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ANNO III

N.12

Dicembre 2009

Mensile edito a cura dell'Accademia dei Romiti - Direttore responsabile Valerio Anderlini
Redazione: Gualdo Tadino, Viale Don Bosco 68 - Tel / Fax 075 91 67 42

Accademia dei Romiti
       
       
 

Buon Natale

Un altro anno è terminato

L'annus horribilis dell'economia globale, il funesto 2009, è ormai al termine. Quando quest'ultimo numero de Il nuovo Serrasanta sarà in edicola o dentro la vostra cassetta della posta, mancheranno poco più di due settimane all'inizio del 2010 che, tanto più per la situazione che si è venuta a creare in questi ultimi mesi, porta con sé, ancora più di altri anni, tante aspettative ed auspici.

La crisi ha provato duramente anche il nostro territorio, perché si è venuta ad intrecciare con un'altra congiuntura negativa, che già da un decennio condizionava quasi tutti i comparti industriali gualdesi; il risultato è stato eclatante: diverse centinaia le famiglie che ora giungono a stento a fine mese e solo grazie agli ammortizzatori sociali, che non dureranno per sempre; un paio di migliaia i gualdesi che hanno segnalato al Comune e ad enti assistenziali la propria indigenza; molti quelli che, giunti in città negli scorsi anni da altri paesi con tante aspettative, hanno dovuto ricredersi e ritornare in patria, perché non esistono più le condizioni per una serena permanenza. Non sono pochi i banchi rimasti vuoti, nelle nostre scuole. Mai come in questo periodo, da almeno mezzo secolo, la situazione è parsa così difficile.

Nonostante ciò e nonostante le difficoltà (comprensibilissime) legate alla riscossione delle entrate, Il nuovo Serrasanta, il mensile dell'Accademia dei Romiti, è arrivato puntualmente alla spedizione e nelle edicole per il suo terzo anno. Non solo. La nostra associazione ha voluto anche stampare i due saggi Laentro, un fiume, un campanile e Dal Rio Secco al Rio delle Amazzoni e un poster dedicato agli affreschi della chiesa di Boschetto, dando fondo a tutte le sue risorse, anche umane. Ha voluto dare un segnale chiaro di speranza e di caparbietà.

Perché - sembra difficile ma è così - questo periodaccio passerà: l'economia globale si leccherà le ferite e imparerà dai propri errori a non affidarsi più ciecamente a frotte di finanzieri senza scrupoli e di speculatori. E torneranno la fiducia, l'ottimismo e la voglia di fare e i tanti remi ora tirati in barca torneranno ad immergersi. Anche a Gualdo Tadino. Già ora ci sono evidenti segnali e nel corso del prossimo anno sarà tutt'altra musica. Torneranno anche le valigie cariche di sogni e i banchi, ora vuoti, saranno di nuovo occupati

Questo, dunque, l'Accademia dei Romiti augura ai lettori di questo mensile. Non solo e non unicamente un sereno Natale ed un felice inizio di anno nuovo, ma soprattutto di riuscire a nutrire tanta speranza e fiducia nel futuro e a superare tutte le ristrettezze di questo interminabile annus horribilis della nostra storia.

Pierluigi Gioia
Rettore dell'Accademia dei romiti

 

 

Gualdo città, della salute e del benessere

Trasferimento dell'EASP nel Calai: ecco il progetto

Ma occorre un coinvolgimento dei privati per sostenerne i costi- Nei dettagli gli obiettivi illustrati dal presidente Easp Fausto Cambiotti

Riccardo Serroni

C'è un progetto di massima per il riutilizzo del Calai. E' stato individuato, infatti, il percorso da prendere, ma c'è una condizione pregiudiziale: occorre anche l'intervento di un privato. Perché l'idea partorita dall'EASP, nel suo complesso, e condivisa dall'amministrazione comunale, richiede un investimento di circa 8 milioni di euro (per l'acquisto del Calai e per tutto il resto) a fronte di una disponibilità di 700 mila euro (i soldi promessi dalla Rocchetta alla precedente amministrazione Scassellati) e niente altro o poco più. Il comune non ha soldi, la Regione non ha soldi e la Asl nr 1 ancora meno. Quindi senza l'intervento di un privato in un sistema integrato non se ne farà nulla, le cose rimarranno così come sono.
Ma vediamolo nei dettagli questo progetto finanziario titolato "Gualdo Tadino, città della salute e del benessere". Ce lo illustra il dr Fausto Cambiotti, presidente dell'EASP.
La premessa è duplice: la crisi del lavoro che ha investito il nostro territorio. (attraverso la cura particolare dei servizi socio assistenziali molti posti potranno essere reinventati); la constatazione che il vecchio continente ha una percentuale di popolazione più vecchia del mondo, che l'Italia è la nazione più vecchia dell'Europa e che l'Umbria ha la percentuale di vecchi più alta d'Italia (quindi c'è una forte domanda in questo settore).
Le necessità imminenti sono il riutilizzo della struttura del Calai (sia per evitarne il degrado che per rivitalizzare la zona dopo il trasferimento dell'ospedale a Branca) ed il trasferimento dell'EASP (perché la struttura attuale è assolutamente inadeguata, per disponibilità di spazi, a far fronte ai servizi che offre dai 50 posti della Residenza Protetta, ai 10 della Residenza Sanitaria Assistita, ai 6 del Centro Diurno Alzheimer, ai 12 della Comunità Alloggio per Disabili Adulti Gravi già autorizzati).
La strada individuata è percorribile perché esistono le strutture adeguate per poterla supportare, dall'attuale sede dell'EASP, al Calai, Villa Luzi e palazzina ex Inam.
Inquadrato il problema nella sua complessità, vediamo nei dettagli le varie tessere del puzzle.
"Le finalità di questo progetto - ci spiega il dr Cambiotti- le abbiamo sintetizzate in 15 punti. C'è la necessità di costruire la Città del salute e del benessere dando una risposta a più esigenze in termini di servizi socio assistenziali, sanitari e turistico-culturali, anche come ricettività alberghiera. Ci poniamo l'obiettivo di riutilizzare il Calai, una struttura ancora valida e funzionale e di trasferire l'EASP, sulla direttrice già tracciata nel protocollo d'intesa del novembre 2004 tra Regione dell'Umbria, Asl nr 1 e comune di Gualdo Tadino. Trasferendo l'EASP nel Calai potremmo aumentare la ricettività della struttura a 102 posti con 10 posti in più in RP, 10 in più in RSA, 4 in più per l'Alzheimer. Quindi avremmo la possibilità di ospitare 36 persone in più rispetto all'attuale potenziale con un aumento di personale, un miglioramento dell'offerta e maggiori disponibilità finanziarie. Avremmo inoltre la possibilità di diversificare gli attuali servizi offerti dall'EASP fornendo prestazioni domiciliari di carattere alberghiero, sanitario e di sostegno alla persona. Pensiamo, inoltre, di accrescere l'offerta dei servizi socio assistenziali e sanitari a tutto il territorio regionale ed extraregionale, di costruire un'offerta programmatica e formativa integrale, di favorire i servizi ausiliari e l'indotto, di creare e favorire processi riabilitativi e di integrazione di soggetti svantaggiati e di curare il mondo degli anziani a 360 gradi".
Il quadro complessivo delle finalità suddette viene inquadrato in una rete di obiettivi concreti che il presidente dell'EASP così ci riassume:
"Il primo obiettivo è il trasferimento dell'EASP presso il Calai. Poi, utilizzando tutte le strutture disponibili, compresa una parte del Calai non utilizzata dall'EASP, pensiamo ad una serie di servizi: un moderno centro di riabilitazione cardiologica (anche come centro diagnostico cardiologico); una eccellenza diagnostica e terapeutica per i disturbi comportamentali legati alla demenza; una eccellenza diagnostica e terapeutica del settore dell'ortopedia con l'utilizzo della risonanza magnetica; un servizio poliambulatoriale con medici specialisti; un hospice per malati terminali; un centro riabilitativo per alcolisti ed anoressici; una rete alberghiera per turisti anche disabili, per gli ospiti del centro di riabilitazione cardiologica e per chiunque altro ne abbia necessità; la gestione del "Centro di prima accoglienza per animali" di San Lazzaro con l'obiettivo della Pet-terapy e dell'utilizzo del giardino dei sensi già presente; l'asilo aziendale; gli orti sociali con finalità sociali e terapeutiche; parcheggi ed aree verdi; servizi ausiliari come bar, edicola, negozi dedicati; trasferimento dell'archivio storico dell'EASP; percorsi riabilitativi per il Centro Diurno Alzheimer, disabili adulti e gravi ed altre forme di disabilità; percorsi di inclusione nel mondo del lavoro per persone comunque disagiate".
Il progetto redatto dall'EASP indica, anche, come suggerimenti i possibili utilizzi delle singole strutture. Ad esempio Villa Luzi potrebbe essere ottimale per la ricettività alberghiera, così come l'attuale struttura dell'EASP con una specifica finalità ad ospitare i disabili; presso la palazzina ex Inam si può ipotizzare l'asilo aziendale ed il centro di formazione che può creare posti di lavoro, formare operatori interessati dal progetto, rivolgere la proposta formativa verso il territorio.
Dall'elenco dei servizi possibili si evince che il progetto nel suo complesso mette in campo i soggetti pubblici (EASP, ASL per la gestione dei servizi di loro competenza dal centro anziani, al centro di riabilitazione cardiologica) e privati che possono attivarsi e mettere in campo risorse indispensabili per tutti gli altri servizi. Si tratta, quindi, di un percorso integrato tra pubblico e privato con una gestione comune di spazi condivisi (nel Calai, ad esempio) e con ampi margini di manovra per il privato rispetto a quanto ipotizzato. Vale a dire che se un privato fosse interessato a mettersi in campo per un servizio non previsto nel progetto ben venga, purché tale servizio rientri nel quadro complessivo della costruzione del puzzle di Gualdo Tadino come città del benessere e della salute.
La sostenibilità finanziaria non è ancora stata studiata nei dettagli, ma si ipotizza, come dicevamo all'inizio, la necessità di circa 8 milioni di euro di investimenti. Quindi l'intervento di uno o più privati è indispensabile. E ci pare di capire che, secondo i proponenti, la scorciatoia della partenza con un progetto minimale (ad esempio il solo trasferimento dell'EASP nel Calai) non è percorribile perché esistono comunque spese ingenti (acquisto ed adeguamento del Calai) che il pubblico, al momento, non è in grado di sostenere. Libro dei sogni o intuizione praticabile? Più semplicemente l'offerta di una opportunità. La ricerca di soggetti possibilmente interessati sembra sia già iniziata.

 

 

Crisi Merloni

Si infiamma il dibattito

Per il dicembre una iniziativa del Comune

Cartelli, esclamazioni, energiche proteste.. Il consiglio comunale di Gualdo Tadino di sabato 28 novembre è stato inizialmente animato da una vivace contestazione di un gruppo di dipendenti della Merloni nei confronti del sindaco Roberto Morroni, reo di aver espresso, durante un consiglio provinciale aperto a Nocera Umbra, delle valutazioni sulla vicenda Merloni che alle orecchie degli operai stessi sono apparse stonate. Dopo una interruzione del consiglio ed un colloquio di Morroni con i contestatori, i lavori sono ripresi regolarmente ed il sindaco, dopo aver detto che le sue parole nel consiglio provinciale sono state travisate, ha annunciato una iniziativa per il lavoro per il 16 dicembre.

A pag. 7 un ampio servizio sulla Merloni.

 

Controcanto

Piove, tira vento o suona a morto

di Carlo Catanossi

Dunque: le rotonde vanno di moda. La moda è contagiosa. Non ci sono vaccini per questo contagio e noi ci siamo beccati la malattia. Così sono nate le rotonde nel nostro territorio ed oggi ci troviamo circondati da questi strumenti della circolazione stradale avendocele a nord, a sud, ad ovest. Non ad est perché c'è il monte ma poco ci manca e ci dobbiamo contentare della vecchia rotatoria della Rocca. Già da tempo mi aspettavo che ci fosse l'intervento. Eravamo ancora nella sindacatura Scassellati e fioccavano le critiche su queste realizzazioni.

Poi son cambiate le cose, i lavori sono iniziati.

Uno passa e si immagina cosa stiano facendo. Conosce le rotonde di Marsciano con al centro un piccolo lago con schizzi, pietre spugnose e perfino una barchetta; conosce quelle di Matelica con grande abbondanza di acqua in ogni forma; ha presente la nuova rotonda della Pallotta a Perugia con grandi fontane che fanno giochi d'acqua; se esce dall'autostrada ad Arezzo si imbatte immediatamente in una rappresentazione in della Giostra del Saracino al centro della rotonda. Senza considerare qualcosa d'altro più o meno vicino a noi. Ebbene: uno conosce queste cose e sogna.

Gualdo città della ceramica, dell'acqua, dei giochi delle Porte: sarà questo sicuramente il motivo portante dei biglietti da visita della città quali sono le nuove rotonde. Si ritorna presto con i piedi a terra appena si vede cosa è successo a quella specie di rotonda realizzata sotto la nuova Flaminia al Cerqueto, ma quella è sui generis e non ci si fa caso.

Come non si fa caso al deserto che si riscontra sia a Rigali che al Pian di Gualdo. Poi però vedi cosa si sta gradualmente realizzando e capisci qual è il filo conduttore delle opere.

Dunque: alla rotonda del Consorzio Agrario c'è un olivo così contorto che può solo rappresentare il vento che spazza la nostra città; a quella della stazione c'è il cane che, se non è morto poco ci manca e quindi rappresenta la morte stessa; resta solo la pioggia, che obiettivamente è più difficile da realizzare, che troverà posto in entrambe le rotonde non ancora completate. Una bella nuvoletta che sta li e fa piovere sull'aiuola fiorita presente sul terreno sottostante. È questo il progetto.

Non la ceramica, non l'acqua, non i giochi e neanche la montagna, il verde, l'archeologia.

Il detto dei nostri nemici è il filo conduttore delle rotonde gualdesi che danno il benvenuto a chi si appresta ad entrare in città: a Gualdo piove o tira vento o suona a morto.

Poi ci lamentiamo se gli altri ridono di noi.

 

 

 

NOTA

Caro direttore,

ho visto sull'ultimo numero del nostro giornale lo scritto della signora Giulia Guerra Pinacoli e la chiamata in causa che ha voluto fare nei miei confronti. Non entrerò nel merito delle cose che vengono affermate perché, come essa stessa dice, sono opinabili.

Non parlerò neanche delle mie valutazioni sulla figura del Sindaco Pinacoli (cosa che peraltro ho fatto in un contatto diretto con la signora). Mi preme invece chiarire due cose.

Non ho mai sostenuto Pinacoli ne l'ho mai votato (lui ne era perfettamente a conoscenza perché da me informato per iscritto). Quando ci fu il "ribaltone " in Consiglio comunale, io ne ero già uscito anzi si potrebbe dire che la mia uscita modificò il rapporto di forza dentro la DC così da consentire la crisi della giunta Bedini di centro-sinistra. Ciò impedisce a chiunque di affermare che io possa essere compreso tra la folla degli antichi plaudenti, gli stessi che ora riscrivono la storia "per la gloria dei nuovi eroi".

L'"era Pinacoli" si è indubbiamente chiusa e non tanto con la morte di Rolando. Gli "scempi" a cui mi sono riferito sono quelli che ho elencato nel dettaglio (dall'edilizia alle scelte regionali) ma non ci ritorno. Se si fosse letto che lo scempio consistesse nell'"era", cioè che fosse una valutazione morale sul periodo, non era certamente nelle mie intenzioni. Per questo la mia opinione è solo legittima e, mi si consentirà, non è né sprezzante né sospetta.

Mi deve essere infine concessa l'espressione di una profonda amarezza: ma è possibile che la politica in questo paese sia così ridotta male da costringere una vedova a difendere la "memoria politica "del proprio marito rispetto alle opinioni di un modesto notista di una modestissima rubrica di un pur decente giornale di provincia? Ma la signora avrà forse ragione a chiedersi ove sia finito il "coro degli antichi plaudenti"?

