasformato giornate che sarebbero potute essere davvero agostane in piacevoli e fresche giornate settembrine.
Ma dov'è finito il "global warming"?
Questo non ci tragga in inganno. Nonostante quest'estate più lunga che calda, i segnali che il pianeta Terra ci sta inviando vanno in tutt'altra direzione. Cominciamo da quello più eclatante. Anche se la notizia continua a passare in secondo piano nei media - forse perché è scomoda e costituisce una sorta di smentita delle notizie che vanno per la maggiore, ultimamente - è ormai consolidata la tendenza all'espansione di entrambe le calotte polari. Quella artica, dopo aver raggiunto un minimo storico, è tornata alla superficie che aveva nel 2005; quella antartica, che già da tempo era in lieve espansione, ha ancora accelerato la sua crescita. Tale fatto contrasta con gli allarmi sempre più forti lanciati, a proposito del global warming , da parte di quasi tutti i mezzi d'informazione. Il fenomeno potrebbe essere connesso alla scarsa attività del sole, che solo in questi giorni sembra ricominciare a ricoprirsi di macchie e ad entrare in un nuovo ciclo; ma potrebbe anche essere la conseguenza del lieve raffreddamento che ormai dal 2005 interessa il nostro globo. Un raffreddamento che interessa, ormai da qualche tempo, anche una vasta zona dell'Oceano Atlantico solitamente riscaldata dalla Corrente del Golfo. Insomma: è ancora presto per dare per "arrosto" il nostro pianeta. O esso, infatti, ha delle risorse insperate e delle capacità sconosciute di reagire all'indigestione di CO 2 che sta facendo a causa dell'uomo o, semplicemente, l'uomo non ha ancora capito i meccanismi che regolano il suo ecosistema.

 

 

A proposito di...

