Ecco il vincitore: il priore di Porta San Facondino – Intervista a Luca Fiorucci

di Luca Fazi –

Sì, è già tempo di programmare il 2025. Il mondo dei Giochi de le Porte, del resto, non conosce tempi morti. Ottobre è il primo mese utile per un nuovo inizio – lungo quanto entusia­smante – che traghetterà le quattro Por­te verso il prossimo Palio. Ad ogni modo, prima di tuffarci nell’edizione numero quarantasette, concediamoci ancora uno spazio per ripercorrere quella appe­na conclusa. Come? Ovviamente attra­verso le emozioni e le considerazioni del Priore che ha avuto l’onore, nell’ultima domenica settembrina, di alzare al cielo l’ambito drappo. In questo 2024 Luca Fiorucci, che guida i gialloverdi da due anni, è riuscito a centrare la prestigiosa doppietta composta dal Palio e dal pre­mio come miglior Corteo storico. Due ri­conoscimenti concretizzati nella giorna­ta di domenica 29 settembre, certo, ma figli dei precedenti dodici mesi e di un lavoro corale che ha portato San Facon­dino ad essere quella Porta “dinamica” voluta dallo stesso Fiorucci, in cui tutti i vari settori risultano operativi e capaci di far fronte a qualsiasi evenienza.

Tornando a quella domenica, cosa hai pensato un attimo prima della consegna del Palio mentre eri davanti ai tuoi portaioli?

“È stata una scarica di adrenalina talmente potente che non sai come gestirla. Davanti a quel fiume gialloverde non puoi arrivare preparato e ti ritrovi la testa piena di mille interrogativi. E adesso che faccio? Cosa dico? Il primo pensiero è stato per quei portaioli che non ci sono più, ma continuano ad occupare un posto speciale nei nostri cuori. Ho ringraziato anche la mia compagna perché i Giochi, torno a ribadirlo, riescono a darti tantissimo ma tolgono anche molto tempo agli affetti più cari”.

L’esordio di Vespro, con il tempo di 1’52”50, non ha deluso le forti aspettative che giravano intorno a lui: eravate davvero consape­voli che potesse effettuare un giro di questo tipo?

“Sapevamo delle sue vaste qualità, su questo non ci piove, ma il gruppo dei somarai ha portato avanti un lavoro certosino, andando a limare le intemperanze caratteriali dell’ani­male. Abbiamo sempre creduto nelle sue possibilità, tanto che lo stavamo aspettando da ben tre anni… Direi che è stata una scommessa ampia­mente vinta”.

Confrontandoti con i tuoi ragazzi del­la stalla, credi che possa ripercorrere le gesta del plurititolato Indio?

“L’intera Porta se lo augura con tutto il cuore, poi sarà il tempo a mostrare la realtà dei fatti. Sono stati elimina­ti molti difetti e il suo esordio, in cui ha fatto registrare il miglior tempo in assoluto di San Facondino a carretto, è un ottimo biglietto da visita. Speria­mo che abbia le capacità di segnare un decennio come il nostro Indio”.

Se parliamo di Vespro, il discorso non può che allargarsi sul fantino Edoar­do Angeli e sull’incredibile rimonta che ha portato a termine…

“Va detto che tutti i somarai sono stati autori di un lavoro en­comiabile e i ragazzi si meritano i ringraziamenti più sentiti. Chi vive soltanto i tre giorni dei Giochi tende, spesse volte, a valutare unicamente la prestazione, senza comprendere a pieno gli sforzi che ci sono dietro. Edoardo si era messo all’opera già dall’ottobre dello scorso anno, raggiungendo la stalla quasi tutti i giorni per perfezionare ogni aspetto. Non mi stupisce ciò che ha fatto perché conosco l’impegno e la serietà con cui affronta le varie situazioni. Sono passati vent’anni dal suo esordio ma, come dico spesso, può tranquillamente andare avanti per altri due decenni”.