Carlo Catanossi

 

 

La presentazione del libro

"Dagli emigranti agli immigrati"

Nel pomeriggio di Sabato 7 Novembre, presso la sala mediateca del Museo Regionale dell'Emigrazione, gremita da un folto pubblico di ascoltatori, si è svolta la manifestazione di presentazione del libro della nostra Vice Rettrice Alessandra Artedia " Dagli emigranti agli immigrati: 1948-2008"- I flussi migratori in Umbria nei primi sessanta anni della Costituzione Italiana- Gli esempi di Gualdo Tadino e di Montegabbione" in cui è stata realizzata una comparazione fra i flussi migratori che hanno interessato i due comuni nell'ultimo cinquantennio, realizzato in collaborazione con il Museo Regionale dell'emigrazione, edito a cura dell'ARULEF l'Associazione regionale umbra emigrati e loro famiglie, ed in distribuzione gratuita.. Di rilievo gli interventi del Presidente dell'ARULEF, Franco Subicini; del Vice Sindaco di Gualdo Tadino Sandra Monacelli e del Sindaco di Montegabbione Andrea Ricci, del prof. Leonardo Tofi dell'Università di Perugia, del Rettore dell'Accademia Pierluigi Gioia, del Presidente dell'ISUC (Istituto di Storia dell'Umbria contemporanea) prof. Mario Tosti, del sociologo Paolo Montesperelli dell'Università di Salerno, e del Consigliere Regionale Pavilio Lupini, presidente del Consiglio Regionale per l'emigrazione, oltre a quello dell'autrice.
Nel corso della serata il Dr Carlo Biscontini ed alcuni giovani dello staff di Arte&Dintorni hanno offerto la lettura di alcun testimonianze dirette

 

 

Giovani e salute

Educazione alla salute nelle Scuole Superiori

L'assessore Minelli: "La finalità è la prevenzione"

 

Il Comune di Gualdo Tadino, in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Superiore "Raffaele Casimiri" e con operatori sanitari del territorio, attiverà per il corrente anno scolastico dei percorsi educativi denominati "Giovani e salute - Interventi di educazione alla salute nelle Scuole Superiori" .
I temi sviluppati saranno "Prevenzione Dipendenze (sostanze stupefacenti e alcool)"; "Sessualità Consapevole e Procreazione Responsabile", "Disturbi alimentari: anoressia e bulimia" ; "Malattie Infettive"; "Medicina dello Sport e doping"; "Sicurezza stradale".
L'iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco Roberto Morroni, il vicesindaco con delega alla scuola, Sandra Monacelli, l'assessore alle politiche sociali e giovanili, Silvia Minelli, e il dirigente scolastico Tullia Maggini.
L'assessore Silvia Minelli ha messo in risalto l'elevato uso di droghe e alcool da parte dei giovani della zona. "Dall'osservazione sul campo effettuato dagli operatori del servizio sociale e dalle forze dell'ordine, la realtà del territorio gualdese è complessa in quanto presenta una serie di problematiche sociali, tra le quali vi è un sommerso consistente per quanto riguarda l'uso di sostanze stupefacenti e di alcol. La finalità prioritaria di questo percorso educativo è la prevenzione. La collaborazione con la scuola risulta pertanto fondamentale in quanto può svolgere un ruolo determinante nell'incidere sugli stili di vita e sui comportamenti di salute dei giovani , sia presenti che futuri,. Questo progetto permetterà ai ragazzi di confrontarsi con professionisti, tra cui psicologi e medici, instaurando con essi un dialogo continuo."
"Un'altra promessa mantenuta da parte dell'amministrazione - ha affermato il sindaco Roberto Morroni - E' nostro impegno attivare campagne di sensibilizzazione, informazione e prevenzione, in collaborazione con il mondo della scuola, su tematiche che evidenziano situazioni di disagio sociale e stili di vita inadeguati."
Il vicesindaco Monacelli ha evidenziato l'importanza della prevenzione abbinata alla piena collaborazione tra amministrazione comunale, mondo della scuola e forze dell'ordine. "Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha operato un controllo, con l'ausilio di cani antidroga, all'interno dell'istituto Casimiri al termine del quale non è emerso nulla. E' questo un fatto che ci conforta e che ci spinge a proseguire sulla strada intrapresa."
"Questa iniziativa si coniuga benissimo con il progetto Educazione alla Salute avviato dal nostro istituto - ha affermato il dirigente scolastico Tullia Maggini - Alcune delle tematiche trattate si inseriscono nei processi didattici. Al fine di coltivare prevenzione ed educazione alla salute, che riguarda anche l'alimentazione, è fondamentale la comunicazione con i genitori. Insieme alle famiglie degli studenti delle classi IV stiamo sviluppando il progetto "Sono Maggiorenne", nel quale sono previsti incontri con rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Postale i quali illustrano ai ragazzi, ad esempio, l'uso consapevole di internet".

 

 

Scuola" D. Tittarelli"

Il progetto prevenire @bilitare contro i disturbi dell'apprendimento

di Alessandra Artedia

Lo scorso 18 novembre presso il circolo didattico "D. Tittarelli" è stato presentato l'interessante progetto "Prevenire@bilitare", alla presenza dell'assessore Paola Gramaccia e del Dirigente Scolastico, Prof. Gaetano Ferrara, oltre che delle insegnanti.
Il progetto, coordinato da alcuni esperti - tra cui la giovane logopedista gualdese Chiara Casciani - è destinato in particolar modo agli allievi della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, con lo scopo di prevenire e di abilitare, gli allievi con DSA, vale a dire con "disturbo specifico dell'apprendimento", di cui la dislessia, ossia la difficoltà a imparare a leggere, non è che un aspetto tra i più noti, sotto al quale, troppo spesso si riuniscono erroneamente altri disturbi del gruppo OSA. Gli esperti intervenuti hanno spiegato che non vi è alcuna interconnessione tra DSA e intelligenza, poiché i bambini con DSA sono molto intelligenti a livello di intuizione, mancl1robiologicamcìtc ­programmati in un modo da impedire l'apprendimento. Ovvero: lettura, scrittura, calcolo permettono normalmente di raggiungere lo scopo del sapere. Tutto ciò è impossibile in un soggetto che presenta DSA, in quanto in esso non si verifica il processo di automatismo nella svolgimento di queste abilità. L'esperienza di leggere - scrivere - calcolare in un OSA non lasciano tracce e pertanto ogni volta è come se fosse sempre la prima, è come se si scrivesse in riva al mare con l'arrivo continuo di onde a cancellare quanto impresso sulla sabbia. Tale disturbo si manifesta in genere in piccoli allievi che hanno parlato tardi e di solito è congenito. La familiarità è peculiarità nei OSA. I bambini con OSA cercano di compensare il loro disagio nell'apprendimento o stringendo molte amicizie o "facendo i bulli", disturbando in classe e cercando di attirare su di loro l'attenzione. In ogni caso non sono bambini felici per questa loro difficoltà. Per questo, hanno ribadito più volte gli esperti, è importante riuscire a individuare il disturbo quanto prima, attraverso uno screening anche in età pre-scolare; infatti, se una vera diagnosi di OSA si puo' fare alle fine della classe seconda, vi sono alcuni importanti segnali già nella scuola dell'infanzia, rintracciabili anche nel modo di disegnare dei piccoli allievi.
Nel titolo del progetto è stata inserita la chiocciola informatica (@) giacché gli strumenti informatici ricoprono un importante ruolo di supporto nei soggetti con OSA, grazie all'aiuto di particolari software linguistici di sintesi vocale, in special modo alle superiori, dove vi è un notevole mole di discipline da studiare oralmente, cosa che per un OSA può diventare davvero difficoltoso, specie se non è stato individuato in tempo il disturbo.

 

 

I 150 anni della Congregazione Salesiana

Il 18 dicembre la Congregazione Salesiana ricorda il 150° anniversario della sua costituzione, avvenuta a Torino il 18 dicembre 1859 con il seguente

Atto costitutivo:

"L'anno del Signore mille ottocento cinquantanove alli diciotto Dicembre - in questo Oratorio di S. Francesco di Sales nella camera del Sacerdote Bosco Gioanni alle ore 9 pomeridiane si radunavano, esso, il Sacerdote Alasonatti Vittorio, i chierici Savio Angelo Diacono, Rua Michele Suddiacono, Cagliero Gioanni, Francesia Giovanni Battista, Provera Francesco, Ghivarello Carlo, Lazzero Giuseppe, Bonetti Gioanni, Anfossi Gioanni, Marcellino Luigi, Cerruti Francesco, Durando Celestino, Pettiva Secondo, Rovetto Antonio, Bongiovanni Cesare Giuseppe, il giovane Chiapale Luigi, tutti allo scopo ed in uno spirito di promuovere e conservare lo spirito di vera carità che richiedesi nell'opera degli Oratorii per la gioventù abbandonata e pericolante, la quale in questi calamitosi tempi viene in mille maniere sedotta a danno della società e precipitata nell'empietà ed irreligione.
Piacque pertanto ai medesimi Congregati di erigersi in Società o Congregazione che avendo di mira il vicendevole ajuto per lo santificazione propria si proponessero di promuovere lo gloria di Dio e la salute delle anime specialmente delle più bisognose d'Istruzione e di educazione, ed approvato di comune consenso Il disegno proposto, fatta breve preghiera ed invocato il lume dello Spirito Santo, procedevano alla elezione dei membri che dovessero costituire lo direzione della Società per questa e per nuove congregazioni [comunità o cose] se a Dio piaccia favorirne l'incremento".
Quindi, unanimi i convenuti pregavano don Bosco, "Iniziatore e promotore", a "gradire lo carica di Superiore Magglo re"----
Nello spirito dei Padri Fondatori l'Opera salesiana in 150 anni di presenza si sarebbe diffusa in tutto il mondo: ricordiamo, tra l'altro, che è presente a Gualdo Tadino dal 25 settembre 1895, per iniziativa di mons. Roberto Calai, che chiese direttamente a Don Bosco l'invio dei primi Salesiani, con le loro attività filantropiche.
Dopo aver gestito per un secolo Istituti di istruzione e formazione che hanno fatto di Gualdo Tadino un invidiato faro di cultura, punto di riferimento per tutta l'Italia centrale, attualmente l'Opera salesiana prosegue la sua presenza nella città di Gualdo Tadino con la struttura ricettiva del Verde Soggiorno, il Cinema Teatro e l'Oratorio.

 

 

Il Cinema - teatro Don Bosco: partite le stagioni cinematografiche e teatrali

Avviate con successo le attività del Cinema-Teatro Don Bosco.
Il Cinema ha riaperto a settembre proiettando due films prima della pausa dei Giochi delle Porte: Harry Potter e l'Era Glaciale 3. Si è poi continuato con altri titoli di successo come Baaria e Parnassus e il cartone UP.
Scarso successo per Il grande sogno, Saranno famosi e Amore 14.
In prima visione la Saga Twilight: The new moon, ha avuto invece un notevole afflusso di spettatori.
In questo periodo natalizio il cartellone presenta il classico Cinepanettone di De Sica: NATALE A BEVERLY HILLS. A seguire i films del momento ( Pieraccioni, cartoni animati .. )
Non è certo facile scegliere i titoli perché se si accontentano i ragazzi, si escludono gli adulti e viceversa. L'ideale sarebbe trovare qualcosa per le famiglie, ma da questo punto di vista è come cercare un ago in un pagliaio perché è quasi impossibile trovarne. Si spera che i gualdesi sappiano apprezzare gli sforzi fatti per presentare delle prime visioni e puntare sulla qualità delle pellicole evitando tanta spazzatura.

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Per il Teatro , è in pieno svolgimento la Stagione Teatrale del Comune di Gualdo Tadino, già illustrata in altre circostanze. È previsto il 18 dicembre il musical" IL SOGNO DI UNA VITA", realizzato dall 'Oratorio Giovanni Paolo II di Perugia; presenterà la figura di Don Bosco in occasione del 150 0 di fondazione della Congregazione Salesiana.
Il 21 dicembre in serata ci sarà lo Spettacolo del Liceo Scientifico "Raffaele Casimiri".
Nel corso dell'anno sono previsti teatri in dialetto, spettacoli realizzate dalle scuole della città e altre iniziative che attestano l'efficienza della struttura e la sua vivacità.

 

 

Il Verde Soggiorno verso le 20.000 presenze

Mancano pochi giorni ormai alla chiusura della stagione turistica 2009.
Il bilancio del Verde Soggiorno, a differenza di quello di tante altre strutture ricettive, risulta soddisfacente. Si sono già abbondantemente superate le 18.000 presenze e, con le prenotazioni di fine anno, si sfioreranno le ventimila.
La nota più positiva è quella che molti gruppi hanno già prenotato per l'anno prossimo, segno che sono rimasti soddisfatti dell 'accoglienza. La tipologia della nostra clientela è ormai ben definita: ci sono tantissimi gruppi (quest'anno oltre 36) che vengono a Gualdo Tadino per circa una settimana di campo-scuola. Essi provengono da parrocchie, oratori, diocesi o da movimenti ecclesiali (focolarini, neo-catecumeni .. )
A Gualdo Tadino trovano ampi spazi all'interno del Verde Soggiorno sia per le attività di gruppo che per le attività sportive. La meta quasi obbligatoria per tutti è Valsorda.In genere i gruppi ci trascorrono tutta una giornata approfittando della bellezza del posto. Alcuni si spingono fino al Serrasanta. Altra meta le sorgenti della Rocchetta, facilmente accessibile anche a piedi.
Ancora poco gettonati la Chiesa di San Francesco e il Museo dell'Emigrazione; qualcosa in più per la Rocca Flea.
Anche la Piscina Comunale è stata molto valorizzata. È ovvio che poi ci sono le mete più richieste e cioè Assisi, Gubbio e le Grotte di Frasassi. Diciamo quindi che Gualdo Tadino riveste una posizione strategica che tuttavia non ha ancora espresso al meglio le sue potenzialità.
È opportuno creare in città delle sinergie per valorizzare al massimo quanto il territorio ci offre con tanta generosità.

 

 

La morte del centro storico

Uno dei motivi di discussione nella città è la morte del centro storico: se ne discute, si dibatte, si opera.....nel bene e nel male. Il terremoto ed il lento procedere della ricostruzione sono solo un alibi che nasconde un problema complesso, che viene da lontano, sul quale non è facile intervenire senza una corretta analisi del fenomeno.

I primi insediamenti umani, destinati a diventare città, si costituirono come punto di aggregazione attorno ad elementi di comune interesse, da cui poi nacquero i Comuni. Centri di interesse comune potevano essere luoghi di culto, di mercato, luoghi dotati di servizi (un tempio, una piazza, una strada, una fontana); attorno a questi elementi minimi, primordiali servizi pubblici, attività commerciali, cattedrali, sono cresciute le aggregazioni umane poi diventate città e, pur con la crescita degli agglomerati e con il mutare delle condizioni di vita, ne sono restati elementi fondamentali. Questa è la nostra storia.

Nel momento in cui, per un complesso di motivazioni su cui si può discutere all'infinito, questi elementi sono venuti meno è andato in crisi il sistema dei centri storici, più o meno grave come per Gualdo Tadino.

La prima avvisaglia l'ebbe, qualche anno fa il Parroco della Cattedrale, con il calo della frequenza ai riti religiosi; nonostante l'unificazione di fatto delle due storiche parrocchie di San Benedetto e San Donato la creazione di due nuove con due nuove chiese nelle zone periferiche di San Rocco e Cartiere, determinarono un calo degli afflussi alla Cattedrale. La dotazione dei quartieri periferici di servizi commerciali ha aggiunto nuove motivazioni per non accedere al centro: l'edicola al Biancospino, a San Rocco o a Caselle rende inutile la passeggiata in piazza, diventata cosa oltremodo impegnativa per le difficoltà di circolazione dei veicoli: il giornale si può comprare a San Rocco e leggerselo a casa senza "arrivare da Zuccarini", come si diceva una volta. Poi vennero il trasferimento di alcuni servizi pubblici che in passato richiamavano l'utenza al centro come farmacie e Ufficio Postale (recentemente tornati al centro) altro elemento della crisi. Poi i supermercati, aperti a iosa in periferia, altrettanti motivi di richiamo perché le attività economiche del centro perdessero la loro capacità di attrazione, atrofizzandosi. Risultato: le vie cittadine, un tempo brulicanti di vita per attività commerciali e artigianali, come Via F. Storelli, oggi ostentano una sfilata di serrande abbassate con la scritta "affittasi" o "vendesi", mentre cresce il numero delle attività economiche che chiudono o si spostano.