L'eolico ed i vincoli del Parco di M. Cucco

Riccardo Serroni

L'obiettivo più importante non raggiunto a Gualdo Tadino dalla precedente giunta Scassellati è stato l'attivazione del parco eolico. Individuato nella zona della Val del Pero, il parco ha trovato un ostacolo insormontabile nel Piano Energetico Regionale (approvato nel 2004): il sito prescelto era un'area SIC (di particolare interesse naturalistico) e la Regione non ha dato l'OK. Si è prima tentato di commutare l'area SIC della Val del Pero con il castagneto, poi è stato commissionato uno studio all'Università di Camerino per dimostrare la compatibilità delle pale con le risorse ambientali. E questa sembra essere la strada che potrebbe sbloccare la questione (al momento in cui scrivo non conosco a che punto è l'iter).
Ho fatto questa premessa perché analogo ostacolo lo stanno incontrando i comuni della fascia appenninica, da Scheggia a Sigillo. Tutte le nuove amministrazioni hanno nei programmi l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica con fonti alternative, dal fotovoltaico, alle biomasse ed all'eolico. Ma, soprattutto per l'utilizzo dell'energia del vento, esiste l'ostacolo, al momento insormontabile, del parco. Partiamo da Scheggia: "Abbiamo emesso un bando per un importo di 51 milioni di euro per la produzione di energia eolica con impianti sui monti Faria e Motette- ci spiega il sindaco Giovanni Nardi- Un consorzio di imprese costituitesi in ATI (Associazione temporanea di imprese) ha risposto positivamente e siamo pronti a partire. Ma siamo bloccati perché la zona è inserita in area parco ed è zona protetta. Quindi siamo fermi, non possiamo fare niente. Un'assurdità, a nostro avviso, Anche perché tutto il nostro comune è compreso nell'area parco, quindi dovremmo rimanere nell'immobilità assoluta".
Una situazione di stallo che sta provocando forti pressioni dei comuni della fascia sulla Regione. Anche Costacciaro e Sigillo sono, infatti, fortemente interessati ad un parco eolico ma, al momento, non hanno iniziato l'iter progettuale proprio perché, essendo il loro territorio in area parco, nel Piano Energetico della Regione non sono previsti impianti eolici sul M.Cucco e le autorizzazioni non ci sarebbero. Ma il comune di Scheggia non demorde ed è partito già all'attacco: "Mi sono incontrato con gli assessori regionali Bottini e Giovannetti- continua il sindaco Nardi- ed ho chiesto una modifica del Piano Energetico Regionale. Non si può dire no a priori. Noi chiediamo che vengano analizzati i progetti e sulla base dei progetti venga valutato oggettivamente l'impatto ambientale, al di là del fatto che sia area parco o meno".
C'è di più. Visto che vincoli urbanistici molto stretti esistono anche nell'area preparco, il neo sindaco di Sigillo Riccardo Coletti preannuncia una iniziativa per restringere l'area preparco nella zona di pianura spostandola più verso monte, a nord-est della Flaminia. Insomma, siamo di fronte ad un conflitto di interessi bello e buono. La strada delle energie alternative è unanimemente ritenuta irrinunciabile per rinsanguare la nostra economia, ma i vincoli ambientali rischiano di impedirne il decollo.
Un conflitto insanabile? Io credo di no. E lo dimostra la questione Cima Mutali. Fossato di Vico, infatti, può procedere: "Amplieremo l'impianto dai 1,5 megawat esistenti a 5 mila megawat" dice il sindaco Mauro Monacelli. Ed i vincoli ambientali? "Per gli impianti già esistenti è consentito l'ampliamento di quelle dimensioni". Ergo... L'impatto ambientale c'è o non c'è. Se per Cima Mutali (area preparco) è tollerato l'ampliamento significa che il danno ambientale non c'è o, comunque, non è così grave (è solo un impatto visivo). E se non c'è per Cima Mutali perché dovrebbe esserci per le altre zone parco e preparco? Un dilemma che, credo, ormai scioglierà soltanto la prossima amministrazione regionale. Prima di allora difficilmente cambierà qualcosa. Prova ne sia che nei mesi scorsi gli assessori Bottini e Giovannetti vennero a Gualdo per la presentazione di un progetto vasto sulle energie alternative e furono concordi nel ritenere il P.E.R inadeguato e necessario di modifiche. A tutt'ora, però, nulla si è mosso.

 

 