Dal fantino gialloverde a quello giallorosso: che ne pensi del ge­sto di Emanuele Barberini?

“Prima che mi venisse consegnato il Palio, gli ho voluto dedicare un pensiero e credo che il suo nobile gesto sia la testimonianza più autentica del valore dei Giochi. Non avevo dubbi su di lui, in quanto è il mio vicino di casa e lo conosco molto bene. Oltre ad es­sere un fantino con grandi capacità, possiede delle qualità umane impareggiabili”.

Unica nota dolente, tra i tuoi giocolieri, è arrivata dal fromboliere Robert Shahini che ha chiuso la propria gara in ultima posizione: cosa gli hai detto al termine del Palio?

“Quello che gli abbiamo ribadito il sabato dei giochi dopo le prove, ossia che con qualunque risultato non sarebbe mutata la fiducia nei suoi confronti. Gli siamo grati per averci messo la faccia, come sempre, e non possiamo che sentirci orgogliosi per avere un talen­to come lui. Si può vincere o perdere, ma si fa sempre insieme”.

San Facondino, come già accaduto in altre tre oc­casioni, ha portato a casa l’ambita doppietta Palio – Corteo storico: era nell’a­ria anche questo succes­so?

“C’era senza dubbio la consapevolezza di porta­re in piazza un corteo di altissimo livello e molto ambizioso, a mio parere uno dei più belli della sto­ria dei Giochi de le Porte. L’idea del teatro itinerante poteva rappresentare un azzardo, con tutte le diffi­coltà del caso, ma alla fine è risultata vincente. Anche qui è doveroso ringrazia­re tutte le persone che si sono adoperate per rag­giungere questo risultato, dai responsabili a chi, con passione, ha sacrificato il proprio tempo per il bene della Porta. Un lavo­ro enorme, tra carristi e sarte, che si è sviluppa­to sempre in armonia. Grazie a tutti!”.

Come valuti l’esperienza del corteo della do­menica con la nuova formula?

“Siamo stati i promotori del cambio, per dare la priorità ai giocolieri e limitare, al contempo, annose problematiche che erano ormai sem­pre più evidenti. Ha funzionato tutto alla perfe­zione e siamo riusciti, inoltre, a correre la corsa a pelo con le luci del giorno. L’edizione appena passata dimostra che ci avevamo visto lungo sul mettere in pratica una modifica del genere. Ora possiamo valutare anche di rivedere e po­sticipare l’orario di ingresso dei cortei, magari per dare più respiro alle taverne”.

Parere favorevole anche per il cambiamento nel tiro con la fionda?

“Direi di sì, nonostante sia ancora presto per dire se in futuro si avranno meno spareggi. Non ci sono stati in que­sto 2024 ed è un fatto che non accadeva da tempo. È evidente che la nuova formula abbia influito, ma è altrettanto vero che è stata una gara a dir poco singolare con dei punteggi che non rispecchiano i valori effettivi dei tiratori, come nel caso di Lilli e del nostro Shahini. Vedremo nelle prossime edizioni”.

Con la conquista del quattordicesimo Palio vi por­tate a una sola distanza da San Donato: hai per caso un messaggio per Alessandro Cesaretti?

“Un messaggio? Non dico nulla, lui sa già tutto (sorride, ndr). Scherzi a parte, i giocolieri di San Donato sono e saranno sempre molto competitivi, quindi il prossimo anno prenderà corpo l’ennesima battaglia dalla quale non possono essere escluse le altre due Porte. Non sarà semplice, ma posso garantire che San Facondino non si farà trovare im­preparata”.

Rimanendo nell’edizione 2024, a chi dedichi que­sto Palio?

“Non vorrei scontentare nessuno, anche perché dovrei fare molte dediche. Se sono qui come Prio­re lo devo a tante persone che hanno mostrato fi­ducia nei miei confronti. A chi c’è sempre stato e a chi, pur non condividendo tutto, è rimasto sempre accanto. Sono fortunato perché non mi sono mai sentito solo. Grazie di cuore”.

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