Dopo i supermercati i Centri di aggregazione: quello della terza età presso la ex Pretura, quello del Biancospino, quelli delle zone periferiche di San Rocco e Cartiere, ed infine quelli recenti delle quattro porte: la popolazione del comune è quella che è ed i 15.000 abitanti non hanno il dono dell'ubiquità per cui non possono essere presenti ovunque.

Dulcis in fundo, il colpo di grazia l'ha dato la chiusura dell'ospedale, su cui è inutile ripetersi.

Se si aggiunge il problema dei parcheggi il quadro è completo. Criminalizzare l'uso dell'auto è moda ricorrente, ma è altresì vero che, in una realtà in cui i servizi pubblici non sono l'optimum, l'auto è irrinunciabile e il parcheggio a pagamento è un modo di risolvere il problema quanto meno opinabile; si veda quanta gente, alla ricerca di un posto macchina su cui grava sempre l'agguato della multa, preferisce l'ufficio postale di Fossato di Vico.

Certo, l'isola pedonale offre occasioni per momenti di relax che fino ad un recente passato erano impossibili sulla piazza-parcheggio, ma lo scarso utilizzo del nuovo parcheggio di piazza Mazzini e il non bello spettacolo della piazza deserta per lunghe ore del giorno dovrebbero costituire motivo di riflessione.

Si festeggia come un evento l'arrivo di un gruppo di camperisti, la visita di una scolaresca, il mercato o altre manifestazioni sporadiche: tutto bene e fuori discussione, ma la vita della città è di 365 giorni l'anno e non è qualificata dalla meritoria presenza in piazza dei soliti quattro, più o meno infreddoliti, che discutono davanti al bar.

V.A.

 

 

Libri

Occhio al futuro

Ultima fatica letteraria di Gianni Pasquarelli

Una sorta di vademecum per orientarsi nel ginepraio della politica e delle sue modificazioni profonde, dovute sia al tramonto delle ideologie dell'Ottocento e del Novecento, sia ai veloci cambiamenti dei giorni nostri ormai digitalizzati
Le ideologie di un tempo funzionavano da stelle polari per i partiti che allora vi si riconoscevano, il loro tramonto non poteva non imporre ai partiti un cambiamento. Oggi la dialettica partitica si è fatta meno dogmatica e più prammatica. orientata verso una lettura della realtà per ciò che essa in effetti è, non per ciò che si vorrebbe essa sia. Alla promessa di utopie messianiche è subentrato l'approfondimento dei problemi concreti e l'individuazione delle loro soluzioni.
Anche il linguaggio della politica è divenuto complesso e problematico: bisognoso di essere chiarito per venire divulgato alla platea dei cittadini-elettori. Nasce da qui l'esigenza di questo libro, che si sforza di far capire temi e problemi di oggi e soprattutto di domani: dalla beneficenza che danneggia i Paesi poveri, alla baraonda bancaria e alla concertazione politica. E ancora, cosa c'è dietro al debito pubblico svettante, chi sono i "negazionisti" e i "teo-con", perché Bismarck, Churchill e Roos~velt furono conservatori illuminati, cosa sono il "pluralismo culturale", il telelavoro per vivere meglio nelle grandi città, quali le "radici cristiane dell'Europa"; e chi sono Keynes e Schumpeter, i due grandi medici per l'economia malata.
La tradizionale definizione della politica come "arte di governo" oggi non basta più. occorre aggiungervi anche la politica come "scienza di governo". E il motivo si intuisce. Senza l'apporto della scienza non si può fare politica nucleare come fonte di energia pulita, né politica per un clima meno inquinato, come non si possono contrastare i rischi geologici, i terremoti e l'acqua torrenziale che deborda abbattendo case e uccidendo coloro che le abitano.

Mariavera Speciale

 

 

Laurea "speciale" per Romina Collarini

Romina Collarini, ex allieva dell'Istituto Professionale si è laureata il 20 ottobre all'Università di Urbino, presso l' "Information Science and Technology Institute", con una tesi su "controllo degli accessi: linee guida per la sicurezza nei sistemi informativi". Relatore il prof.Alessandro Aldini .
Preside del corso è il Prof. Alberto Carini che, con la collaborazione del Vice preside prof. Alessandro Bogliolo, ha dato vita ad un corso speciale, in quanto gli studenti, spesso impegnati anche nel mondo del lavoro, possono sostenere esami in una sede fuori Università, come nel caso di Romina, presso l'Istituto di Istruzione "R. Casimiri " di Gualdo Tadino, con il supporto di una rete telematica tra Scuola Superiore ed Università .
Il tutor locale, che ha assistito Romina in tutti i suoi esami, Alfredo Minelli, dipendente del Casimiri, ha espresso sempre grande competenza, qualificando l'Istituto sul piano tecnico, dando ai giovani (utenze anche da Foligno) che per vari motivi non possono frequentare e risiedere presso l'università, l'opportunità di accedere ad un titolo universitario in un campo, quello dell'informatica, che risponde ad una diffusa offerta del mondo del lavoro. Il merito della convenzione tra l'Istituto Casimiri e l'Università di Urbino va al Preside prof. Ettore Pelloni e alla nostra ex allieva del corso linguistico, Dott.ssa Erika Pigliapoco, all'Università fra i collaboratori del Prof. Aldini, per la cura della rete on-line. Nel rinnovare a Romina le più vive congratulazioni, ricordiamo ai giovani del territorio questa grande opportunità di studio e di integrazione scuola- lavoro.

 

 

La Corale CAI "Raffaele Casimiri "

La Corale CAI "Raffaele Casimiri " in onore del Maestro, ha tenuto un concerto presso la Basilica di San Benedetto domenica 8 novembre organizzato dall'Istituto Superiore di Istruzione "Raffaele Casimiri" in collaborazione con l'Amministrazione Comunale per ricordare il 50° anniversario della fondazione del Liceo Scientifico Raffaele Casimiri di Gualdo Tadino.

 

 

La ricostruzione post terremoto

Una Bengodi per le imprese? Non per tutte

Riccardo Serroni

Perché? Com'è possibile che possa essere accaduto o possa accadere in un periodo in cui nel territorio sono piovuti milioni e milioni di euro per la ricostruzione? Com'è possibile che le aziende edili gualdesi erano più floride dieci anni fa rispetto ad oggi perché alcune sono state costrette a chiudere i battenti? Per cercare qualche risposta a queste domande ho chiesto un po' in giro, naturalmente nel contesto del settore edile, tra consulenti, tecnici ed imprese. Non riporterò nomi né frasi virgolettate perché l'inchiesta è stata informale. I contenuti di quanto esporrò sono, quindi, una sintesi mia personale, una mia chiave di lettura che si basa, però, su riscontri precisi che mi sono stati rappresentati: una sintesi, quindi, attendibile e sufficientemente oggettiva anche se non esaustiva perché a queste potrebbero aggiungersi altre motivazioni.
Dunque cerchiamo di rispondere alla domanda iniziale: com'è possibile?
Il vizio di fondo, probabilmente, sta all'origine della vicenda ricostruzione, sull'equivoco interpretativo del contributo per la ricostruzione. Appunto contributo, non finanziamento totale. Un equivoco ingenerato anche da alcuni tecnici. Rappresento una situazione possibile.
Tecnico: "Lei ha ics di contributo. Dobbiamo fare questo, quello e quell'altro".
Proprietario: "Mi ci scappa tutto? Mi raccomando, io non ci voglio spendere un soldo".
Tecnico: "Sì, sì, ci facciamo scappare tutto".
Iniziano i lavori, si sfascia, si ricuce, ce vorrei questo, ce vorrei quell'altro... alla fine i soldi non bastano e la ditta bussa a denari. Il proprietario da quest'orecchio non ci sente: "L'avevo detto che non volevo tirar fuori un soldo". Cominciano i contenziosi, il proprietario contesta i lavori che, secondo lui, non sono stati fatti a regola d'arte, passano i giorni e le settimane, le pratiche non si chiudono e la ditta non ha la liquidità necessaria per far fronte alle spese sostenute nell'acquisto dei materiali e nel pagamento degli operai anche perché, nel frattempo, è cambiata la musica a livello internazionale e le Banche stringono i cordoni della borsa. Naturalmente non sempre le cose sono andate così. Esistono anche testimonianze di tecnici che fin dal primo giorno, raffrontando l'entità del contributo con il computo metrico dei lavori, hanno evidenziato al proprietario la cifra (naturalmente approssimativa ma molto realistica) che avrebbe dovuto integrare di tasca propria. Però c'è stato anche l'altro aspetto.
Tutto qui? No, esistono anche altre facce del problema. Un secondo aspetto riguarda ancora la gestione finanziaria. Il contributo non era destinato alle imprese, ma ai privati i quali, poi, lo avrebbero girato alle imprese. In realtà anche qui c'è stata una interpretazione, diciamo così, distorta perché il proprietario, nella stragrande maggioranza dei casi, se n'è praticamente lavato le mani. Mi spiego. Come sarebbero dovute andare le cose? Io proprietario assegno i lavori di ricostruzione della mia casa ad una ditta e vado in banca per farmi anticipare i soldi da pagare all'impresa man mano che i lavori procedono ed in attesa che il contributo venga erogato. Invece le cose non sono andate così. Sono pochissimi i proprietari andati in banca per sottoscrivere il fido. L'operazione l'hanno fatta, invece, le ditte con una duplice conseguenza negativa: si sono sobbarcate le spese per gli interessi bancari e sono rimaste scoperte quando i contributi tardavano perché i tecnici non chiudevano le pratiche o perché i lavori venivano contestati o subivano ritardi per cause più o meno oggettive. E' evidente che chi non aveva il portafoglio pieno per far fronte ad ogni evenienza si è trovato in difficoltà. Questo pericolo lo hanno intuito diverse aziende del nord che si sono affacciate sulla nostra ricostruzione e se ne sono subito ritratte avvertendo puzza di bruciato. La loro filosofia era quella canonica: il mio rapporto è con te privato non con lo Stato. Il contributo è un affare tuo, non mio. Se arriva o non arriva e quando arriva riguarda solo te. Io devo avere da te la garanzia del pagamento. Non avendo queste certezze hanno preferito ritornare al Nord. A noi privati, naturalmente, è andata di lusso. Anche quanti hanno integrato di tasca propria quanto dovuto, non si sono sentiti sulle spine perché c'era la convinzione che il contributo fosse una cambiale già versata nelle casse della ditta, che arrivasse o non arrivasse, che fosse in ritardo o meno. Insomma, non abbiamo rischiato assolutamente niente.
Una terza faccia è la gestione aziendale. Le nostre imprese erano abituate a gestire cantieri tutto sommato di modeste entità. La ricostruzione, con la necessità di fare in fretta, la voglia di accaparrarsi quanti più cantieri possibili, la pressione dei proprietari che volevano ricostruire il più presto possibile, ha aumentato la dimensione delle nostre aziende. Con una duplice conseguenza:
-non essendoci manodopera locale a sufficienza per far fronte a tutte le necessità si è ricorso in maniera massiccia a manodopera venuta da fuori, dall'estero o da altre regioni italiane, che non sempre era all'altezza dei lavori da fare per capacità professionali. Da qui i contenziosi, i lavori rifatti, le perdite di tempo... insomma soldi sprecati;
- l'impossibilità di eseguire in tempi brevi tutti i lavori in affido, ha favorito il ricorso massiccio al subappalto a ditte minori con conseguenze spesso negative per diversi motivi;
-un'azienda più grande avrebbe avuto la necessità di una gestione con metodologie diverse dalla piccola ditta di cui ci si era occupati fino ad allora, e non sempre questa dimensione nuova ha avuto il supporto di una organizzazione manageriale adeguata.
Una quarta faccia, infine, è la complessità di certi lavori, soprattutto nei centri storici. Certe spese per l'installazione dei cantieri sono risultate ben superiori a quelle prevedibili e previste e perdite di tempo, imprevisti, ritardi hanno finito per condensarsi, in perdite di soldi.
Sommate tutti questi elementi (anche se, naturalmente, non tutti sono concentrati e riscontrabili nei singoli casi), aggiungetene qualcun altro che sfugge a questa analisi sommaria ed avrete un quadro della situazione abbastanza attendibile.

 

 

L'antico molino dell'olio

Nessuno osa parlare di Annetta e Sestilio , mentre nel molino laggiù a Cartiere vicino al ponte della ferrovia, tutti sono indaffarati per attivare al meglio, come da 100 anni, quel molino che spreme olive regalando un olio extra vergine che tutti continuano a ricercare ed apprezzare ormai da generazioni. Sembra quasi non si possa accettare la loro non presenza, difficile nominarli senza che gli occhi si riempiano di lacrime. C'è come un riverente silenzio.Quel molino laggiù a Ponte Cartiere è in un luogo che ha segnato la storia di Gualdo Tadino.

Dovete sapere che in quei 6 km di lunghezza del fiume Rumore esistevano ben 6 molini ad acqua con i relativi "bottacci", molini di pietra, di farina, di olio, dalla sorgente di Capo d'acqua alla foce nel fiume Sciola, presso Casa Ribacchi. Ecco la potenzialità, la preziosità del nostro grande stupendo paese di collina che è Gualdo Tadino, dove il saggio nonno, per sopravvivere aveva saputo coniugare le attività umane con le risorse ambientali. I miei bisnonni, prima facevano la carta e poi la pasta di grano duro e poi è arrivata la macinazione della pietra e delle olive.

La tradizione non muore; siamo rimasti in pochi, è vero, ma decisi, tenaci e forti come i nostri genitori ci hanno insegnato. Il coraggio di mio fratello Ulderico e di mio nipote Rodolfo e di mia cognata Pasqualina, che seguirà il lavoro di tanti uomini, sarà garanzia del futuro del nostro amato molino. Tutt'intorno nel casolare, nel piccolo borgo di Cartiere, tornerà il profumo di olio, ritornerà il contadino che dopo la lunga fatica del raccolto porterà a casa per le feste di Natale il prezioso olio. Ancora il camino tosterà il pane di casa per le bruschette, ancora l'olio, come per magìa, sgorgherà dai friscoli, ancora si avrà la magica sensazione di aver fermato il tempo che scaccia le tradizioni, la nostra storia più vera! Oltre ai padri, chi verrà al molino sentirà forte la mancanza e l'allegria della mia speciale sorellona Liana, intenta a far bruschette.

Nella nostra Casa-molino la Storia continua e supera i 100 anni. Infatti in questo novembre 2009 riprenderà la molitura delle olive, con le macine di pietra (detta da papà la "coppiola"), quella pietra che viene dalle cave sotto il Serrasanta che fu portata a valle dai cavatori con la dura "tramoggia", lungo il fosso di Campitella. Forse un Olio buono non si produce solo con le tecnologie più avanzate, forse la scienza tecnologica è meno arida di quanto pensiamo, e quindi mi piace credere che il cuore, il profondo convincimento in ciò che si fa ti porta a risultati inaspettati. Come ricercatrice ho maturato la consapevolezza, che non tutto sia riconducibile alla logica: metti anche cuore e passione in ciò che fai se vuoi dare il meglio del tuo operato.

Noi al molino di mamma e papà abbiamo fermato il tempo e il nostro olio è ottimo anche dopo un anno di vita all'aria, come le analisi chimiche confermano: amore e scienza insieme forse stravolgono le più elementari leggi fisiche.