Calcio Eccellenza

Gualdo senza infamia e senza lode

Marco Gubbini

Sette punti in sette giornate. Un bilancio che liquidare con il classico "senza lode e senza infamia" vorrebbe dire sminuire il lavoro fin qui svolto dai ragazzi di Roberto Balducci. Si, perché analizzando le singole partite fin qui disputate è lecito notare un bottino di punti mancanti all'appello, che avrebbero fatto sicuramente sorridere di più la classifica biancorossa.
I due stop con Julia Spello e Città di Castello, soprattutto il primo, gridano vendetta per il modo in cui sono arrivati. Le palle gol arrivate a iosa nell'incontro casalingo con gli spellani non sono bastate per avere ragione di una squadra, che dopo la vittoria di Gualdo ha fin qui sempre perso. La bella vittoria casalinga contro il Cannara, la prima del campionato, e l'ottimo pareggio ottenuto a Trestina contro una delle pretendenti alla vittoria finale, hanno invece consolato una classifica che stava iniziando a piangere.
Il fatto di avere una squadra dall'età media bassissima comporta rischi seri, specialmente in caso di fermi inattesi dovuti a squalifiche e infortuni. Il banco di prova è stato proprio il campo di Trestina, dove Balducci ha dovuto fare a meno di Antonio Romanelli, Federico Grandoni e Marco Campese. Prova superata brillantemente grazie all'entusiasmo e alla freschezza (e questo è il lato positivo che può dare un team giovane) degli under biancorossi. Emanuele Giulietti, Lorenzo Caterini e Jacopo Sannipoli in campo dall'inizio, Gianluca Levato subentrato nella ripresa e il debutto, l'ennesimo, di un altro diciassettenne, Nicola Sorbelli. Il risultato è stata una gara giocata ad alti livelli di concentrazione fino alla fine, rischiando anche di vincere con l'occasione avuta da Levato a pochi secondi dal termine.
L'infortunio di Marco Campese, danni al collaterale e al crociato, terrà il capitano lontano dai campi almeno fino all'inizio di febbraio 2010. Una brutta tegola, che forse costringerà la società a correre ai ripari per una zona nevralgica del campo quale quella occupata da Campese.
Bella notizia, invece, quella dello "sblocco" di Paolo Bellucci. Il bomber gualdese, ex Torino, è stato accreditato alla vigilia come uno degli attaccanti più importanti dell'Eccellenza. Il fatto di vederlo a digiuno dopo cinque giornate non preoccupava certo più di tanto, ma sicuramente c'è stato qualche sospiro di sollievo dopo la doppietta col Cannara e il gol di Trestina. Bellucci può essere davvero l'uomo chiave del campionato del Gualdo, specialmente quando l'uomo che deve lavorargli a fianco, Riccardo Ramazzotti, raggiungerà la sua forma migliore.
La seconda metà di ottobre sarà un periodo chiave per i biancorossi. Due gara consecutive in casa, contro la capolista Campitello e il fanalino di coda Pretola, e la trasferta non proibitiva di Casa del Diavolo. Questo vuol dire che nel prossimo numero saremo in grado di raccontarvi quanto è cresciuto e cosà potrà fare da grande il Gualdo.

 

 

L'altro calcio

Calcio a 5 (serie B girone C)

La Virtus Gualdo parte bene

Una sconfitta per 5-3 nella prima di campioanto ad Ancona ed un immediato riscatto in casa con il Rimini con un roboante 10-3: per la nuova Virtus Gualdo l'avvio di stagione è positivo. La squadra è stata confermata in toto nel gruppo degli italiani, mentre sono partiti gli stranieri. Risorse ridotte anche per il calcio a 5 gualdese. La realtà economica è quella che è per tutti ed è inutile scialacquare. Anche perché i risultati che interessano (salvezza) possono venire comunque. Invariato l'assetto societario e tecnico con il presidente Presciutti, il Ds-giocatore Pascolini e l'allenatore Bettelli.
Nella prossima giornata la Virtus Gualdo sarà in trasferta a Terni (sabato 17/10). Tornerà a giocare in casa sabato 24/10 con il Miracolo Piceno.


Prima categoria girone A

Cerqueto alla grande, Morano in difficoltà

Il Morano paga pegno nel salto di categoria, mentre il Cerqueto va alla grande. Dopo 4 giornate il Cerqueto è ancora imbattuto ad 8 punti (due vittorie e due pareggi), mentre la formazione di mister Fiorucci è ancora a 0 punti con quattro sconfitte. Evidentemente l'impatto con la categoria (così come era avvenuto l'anno scorso per il Cerqueto) è molto duro.
Alla seconda giornata c'è stato anche il derby. Il Morano proveniva da una sconfitta interna per 2-1 con la Pietralunghese; il Cerqueto da un rocambolesco 3-3 sul campo del Piccione. La squadra di mister Biribao si è aggiudicata nettamente il confronto (2-0) ed ha poi proseguito la striscia positiva pareggiando ad Aries (2-2) e vincendo in casa con la Pietralunghese (2-0). Nella prossima giornata andrà in trasferta a Padule e poi giocherà di nuovo in casa con il San Secondo.
Il Morano, invece, non si è più ripreso. Ha perso ancora in casa per 2-1 con il Ponte Pattoli ed è uscito malconcio (4-0) dal campo del San Secondo. Nella prossima giornata ospiterà il Ponte Felcino e tutti sperano che sia la partita della svolta anche se non sarà molto facile perché i perugini sono secondi a 9 p. Il campionato è molto equilibrato. Nessuna squadra è più a punteggio pieno.


Terza categoria girone A

Rigali ancora imbattuto

Buon avvio di stagione per il Rigali che in quattro giornate (nella seconda ha riposato) ha collezionato tre pareggi (1-1 con l'Ikuvium; 2-2 a Costacciaro; 1-1 con il Pierantonio). Un buon ruolini di marcia che mister Santioni spera di continuare sul campo del CECURIS, trasferta in programma per la quinta giornata.

 

 

SCI CLUB VALSORDA GUALDO TADINO

Riprende l'attività sciistica

Lo Sci Club Valsorda, affiliato FISI/CONI, visto il successo delle iniziative lanciate gli anni precedenti (a partire dal 2005), anche per la prossima stagione invernale 2009/2010 ha programmato attività di perfezionamento tecnico di sci alpino nel comprensorio sciistico di Folgarida - Marilleva - Madonna di Campiglio .
I ragazzi che vorranno iscriversi, saranno suddivisi in gruppi per capacità tecnica già acquisita e allenati dal Maestro di sci FISI Rodolfo Loreti. L'apprendimento avverrà per l'intera giornata con una pausa per il pranzo presso ristorante in quota. Sono previste sessioni di analisi e correzione dell'impostazione sciistica tramite l'uso di telecamera e video. La durata delle sessioni di allenamento sarà orientativamente da 4 a 6 giorni.
La presenza dei genitori è molto gradita ma facoltativa in quanto i ragazzi, al di fuori dell'attività didattica, saranno assistiti dal maestro e/o membri dello Sci Club Valsorda.
Per i ragazzi non accompagnati dai genitori, il trasferimento in loco sarà assicurato con macchine private o noleggio di un pulmino.
I costi saranno comunicati in seguito agli interessati, in un incontro che avverrà una volta raccolte le adesioni.
Le adesioni sono raccolte via telefono dal Presidente dello Sci Club Mara Loreti numero cell. 3383183857 e dal Maestro Rodolfo Loreti numero cell. 3289484747.

 

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Basket maschile

Ottima partenza dell'Euroforn Gualdo

Una partenza così va al di là delle più ottimistiche previsioni. L'Euroforn Gualdo ha vinto le prime due partite di campionato (ad Albignasego ed in casa con il Budrio) per poi perdere la terza a Chieti. Quattro punti nelle prime tre partite sono già un bel passo in avanti sulla strada di quella salvezza che è l'obiettivo minimo e prioritario della società. Ad Albignasego la formazione biancorossa si è imposta per 75-72 (18 p. Romagnoli, 15 De Angelis, 14 Di Stazio, 11 Pulvirenti); in casa con il Budrio la squadra biancorossa ha vinto nettamente per 76-63 (24 Baroncelli, 18 Pulvirenti, 13 Romagnoli, 10 Salvia). Ad Elmas l'Euroforn è stata sempre sotto di una decina di punti ma nel finale ha avuto un'impennata d'orgoglio e con quattro triple è andata vicinissimo al successo. La sconfitta per 81-78 su un campo obiettivamente difficile è sicuramente onorevole (14 Romagnoli, 14 Paleco, 12 De Angelis, 11 Baroncelli, 11 Pulvirenti).
Il campionato è molto equilibrato. Dopo tre giornate c'è una sola squadra a punteggio pieno (il Bassano). L'Euroforn è seconda a 4 punti insieme a Chieti, Senigallia, Budrio, Recanati e Faenza. Il prossimo turno (18/10) ci riserva proprio il Recanati al C.A. Luzi (ore 18,00) e poi ci sarà una doppia trasferta: a Faenza il 25/10 ed a Fossombrone l'1/11. Un trittico niente male a chiudere un avvio di stagione veramente complicato.