Un'altra forte motivazione, propria della famiglia Loreti, è lo sviluppo sostenibile del territorio all'ombra delle tradizioni e dei legami forti con la terra di Gualdo Tadino. L'impresa è perciò coraggiosa e rischiosa ma sostenuta dall'evidente incremento della produzione di oliva locale. Questo perché ancora nella nostra verde Umbria la passione per la terra e i suoi frutti non sembra essere stata del tutto soppiantata dal progresso tecnologico e dalle sue devianze. Tanti in questi anni hanno messo a dimora piante di olivo nelle colline dell'Umbria, questo è segno dell'amore del popolo umbro per la sua Terra ed i suoi prodotti. Da parte nostra la trasformazione del prodotto primario agricolo locale in un prodotto alimentare di alta qualità, commercializzato in Italia e nel mondo, è uno strumento strategico per la conoscenza e l'affermazione di Gualdo e delle sue attività strettamente legate alle risorse ambientali.

Tuttora, ad eccezione della forza motrice che non è più generata dall'acqua a caduta, la tecnica utilizzata per la produzione dell'olio è la stessa di una volta e tuttora garantisce una qualità superiore che ne fa prodotto per intenditori e amatori. La mia famiglia anche a costo di un minor guadagno, non intende rinnegare la propria tradizione né rinunciare ad una qualità veramente superiore.

Non mi rimane che fare mille auguri a mio nipote e a tutti quei ragazzi di Gualdo, nei quali ho sempre creduto e seguito nelle varie associazioni che stanno provando a rimanere a vivere nel loro territorio continuando i vecchi mestieri e inventandone di nuovi; nuovi e vecchi mestieri per far si che questi amati paesi della dorsale appenninica possano continuare a dare lavoro e permanenza ai giovani.

Spero che qualcuno ascolti la loro voce, la loro voglia di fare e dia sostegno alle loro idee. E' ora di dare un forte segnale alle piccole ma significative imprese del nostro territorio, alle idee valide dei nostri giovani, affinché questi paesi non rimangono popolati solo da anziani nella loro solitudine.

Mara Loreti

 

 

Privatizzazione dell'acqua

Il Comitato Pro Acqua Gualdo promuove una sottoscrizione- Il PDL ha presentato le 3000 firme per la proposta di legge regionale- Rifondazione: no a distacchi per gli utenti morosi

Francesco Serroni

A Gualdo torna estremamente attuale il problema dell'acqua. Il Comitato Pro Acqua ha deciso di farsi promotore di una campagna contro la privatizzazione del prezioso bene primario. A metà novembre, infatti, dopo il sì del Senato, è stata approvata anche alla Camera la nuova legge sulla privatizzazione della gestione dei servizi pubblici locali, acqua compresa. A dire la verità questo nuovo decreto non cambia nella sostanza la situazione della nostra regione (vedi riquadro) dove è già presente un soggetto privato nella gestione dell'acqua, ma sulla scia di questa legge nazionale il Comitato ha deciso di far sentire la propria voce. E' stata, infatti, avanzata la proposta di modificare lo statuto comunale, attraverso una sottoscrizione popolare, per affidare l'acquedotto direttamente al Comune oppure ad un ente di diritto pubblico che lo gestisca nell'interesse della comunità. Il Comitato ha anche diffuso un volantino dove spiega le ragioni del no alla privatizzazione: " L'acqua, come il territorio e l'aria, sono beni primari che vanno tutelati nello stesso identico modo, la speculazione imprenditoriale non può prevalere sull'interesse comune. Questo sistema avvantaggia pochi manager e alimenta inutili e costose consulenze tecniche. Inoltre, di frequente, i grandi gruppi agiscono con condotte illecite per falsare e distorcere il meccanismo concorrenziale, cosa che ha portato l'Antitrust ad applicare pesanti sanzioni pecuniarie nei riguardi di Acea Spa e Suez Enviroment S.A".
Nel frattempo si registrano altre iniziative. Il PDL di Gualdo Tadino ha raccolto e presentato in Regione le 3000 firme necessarie per sostenere la proposta di legge regionale per restituire ai comuni la gestione delle sorgenti di acque minerali. Se ne occuperà il consiglio regionale che verrà eletto con le prossime elezioni. Rifondazione Comunista ha presentato un O.d.G. da discutere nel prossimo consiglio comunale con il quale si chiede ad Umbra Acque di non interrompere l'erogazione dell'acqua agli utenti privati morosi.

 

 

In Umbria era già tutto fatto

La nuova legge, decreto Ronchi, prevede il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a soggetti di natura privata realizzando di fatto una vera e propria privatizzazione di servizi primari a partire dall'acqua. Il testo di legge era stato già approvato in Senato e qualche settimana fa è arrivato anche il responso positivo della Camera e quindi si può parlare di un decreto prossimo alla pubblicazione che potrebbe generare numerose polemiche e dibattiti in tutta la nazione. In realtà in Umbria tale legge potrebbe non cambiare niente visto che la situazione nella gestione dell'acqua nella nostra regione ha anticipato di fatto il testo legislativo. Infatti in Umbria Acque, la società che gestisce il servizio di distribuzione dell'acqua negli ambiti territoriali 1 e 2, è già presente, dalla fine del 2007, un soggetto privato (Acea Spa) con il il 40% del capitale. Va precisato che rimane di proprietà pubblica la materia prima (acqua) e la rete di distribuzione ed è sempre il pubblico (cioè l'Ato) a determinare l'entità della spesa a carico dei cittadini e quindi gli eventuali aumenti. Naturalmente l'obiettivo di Umbria Acque (privatizzata per il 40%) non può essere altro che di incrementare i propri profitti e perciò la situazione di equilibrio tra pubblico e privato, tra rilievo sociale di un bene primario e guadagni aziendali, è sempre molto precaria.
Nel dicembre 2008 in Umbria fu attuata una riforma del servizio. In luogo dei tre ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) vennero costituiti quattro ATI (Ambiti Territoriali Integrati). L'Ato 1 (che comprendeva 38 comuni) fu suddivisa in due ATI: ATI n° 1 con 14 comuni) Città di Castello, Citerna, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia-Pascelupo, Sigillo, Umbertide); A.T.I. n° 2 con 24 comuni (Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno, Magione, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, San Venanzo, Todi e Valfabbrica). Contemporaneamente Umbra Acque ha ceduto parte della società ai privati. Il capitale di 15.549.889 Euro è ripartito per il 60% tra soggetti pubblici (il Comune di Perugia titolare del 33,33%) e per il 40,% tra soggetti privati (ACEA SpA).

Fr.Ser.

 

 

Vicenda Merloni

Da novembre tutti a casa

Si cercano strade possibili- Dall'invito alla solidarietà del Vescovo alla polemica politica

Riccardo Serroni

Il 26 novembre la Antonio Merloni (due stabilimenti a Fabriano ed uno a Gaifana per un totale di circa 2900 dipendenti) ha fermato le macchine della residua e minima attività produttiva. I dipendenti sono stati messi in cassa integrazione a rotazione lavorando una settimana al mese a testa. Dal 27 sono tutti a casa. Se tutto andrà come previsto si riaprirà il 18 gennaio. Non perché nel frattempo sia stata trovata una soluzione, ma solo per continuare il tran tran al fine di evitare una chiusura definitiva. Fino a maggio ci sarà cassa integrazione, poi si vedrà. Ma al di là del contingente e dei salvagente momentanei per consentire ai dipendenti di portare a casa un minimo di risorse per le famiglie, interessa ciò che bolle in pentola e se in pentola c'è qualcosa che effettivamente bolle.

Ci fa il punto della situazione Luciano Recchioni, membro della RSU in quota FIOM: "Il 5 novembre a Roma si sono incontrati i commissari ed il ministro Scaiola. I commissari volevano indicazioni su come muoversi per il futuro ed il ministro li ha invitati a continuare sulla strada intrapresa almeno fino a quando non saranno stati venduti gli assit (cioè le parti) dell'azienda. Sul come andare avanti ci potrà essere qualche novità. Per risparmiare risorse è prevedibile che verrà accorpata la produzione in un solo stabilimento". Facile prevedere che sarà di Fabriano. E' questo, però, ancora un passaggio interlocutorio, in attesa che accada qualcosa che consenta di ricominciare a parlare di futuro. Il sindacato ha indicato alcuni obiettivi. Recchioni ce li riassume in questi termini: "Noi crediamo che ci sia ancora la possibilità di produrre frigoriferi nello stabilimento di Gaifana. Auspichiamo che nell'accordo di programma Governo- Regione venga sottoscritto un pacchetto di proposte per le varie alternative, compresa la diversificazione in tutto o in parte degli stabilimenti. Sappiamo che il governo è disponibile a finanziare i progetti di riconversione. Quindi vanno ricercati gli imprenditori che potrebbero essere interessati. Una fase, questa, che è ormai in mano alla politica. La nostra speranza è che accada qualche cosa di interessante entro dicembre".

Le diatribe politiche

Il Vescovo Mons. Domenico Sorrentino, nella sua omelia a Boschetto ha invitato la cittadinanza ad adoperarsi per portare una concreta solidarietà alle famiglie in difficoltà. Contestualmente ha invitato chi ne ha la possibilità ad operare con azioni concrete per risolvere un problema che rischia di trasformarsi in una tragedia sociale. Il sindaco di Gualdo Morroni, dal canto suo, ha annunciato un' iniziativa all'insegna della ricerca di strade alternative. Basta piangersi addosso, basta aspettare la manna dal cielo, rimbocchiamoci le maniche, riconvertiamo le nostre competenze con corsi di formazione e cerchiamo altre possibilità. Tesi ribadite nel consiglio provinciale aperto che si è tenuto a Nocera e che hanno suscitato qualche polemica. Morroni ha poi chiarito la sua posizione con gli operai in un incontro successivo.

Si è fatta sentire sull'argomento anche Rifondazione Comunista. La sua posizione è stata sintetizzata in una conferenza stampa con il capogruppo alla Provincia Luca Baldelli, il segretario provinciale Enrico Flamini ed il segretario di Gualdo Gianluca Graciolini.Sono state ribadite alcune proposte. La prima è la introduzione del salario sociale nella nostra regione. Graciolini l'aveva presentata in consiglio comunale ma non aveva ottenuto il placet della maggioranza. Ora viene riproposta come iniziativa popolare, quindi ci sarà una raccolta di firme.

La seconda è la richiesta al governo di istituire una zona franca nei territori in cui opera la Merloni. Ne esistono altre 22 in Italia, ha precisato Luca Baldelli, soprattutto al Sud e nella zona di Massa Carrara e Ventimiglia. Quindi si può fare anche da noi e sarebbe fondamentale con tutte le agevolazioni di cui potrebbero usufruire le imprese.

La terza proposta riguarda specificatamente la Merloni. Occorre salvarla con tutti i dipendenti attraverso la diversificazione dell'apparato produttivo. Nell'Accordo di programma vanno prese decisioni in questa direzione.

 

 

Dal Lions club

Il concorso un poster per la pace

 

Federika Barberini, studentessa della III° Media di Gualdo Tadino, e Agnese Carlotti della I° media dell'Istituto Banbin Gesù, hanno mosso i primi passi per diventare artisti riconosciuti a livello internazionale qualificandosi al primo posto, delle rispettive scuole, del concorso " La Forza della Pace" sponsorizzato dal Lions Club di Gualdo T. Nocera U. I Poster di Federika e Agnese, fanno parte di oltre 375.000 opere inviate da tutto il mondo per partecipare al 22° Concorso Annuale "un Poster per la Pace" del Lions International. I Poster sono stati scelti da una commissione interna del Lions club, per la loro originalità, merito artistico ed espressione del tema del concorso.

Il Presidente del Club locale Massimiliano Rondelli ha apprezzato molto il grande impegno e la creatività che gli studenti dell' Istituto Bambin Gesù e della scuola Media F. Storelli di Gualdo Tadino hanno dedicato al progetto ."Osservando le opere in concorso, è evidente che questi giovani hanno idee precise sulla pace. Sono profondamente orgoglioso che il nostro club ha potuto offrire loro l'opportunità di condividere con tutti noi la loro visione di pace."

I Poster di Federika e Agnese avanzano ora alla fase seguente del concorso, che si svolgerà a Roma concorrendo, a livello distrettuale , con le altre opere vincenti della zona. In seguito, le opere dovranno eventualmente concorrere a livello internazionale e, tra i 24 finalisti, uno solo verrà decretato vincitore con un premio in contanti di $ 2. 500 oltre ad un viaggio completamente spesato per se e due familiari a New York, dove si svolgerà la manifestazione di consegna del premio durante la Giornata Lions con le Nazioni Unite. I vincitori dei 23 premi al merito riceveranno un certificato ed un premio in contanti di $ 500.

"Il nostro club farà il tifo per Agnese e Federika nella speranza che i loro poster avanzino nei vari rounds e la visione di Pace di queste giovani possa essere apprezzata in ogni parte del mondo" ha detto il presidente del Club Massimiliano Rondelli.

A livello locale le vincitrici e le loro famiglie, oltre ai rappresentanti delle due scuole cittadine, partecipanti al concorso, saranno invitate alla "Festa degli Auguri" del club del 19 dicembre nel corso della quale il club consegnerà alle due scuole un riconoscimento in denaro.

L'addetto stampa del club
Riccardo Costantini

 

 

Rotary Club

"Ecco i nostri progetti per la città"

Riccardo Serroni

Ecco i nostri progetti per il presente ed ecco le nostre idee per il futuro. Il Rotary Club di Gualdo Tadino, in una conviviale presso Le Terre del Verde, ha illustrato alla nuova amministrazione comunale i suoi progetti tutt'ora in essere e quelli immaginati per il futuro. Per il comune erano presenti il sindaco Roberto Morroni e l'assessore all'urbanistica Fabio Viventi.

Dalla serata è emerso un percorso finalmente decisivo per il futuro delle opere del Concorso Internazionale della Ceramica. Rotary ed amministrazione comunale sono concordi nella individuazione dei locali del Centro Promozionale della Ceramica (naturalmente una parte di essi) quale sede ideale del costituendo Museo della ceramica moderna.

Quello delle opere del Concorso è il primo progetto in essere ("Un patrimonio da valorizzare") di cui si è parlato. Luciano Meccoli, responsabile del progetto di restauro, ne ha sintetizzato il percorso. 38 opere sono già state restaurate e l'obiettivo è quello di recuperarne almeno 50. Il Rotary, per portare avanti questo compito impegnativo su incarico della Pro Tadino, ha avuto un finanziamento di 6000 euro da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia; per il resto ha dovuto fare affidamento unicamente sulle proprie risorse (destinandovi il 91,4% dei propri fondi) e sulla disponibilità in forma di volontariato di aziende e professionisti locali quali le ditte Pecci, Raif, Petrelli e l'architetto Francesco Picchi.

Il progetto si concluderà nel periodo aprile-maggio con un convegno sul tema del restauro. L'interesse del Rotary per le opere, però, non si concluderà qui: "È nostra intenzione avere un ruolo attivo anche nella musealizzazione- ha detto Meccoli- Noi chiederemo di essere presenti nel comitato che gestirà la musealizzazione delle opere dei 38 Concorsi Internazionali organizzati dalla Pro Tadino".

Un ringraziamento al Rotary per il prezioso recupero delle opere è stato espresso da Paola Moriconi, presidente della Pro Tadino, e dal sindaco Roberto Morroni, che ha annunciato la definitiva scelta del Centro Promozionale come sede del futuro museo. Mentre un ringraziamento particolare per Luciano Meccoli, per il suo impegno e la sua competenza messi in campo per portare a termine questo delicato compito è stato espresso dal presidente del Rotary Francesco Picchi.

Il secondo progetto in atto riguarda il Distretto Culturale Umbro Marchigiano coinvolgente 5 club Rotary dell'Appennino umbro-marchigiano (Gualdo Tadino, Gubbio, Fabriano, Alta Valle dell'Esino). I contenuti sono stati illustrati da Paola Travaglia (presidente del Rotary designata per il 2011-2012). L'obiettivo è la valorizzazione di tutte le potenzialità del territorio. I progetti pilota interessano la valorizzazione dei luoghi dello spirito (abbazie, ecc.) e la valorizzazioni dei sentieri e dell'artigianato tipico. I soggetti aderenti sono 70. La prossima azione sarà la costituzione di un comitato esecutivo con 6-7 persone: "Speriamo che diventi un'opportunità concreta per i nostri territori- ha detto la sig.ra Travaglia- Il Rotary ci crede molto. La possibilità che funzioni al meglio delle sue possibilità dipenderà in gran parte da quanto ci crederanno e sapranno operare le persone chiamate ad impegnarvisi". Anche su questo progetto il sindaco Morroni ha espresso tutto il suo apprezzamento: "Ha il merito di superare una logica localistica, una logica territoriale angusta".