Basket femminile B Eccellenza

La Siri Store imbattuta

Non si arresta la striscia positiva della Siri Store Gualdo al suo esordio nel campionato di B Eccellenza (girone C 1) dopo la stupenda cavalcata della scorsa stagione culminata con la promozione. Pochissime le varianti in organico al'insegna di un bilancio oculato e realistico. L'unica novityà di rilievo è il cambio della guida tecnica. La formazione biancorossa quest'anno è allenata da Stefania Galli. Cambio che non ha prodotto sussulti negativi. Anzi, l'esperienza della Galli è un valore aggiunto. Tanto è vero che la formazione gualdese ha vinto le prime due partite di campionato ed è in testa alla classifica a 4 p. in coabitazione con il Ghezzano. Nella prima giornata ha battuto il Valdarno di stretta misura per 53-51.
Nella seconda giornata la Siri Store ha vinto sul campo dell'Elmas (CA) per 62-46. Un successo maturato al termine di una partita dominata dal primo all'ultimo minuto, come dimostrano i parziali: 12-22; 22-31; 36-43.
Il tabellino della partita ad Elmas:
Baldelli Valentina 23, Baldelli Federica 9, Morroni 4, Weidmann 17, Mezzadri 4, Merli 2, Marinelli 5, Scassellati, Ridolfi, Matarazzi. All. Galli; Vice All. Panfili.
Nel prossimo turno (18/10( la Siri Store è ancora impegnata in trasferta a Viareggio. Tornerà a giocare in casa sabato 24 ottobre contro la cocapolista Ghezzano.

 

 

Trial

Grande successo del Campionato Trofeo Centro Sud

Domenica 13 Settembre sesta prova del Trofeo Centro Sud di Trial a Gualdo Tadino: paddok piloti e partenza al piazzale del mercato per poi muoversi alla volta delle località Zoccolanti, Santo Marzio, Rocchetta, fosso di Biagio, Colonia e ritorno alla partenza dove era stata preparata una zona indoor su ostacoli artificiali.
Il Moto Club Gualdo Tadino, nonostante un fresco avvicendamento nel direttivo dello stesso, ha dimostrato di saper organizzare e gestire manifestazioni di livello; tra gli ospiti intervenuti per la gara spicca la figura di Giulio Mauri, membro della FMI e giornalista sportivo che segue il trial in Italia e nel mondo. Autorevole voce nel settore trial che ha elogiato l'organizzazione e soprattutto la città di Gualdo Tadino quale località interessantissima anche per lo sviluppo di tale sport.
Una gara ben organizzata sotto il profilo tecnico con zone non impossibili ma selettive capaci di strappare penalità ai piloti di tutte le categorie. Grande afflusso di pubblico nelle "no stop" più accessibili. Particolarmente bella la zona Santo Marzio e molto selettiva la n. 6 al fosso di Biagio. Spettacolare la prova indoor nella piazza del mercato dove i numerosi spettatori hanno applaudito i piloti nelle loro evoluzioni.
Grande lotta per il primo posto nella categoria Master A, dove il gualdese Marcello Fazi ha fatto vedere, con i parziali realizzati, che è l'unico a poter contrastare Giancarlo Fugazza. Grande vittoria per Pelati Pietro del Moto Club Gualdo Tadino nella categoria Master C, il gualdese ancora una volta, dall'alto della sua esperienza e tenacità, ha dimostrato di essere il dominatore nella sua classe. Discreti piazzamenti per gli altri piloti di Gualdo con attenzione particolare per il 5° posto di Anastasi Nazzareno che nella cat. Master B ha superato Marinelli Roberto e Anastasi Daniele i quali si sono a loro volta classificati settimo ed ottavo. Nella categoria Master C rileviamo 5° ed 8° posto per Parlanti Stefano e Franceschini Giordano sempre del moto club Gualdo Tadino.
Sono intervenuti alla premiazione, oltre al giornalista Giulio Mauri il Vicesindaco Sandra Monacelli che insieme ad alcuni esponenti del Moto Club, hanno concretizzato l'idea di realizzare in ambito comunale un parco trial permanente con ostacoli artificiali che permetterebbe agli appassionati di avvicinarsi a questo meraviglioso sport ed ai giovanissimi di ricevere una corretta educazione sulla conduzione delle moto nel rispetto dell'ambiente.
In questa VI e penultima prova di campionato italiano, trofeo centro sud, si è delineata in maniera più decisa quella che sarà poi la classifica finale. Di seguito le classifiche distinte per categorie: Super: 3° Rossi Gimmi, 2° Gasco Giacomo, 1° Di Bacco Fabio; Categoria Master A: 3° Menichelli Roberto M.C. Nocera U. 2° Fazi Marcello M.C. Gualdo Tadino team Zeni Moto, 1° Fugazza Giancarlo; Categoria Maste B: 3° Biondi Massimo, 2° Bluffi Maurizio, 1° Proietti Daniele; Categoria Master B: 3° Colalelli Filippo, 2° Vagnarelli Federico, 1° Pelati Pietro Moto Club GualdoTadino; Cat. Cadetti Blu 3° Cantoni Matteo, 2° Logi Luigi, 1° Ronca Graziano.