L'ultimo argomento messo a fuoco nel corso della serata è stata la presentazione dei progetti urbanistici possibili: "Progetti che avevamo già presentato alla precedente amministrazione e che erano stati accolti molto positivamente ma che sono rimasti fino ad ora nel cassetto per carenza di risorse". I suggerimenti urbanistici innovativi sono stati illustrati dall'architetto Roberto Pezzopane. Il primo è la realizzazione di una nuova rotatoria nei pressi della stazione dei pullman "Fulvio Sbarretti" (per eliminare il caos del traffico, per ricucire il tessuto urbanistico dell'area). Esiste già un progetto esecutivo.

Il secondo suggerimento che viene ribadito (era già contenuto nel progetto di costruzione del centro anziani) è la realizzazione della strada alternativa a via V luglio. Attualmente c'è una pendenza del 20%; realizzando una vasriante dietro il centro anziani la pendenza verrebbe ridotta al 7%.

Il terzo suggerimento, infine, riguarda i giardini alberati adiacenti la Rocca Flea. Questa ipotesi, se venisse presa in considerazione, è destinata a suscitare, a mio avviso, un approfondito dibattito. Il Rotary, infatti, per ridare una visione alla Rocca in tutto il suo perimentro, propone di abbattere gli alberi e di spostare più a valle la via di accesso a piazza Dante lasciando un'area verde tra la strada stessa e le mura della Rocca.

Su quest'ultime proposte il sindaco si è sbilanciato un po' di meno perché la disponibilità delle risorse erano un problema per Scassellati e lo sono ancor più oggi. Sulla rotatoria degli Orti Mavarelli Morroni confida sul finanziamento del PUC. Sulle altre questioni ha sottolineato la necessità di andare in tempi rapidi ad una revisione del Piano Regolatore Generale ed in quel contesto possono trovare accoglimento anche le idee del Rotary.

C'è, infine, un prossimo impegno per il Rotary: "Il nostro club festeggia i 30 anni di attività- ha ricordato il presidente Francesco Picchi- Stiamo organizzando la ricorrenza come merita".

 

 

Dal Gruppo Sorgente

Quando il "servizio " diventa una professione

 

Marina Mariani classe 1990, già all'età di 16 anni , oltre ad essere una ragazza come tante altre, volenterosa, educata, attaccata a sani principi familiari, mostrava uno spiccato senso al servizio verso il prossimo. Quale migliore occasione poteva quindi esserci se non quella di far parte di una Associazione come il " Gruppo Sorgente " di Protezione Civile di Gualdo Tadino.
Unico ostacolo, a 16 anni , la troppo giovane età. Ciò nonostante la sua caparbietà vinse sulle regole e sotto la responsabilità del genitore, venne presa nel Gruppo, anche se non in modo ufficiale.
Da allora Marina ha svolto servizi per la popolazione, ha frequentato corsi di formazione tecnica, in particolare quelli rivolti all'assistenza della popolazione, al montaggio tende studiando la funzionalità di un campo di accoglienza.
Appena maggiorenne è stata la prima, assieme ad altri 8 volontari, a mettersi a disposizione ed a partire, il 06.04.2009 per il terremoto che ha colpito l'Abruzzo, dando un contributo di capacità e di umanità che quelle popolazioni le hanno da subito riconosciuto.
Oggi Marina è cresciuta e vuole andare avanti. E' per questo che ha chiesto di entrare nell'Esercito Italiano ed il suo desiderio, di compiere un " servizio " , dopo accurate selezioni, è stato esaudito.
La giovane recluta è in questo momento a Rimini presso il 121 ° Artiglieria contraerea di Ravenna.
Da parte del Gruppo Sorgente di Protezione Civile, un caloroso in bocca al lupo a Marina per quella che possa diventare per lei una grande esperienza ed una appagante professione, che possa esaudire tutte le sue aspettative.

Con affetto

 

 

Dalla Provincia

Nasce lo Sportello del Cittadino e un presidio della Polizia Provinciale

La Provincia di Perugia vuole investire sul territorio gualdese non solo con la qualificazione dell'offerta turistica, sportiva e ricreativa, tra cui il piano di valorizzazione della Valsorda, ma anche con il decentramento dei propri servizi.

È quanto è emerso nel corso di una conferenza stampa presso il palazzo municipale nel corso della quale è stata annunciata la prossima apertura dei servizi provinciali nel territorio gualdese. Presenti all'incontro con la stampa il Vice Presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi , il Sindaco e il Vice Sindaco di Gualdo Tadino Roberto Morroni e Sandra Monacelli . "La prossima apertura dello Sportello del Cittadino a Gualdo Tadino - sono le parole del Vice Presidente Rossi - insieme con il Comune e con tutti quei soggetti, pubblici o privati, che parteciperanno al progetto, nonché un presidio di Polizia Provinciale, rappresentano un evento importante per un territorio rimasto fino a ora ai margini rispetto a una politica di sviluppo territoriale dell'ente provinciale, ma che trovano pieno riconoscimento e apprezzamento nel generale piano di decentramento dei servizi in fase di approvazione. La 'Provincia amica' vuole essere una presenza fisica presso i territori e non una passerella. Vogliamo capire le esigenze a livello locale per dare risposte ai cittadini".

"Stiamo lavorando - ha commentato il Sindaco Morroni - in un clima di grande collaborazione con la Provincia di Perugia. È l'avvio di una esperienza di estremo rilievo quella di attivare prossimamente lo Sportello del Cittadino e una collaborazione più stretta con la Polizia Provinciale, che coadiuverà l'attività della nostra Polizia Municipale, nell'ottica di migliorare la qualità della vita dei cittadini". Anche la Vice Sindaco Sandra Monacelli ha affermato come il rapporto positivo tra Istituzioni non sia un fatto scontato, ma invece la conseguenza della volontà delle persone che le rappresentano. "La sicurezza - ha sottolineato Sandra Monacelli - è al primo posto tra le esigenze espresse dalla cittadinanza e la Polizia Provinciale può essere una valida risposta".

Tra i servizi che saranno espletati presso la nuova sede dello Sportello citiamo il ricevimento dei progetti per il controllo antisismico, il rilascio di autorizzazioni per pratiche urbanistiche del P.T.C.P., la presentazione di richieste di attingimento e scarico di acque reflue, le denunce di pozzi, la consegna dei tesserini di pesca o dei testi per l'esame di attività venatoria, la protocollazione delle domande indirizzate alla Provincia. Ma non solo, anche un'ampia attività di informazione sulle attività dell'amministrazione; l'attivazione del Punto Europa, collegato a Europe Direct Perugia, per informazioni, documenti e servizi in materia europea; postazioni internet a disposizione degli utenti per navigare gratuitamente su siti di interesse istituzionale.

Infine anche lo Sportello a 4 zampe avrà il suo spazio, con informazioni utili sui diritti degli animali, per ricerca di servizi di ospitalità per animali, per consigli su come viaggiare con gli "amici a 4 zampe" e segnalazione di maltrattamenti, smarrimento e ritrovamento animali.

 

 

L'Istituto Casimiri verso l' Europa

 

Da alcuni anni i progetti europei sono parte del POF d'Istituto; quattro in collaborazione con diverse scuole partner europee, hanno permesso che i ragazzi potessero incontrare tanti loro coetanei e confrontarsi con diversi modi di vivere, mangiare, studiare, passare il tempo libero e usare lingue straniere come veicolo di comunicazione in Regno Unito, la Francia, l'Austria, la Norvegia, la Germania, la Romania e l'Ungheria. Tutti i progetti sono stati motivanti ed interessanti: 4 allievi hanno avuto l'opportunità di fare un'esperienza di 2 settimane in Germania; altri nella lontana Romania dove hanno avuto la grande opportunità di toccare con mano una realtà completamente diversa dalla loro. Lo scorso giugno tutti i progetti sono arrivati a conclusione con conferenze tra i partners e la visione di tutti i lavori realizzati.
Ma il Casimiri ha in serbo altre sorprese! Quest'anno il comitato tecnico, guidato dalla coordinatrice dei progetti europei M.L.Pascucci, ha ottenuto un altro finanziamento dalla Comunità Europea per il progetto "FRIENDS OF I-POD - EDUCATIONAL PODCASTING", destinato alle classi 2^ e 3^ del Liceo Linguistico.
Le nazioni partners questa volta sono: Regno Unito, Germania, Eire, Spagna e Lettonia.
L'obiettivo principale del progetto è la creazione e produzione di podcasts audio o video per l'istruzione. Un podcast è un file posto su Internet e messo a disposizione di coloro che vogliono approfondire delle tematiche particolari. Il progetto tende a fornire sia ai docenti che agli allievi un background che migliori le loro competenze tecniche attraverso l'uso di strumenti innovativi che possano aumentare la loro motivazione e il loro coinvolgimento.Ogni nazione ha scelto una tematica propria; il titolo del podcast italiano è "LOGI-MATHS - RISKY BUSINESS"ed è incentrato sulla spiegazione della teoria della probabilità.
Nel mese di ottobre, a Madrid, si è tenuto il primo incontro di progetto in cui gli insegnanti hanno programmato le attività che dovranno essere fatte per la realizzazione del progetto. Il prossimo incontro a Londra sarà un workshop di formazione per i docenti presso la sede centrale europea della Apple. I 2 docenti diventeranno poi formatori degli allievi e degli altri docenti coinvolti nel progetto.

 

 

Demografia

La crescita della popolazione

Aderendo alle richieste di alcuni lettori pubblichiamo i dati sull'andamento demografico nel Comune di Gualdo Tadino, dopo lo storico sfondamento della soglia dei 15.000 abitanti.
Dai dati fornitici dall'Ufficio Anagrafe del Comune, per i primi 9 mesi dall'anno, abbiamo ricavato i seguenti risultati:

Nascite Maschi n. 71 - Femmine n. 61 - Totale n. 132;
Decessi Maschi n. 64 - Femmine n. 69 - Totale n. 133:
Immigrati Maschi n.106 - Femmine n.110 - Totale n. 216;
Emigrati Maschi n. 82 - Femmine n. 92 - Totale n. 174;
Saldi Maschi + 31 - Femmine + 10 - Totali + 41;

La popolazione residente al 30 settembre 2009 risultava di n. 7.587 uomini e n. 8.268 donne, raggruppati in n. 6.668 nuclei familiari .
Per quanto riguarda i movimenti migratori si rileva che dei n. 216 immigrati n. 136 provengono da altri comuni ed i rimanenti dall'estero, mentre dei 174 cancellati dall'anagrafe comunale ben 156 sono emigrati in altri comuni e solo 18 verso l'estero.
Si pone l'interrogativo sull'attendibilità dei dati relativi alle emigrazioni; infatti, mentre gli immigrati provenienti dai paesi extracomunitari si registrano presso l'Ufficio anagrafe per beneficiare delle possibili forme di agevolazioni ed assistenza, è possibile che gli stessi, ritornando ai paesi di origine, o spostandosi altrove, omettano di darne comunicazione all'ufficio con il risultato che la consistenza del fenomeno si potrà accertare solo in occasione del prossimo censimento nel 2011.

 

 

Una nuova pubblicazione

"Con l'anima negli occhi"

Un bel libro scritto dal concittadino Brunello Castellani

Un concittadino, Brunello Castellani, ex assessore socialista nella giunta provinciale di Perugia, ha arricchito il patrimonio letterario di produzione "indigena" con un altro bel libro: "Con l'anima negli occhi- dove si parla di contadini, di socialisti e di innamorati"(Edizioni Albatros- Il Filo). Già nel titolo si condensano i contenuti di 108 pagine intense e profonde.
È un racconto autobiografico di un uomo che, da bambino, negli anni '50, vive in campagna, in una società ancora immersa in un'atmosfera preindustriale; il bambino, poi, cresce e si matura in città riscattando con lo studio le umili origini e dando un senso alla sua prospettiva di vita permeando i sogni futuri con gli ideali nobili del socialismo quando essere socialista voleva dire "è un idealista, un sognatore, ma, soprattutto, un uomo onesto e generoso".
"Sono diventato socialista guardando due facce: quella di Salvador Allende e quella di Pietro Nenni...Ho maturato la convinzione che bisogna guardare bene le persone in faccia. Col passare degli anni la nostra faccia assomiglia sempre di più alla nostra vita". L'uragano di Tangentopoli ha spazzato via quel sogno lasciando sul campo una persona frastornata, che non si riconosce più in una società priva di punti di riferimento, una persona che "si sente come il principe di Salina a cavallo tra i vecchi tempi e i nuovi, a disagio in tutti e due". Il racconto di Brunello, comunque, non è un trattato di politica.È un quadro tratteggiato con diverse tonalità: quelle della politica, quelle dell'amore, dei ricordi, dei rimpianti, delle speranze nuove con riflessioni filosofiche ed immagini poetiche... Un bel racconto, dunque, che si legge tutto d'un fiato ed in cui molti della generazione dei cinquanta/sessantenni sicuramente si ritroveranno e si rispecchieranno. (Ric. Ser)

 

 

Firme, firme, firme

Il Comitato Pro Acqua informa che in poco più di un mese ha raccolto ben 2341 firme per sollecitare l'annullamento del deposito cauzionale da parte di Umbria Acque sui consumi, richiamando l'attenzione sulla direttiva Europea che proibisce la richiesta di cauzione alle società che operano in condizioni di monopolio, e Umbra acque è una di queste, e contestando che non si possono usare le somme richieste a titolo di "cauzione" per investimenti.
Intanto, a seguito della recente approvazione della nuova normativa in materia di privatizzazione delle risorse idriche, si annuncia da parte del Comitato stesso la mobilitazione per una nuova raccolta di firme contro il provvedimento.
Quanto a raccolta di firme intanto, nei giorni scorsi, rappresentanti del PDL hanno raccolto numerose adesione alla loro sottoscrizione a sostegno della proposta di legge presentata dal Sindaco Roberto Morroni, per una modifica della normativa regionale sul rilascio di concessioni per le acque minerali ed il pagamento di un canone ai comuni da parte delle aziende titolari di concessioni per ricerca ed imbottigliamento delle acque minerali.
Infine in fatto di firme si è aggiunta nei giorni scorsi l'iniziativa annunciata dalla Lega Nord contro le proposte di abolizione della presenza dei Crocefissi nelle scuole.
Insomma tante manifestazioni di volontà di partecipazione alla vita pubblica.