 

 

L'angolo dell'esperto

Le detrazioni IRPEF per lavori edili (III parte)

Chi può fruire della detrazione

Trattandosi di una detrazione IRPEF sono ammessi a fruirne tutti coloro che sono assoggettati all'imposta sulle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato. In particolare possono beneficiare della detrazione, non solo il proprietario, il nudo proprietario o il titolare di un diritto reale sull'abitazione (usufrutto, uso, abitazione, superficie), ma anche i soggetti che utilizzano l'immobile in base ad un contratto di comodato o locazione. Sono inoltre ammessi i familiari conviventi (coniuge, parenti entro il 3° grado ed affini entro il 2° grado) del proprietario o detentore dell'unità immobiliare, a condizione che la convivenza sussista sin dal momento in cui è stata effettuata la comunicazione preventiva al Centro operativo di Pescara e che le spese risultino effettivamente a carico del familiare convivente, così come comprovate dai bonifici di pagamento e dalle fatture a lui direttamente intestate (risoluzione 184/E/2002).
A parere della Corte di Cassazione ai fini del 36%, la posizione del convivente " more uxorio " è equiparabile a quella del coniuge, per cui l'agevolazione può spettare anche al convivente non legalmente sposato, in ragione delle spese da questi effettivamente sostenute (sentenza 26543/2008). Risultano poi agevolati i soci di cooperativa, di società semplici e gli imprenditori individuali, solo però per gli immobili diversi da quelli strumentali. Inoltre, è possibile fruire della detrazione del 36% per l'acquisto di abitazioni ristrutturate da imprese di costruzione o da cooperative a condizione che: l'immobile acquistato o (assegnato) faccia parte di un edificio interamente ristrutturato, gli interventi di ristrutturazione siano eseguiti nell'arco di tempo dal 1° gennaio 2008 al 31/12/2010 e il rogito sia stipulato entro il 30/06/2011. La detrazione del 36% è da calcolarsi sul 25% del prezzo di vendita o di assegnazione, che comunque non può eccedere l'importo massimo di 48mila euro.
Adempimenti per fruire della detrazione
Prima dell'inizio dei lavori è necessario inviare, con raccomandata, la comunicazione di inizio lavori alla Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara, via Rio Sparto, n. 21 - 65129 Pescara, redatta su apposito modello che si può reperire presso gli Uffici dell'Agenzia delle Entrate o sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it . - Al modello devono essere allegati:
- copia della Dia o del permesso di costruire, se richiesti dalla legislazione edilizia;
- i dati catastali o, in mancanza, la fotocopia della domanda di accatastamento;
- la fotocopia delle ricevute di pagamento dell'ICI dal1997 se dovuta (le ricevute non servono se chi chiede la detrazione non è il soggetto tenuto al pagamento);
- la fotocopia della delibera dell'assemblea di condominio, per i soli interventi che richiedono tale preventiva delibera) e della tabella millesimale di ripartizione delle spese nel caso in cui i lavori sono eseguiti sulle parti comuni di edifici residenziali;
- la dichiarazione del proprietario del consenso all'esecuzione dei lavori, nell'ipotesi in cui questi siano e4seguiti dal detentore dell'immobile (locatario, comodatario).
Attenzione : in luogo di tutta la documentazione prevista, i contribuenti possono produrre un'autocertificazione, ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28/12/2000, attestante il possesso della stessa e la disponibilità ad esibirla, se richiesta dagli Uffici Finanziari. (dichiarazione esente da bollo).