 

 

Gualdesi sù la testa

Chi passa per piazza Martiri o, passando attraverso i giardini pubblici, va verso quello che resta del mai dimenticato ospedale "CALAI", cioe' i laboratori e ambulatori del distretto sanitario, ogni tanto tra le poche persone che si possono incontrare, si sente dire :"non c'è più nessuno, se si escludono poi gli extracomunitari il centro è morto!".
Ma aldilà di questa amara e veritiera constatazione cosa facciamo noi per invertire questa tendenza? Tranne qualche scusa di comodo ..... nulla, anzi.. .... Tutti siamo andati nelle ville nuove costruite in periferia o in campagna (giusta aspirazione umana) con tanto di giardino e comodo garage,dimenticandoci della "piazza"; le amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni hanno fatto di tutto per "venire incontro" alle esigenze dei grandi marchi italiani della distribuzione, che poco lasciano a Gualdo,facendo proliferare alla periferia della città un tessuto commerciale che penalizza fortemente quei pochi esercizi commerciali familiari che testardamente resistono a denti stretti nel centro storico.
In piazza Martiri ora poi, in pieno autunno, che è quasi materialmente impossibile sostare per prendere un caffè, un gelato, un chilo di frutta, un capo di abbigliamento, un giornale, fare una puntatina al protocollo comunale, le persone sia la mattina che nel pomeriggio si contano sulla punta delle dita, con grande ..... gioia delle casse vuote dei registratori dei commercianti.
I giardini pubblici non sono più tali, perché in certe ore del giorno e soprattutto della sera, sono un vero e proprio dominio di extracomunitari.
Non parlo con una venatura di razzismo,. ma solamente perché ho sperimentato di persona la strafottenza e la prepotenza di certi individui che pensano di far tutto quello che vogliono ..... in casa di altri!!Ma ripeto, la colpa è di noi gualdesi ( pur non essendo nato a Gualdo dopo 53 anni mi sento più gualdese di tanti altri gualdesi essendomi IO integrato e non viceversa) che preferiamo restare in casa a vedere la televisione, o andare a vedere il " passeggio" dentro qualche più caldo supermercato, lasciando quei centri di aggregazione che una volta pulsavano di vita come la piazza Martiri e i giardini pubblici, a qualche altro individuo che noi critichiamo.
Quindi gualdesi "SU' la TESTA", riappropriamoci con la frequentazione di questi luoghi almeno nei giorni di festa, per fare poi qualche capatina durante la settimana al "centro" per prendere magari un caffè.
La nuova amministrazione invece si adoperi per riportare certi servizi ed uffici pubblici nel centro storico, altrimenti l'isola pedonale, sognata da alcuni utopisti che a volte non mettono mai piede in piazza, resterà l'isola di "Robinson Crosoue" dove si incontravano solo Crosoue ed il suo fido Venerdì.

Eriberto Polidoro

 

 

CVS: Ampliato il Direttivo

Ampia la partecipazione all'assemblea del Cvs, il centro di volontariato sociale, che ha rinnovato il proprio consiglio direttivo. L'organismo, del quale fanno parte di diritto il direttore della Caritas diocesana padre Vittorio Viola o un suo delegato, l'assistente ecclesiastico don Franco Berrettini, la coordinatrice Eleonora Pasquarelli Cappellini, si completa con gli eletti Paola Scoppolini, Mauro Guerrieri, Luciano Passeri, Giuliana Fabbri, Sara Fedi e Maria Conti Serroni; ad affiancare i dirigenti, che restano in carica per il prossimo triennio, ci saranno tanti altri volontari, perché - ha detto Mauro Guerrieri, il presidente uscente nella relazione introduttiva - i bisogni sono cresciuti enormemente negli ultimi mesi, mentre le risorse sono calate anche a seguito della forte crisi che si è abbattuta nel nostro territorio. Tante le necessità alle quali siamo andati incontro, dall'aiuto per pagare le bollette, alla distribuzione di viveri o di vestiario. Grazie anche al sostegno fornitoci dal fondo di solidarietà della Diocesi, oltre a quelli di privati, siamo riusciti ad aiutare un maggior numero di famiglie rispetto all'anno passato. Un altro segnale positivo c'è stato per l'arrivo di nuovi volontari, tra cui dei giovani, alcuni dei quali si sono impegnati anche per l'aiuto nel fare i compiti a bambini e ragazzi che ne avevano necessità".
Il direttore della Caritas, padre Viola, ha invitato tutti a "provare ad imparare ad amare", per farsi carico di sofferenze e di povertà con atteggiamento di sobrietà per la condivisione, di solidarietà vissuta, perché "far nascere la comunità è prioritario sul pur necessario operare"; ed ha ricordato i progetti "Javarì" (per diffondere il Cristianesimo tra popolazioni che non hanno mai sentito parlare di Gesù) e "famiglia di famiglie" (per cui si possono adottare delle famiglie a livello locale). L'assemblea ha anche eletto probiviri Federico Matarazzi e Paola Bordoni, e revisori dei conti Marta Morbidelli e Maria Letizia Baldelli.

(A.C.)

 

 

Il Crocefisso

Ruggero Luzi

In un momento di decadenza, non solo dei valori morali, ma più banalmente dei costumi, che riguarda personaggi pubblici, i quali hanno l'obbligo di indirizzare il comportamento, si continua a discutere se è giusto o no tenere appesi i crocefissi nelle scuole.
La mia generazione continua ad essere vittima dell' estremismo laico post sessantottino che si perde sempre di più nella visione di una società che non ha riferimenti etici. Mio padre era adulto nel sessantotto ed io bambino e la generazione di mezzo ha voluto distruggere quel messaggio che nel "comportati bene" riassumeva tutto ciò che era lecito senza necessità di elenco.
È in questo momento che il simbolo della sofferenza sulla croce assume un valore che trascende il concetto religioso e dovrebbe unire laici e cristiani per aiutare i nostri figli a ritrovare il concetto di "comportamento buono" che si trasmette solo con il buon esempio.
E Cristo non può essere altro che questo per chiunque.

 

 

La madre di tutte le battaglie appenniniche

La fine del regno dei Goti a Tagina

Contributo di Valerio Anderlini al convegno su "Goti, Bizantini e Longobardi in Appennino svoltosi il 17 ottobre nelle sale del castello Del Verme a Zavattarello (PV). Seconda parte: Ipotesi sulla morte di Totila e sul luogo della sepoltura

La morte e il sepolcro di Totila
Riprendiamo dal testo dello storico Procopio: " Quelli che accompagnavano Totila non smisero di fuggire, trascinandosi dietro lui colpito a morte ed in fin di vita. dopo aver percorso 84 stadi, giunsero ad un luogo chiamato Capras. in questo luogo curavano le ferite a Totila il quale, non molto tempo dopo, cessò di vivere. Allora. dopo averlo ivi sotterrato, si allontanarono ".
Con la morte di Totila si apre " il giallo " della tomba che accolse le sue spoglie mortali, e degli arredi regali, seducente preda di guerra. Scrive Procopio: " che Totila fosse morto i Romani non lo seppero finché una donna gota non lo riferì loro e mostrò il sepolcro. Essi. dopo aver scavato la tomba, ne estrassero Totila morto e.dopo essersi soddisfatti di questa vista, di nuovo lo seppellirono e riferirono a Narsete quanto era accaduto".
La narrazione scarna evidenzia la frettolosità di un adempimento in situazione di emergenza, che contrasta con il rituale barbarico delle sepolture regali, e conferma che Totila, al momento del ferimento, non indossava arredi regali (seconda versione della battaglia); certo è comunque che la tomba fu profanata e, come riferisce il cronista bizantino Teofane ". le sue vesti insanguinate, con la corona ornata di pietre preziose, inviate a Bisanzio, furono gettate ai piedi dell'Imperatore, in presenza del Senato ".
Ciò nonostante il giallo della tomba e degli arredi regali continua ad occupare i testi di storia, nonostante il dato preciso di Procopio che Totila morì dopo aver percorso 84 stadi dal luogo in cui era stato ferito (12/20 chilometri circa dal luogo della battaglia); il testo su internet già ricordato, d opo una pagina in cui riporta correttamente notizie sulla vicenda dei Goti e di Totila, con la precisazione che sono state riprese dalla storia di Procopio, l'estensore va in confusione nelle dieci righe finali riferendo della morte e della sepoltura di Totila, come segue:
" Totila fuggì verso nord ovest verso le odierne Marche dove morì per le ferite riportate in battaglia;., Totila continuò a vivere da figura eroica. La tomba di Totila è stata rinvenuta nel diciottesimo secolo a Matelica , presso il piano dei cavalieri.. Nella cripta, di chiara origine gotica, fu ritrovato un cadavere tumulato secondo le usanze dei nobili goti, con un anello d'oro al dito, quattro corpi di soldati di guardia e una spada". E, più oltre, " L'identificazione è avvenuta tramite il percorso e la descrizione della battaglia fornita dal cronista Procopio ".
Il testo evidenzia macroscopiche inesattezze: la prima che, dopo la " battaglia, (combattuta ) fra Gubbio e Gualdo Tadino , Totila (ferito a morte) fuggì verso nord ovest, verso le odierne Marche dove morì" ; non sono necessarie grandi cognizioni di geografia per sapere che le Marche non sono a nord ovest della zona fra Gubbio e Gualdo Tadino, ma ad est (ad ovest c'è la Toscana); la seconda che, poiché l'esercito di Narsete proveniva dalla Romagna diretto a Roma, il ferito Totila non poteva cercare scampo andando verso il nord già occupato dai nemici, ma ritirandosi nella direzione opposta, in una zona controllata dal proprio esercito. E, infatti, Procopio (VIII-IV, 34) precisa che Totila, dopo essere stato ferito in battaglia, " katà braky opìso jenai", che significa " dallo schieramento a poco a poco si ritirò indietro ", e non che avanzò verso settentrione incontro ai nemici; infine la tomba rinvenuta a Matelica sarebbe 30-40 chilometri distante dal luogo della battaglia, mentre Procopio indica il dato preciso che Totila morì dopo aver percorso 84 stadi dal luogo in cui era stato ferito (fra i 12 ed i 20 chilometri), quindi attribuirla a Totila è priva di fondamento.

La cripta di Palazzo Totila
Tra gli elementi della tradizione che hanno legato, attraverso i secoli, la vicenda di Totila al territorio gualdese ed alla frazione di Caprara in particolare, si inserisce il Palazzo Totila; la struttura in realtà, è attualmente il rudere di una casa colonica abbandonata da oltre cinquant'anni, presso la frazione di Caprara, sulle rive del fiume Chiascio, ad una distanza dal presunto luogo della battaglia compatibile con gli 84 stadi del testo di Procopio; l'immobile fatiscente nasconde un ipogeo, un piccolo vano sotterraneo dalle caratteristiche architettoniche particolari, collegato dalla tradizione alla vicenda di Totila, ed il cui utilizzo in un recente passato come dispensa ha alimentato amenità e disinformazione degne di miglior causa.
Negli anni scorsi, quando l'Amministrazione Comunale intraprese le procedure per l'acquisto ed il recupero della struttura, senza che poi avesse seguito, ci fu un momento in cui la cripta tornò d'attualità e fu sufficiente perché si diffondesse sul suo conto un legittimo interesse, specialmente fra gli abitanti della vicina Caprara. La richiesta viene oggi riproposta ai nuovi Amministratori, con la speranza di un miglior esito.
Considerato che, per ragioni di sicurezza, l'ipogeo attualmente non è visitabile, se ne dà una sommaria descrizione con il supporto di alcune immagini in cui si evidenziano le caratteristiche di questo reperto che, per come fu costruito, inizialmente non poté avere che un valore sacrale.
La piccola camera sotterranea è larga circa m.1,5, è lunga non più di tre metri, ed ha l'altezza media di circa due metri, non meglio definibile per la presenza sul fondo di materiale detritico, causato dai tombaroli che a lungo vi hanno operato, alla ricerca di tesori e di reperti. Vi si accede attraverso una ripida scaletta con gradini di pietra dalla caratteristica apertura "a tolo", ed è coperta da una volta che poggia su due serie di pilastri in pietra, con rozzi capitelli di mattoni, quattro a destra e quattro a sinistra, con sulla parete di fondo una piccola abside rotonda, arricchita da una rozza scaffalatura fatta da cinque riquadri allineati.
Sulle due pareti laterali, negli spazi compresi fra i vari pilastrini che reggono la volta, si aprono tre nicchie per parte con rispettive coperture a volta e le cui pareti di fondo, originariamente rotonde, sono state in gran parte sfondate dai tombaroli, determinando il franamento all'interno dei detriti che si evidenziano nelle immagini.
Quando fu visionato per la prima volta dallo scrivente, alla fine degli anni '80, l'ipogeo non ancora devastato, presentava questo spartano arredamento: sulla nicchia di fondo un sedile di pietra su un presbiterio rialzato, e in ciascuna delle nicchie laterali rudimentali sedili di pietra in circolo attorno ad una grande platea rettangolare, pure in pietra, quasi a riprodurre una sala del trono.
Senza pretendere che abbia accolto, a suo tempo, le spoglie mortali del re dei Goti, ritengo legittimo presumere che, nel luogo, gli epigoni della vicenda sopravvissuti alla conquista bizantina nella zona dispersi tra i boschi, abbiano realizzato un mausoleo-sacrario nel quale ritrovarsi per conservare e tener vive le memorie del loro popolo.
L'adattamento della struttura a "dispensa" agli inizi del '900 ne ha comportato manomissioni, apporto di recente materiale refrattario e di una goliardica scritta sopra l'ingresso, con conseguente scadimento dei suoi valori iniziali, compromettendone una più consone valorizzazione; un tentativo di datare l'ipogeo, con la collaborazione di una ricercatrice accompagnata sul posto prelevando campioni da analizzare, non ebbe fortuna in quanto, lo scarso materiale prelevato, risultò databile all'inizio del '900, periodo cioè in cui l'ipogeo era stato oggetto di "restauri".
Ci sono infine fondati elementi per affermare che, nelle adiacenze del "Palazzo", nel secolo scorso è stato rinvenuto materiale archeologico asportato arbitrariamente, sul quale qualche facoltoso benestante avrebbe fondato le sue fortune.
A questo riguardo aggiungo che lo storico eugubino Pier Luigi Menichetti, all'indomani della pubblicazione del mio libro sulla " battaglia di Tagina ", tramite un comune amico, mi fece avere alcuni " tremissi " di rame (monete coniate da Totila) ed alle mie richieste sulla loro provenienza, con un sorriso che esprimeva ad un tempo la sua soddisfazione e un invito ad osare oltre, schernendosi rispose " lei sa perfettamente da dove provengono ". La sua repentina scomparsa non ci ha consentito, purtroppo, un ulteriore comune approfondimento della materia, ma non escludo che altre notizie potrebbero emergere cercando adeguatamente.

 

 

Famiglie Gualdesi, estinte o fiorenti : I GRANELLA (I)

Pur essendo oggi estinta, è stata una delle famiglie più importanti di Gualdo per gli uffici ricoperti e la nobiltà di lignaggio. Nella sua monumentale "Enciclopedia storico-nobiliare italiana" del 1928, Vittorio Spreti dice che la famiglia era originaria di Genova e "appartenne alla prima categoria dei Gonfalonieri di Gualdo Tadino con il rango di Ill.mus Dominus".
Vari rami sono documentati a partire già dal Quattrocento e Cinquecento tra cui quello di Battista Sebastiano da cui discesero due figli: Michelangelo morto il 6 aprile 1645 e Leone, sposato il 2 ottobre 1566 con donna Francesca, gonfaloniere di Gualdo il 16 maggio 1589.
Altro ramo era quello di Bonifacio che ebbe 6 figli: Matteo, Maria, Francesco, Reginalda, Attilia e Dalmazio, tutti nati prima del 1560. Così come fioriva nei primi anni del secolo anche quello di Michele, di Bonifacio e di Lucio. In quanto personaggi di rilievo anche in ambito umbro e nelle regioni confinanti, tratteremo singolarmente le diverse biografie in ordine cronologico.
Granella Claudio (sec. XVI) di Lucio, nominato gonfaloniere il 14 gennaio 1514 dal cardinal Antonio Ciocchi Del Monte (1513-33), fu fino al 1519 anche " direttore della deviazione delle acque da S. Marzio a tutto l'interno del paese ".
Granella Francesco Angelo (sec. XVI) di Lucio, gonfaloniere e rettore del Monte di Pietà, citato per la prima volta in un documento del 26 novembre 1501. Nel 1506 fu incaricato, insieme a Sforza Oddi, Roberto Ranieri, Bertuccio Bertucci, Francesco Scaturzi e Giovanni Muccesi, di predisporre tutti i preparativi per l'accoglienza di papa Giulio II (1503-13) di passaggio per Gualdo. Il Granella in tale circostanza ordinò di deviare la Via Flaminia dal fiume delle Corde al vocabolo Sant'Antonio.
Granella Pietro Giuseppe (sec. XVI) di Francesco Angelo, appena eletto alla carica di gonfaloniere di Gualdo Tadino, si fece mediatore (6 giugno 1555) tra fabrianesi e gualdesi per risolvere la spinosa vertenza sorta per i confini della montagna. Alcuni membri delle due comunità, infatti, erano venuti alle mani procurandosi gravi danni e ricevendo, di conseguenza, la giusta scomunica. Come fiduciario della comunità gualdese, il Granella fu incaricato di acquistare un grosso quantitativo di grano nella Marca Anconetana e per questo ricevette dalle mani del nuovo gonfaloniere la somma di 500 fiorini d'oro elargita con l'approvazione del cardinale legato Matteo Palmieri il 13 agosto 1560.
Granella Granello I (sec. XVI) di Michele, capitano militare (10 novembre 1571) al servizio di Giusto Baglioni. Nel 1586 fu nominato gonfaloniere di Gualdo.
Granella Francesco (sec. XVI) di Bonifacio, notaio. Esercitò la professione dal 1563 al 1588. Sposò donna Massimilla dalla quale ebbe tre figlie. Morta la prima moglie di parto nel 1568, si risposò (16 novembre 1569) con donna Francesca di Nocera Umbra.
Granella Angelo Maria (sec. XVI), gonfaloniere di Gualdo Tadino nel 1595, fu chiamato a redimere la controversia insorta l'11 giugno 1595 tra l'abate commendatario dell'abbazia di Valdiponte e la comunità di Caprara. La pace sancì che l'abate doveva cedere al Comune di Gualdo il castello di Caprara dietro il pagamento di un canone annuo da parte della popolazione. Inoltre, ogni anno in occasione della festa di San Cristoforo patrono del castello, i priori dovevano recarsi in forma pubblica con i trombettieri in quella comunità ed offrire in onore del santo la cera per un valore di uno scudo romano. Sposò Giovanna Balducci di Giovanni Antonio del quartiere di Porta San Facondino il 24 giugno 1606.
Granella Giovanni Battista (1576-1643), notaio. Figlio di Michelangelo e donna Serafina, s'iscrisse nel 1591 allo Studio di Perugia insieme con il fratello Giovanni Francesco. Laureato in diritto civile, esercitò il notariato dal 1601 al 1643. Sposò l'8 agosto 1598 Maddalena Zenobia Bucari.
Granella Giovanni Francesco (sec. XVII) di Michelangelo e donna Serafina, diplomato allo Studio perugino, ricoprì importanti cariche pubbliche: inviato dalla Confraternita di Santa Maria dei raccomandati a Roma per acquistare le indulgenze nel 1606, incaricato dalla comunità gualdese nel 1613 di verificare la qualità del lavoro svolto da Simone Agabiti che aveva compilato i nuovi catasti comunali, podestà di Amandola (Ascoli Piceno) nel 1619. Morì il 20 ottobre 1633 e fu sepolto nella chiesa di San Benedetto. Aveva sposato Maria Francesca Carnevali (1578-1645) di Clemente, oriunda di Boschetto.
Granella Granello II (1608-1669) di Giovanni Francesco e Maria Francesca Carnevali, uomo di governo. Ricoprì importanti cariche pubbliche: gonfaloniere di Gualdo nel 1654, ebbe la nomina da parte di Innocenzo X (1644-55) a governatore di Assisi dove fu insignito della cittadinanza nobiliare. Nel 1656 fu commissario straordinario alla sanità per la Comunità della Valle del Topino come è dimostrato da un bando del 23/9/1656 in cui si firmava come " Granello Granella dell'una e dell'altra legge Dottore, governatore di Assisi e della Valletopina, sopraintendente alla sanità ". Sposò il 27 settembre 1646 Vittoria Salvetti di Antonio.

(il seguito al prossimo numero)

Daniele Amoni

(chiunque avesse interesse ad approfondire dettagliatamente l'albero genealogico di queste famiglie può mettersi in contatto con il dott. Daniele Amoni)

 

 

Il restauro degli affreschi di casa Cajani

 

 

LE FOTO DELLA MEMORIA

Immagini della grande nevicata del 1963 presso Casa Fabrizi


archivio Renzo Fruttini


 

" La Grande Guerra dei gualdesi"

È online sul sito Allegra combriccola l'aggiornamento di " La Grande Guerra dei gualdesi ", scritto da Fabbrizio Bicchielli e Mauro Guidubaldi.

Il prossimo aggiornamento del libro sarà quello definitivo con la conseguente pubblicazione cartacea, che, a differenza della versione online non potrà, per ovvi motivi, essere modificata e integrata. Per questa ragione si rinnova "l'appello" a tutti coloro che sono interessati a inviare foto, racconti, memorie e lettere di militari gualdesi che hanno dato il loro contributo nella Prima Guerra mondiale.

L'invio del materiale  può essere effettuato per e-mail:
info@allegracombriccola.net

gualdesi.grandeguerra@yahoo.it

o telefonando per accordi al numero: 348 35 97 546

 

 

 

Gualdo calcio

Battuta d'arresto con la capolista

Ventiquattro punti dopo il giro di boa del campionato: procede secondo le aspettative della vigilia il cammino del baby Gualdo e anche dopo la battuta d'arresto casalinga contro la capolista Todi, gli umori in casa biancorossa sono tutt'altro che negativi. L'impressione, dopo metà cammino, è quella di una squadra sulla pista giusta per decollare verso zone di classifica più nobili, ma che non riesce a trovare lo spunto giusto, come potrebbe essere un paio di vittorie consecutive, per spiccare il volo. Dalla società fanno sapere che comunque va bene così. Il mese di novembre è stato caratterizzato da un trend che ha visto i ragazzi di Balducci fortissimi in casa e meno in trasferta dove, a fronte di prestazioni non certo da buttare, i punti racimolati sono stati addirittura zero! Un trend pericoloso, ma che finora ha portato in dote più della metà dei punti necessari ad una tranquilla salvezza. La classifica è molto singolare: il Gualdo si trova ad un punto dalla zona playout e a tre da quella playoff, segno di un torneo molto incerto in cui, a parte le ultime due della classe Julia Spello e Pretola, tutti possono lottare ancora per qualcosa di importante.
Prima della sosta natalizia due incontri importantissimi: la trasferta di Campello contro il Clitunno e il match con la Narnese al Carlo Angelo Luzi. Lo stadio gualdese si è trasformato in una fortezza, un serbatoio di punti importante. Due le sconfitte, quella clamorosa e ingiusta con la Julia Spello e l'ultima contro il Todi capolista. In mezzo, sei vittorie e due pareggi.
Sul fronte mercato non è escluso l'arrivo di un esterno di centrocampo, anche se l'allenatore ha dichiarato che l'acquisto più importante sarà il rientro di Marco Campese dopo il lungo infortunio, rientro previsto entro il prossimo mese di febbraio.
Dicembre è anche il mese in cui ricorre l'anniversario della scomparsa di Angelo Barberini. Il presidentissimo, che ci ha lasciato sette anni fa, verrà ricordato il 13 dicembre alle 18.30 con una messa presso la chiesa Santa Madre di Dio di San Rocco.

Marco Gubbini


Calcio a 5

Virtus Gualdo alti e bassi

La Virtus Gualdo è in difficoltà in questo campionato. Dopo 10 giornate il team gualdese è quint'ultimo ad 8 p., quindi in piena bagarre play-out. devastante l'ultima sconfitta fuori casa (6-1 dal Montecastelli. Martedì scorso confronto casalingo con il Fano (????) e prossima giornata trasferta a Teramo. Non ci sorprendono questi momenti negativi della compagine biancorossa. Si sapeva fin dalla vigilia che avremmo sofferto ed i dati 10 stanno confermando. La salvezza, comunque, è a portata di mano. Basta un pizzico di determinazione e fortuna in più ed il traguardo sarà raggiungibile.


Calcio Prima categoria

Cerqueto alla grande- Morano soffre

Dopo un avvio stentato, il Cerqueto ha ingranato le marce alte. Con l'ultima vittoria casalinga (3-0 al Ponte Felcino) la formazione gualdese è salita al 4° posto in classifica a 21 p. in zona play-off. Una bella soddisfazione per un team che da tre anni a questa parte non sbaglia un colpo. Può avere dei momenti di difficoltà ma ne viene fuori sempre alla grande. Nella prossima giornata la truppa di Biribao sarà ospite del Cerbara (20 p), un incontro d'alto livello per decidere chi avrà le migliori credenziali per aspirare agli spareggi promozione.
Continua a mietere delusioni, al contrario, il Morano che in 12 partite ha vinto soltanto una volta e non ha mai pareggiato. L'ultima sconfitta l'ha rimediata a Padule la settimana scorsa (3-2). La stagione della formazione di mister Fiorucci è stata fune stata, purtroppo, da infortuni e maledizioni assortite. Con 9 punti di distacco dalla terz'ultima la classifica del Morano (ultimo a quota 3 insieme al Pretola) comincia farsi preoccupante. A questo punto della stagione diventa prioritario l'obiettivo di evitare l'ultimo posto per giocarsi la permanenza nella categoria ai play-out. L'importante è ricominciare ad andare avanti. Ed in questa prospettiva sarà fondamentale il prossimo confronto casalingo proprio con il Pretola. Mors tua, vita mea. Bisogna assolutamente vincere per lasciare agli avversari l'ultima scomoda posizione e ricominciare a sperare in qualcosa.


Calcio Terza categoria

Grande Rigali

Grande Rigali, Dopo tre anni vissuti nell'anonimato, la formazione di mister Santioni comincia a puntare in alto. Con l'ultima vittoria in casa (2-0 al Resina) il Rigali è salito al quinto posto a 18 p., quindi in area play-off. Bella soddisfazione per un gruppo di ragazzi che ha affrontato questa avventura con spirito autenticamente sportivo. La trasferta della prossima giornata a Montcbalbe (penultimo in classi fica a 7 p) potrebbe riservarci qualche altra bella sorpresa.

 

 

Basket maschile

L'Euroforn stecca un po' troppo

Fortuna che l'Ancona, come previsto, continua a perdere. Altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi. L'Euroforn, infatti, continua ad alternare alti e bassi con pericolose amnesie che le fanno perdere anche partite tutt'altro che proibitive. Esempio per tutti la trasferta a Roncade (persa per 69-65 dopo un primo quarto inguardabile) e l'ultima partita casalinga con il Bassano persa per 78-81 dopo avergli concesso il secondo ed il terzo quarto per 15-22. Di positivo c'è l'esordio di Tracchi (reintegrato dopo il grave infortunio) che al suo esordio stagionale ha messo a segno 7 punti. Niente di grave per l'obiettivo minimo della salvezza (basta evitare l'ultimo posto che sembra essere stato prenotato dall'Ancona senza tanti problemi), ma con un pizzico di attenzione in più avremmo potuto giocarci qualche chance per entrare nei play-off. Comunque c'è ancora spazio per coltivare qualche piccola illusione. Nella prossima giornata giocheremo ancora in casa con il Ravenna (12 p). Forza ragazzi, qualche vittoria in più restituisce entusiasmo anche alla tifoseria, negli ultimi tempi piuttosto tiepida.


Basket Femminile

Poule promozione vicina

Entra nel vivo la stagione del basket femminile di serie B Eccellenza. La Siri Store ha disputato due consecutive partite casalinghe. Con l'Elmas è arrivata una preziosa vittoria (47-42); con il Viareggio, invece, abbiamo perso al fotofinish (51-53). Per il prosieguo del campionato, comunque, il quarto posto in classifica a 10 p. va bene. Anche se bisogna stare molto attenti. Accedono alla poule promozione, infatti, soltanto le prime cinque squadre del girone C1(con le altre cinque del girone C2. Ci inseguono ad 8 punti Valdarno e Sassari. La prossima trasferta sul campo del Ghezzano (seconda a 16 p) è proibitiva.

 

 

Impianti sportivi

"Un palazzetto nuovo oppure no?"

Gualdo Tadino è ricca di impianti sportivi: "Un potenziale di rilievo che, però, necessita di interventi di riqualificazione ed ammodernamento" dice il sindaco Roberto Morroni. Ed il 6 novembre il Presidente Regionale del Coni Valentino Conte, accompagnato dal sindaco Morroni e del vice sindaco Sandra Monacelli, ha fatto una ricognizione su tutti gli impianti sportivi del territorio per monitorarne lo stato attuale e gli interventi necessari: "In genere gli impianti non versano in situazioni disastrose- ha detto Conte nella conferenza stampa successiva- Essi, però, vanno riqualificati e messi a norma". L'obiettivo è di rilanciare l'immagine di Gualdo e le sue potenzialità turistiche anche attraverso lo sport e l'utilizzo degli impianti sportivi. Il problema prioritario da risolvere è quello del palazzetto dello sport che va messo a norma. Tuttavia ci si interroga sulla opportunità di spendere soldi su questa vecchia struttura o se non sia il caso di realizzare un palazzetto completamente nuovo, una struttura polivalente, cioè utilizzabile per diversi sport ", perché è fondamentale ottimizzare le risorse concentrandole su pochi e qualificati progetti". "Altre strutture su cui è necessario intervenire- ha detto il vice sindaco Monacelli- sono il pattinodromo, ormai abbandonato da anni, i campi da tennis di San Guido (dove sono stati ristrutturati gli spogliatoi ma non il terreno di gioco) ed il vecchio campo sportivo comunale adiacente alla nuova scuola media, tutt'ora utilizzato ma con un fondo in terra battuta che va rifatto". In questa prospettiva il ruolo del Coni sarà fondamentale: "Noi daremo prima di tutto un supporto tecnico- ha detto Conte- Ma ci adopereremo, con gli Istituti con cui siamo convenzionati, anche per far avere al comune di Gualdo le risorse economiche necessarie a tasso zero".
Siamo, come si vede, ancora in una fase di studio preventivo. E' chiaro il fine ("riqualificare gli impianti sportivi che ormai hanno qualche annetto per utilizzarli come volano per la promozione dell'attività sportiva e come attrattiva turistica del territorio, facendo di essi un punto di riferimento anche per le cittadine vicine") e sono da definire modalità di intervento, priorità e risorse.

 

 

Centro Nuoto Flaminio

I campionati regionali di velocità nella piscina comunale di Gualdo Tadino

Per il quarto anno consecutivo i campionati regionali di velocità si svolgeranno nella piscina comunale di Gualdo Tadino, appuntamento fisso per l'apertura della stagione agonistica regionale. Nel territorio che va da Nocera Umbra fino al confine con le Marche, ormai il nuoto è una realtà in continua crescita e lo splendido inizio degli atleti nella trasferta di Bolzano lo dimostra.
La manifestazione più importante della stagione agonistica regionale e sicuramente quella più spettacolare ha coinvolto 14 società di tutta la regione e 400 atleti (per un totale di 800 presenze gare) che si sono sfidati sulle distanze di 50 e 100 metri.
Presenti tutti i big del nuoto regionale alle prese con la preparazione dei campionati nazionale.
Le gare si sono svolte domenica 29 novembre.
Nella prima uscita stagionale intanto i ragazzi convocati per il meeting di Bolzano hanno ottenuto piazzamenti di rilievo, migliorando tutti i personali in uno degli appuntamenti piu' importanti a livello europeo di questo inizio stagione.
Un bagaglio di esperienza grandissimo e il piacere di stare a contatto diretto con tanti campioni. Grande soddisfazione dei tecnici per l'inizio di stagione davvero promettente!