L'inesatta compilazione di inizio lavori o la mancata allegazione alla stessa dei documenti richiesti può comportare la decadenza del beneficio soltanto se il contribuente invitato a regolarizzare la comunicazione, non provveda entro il termine fissato dall'Ufficio (Circolare 57/E/1998)
Per gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati, la comunicazione può essere inviata anche successivamente alla data di inizio lavori purché entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta nel quale s'intende fruire della detrazione;
Comunicazione alla ASL - Altri adempimenti -
Quando è richiesta dalla legge, (materia di sicurezza nei cantieri - art. 99, Dlgs 81/2008), contestualmente alla comunicazione di inizio lavori, il contribuente deve inviare una comunicazione con raccomandata A.R. all'A.S.L. competente, contenente le seguenti informazioni: generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi, natura dell'intervento da realizzare, dati identificativi dell'impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione, data di inizio dell'intervento di recupero.
Ricadono in tale obbligo per effetto di varianti in corso d'opera (ad esempio affidamento successivo di parte dei lavori ad altra impresa ) cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini - giorno. Per i lavori di ammontare complessivo superiore a 51.645,68 euro i contribuenti devono trasmettere la dichiarazione di esecuzione dei lavori sottoscritta da un geometra, ingegnere o architetto, oppure da altro tecnico abilitato all'esecuzione dei lavori. La dichiarazione va inviata al Centro di Pescara entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui sono eseguiti i lavori
Le fatture ed il bonifico
Per fruire della detrazione del 36% le fatture dell'impresa devono essere intestate ai soggetti che intendono beneficiarne e devono indicare il costo della mano d'opera, (legge n. 223 del 04/07/2006) a meno che i lavori siano eseguiti da un artigiano senza dipendenti. Tale documentazione deve essere esibita a richiesta degli Uffici Finanziari.
L'Agenzia delle Entrate (Circ. n. 11/E/2007), al riguardo precisa che basta l'indicazione complessiva e non puntuale del costo della mano d'opera qualora siano impegnati più dipendenti; nell'ipotesi di ditta individuale e/o lavori eseguiti direttamente dal titolare, il costo della mano d'opera non va indicato poiché si tratta di reddito di impresa; qualora i lavori siano eseguiti dal titolare della ditta, sia da dipendenti, in fattura si indicherà solo il costo relativo ai dipendenti; in presenza di subappaltatori, le fatture emesse da parte dell'appaltatore principale devono in ogni caso contenere l'indicazione del costo della mano d'opera complessivo (somma del costo della mano d'opera dei dipendenti dell'appaltatore e dei dipendenti del subappaltatore). Tale condizione deve essere rispettata solo per le fatture emesse a saldo dei lavori, mentre può essere omessa, per gli acconti (Risoluzione 167/E/2007). Per fruire della detrazione è necessario che le spese siano pagate tramite bonifico bancario o postale, da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga ed il codice fiscale o il n. di partita Iva del beneficiario del pagamento. Le banche tradizionali e molte banche on line hanno predisposto moduli speciali per i bonifici. Sono escluse da tale modalità di pagamento le spese che non è possibile pagare con bonifico (ad esempio, oneri di urbanizzazione, ricevute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo).