 

 

Lettera aperta

All'Assessore regionale alla sanità

di Francesco Calai

Non sappiamo quanto a cuore stia a code sto Assessorato la razionalizzazione dei servizi nello esclusivo interesse dei cittadini, ma ci sorge il dubbio che l'utente sia lasciato in balia di se stesso e ci si preoccupi unicamente di creare megastrutture nel deserto dell'indifferenza verso chi soffre e chi, invecchiando, ricorre spesso al 118 !
Gualdo Tadino era fino a poco tempo fa sede di un efficiente ospedale e di un altrettanto rinomato centro per il recupero dei cardiopatici: due strutture bandite dal megaospedale di Branca che in casi eccezionali (vedasi maxiincidente nell'agosto scorso in cui fu coinvolto un pullman) non è in grado di garantire sufficienti posti letto. Allora le domandiamo, dopo averne fatto oggetto di attenta riflessione, perché proibire a tutta la fascia sub appenninica che va da Gualdo Tadino a Sigillo la possibilità di avere un Pronto Soccorso a Gualdo Tadino? Nelle Marche in un raggio di dieci chilometri esistono ben cinque pronto soccorso: Chiaravalle, Senigallia, Torrette di Ancona, Jesi, INRCA Ancona.
Siamo in una sanità spendacciona, oppure l'utente è tenuto in particolare attenzione, quando la vecchiaia è diventata la caratteristica dominante della popolazione del terzo millennio?
Ci sono iniziative sanitarie, come quella del centro per cardiopatici, che si spesano da sole, ma garantiscono alla collettività, sia sotto il profilo sanitario che turistico alberghiero, un flusso economico non indifferente.
Che peccato sentirsi reclamizzare il Centro fuori da Gualdo, mentre a Perugia sembrerebbe che lo abbiano ignorato! Assessore, è mia convinzione che Lei non passerà sotto silenzio questo appello, ma cercherà in tutti i modi e con tutti i mezzi di restituire alle popolazioni, citate in premessa, una presenza efficace ed efficiente del servizio sanitario regionale che in Umbria non può assolutamente essere di retrovia.
l ringraziamenti sono doverosi, ma in questa circostanza, se ascoltato, addirittura riconoscenti.
Risposta: Nell'intervista di Riccardo Serroni al Dr Cambiotti, Presidente dell'EASP, un primo possibile indirizzo per il riutilizzo dell'ex Ospedale

 

 

Amo questo paese

Sono un gualdese che ama il suo paese e le sue bellezze naturali come la Rocchetta, in passato punto di attrazione per tutto l'anno ed attualmente ridotta ad un deserto, San Guido già punto di ritrovo per gli ambientalisti, con il suo punto di ristoro ed i campi da tennis (ora tutto in stato di abbandono), la nostra bellissima Valsorda, invidiataci da tanti turisti che era uno spettacolo dalla primavera all'autunno ed ora diventata un campo boario, dove è impossibile fare una passeggiata senza dover fare lo slalom attraverso lo sterco. Eliminate le pecore, che erano la salute dei prati (basta saperle gestire) si è lasciato campo libero ai bovini provenienti dal territorio eugubino, e che danneggiano oltre al manto erboso anche le poche attrezzature che erano state realizzate (recinzioni, giochi istallati dal Comune ecc.) perché non c'è alcun tipo di sorveglianza. E a proposito di controlli c'è anche quello delle comitive, che abbandonano sui prati ogni genere di rifiuti, e dei motocicli che scorrazzano danneggiando il manto erboso.
Perché l'Amministrazione Comunale non riassume direttamente la gestione del nostro patrimonio montano, come ai tempi dell'Appennino Gualdese?
Un amante del paese

Risposta : Da un comunicato dell'assessore all'ambiente risulta che " L'amministrazione comunale da decenni stipula contratti di affitto con alcune aziende agricole locali e non- La zona presa in affitto dal proprietario delle mucche comprende anche un abbeveratoio per gli animali nella zona di Valmare di circa 600 mq il quale, da molti anni, risultava inutilizzabile in quanto non più impermeabile a causa di alcune crepe al suo interno. Conseguentemente, soprattutto nei periodi di siccità, gli animali si sono sempre avvicinati ai prati di Valsorda per abbeverarsi nel laghetto, con tutte le conseguenze che questa presenza determinava. Dal giorno successivo all'insediamento (7 luglio), mi sono fatta carico del problema cercando di individuare la soluzione più idonea per tutti perché, se da un lato c'è il disagio che gli animali provocano con la loro presenza a Valsorda, dall'altro c'è un agricoltore che paga regolarmente un affitto al Comune per una proprietà che non risponde alle condizioni contrattuali".
Fermo restando che gli inconvenienti lamentati debbono essere eliminati, si propone un ulteriore interrogativo: ma l'uso civico sui 2700 ettari di montagna, di cui sono titolari tutti i cittadini, fino a che punto è corretto che sia gestito dandolo parte in concessione alla Rocchetta, parte affittandolo ad allevatori (tra altro di altri comuni), e parte autorizzandovi le cave ad una ditta di Jesi?

 

 

Da Porto S.Giorgio

Al Direttore dee Il Nuovo Serrasanta"

Se lo riterrà opportuno e la lettera interessante, La preghe­rei di pubblicarla:.
Sono solito, durante il periodo estivo, venire a Gualdo per trascorrere qualche giorno.
Quasi sempre lascio in sosta la mia macchina nei pressi della Rocca Flea, dove si parcheggia parallelamente al muro di cinta. Ciò comporta una riduzione della carreggiata, tanto da rendere impossi­bile il transito contemporaneo di due macchine procedenti in senso contrario. Al verificarsi di tale situazione una delle macchine deve fare marcia indietro per permettere all'altra di passare.
Per ovviare a ciò, ci sarebbe a mio avviso una soluzione molto semplice: rimuovere il cordolo di cemento parallelo al muro della rocca e realizzare un parcheggio a pettine, (lo spazio è sufficiente) si otterrebbe così il raddoppio dei posti parcheggio e la carreggia­ta diventerebbe idonea al transito nei due sensi di marcia contempo­raneamente.
L'Amministrazione Comunale potrebbe realizzare il lavoro con modica spesa, apportando un ammodernamento utile per i cittadini e la viabilità.

Enrico Petrozzi

 

 

Caro amico Serrasanta,

ti mando una mia opinione (come ho fatto altre volte).
Due amici stanno parlando vicini (chiedo scusa per aver origliato). "Come sta tua figlia?" chiede l'uno all'altro. Risposta: "Benissimo, si è ripresa la sua libertà!".
Un anno di matrimonio fatto in pompa magna, e dopo un anno ognuno per la sua strada. Cioè il ritorno con mamma e papà, fratelli e sorelle.
Il matrimonio? solo una semplice parentesi!
Penso... Noi che siamo partiti con l'obiettivo di creare insieme un futuro (con sacrifici che non ci hanno pesato), il lavoro, la casa, i figli... Chi siamo noi? Siamo diventati tutti extraterrestri?
Gli obbiettivi dei giovani quali sono? Tornare in famiglia per avere il piatto di pasta , il letto rifatto e la biancheria pulita? Che tristezza!!
Con l'età ci si accorge del bisogno di eroismo e dignità per le trappole che la vita ci riserva: le malattie, le perdite di amici, del lavoro ecc. Allora ti accorgi di quello che hai costruito!
I figli se ne sono andati per il lavoro, a Natale staranno con le loro famiglie, ma a noi che ci importa? noi siamo in due, ci basta!

Elisa

 

 

Meteo & C.

Una promessa finalmente mantenuta

Il pluviografo, donato dall'indimenticato Domenico Tittarelli, è ufficialmente "in servizio"

Ci è voluto del tempo: quasi sei anni. Ma alla fine sono riuscito a mantenere la promessa che avevo fatto a me stesso e ad un amico, che ora mi guarderà da un posto molto più in alto di quello dove abitualmente il mio sguardo si rivolge: il cielo. No, non solo alla ricerca dei misteri dell'esistenza, del senso della vita e di chi ha concepito ed attuato l'idea di far sì che un mondo d'incommensurabile bellezza come il nostro fosse tale. Il mio sguardo ama il cielo, ora azzurro e cristallino, ora carico di nubi minacciose; ama scoprire i segreti del tempo. Nulla di "ciò che si vede sospeso in aria" - nient'altro che la traduzione letterale del termine aristoteliano "meteorologia" - è estraneo ai miei interessi.
Visto che è passato molto tempo, ricapitolerò i fatti. Nel febbraio 2004 (articolo nel n° 5 de L'Eco del Serrasanta, http://www.protadino.it/ecodelserrasanta/sommeteo.html ), ricevetti una lettera in cui, l'architetto Domenico Tittarelli (detto " Nino ") mi scriveva: "Lei non mi conosce, ma io La conosco attraverso quanto pubblica sull 'Eco del Serrasanta ; La seguo da quando ha iniziato a pubblicare" e poco più avanti ammetteva che "tutte le mattine, la prima cosa che faccio è dare uno sguardo ai termometri, al barometro ed all'igrometro mentre aspetto il caffè, per registrare poi i dati.". La lettera si concludeva con l'invito a casa sua, per fare conoscenza. Gli telefonai il giorno dopo, per ringraziarlo delle sue belle parole. Sapevo che era malato. Lui mi confessò che sarebbe vissuto ancora poco: il cancro lo stava divorando, ma non era triste, non era angosciato: lasciava la vita senza rimpianti, perché l'aveva vissuta intensamente. È raro - a me non è mai capitato - sentire una telefonata di tale intensità umana, una persona che sta per lasciare questo mondo così serena.
Durante la conversazione, Nino mi disse di essere in possesso di uno strumento probabilmente meteorologico: lo aveva trovato nella spazzatura, verso la Rocchetta, lo aveva ripulito, ma non sapeva cosa fosse né come funzionasse. Dalla descrizione, ipotizzai fosse un pluviografo meccanico. Ebbene: gli sarebbe piaciuto regalarmelo, perché, di sicuro, avrei potuto usarlo per la mia stazione meteo. Lo ringraziai e ci accordammo di rncontrarci dopo qualche giorno. Questo è il mio più grande rimpianto. Quell'incontro non ci fu mai. Non ricordo come andarono le cose: sta di fatto che ci risentimmo un paio di volte, a primavera, ma non riuscimmo mai a trovare un giorno in cui fossimo entrambi liberi. Poi, nell'estate successiva, Nino - improvvisamente, ma non senza che fosse prevedibile - morì. Lo seppi, tra l'altro, con parecchi giorni di ritardo. Ci rimasi di sasso: quel discorso era rimasto incompiuto. Un mese dopo, circa, ricevetti una telefonata: era il padre di Nino, che io non conoscevo. Mi comunicò che suo figlio, poco prima di morire, aveva espresso il desiderio che quel pluviografo fosse consegnato a me. Fu una cosa bellissima, nella disgrazia, sapere che qualcuno aveva pensato a me, pur nel dolore della malattia, negli ultimi istanti della vita. Fu così che andai un giorno a trovare i coniugi Tittarelli, espressi loro la mia gratitudine per il gesto del figlio e presi in consegna quel pluviografo. La prima cosa ricevuta "in eredità" in vita mia. L'ho contemplato per giorni, senza avere quasi il coraggio di toccarlo. Promisi a me stesso e a Nino che, benché privo di alcuni componenti e un po' malconcio, un giorno l'avrei fatto funzionare ed avrei utilizzato i suoi dati.
Certo, di tempo ne è passato. Da quel giorno la mia famiglia è cresciuta di due unità e gli impegni con essa. Per reperire il nome e il tipo del modello, ho impiegato un'infinità ma, anche se in modo rocambolesco, sono stato in grado di sapere di essere in possesso di un pluviografo Salmoiraghi modello 1625, costruito a metà anni Ottanta e revisionato, per l'ultima volta, nel 1989: ho reperito i componenti mancanti, fra cui l'imbuto, i pennini, i rulli di carta; ho ripulito le parti ossidate, sostituito qualche vite, verificato la funzionalità degli ingranaggi. Poi ho scoperto il motivo della sua "dismissione": la necessità di provvedere alla sostituzione del grafico ogni settimana (ben 52 grafici all'anno: scomodissimo!) ed un ulteriore difetto nell'orologio, cosa che vanificava l'uso del pennino. Per cui, su suggerimento di un amico eugubino, mi sono rivolto ad un esperto di elettronica e, con l'utilizzo di un contatore di eventi, installato all'interno del pluviografo e che conta il numero di ribaltamenti della bascula, abbiamo trasformato uno strumento interamente (e magnificamente) meccanico in un pluviometro elettronico di precisione. Dopo una fase di "rodaggio" in cui ho potuto apprezzare la veridicità delle sue misurazioni e confrontarle sistematicamente con quelle di altri tre pluviometri (due elettronici ed uno manuale), ora il Pluvio Salmoiraghi è stato installato in un'apposita "capannina" entrando in servizio, accanto alla stazione ufficiale Davis, di cui contribuirà ad aumentare la precisione delle rilevazioni, grazie al suo imbuto da ben 36 cm, che è molto meno sottostimante in caso di pioggia a vento e pioggia torrenziale.

Più degli altri strumenti, in fondo, ha una sua anima e una sua storia. Ho impiegato molto tempo a mantenere la promessa che avevo fatto, in cuore, a Nino, che ringrazio ancora per avermi fatto vivere una storia così bella.  Ma oggi quel suo sogno - che poi è diventato il mio - è realtà. Un sogno che vivrà in ognuna delle gocce di pioggia che, d'ora in poi, entrerà in quell'imbuto...

Pierluigi Gioia

 

 

Novembre: i giorni e i fatti

1 - Folla al Cimitero per il tradizionale appuntamento di Ognissanti; a Boschetto, commemorazione dei caduti con la partecipazione dei sindaci di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, Morroni e Tinti.

3 - Il Comitato Pro acqua presenta le 2341 firme raccolte avverso Umbra acque.

4 - Presentata dalla Vice Sindaco e l'UniGualdo la Stagione di Prosa 2009-2010.

5 - I malumori nella Lega Nord, verso una scissione?

6 - Il Presidente regionale del CONI, Conte, in visita agli impianti sportivi gualdesi;

Consiglio Comunale; è bagarre sulle cave.

7 - Presentazione del libro di Alessandra Artedia "Dagli emigranti agli immigrati".

8 - Concerto in onore di Mons. Raffaele Casimiri; A Gualdo Tadino, commemorazione dei caduti

in occasione della giornata delle Forze Armate.

9 - Il Comune bandisce il Concorso Presepi.

10 - Costituito il Movimento Civico Sandra Monacelli.

11 - L'EASP organizza la Festa di San Martino per gli ospiti anziani.

14 - Firmato protocollo di intesa Provincia/Comune per valorizzazione della Valsorda.

15 - A Boschetto una Messa per il lavoro, con la partecipazione del Vescovo Sorrentino.

16 - Nuovo direttivo della Lega Nord (coordinatore Mauro Mordenti, coordinatore comprensoriale Massimiliano Parlanti). Annunciata l'apertura di una sede della Polizia Provinciale e di uno Sportello del Cittadino a Gualdo Tadino.

18 - Si apre la Stagione di prosa al Teatro Don Bosco con Ultima chiamata. Presentato il progetto promosso dal Circolo Didattico patrocinato dal Comune sui "disturbi di apprendimento".

18 - UniGualdo e l'Istituto " R. Casimiri", organizzano conferenza della Dott.ssa Cinzia Grucci, della Polizia di Stato su "Tranelli della Rete e clonazione delle carte di credito".

19 - Paralisi nel centro storico per il protrarsi dei lavori in Corso Piave e Piazza Garibaldi.

20 - Presso la scuola media statale, celebrato il ventennale della "Giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza", con iniziative destinate ai ragazzi delle classi terze.

21 - Presentato il progetto "Programmi di prevenzione nelle scuole".

22 - Prima festa dell'olio nuovo a Corcia.

23 - Assessore Fofi al centro di polemiche con il PDI e con la Lega Nord.

24 - Raccolta firme da parte della Lega in difesa dei Crocefissi nelle scuole

- incontro del Sindaco con le rappresentanze sindacali della Merloni di Gaifana

28 - Consiglio Comunale; a Rigali, festa dell'olio nuovo. Il PdL annuncia di aver raccolto 3458 firme per la proposta di legge regionale sullo sfruttamento delle risorse idriche.

29 -

30 - Depositata la proposta di legge regionale del Sindaco Roberto Morroni in materia di concessioni.

 

 

Presepe vivente a Roveto

Il 24, 25 e 26 dicembre le vie e le cantine di Roveto, antico borgo di Gualdo Tadino, si animano con il presepe della civiltà contadina. Lavandaie, scalpellini, taglialegna, norcini, fabbri, pastori... Tutta la popolazione è impegnata a mettere in scena quadri di vita contadina di circa 100 anni fa con un prezioso recupero di strumenti che diventa anche un impegno culturale di notevole spessore. Per saperne di più potete accedere al sito internet www.preseperoveto.it

 

 

 

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