Raffaele Gammaitoni

 

 

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Libri ricevuti

Alessandra Artedia e l'emigrazione

Il volume sarà presentato il 7 novembre alle ore 17.00 presso la sala multimediale del Museo Regionale dell'Emigrazione

Ha visto la luce nei giorni scorsi il ponderoso lavoro della nostra collaboratrice e Vicerettrice dell'Accademia, Alessandra Artedia " Dagli emigranti agli immigrati: 1948-2008"- I flussi migratori in Umbria nei primi sessanta anni della Costituzione Italiana- Gli esempi di Gualdo Tadino e di Montegabbione", realizzato in collaborazione con il Museo Regionale dell'emigrazione, edito a cura dell'ARULEF, l'Associazione regionale umbra emigrati e loro famiglie, con presentazioni della Presidente della Giunta Regionale M.Rita Lorenzetti, del Presidente dell'ARULEF Franco Subicini e del prof. Leonardo Tofi; un lavoro ponderoso, dicevamo, di oltre 300 pagine in elegante veste editoriale e ricco di numerose illustrazioni, nonché di numerosi dati statistici, frutto di una certosina ricerca, prima nel mondo dell'emigrazione di lavoratori gualdesi verso l'estero, poi nel mondo della immigrazione recente nel nostro territorio da parte degli extracomunitari, mettendo a confronto le diversità della comune vicenda di chi è stato costretto a lasciare la terra di origine per andare altrove, alla ricerca di migliori condizioni di vita.
Il lavoro, arricchito anche da numerosi riferimenti alla politica dell'emigrazione, si articola in sei capitoli: Il Capitolo 1"Le migrazioni nei primi sessanta anni della Repubblica italiana. Un profilo"; il Capitolo 2 "L' Umbria e l'emigrazione nel secondo dopoguerra"; il Capitolo 3 "Gualdo Tadino e Montegabbione: realtà migratorie a confronto", il Capitolo 4 "Gualdo Tadino e Montegabbione: dagli emigranti agli immigrati"; il Capitolo 5 "L'emigrazione umbra nella letteratura: Gli ultimi giorni della classe operaia di Aurélie Filippetti, giovane scrittrice originaria di Gualdo Tadino", ed il Capitolo 6 "Riflessioni conclusive". Il volume si chiude con una ricca appendice su Le politiche migratorie in Umbria. con alcune testimonianze raccolte direttamente dall'autrice "Un oriundo umbro in Francia: Intervista al fotografo e pubblicitario Mirando Casciani in vacanza a Gualdo Tadino".e "Da mezzadro a emigrante: la testimonianza di Nazzareno Marinelli".
La raccolta dei fotogrammi è stata curata dall'autrice con la preziosa collaborazione dell'Accademico Gianni Bettelli e di Sauro Vitali per la parte emigranti gualdesi, mentre la sezione immigrazione è stata realizzata in collaborazione con lo Staff di ARTe e dintorni. 
L'autrice ringrazia pertanto di cuore tutte le famiglie gualdesi che hanno collaborato, concedendo prezioso materiale fotografico e tutti gli intermediari contattati che hanno offerto il proprio aiuto.
Il volume, stampato presso la tipografia Pasqui con progetto grafico del Penta color, di Città di Castello, sarà in distribuzione gratuita.

Presentazione

Il volume sarà presentato il 7 Novembre 2009 alle ore 17 presso la sala mediateca del Museo Regionale dell'Emigrazione.
Nel corso della presentazione il dott. Carlo Biscontini ed i ragazzi di Arte e dintorni, leggeranno alcuni brani accompagnati al pianoforte dal Maestro Stefano Ruiz De Ballestreros; inoltre, saranno proiettati dei fotogrammi di sessanta anni di emigrazione gualdese e di come si è trasformata la nostra città dopo il 1989

Ovviamente tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

 
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